immagine presa da qui: attento ragazzo...la rivoluzione è una gran puttana!
C’è una considerazione da fare: questa è l’epoca dei blog (presto sarà superata da qualche altra diavoleria), è l’epoca dove i blogger poetici o meglio i poeti blogger, fanno battaglie, prospettano rivoluzioni contro qualche mostro invisibile che oscurerebbe la poesia e anche quelli che la producono, incluso se stessi, ovviamente, ma anche gli amici e gli amici degli amici. Accade, qualche volta che qualcuno si attrezzi, si organizzi per coltivare il proprio orticello. Ecco che nascono ( per qualcuno può darsi anche in buona fede) delle sette cospiranti contro il male del secolo.
Sette di poeti che producono e cospirano, intentano battaglie contro il mondo editoriale ecc ecc.. Fino a qui, quasi niente di male. Quando però c’è da operare, mettere i panni seriamente di operatore culturale, qualcuno di loro rientra nel proprio personaggio, e qualcun altro invece continua a blaterare e chiedersi COSA FARE PER SALVARE LA POESIA!, come e quando intraprendere "sta" rivoluzione, facendo attenzione nello stesso tempo a non tagliare i ponti con chi un po’ conta o magari un giorno potrebbe tornare utile...
Discussioni, elucubrazioni celebrali codificate, dove il lettore comune, o di passaggio, ma anche il lettore di poesia attento e stanco delle chiacchiere, si dilegua alla prima via di uscita praticabile.
E’ insomma, un po’ come rivedere Don Chisciotte e i suoi mulini a vento.
Ho preso spunto da un commento di Francesco Marotta su rebstein appoggiato da Antonella Pizzo che qui ho il piacere di riprodurre, blogger molto attenti (ma ce ne sono anche altri, per fortuna ) a divulgare nel rispetto dell’etica, la parola poetica, il lavoro degli “altri”, dove altri non sta per solo quelli della stessa parrocchietta! Il buon operatore culturale deve far prevalere le ragioni dell’etica per non compromettere il proprio lavoro. Questo il punto, il modo giusto, credo di fare “rivoluzione”, la chiave per disinnescare un sistema sbagliato, nel limite delle nostre possibilità, ma non tutti lo sanno o fanno finta di non sapere.
Roberto Ceccarini
“…i link sono una caratteristica di questo blog, e vogliono continuare ad esserlo: il modo che trovo, stando in rete, per manifestare apprezzamento, e soprattutto “rispetto”, verso il lavoro degli altri. Lo fanno in pochissimi, la maggioranza è tutta intenta a rimirarsi l’ombelico e a guardarsi bene dal pagare i “debiti” (furti e plagi compresi). Ma io vado per la mia strada, e non me può fregare di meno: se trovo “qualcosa” che, secondo me, ha valore, la rilancio, dando la possibilità, a chi magari non la conosce, di fare la mia stessa “scoperta”.
E’ un atteggiamento che una volta si sarebbe definito “etico”, un modo per far circolare la “buona” poesia (almeno me lo auguro), argomento di cui ultimamente si parla, e si blatera, tanto, solo per scoprire che la poesia a cui si fa riferimento è la propria e quella degli amici del quartierino.
13/09/2008 Francesco Marotta
“sottoscrivo anch’io, abbasso i quartierini :-) e le confraternite e le feste in cui non sei mai invitato o se lo sei ti lasciano in un angolo a fare tappezzeria o a cambiare i dischi nel giradischi. ma ora che i giradischi non ci sono più quelli che fanno tappezzeria cosa fanno? quelli che cambiano i dischi ora hanno fatto di necessità virtù e si chiamano dj”.
13/09/2008 Antonella Pizzo