Ongii
raccontami Ongii
che scorri
incessante preghiera che mormora al cielo
del tuo monastero perduto
dimmi la bellezza dei gesti e dei colori
che ti hanno traversato e che hai riflesso
dei bagliori dell'oro, dei fuochi, dei fumi e dei profumi d'incenso
tra l'eco di conchiglie, trombe, campane, fragore di tamburi, di piatti
lo sgretolarsi tremolante dei gong
cantami coi pellegrini nomadi gioie e bisogni
e delle carovane sfiancate da Occidente, dall'interno, dal Nord e dall'Oriente
cantami dei mercanti i richiami
e della folla il brusio e
l'ooohooohooooooooo
di meraviglia ai prodigi
inondami di vita quotidiana
d'ovvio, rumore, stupore
canta il Capodanno lunare
viene la primavera
la terra che fiorisce
la vita si rivela
latte sangue carne nutrimento
offerta al tempio
ed è preghiera
il succhiare della bocca
nei cuccioli d'uomo e animale
Brace
anime fiammeggianti
attonite
squarciato il velo della cecità
a mezzo cielo, in vuoto
denso d'inganno figurativo
tra ciò che hanno distrutto
e ciò che non gli toccherà
appare la bellezza mai assillante né oziosa
languida quando è ora e forte e lieve e austera
l'aria serena e di sostanza sferzante
anima fiammeggiante
soffoca
smaniosa d'aria
non ce la fa
giorni spremuti e notti
attinti a un pozzo
profondo millenni
Il somigliare agli altri
non la salva
anima fiammeggiante
zoppica
zoppica brace, non sa se ce la fa
un gioco antico, un bel gioco
pericoloso solo per sé
appare la bellezza mai assillante né oziosa
languida quando è ora e forte e lieve e austera
l'aria serena e di sostanza sferzante
G.L. Ferretti