
“Ho divorato l’ultimo chilometro con la certezza assoluta che l’oro sarebbe stato mio. Una curva a sinistra mi ha infilato sotto le tribune e, dopo qualche secondo, sono stato colpito in faccia dallo schiaffo di luce dello stato Panatinaiko, unico luogo illuminato di un’intera città immersa nell’imbrunire e in attesa dell’epilogo dell’Olimpiade.
Lo speacker ha urlato il mio nome: “ Baldini, Italy”, e lo stadio è esploso.”
Queste sono le prime parole del libro “Con le ali ai piedi” di Stefano Baldini edito dalla Mondadori, libro postumo del grande trionfo di un italiano nella disciplina principe nello sport: la maratona. Questo libro aprirà una sorta di bacheca di libri sullo sport nel tentativo di spiegare o meglio farci spiegare i valori che può insegnare lo sport in generale. E’ difficile avvicinare gli scettici ovvero i sedentari incalliti partendo con un libro sulla maratona, sinonimo di fatica, sudore. I benefici che si possono ricavare sono senza ombra di dubbio ripaganti ed inimmaginabili. Correre è anche riflessione e rigenerazione mentale. Lo stato di benessere che se ne ricava è dovuto all’aumento delle endorfine sviluppate nell’allenamento dal nostro corpo.(provare per credere).
“ Corro per 42,195 metri ad una velocità media di circa 20 km orari. Più forte di quanto non riesca a fare una persona normale spingendo due pedali dal sellino di una bicicletta, tanto per dare un’idea.
Oppure per usare una metafora di Mauro Covachich, la velocità di un ladro che ti ha rubato il portafogli e che tu insegui, scattando al massimo della tua potenzialità, per cento metri, per circa 15- 18 secondi, prima di scoppiare, mentre io procedo ancora a quel ritmo per altri 42 km.”
Nella prefazione “Linus” oramai anche lui running incallito dice: negli ultimi trenta minuti della maratona di Atene il mio telefono non ha smesso un attimo di suonare. Mi chiamano i miei amici delle corse, gli amici di Baldini che con gli anni sono diventati anche i miei, quelli che avevano promesso di non essere più i miei amici se avessi continuato a parlare di maratone.
Tutti ad urlare, piangere e soffrire per l’impresa di uno che in quel momento era tutti
“Si comincia con pochi passi e tanto fiatone…
ma prima o poi, soprattutto se l’età è sopra
i trent’anni, arriva il giorno in cui è impossibile.
sfuggire al richiamo, davvero irresistibile, della gara
che non è il richiamo contro gli avversari, ma contro se stessi”.
Enjoy tha marathon
Da con le ali ai piedi di S. Baldini – fine prima parte -