rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Utente: redmaltese
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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giovedì, 19 ottobre 2006

libri - sport: nel nome del figlio - Franco Melli

Così come dieci anni fa lessi questo libro tutto d'un fiato (in due o tre notti, credo), non me la sono sentita, nonostante la lunghezza,  di ripartire il post in più riprese. La particolarità dell'argomento e la violenta necessità di denunzia da parte di un padre giornalista, sulle vicessutidini di un giovane figlio che cavalca per disperazione le terapie alternative della  medicina non ufficiale, senza protocolli,  tanto sostenuta in quegli anni, m'hanno convinto della scelta. Chi non ricorda il fantomatico dott. Di Bella. Così recita il retrocopertina " Maci gioca a primavera l'ultima partita nella Lazio, salvo scoprire in pochi attimi un mondo capovolto; eppoi via via la tragedia della leucemia, la disputa tra ematologi tradizionali e fautori di terapie alternative, una vita che non è vita. Resta sullo sfondo la Roma pacioccona degli amici di "quando le cose vanno bene", restano i rapporti col padre giornalista, quando teneri, quando sfilacciati dall'incubo dell'addio... Documento verità e romanzo sulle normali viltà contemporanee, il tutto in un linguaggio crudo. Il linguaggio dei condannati al supplizio."
Dio esiste?
 
Gli hanno tolto la sacca di piastrine nemmeno smezzata. Hanno sganciato anche l’alberello della fleboclisi e i tubi collegati ai vasi sanguigni. Maurizio è morto a ventiquattro anni, la bocca ripiegata in una smorza di disgusto. Oltre il sistema immunitario devastato, s’erano spappolati fegato e intestino sotto le raffiche dei farmaci iniettati. Bombardati durante pacifici tempi romani.
Maci è stato calciatore promettente, universitario di lettere apprezzato da Asor Rosa, cronista sportivo, intervistatore radiotelevisivo, poeta disperato. Poi leucemico dignitoso, bel ragazzo capace di dominare l’impulso del suicidio, martire attaccato alla vita. La sua vita massacrata. La sua vita giocata a testa e croce dai genitori allo studio dell’ottuagenario prof. Luigi Di Bella, 26 marzo 1995: “eviterei gli ematologi, la seconda via crucis chemioterapica. Portatelo via da loro”
 
Immaginario laico
 
…da Vienna scrivevo di Milan – Barcellona, finalissima di Coppa Campioni dell’indomani, e una telefonata m’agghiacciò. Leucemia, leucemia linfoide acuta, leucemiaaa…Provvederà il prof. Mandelli, le cure sull’organismo robusto d’un atleta diciottenne in genere funzionano, Maci si riprenderà, non è mieloide, questa è meno grave: leucemia linfoide acutaaa.
Sudavo freddo, dopo un vuoto d’aria a novemila metri m’appoggiai sul letto per riprendere quota.
Poche ore più tardi, nel locale del valzer e degli arrosti imbesciamellati, sorridevo da ebete. O almeno ci provavo al tavolo dei colleghi, dove l’allenatore Galeone gradiva commensali divertiti, chiacchierando di tattiche, zona pura, donne impure, licenziamenti.
 
Morte di pomeriggio
 
L’autoambulanza nel traffico di Portuense e Monteverde sobbalza lugubre. Lo inghiottono imbarellato nell’antro del pronto soccorso No San Camillo intercederà; fra qualche minuto gli riserveranno l’ambiente sterile, lo sosterranno. San Camillo non è Sant’Eugenio, collega inflessibile che poco fa l’ha respinta, ricordando l’inutilità d’ospitare dentro le strutture quel giovanotto con il midollo invaso dai blasti e irremovibile nello scartare procedure tradizionali.
“Troia bastarda”, ringhiavi alle spalle della dottoressa racchia, che usava il terrorismo psicologico per convincerti ad abbandonare i sistemi di Di Bella. “Prof. Amadori non insista: Di Bella o la canna del gas”. Oppure: caro Amadori, detesto le sue collaboratrici: masticano acido, brontolano se non riprovo fino al trapianto dovrei sgomberare, che approfitto della generosità, che occupo un posto letto abusivo, che le tremila piastrine non aumenteranno grazie alla melatonina, acqua fresca, che si calpesta la deontologia professionale.
 
L’inverno dei rimorsi
 
Tu sei sempre più malato, io sempre meno giornalista. Forse crolleremo insieme. Forse al tuo scempio dei tuoi stimoli residui corrisponderà qualche mio torpore, che è rassegnazione davanti alla tragedia, dopo cinque anni di rimorsi....il rimorso d'appiccicare parole allo strazio che sopporti fra un risveglio e un tramonto. Come stai Maci?Serve nulla, Maci?..Giochiamo a briscola?..Per Dio non buttarti giù?...Guardi dai vetri: un'azalea, uno spicchio del parco dirimpetto, un sorso del mattino che non t'appartiene.
 
Il Vangelo secondo Di Bella 
 
"Bimbo s'accomodi"  disse Di Bella pigiando il pulsante del cancello d'un’abitazione senza pretese Maci si guardavo intorno stupito....Luigi Di Bella divagava per metterci a nostro agio..."Sono anarchico, nemico dell'accanimento diagnostico e dell’ostinazione teraupetica..."Il cancro è un male ricco, perchè chiunque farebbe qualsiasi cosa per venirne fuori. E le case farmaceutiche se ne avvantaggiano", "Mi spieghi la melatonina", sintetizzò Maci.
 
Rifiuto in discoteca
 
Il direttore editoriale di Fontanesi registra un messaggio alla mia segreteria telefonica, e sono in discoteca dopo mezzanotte, dietro sua indicazione, per individuarlo, per parlare del libro che mi angustia...Pensieri ai raggi stroboscopici, i decibel frastornano, il dee jay è astemio, il direttore editoriale è quello là in penombra , sulle ginocchia del cantante mulatto, che centellina il superalcolico.
Avvertito dal cameriere si ricompone, mi viene incontro, si scusa d'aver rimandato per sei mesi l'appuntamento. Me lo figuravo curvo e morigerato, un cenobita della cultura travolto da pile di bozze. Evidentemente le liturgie contemporanee si celebrano fuori dei luoghi deputati pure per mezzo di diaconi pressoché fanciulli, come questo direttore glabro, che evoca il poster d'un efebo negli spot di Kalvin Klein....Ha danzato solo, dimenandosi per la gioia di ragazzine. "Il ballo frenetico è un mix d'estremo e trasgressivo. Come leggere Aldo Nove e Giuseppe Culicchia.
"Avete dato una scorza al romanzo su Maci e di Maci?." Straziante, una pizza". "Una pizza o straziante"? "Una pizza straziante, non ci rimanere male oggi va di moda  "pulp sex", emanazione di pulp fiction". Quentin Tarantino ha ormai seguaci fortunati ovunque."Cazzo sarebbe"? "Poi ti dirò. Ci mettiamo a nostro agio in direzione"...La direzione è un tinello umido, il sofà macchiato e strappato, il pendolo senza cuculo e lancette, l'odore degli scompartimenti ferroviari...
..."Modificherei tutto. Vedrei qualcosa di torbido, di trasgressivamente pulp, elevabile sul lutto autentico. Gli impasti di buonismo sono stomachevoli."
..."Il prodotto così com'è non è situabile, non ricalca la cultura della violazione, non è metafora di una dimensione abituale in cui ci si possa riconoscere."..."Gli eroinomani di Trainspotting hanno fruttato il record d'incassi. In Italia è il momento delle sostanze sintetiche, l'estasi non guasta nella storia di emarginazione di un ventiquattrenne."...."Dimmi com'era Maci? "Non era il relitto che immagini per specularci. Senza leucemia si sarebbe fatto valere nel calcio, nella vita. Atleta limpido, scriveva racconti e poesie bellissime.”. Qualcuna l'ho letta ma chi le pubblica? In Italia saranno due i poeti che rivendicano la giusta considerazione...
"Di non schifarmi, devi capire ... teniamoci in contatto. Vorrei leggere il finale... " Non ci sarà finale per l'editrice Fontanesi".
Vampate di calore mi percuotono. Sono un tachicardico allergico alle bestialità, che s'allontana dal laidume d'una trappola senza voltarsi indietro. Roma è già sventrata dalle ruspe per il giubileo secondo il lifting di Rutelli, e alcuni sonnambuli ne fiutano il tanfo. Roma puzza di Hamburger e patate fritte al ketchup come la Hollywood di John Travolta. Domando quindi vasocostrittori nasali dentro la farmacia nei paragi del Tritone. "Spiacenti, senza ricetta no". Per un po' d'anfetamina non c'è problema.
 
Pensieri in volo
 
...Rastrello ancora Maci, i tuoi gemiti sulla bobina della memoria. Rastrello le tesi del libro buddista, supponendo per un attimo che ti coinvolgono. Giungeranno riscontri perpendicolari? Respiri l'alba eterna? affrancato dall'illusione cosmica? Sei verità pura nel vuoto radioso? Il testo Tibetano asserisce che, diversamente,   riattraverseresti le sette fasi della dissoluzione fino a ricostituirti in un'altra placenta.
Rieccomi nell'oblò del tramonto. Non mi deridere, non sospettare che m'allinei stordito alla leggenda d'una segnaletica suprema, tratteggiata per reintegrare fuori del corpo, l'energia illimitata da cui proveniamo. Dai contesta, dì qualcosa! Tu risolvesti digiuno lo spavento da obitorio rassicurando Chiara: "Dio misericordioso non rifiuterà uno come me, che l'ha disprezzato dopo la temporanea guarigione. E pure tu amore credi nell'indulgenza del Suo perdono, nel paradiso. Credi, Promesso?" Tremolavano barlumi e scansavo riferimenti alla religione dei ritorni sulla terra. Senza passaporto karmico ti sigillarono là dentro, né, prima scomodai l'aspersorio del sacerdote, sorreggendoti sollevato per sfiorargli il crocifisso. Mormorai appena; "Ti voglio bene, Maci, non scordare che t'ho voluto bene e ti vorrò un mare di bene.”.
Mare profondo, grande almeno come questo che precede l'aeroporto di Fiumicino, sciabolato di fari rossastri. Però non so se ascoltavi, bambino mio.
 
Alcune poesie di Maci
 
A volte penso che
potrei congedarmi
alla grande, da mattatore
Anche nel trapasso.
E rimango colpito
da tanta lucidità e
cinismo che i miei
pensieri rivelano.
Ma poi penso che
la fine è una cosa
seria, che non sevirebbe
a nulla spettacolizzarla
renderla unica, inevitabile,
e piango pensando
che non riuscirei
nemmeno a
farfugliare la parola
addio.
 
***
 
Ricordo lampi oscuri
dentro certezze logorate
dagli eventi, ricordo
la mia faccia sbiancare
allo specchio, quando
l'esistere voleva dire
temporeggiare, sopravvivere.
 
***
 
Amore viviamo decisi
il nostro inimitabile amore.
E poi fregatene delle ostilità
ed edifica il tuo monumento.
 
***
 
5° anniversario
 
E' successo di tutto
in questi cinque anni....
eppure il mio cuore
è rimasto in quella trattoria
davanti a due supplì sbocconcellati.
 
       Franco Melli NEL NOME DEL FIGLIO - la vita di  Maci decisa dagli ematologi - L'Airone Editrice                                                                            
postato da: redmaltese alle ore 19/10/2006 00:33 | link | commenti (2)
categorie: libri sport- nel nome del figlio