Si fanno prove, s'archiviano. Poi, un giorno, tra i file: puff!, e pensi : ma è roba mia?
è piovuta allineata l'ombra
in questa casa non vissuta.
chi avrà il coraggio (mi chiedo)
di chiamare per nome le cose,
con occhi in primo piano,
piccoli e rotondi (che distillano
lacrime borghesi). un contesto
poco condiviso, la complicità
d' un viaggio iniziato, mai ultimato.
...se fosse già pronto il mondo
per un altro giro di fiamma,
un'altra rivoluzione imperfetta....
*
dunque. dicevamo della rotazione del polso.
del movimento parziale (intanto i pazienti
vengono ingessati dalla testa ai piedi.
per non farli pensare, saranno riposti
in sarcofaghi. messi sotto sale.)
un uomo prese le gambe e le portò altrove.
altrove la notte non ha stanze, ma un macro
buco nero, che inghiotte cosa dovremo dire
e l'intermittenza di luce buio - buio luce.
*
sta fuori la mente. nel cortile. al fresco.
il nodo in gola si scioglie. intorno
le rane immobili smembrano silenzi
come vecchi autobus fuori linea.
il cane del vicino abbaia alla luna:
"la sfondo", pensa, e rode solitario.
il nome tuo si manifesta sfocato
nell'orbita di bassi cieli stanchi.