rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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venerdì, 15 febbraio 2008

- fabrizio pittalis tribute = progetto lettura 45 -

  karpos_fabrizio pittalis

fabrizio pittalis "tribute"

letture Ansuini - Molesini - Rossetti

 

E’ passato un anno dalla morte di Fabrizio Pittalis, giovane autore fondatore di Karpos. Molti amici, in un modo o nell’altro, hanno voluto testimoniare quanto sia stato importante per loro, condividere con lui il progetto Karpos e soprattutto frequentarlo come uomo e poeta. Dai vari interventi che ho letto in rete, sembrerebbe che l’artista non avesse voluto coinvolgere gli altri compagni di viaggio, su quanto gli stava accadendo come essere umano. Ora gli stessi "amici", oltre ad avergli dedicato una serata con un vero e proprio "recital", nella sua Porto Torres  “Molto spiacenti, Sir”, dispensano letture dei suoi testi nei vari reading che presenziano, o nei loro blog. Un modo per donare agli altri le sue cose, segno d'affetto e di stima, ma anche, secondo me, un modo per sentirselo, in qualche modo ancora vicino.
Silvia Molesini, Alessandro Ansuini e Andrea Rossetti hanno aderito con gioia all'invito di dedicargli un “progetto lettura”.
Tre interpretazioni, assolutamente suggestive, che consiglio vivamente di non perdere.

IRREPARABILE  - lettura Andrea Rossetti -

Mi portavi alla campagna per un giorno vuoto
veloce e rustico
proprio quello che ci vuole
hai detto.

Io cercavo
nonostante le promesse di star fermo
e con la testa sopra il collo
nelle pietre un bel canguro
una forma da notare di leopardo
mi sentivo come fossi appena partorito
visto e rivisto

                    straordinariamente vecchio

dentro agli atomi nell’aria
mi guardavo di nascosto.

Godevamo degli sbuffi degli scherzi entrambi
solitari, belli e cristi
dermatologicamente quasi muti:

sulla fronte
non avevi niente altro che una piccola eruzione.

Se non fosse stato per la prosa degli occhi
non saresti mai riuscita a scovarmi.

Me l’ avrei forse cavata
col bluastro d’un cielo d’inchiostro
un agire da latte e biscotto
tra i ricordi delle elementari
così romantico
con un paio di stampelle sentimentali
avanzando
tra un quiproquò ripetuto di falsi allarmi umoristici
nascondendo ben dentro il cappotto
il mio corpo di muschio
la mia testa a sonagli
dietro a un viso da barbapapà
con un cuore
che a schiacciarlo fa
piii-po’


 
ANNUSANDO CERTE CREPE DELL'ESTATE   - lettura: Silvia Molesini -
Non fu fuoco sulla faccia
forse solo terra dura
crivellata
sotto il peso della vita
dell’ “Avanti!” dell’erbetta…
Dolci visi angeli morti
grossi rospi intermittenti
mai del tutto seppelliti tra i tendaggi
— tutto un mondo in piccoli particolari —
costole di cani
infiniti lunghi spettri
luminosi di corolle e fiori informi
incagliati per scurire i tuoi ricordi grano e luce in un colore.
(le due cose stanno sempre insieme)
...
Per aria al mercato…
Un inferno di grucce e stoffe…
Fruttivendoli poco commossi per il calore dei pomodori…
Passeggiavi…
E sfocava l’avvinghiarsi sessuato delle voci
pietre grosse troppo leste a sbriciolarsi
se il tuo dito se n’andava alla ricerca di qualcosa che piacesse
se s’apriva luminoso il paradiso in un momento principale
e saltava
luccicante
subitanea si squarciava la città.
...
Tutt’ignari dei pericoli i volatili ci sembrarono i più vivi
voli viola a capofitto scuri
volteggiando
negli sforzi delle nuvole e nel sole
e col fuoco del fornello dopo acceso azzurro in quel bel giorno
facevamo le scarpette lungo i fondi delle pentole
dimenticando tutti calce viva e piedi sporchi
l’altrui colore sempre più lucente
denti bianchi sani e forti
e un’altra nota non poco importante
il nostro essere incantata inconsapevolezza
il nostro buon funzionamento umano.
...
Dovette piovere molto sul clima indorato di quei giorni
ci muovemmo mosche negli occhi
fessi
caldi dentro ad illuminazioni e soli assenti
decapitati nelle intenzioni delle luci
e alcuni giacevano morti
e un morto canticchiava fra sé e sé.
Non si capiva il vespro
l’accecarsi nella luce attonita
il nero invadente sotto gli ombrelli nel sapore dorato dei corpi
dei sogni rubati ad immaginazione dalle menti degli altri
non s’avvertiva che poco quel sale sugli occhi
la vaga sensazione erotica
di madri felici cullando cullando fagotti di figli inesistenti
ma a noi la materialità non importava
la luce falsa
profeti indossammo del tutto anche noi i nostri occhiali fumé
e ancora nel sole altri corpi
cumuli di mani nel sudore nudo dei petti
agnizioni squarciate di brevi momenti percossi
i figli dei figli dei figli giocavano ai morti
e un cane canticchiava fra sé e sé.
...
Moriva
da lontano
l’abc sulle lavagne sporche…
Nient’altro che improbabili insettini piccoli
obbligati dall’invidia dei palazzi
perdemmo in pochi giorni il nostro onore
tra i giochi dei quattro cantoni.
Furono grandi risate come tagliole accecanti
e non ci impressionarono i cazzi puzzolenti dei soldati
le nostre donne bionde di menzogne e pastarelle
in ogni via il trionfo della gioventù splendente
un peso perdifiato come d’allitterazioni collettive
e se n’andava via la grigia marcia eterna
l’esercito raggiante di uomini stracciati nella polvere
così innescammo ancora e quindi l’emozioni nostre
incinte di coriandoli e bombette.
Scontato un mio compare riteneva fossero soltanto favole
e seguitava a noia l’infinito delle trame e le sue ciarle
e a noi non importava niente
e alcuni giacevano morti
e un morto canticchiava fra sé e sé.
 
 
 
 DURA JOLE -  lettura di Alessandro Ansuini & Cameramix:
 
Se in ogni modo tieni duro le parole
e dappertutto cadono i capelli

la punta della lancia te la tieni in tasca
e accechi l’angolo dell’occhio

accechi delicata la mancanza d’alleati
triangoli schiacciati senza voglia

sui tuoi cigli (così diresti, forse in modo
involontario) strade impraticate

per sorprenderti legarti in basso
per risucchiati a strozzo dentro al tubo dello scolo

Jole - sudandoti ti chiamano le pile
i prati da lavare ad aspettar distesi

il sole lì tutte le sere tutte che s’assolve
l’orizzonte divorando e l’imbrunire pure.

Sai bene (e ciò ti scuoce) che si va
per tutto il mondo spettinando un po’
 
 
 
 
Fabrizio Pittalis principalmente produceva poesia, narrativa, riflessioni critiche e recensioni. Aveva progetti su blog.
si è spento a ventiseianni.
 
 
postato da: redmaltese alle ore 15/02/2008 23:47 | link | commenti (28)
categorie: progetto lettura 45 f pittalis

Commenti
#1   16 Febbraio 2008 - 00:48
 
qualcuno ha definito la poesia del Pittalis ironica e disincantata...
ringrazio per il contributo gli amici di karpos.
red

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#2   16 Febbraio 2008 - 01:33
 
Grazie a te per questo ricordo di Fabrizio. Anche se di natura molto autoironica e schiva, il Pitt ne sarebbe felice.

A.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AndreaRossetti

#3   16 Febbraio 2008 - 07:38
 
Sì, grazie a te Roby.
Fabrizio resta per me un punto fisso per ricordarmi cosa è o non è poesia.
Cosa è un comportamento.
Grazie ancora.


A
utente anonimo

#4   16 Febbraio 2008 - 14:07
 
Viveva a 19 km da qui ed è colpa tutta mia non averne saputo, non averlo incontrato, nè prima d'ora aver conosciuto la sua poesia.

Sono testi, quelli proposti, di sorprendente originalità. C'è la metamorfosi ('il mio corpo di muschio/ la mia testa a sonagli' 'nelle pietre un bel canguro,/una forma da notare di leopardo'), la consapevolezza non condivisa ('Non si capiva il vespro', 'in ogni via il trionfo della gioventù splendente'), la parola meditata e creativa. Le intrepretazioni sono eccellenti e mi pare restituiscano al meglio il testo e il grande lavoro sottostante e tutto, proprio tutto, il disincanto.

Grazie a Roberto e a tutti voi
Antonio
utente anonimo

#5   16 Febbraio 2008 - 14:12
 
Sc firmo per esteso quanto sopra
Antonio Fiori
utente anonimo

#6   16 Febbraio 2008 - 14:54
 
Ma sai, Antonio, il "ragazzo" era anche schivo, e molto prudente nel darsi. Uno scrittore vero, a mio vedere, davanti a lui la dimensione del testo, che nel tempo si è complicata, ampliata, ha preso la dimensione imponente che qui si può toccar con mano.

Io me lo sono sempre immaginato come una sorta di barone rampante calviniano, del resto lui aveva un albero, da qualche parte. L'ho pensato rinunciare a toccar terra e mangiar minestra appollaiato su una grossa quercia, o un platano, e da lì cogliere le cose e il mondo meglio di qualunque passante.
Testardo e inamovibile, da dire che vede ancora lontano.
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#7   16 Febbraio 2008 - 15:06
 
in attesa di approfondire la lettura, riporto alcuni versi che mi hanno fatto soffermare con il fiato in sospeso:
"Se in ogni modo tieni duro le parole
e dappertutto cadono i capelli
...........
Sai bene (e ciò ti scuoce) che si va
per tutto il mondo spettinando un po’"
marina
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#8   16 Febbraio 2008 - 16:59
 
Grazie Silvia, per le tue considerazioni e la tua visione 'calviniana' di Fabrizio (sento di dovergli questo 'tu' postumo che non gli ho potuto dare prima).

A Marina dico: si, condivido, anche quei versi sono molto significativi, per l'allusione - e insieme la metafora - che recano.

Antonio
utente anonimo

#9   16 Febbraio 2008 - 17:58
 
con molto piacere noto passaggi e testimonianze.
Silvia, la tua poi, quella del barone rampante, del tuo immaginario...è veramente suggestiva e si fissa eterna nella mente.
l'ultimo verso che cita Marina
"che si va per tutto il mondo spettinando un po'" mi fa sobbalzare sulla sedia, ogni volta che la rileggo.
Antonio, non sentirti in colpa... oggi è più facile incontrarsi in rete che sul pianerottolo di casa, tra due vicini.
è vero poi quello che dici sulle letture: restituiscono tutto, proprio tutto " il disincanto dei testi.
tre belle voci. tre tecniche diverse di lettura.
red

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#10   16 Febbraio 2008 - 20:20
 
Quante persone mi mancano,
con le loro parole che non conoscevo,
così belle, così mie.
Ed erano già così, senza bisogno che
se ne andasse chi le ha scritte.
Grazie Red, Grazie alle voci.
cino
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#11   16 Febbraio 2008 - 20:26
 
ringrazio anch'io per il tributo a un autore che non conoscevo . Se qualcuno può fornire qualche indicazione di lettura ulteriore ne sarei grato

un caro saluto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alessandro62

#12   16 Febbraio 2008 - 20:51
 
Chi non vuole possedere in tasca le balene
per trovarle volentieri poi disciolte in pianti grossi
marci rivoli tonanti con i canti a sfondatimpani
per oceani d’uccelli rimbombanti lungo setole di pettini
introdotti di straforo alla toilette senza un perche’
e trichechi - e trichechi con i baffi spettinati e urlanti sugli scogli
con un tocco cavernoso d’universo dentro ai denti
tutt’allegri nei bicchieri insieme a tutti gli animali artici
rosa duri come setole di porci lerci a intarsiarsi nei momenti
corti e umidi inseguiti avantitutta involontari
come cieche vie di fuga dall’incastro in cui l’impasto ti rivela
ritornando con quel nodo di cemento che s'inghiotte
e non si scioglie non si scioglie non si scioglie non si scioglie più?

[F. Pittalis, Fantasia in culo a Walt Disney]

Non conoscevo Fabrizio e lo leggo con stupore e tremore, attraverso le vostre voci. Questo tributo che gli avete dedicato lo trovo molto bello. I miei complimenti.

E un pensiero speciale a un poeta che si è spento troppo presto.

Cioa, Alessandra
utente anonimo

#13   16 Febbraio 2008 - 20:52
 
Chiaramente era un CIAO :)
utente anonimo

#14   17 Febbraio 2008 - 22:39
 
arrivo solo ora.
ringrazio cino e alessandra per le parole, e alessandro per la domanda.
chiamo a rispondere uno dei tre interpreti, se vorranno.
un caro saluto
r.
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#15   18 Febbraio 2008 - 16:35
 
Non lo conoscevo!
Grazie per questa opportunità...

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#16   18 Febbraio 2008 - 19:24
 
Come accennavo su VDBD il Pitta, Alessandro, era in continua trasformazione, e molto severo, finalista, nei confronti di tutto il suo percorso di scrittura. Ha ridotto ai minimi termini molta sua produzione, e il suo blog (www.fabriziopittalis.splinder.com).
Non credo abbia mai pubblicato niente, anche se posso sbagliarmi, ma la sua collaborazione a Karpos è rintracciabile www.karpos.org, per l'appunto.

La crew di Karpos, in particolare, gli ha dedicato nel marzo del 2007 un numero speciale della sua e-zine, dove si possono trovare testi suoi raccolti, disamine e analisi. In particolare Toccafondi, nel presentarcelo in tutta la sua crespa luce, ha selezionato una serie di osservazioni di Fabrizio che mettono in evidenza parte del suo complesso pensiero. Per scaricare l'e-zine "speciale" di marzo: http://www.karpos.org/index.php?inf=pres
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#17   18 Febbraio 2008 - 21:12
 
SI', un bellissimo tributo. Atmosfere acerbe, surreali, incredibilmente maturo il suo stile nonostante l'eta'. Un applauso anche ai tre interpreti.
daniela
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#18   18 Febbraio 2008 - 22:25
 
una poesia che procede per accumuli, e scarti, con una vena dolceamara mai scontata e uno sguardo da infanzia saggia, le voci lo resituiscono allo stupore, muor giovane colui che al cielo è caro, un abbraccio agli amici che lo ricordano così intensamente,Viola
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#19   19 Febbraio 2008 - 01:21
 
grazie di cuore Silvia, ci lasci gli strumenti, i mezzi per cercare "altro" di Fabrizio.
il fatto che scelse la via della censura, testimonia, in lui, l'esigenza di una crescita.
leggendo a sprazzi il numero di marzo di Karpos, che hai linkato nel commento sopra, ho letto cose molto belle davvero;
i vostri interventi sulla poetica di Fabrizio, per esempio, tu stessa citavi quello di Toccafondi.
Prima di leggere con calma e magari riportare qualche sprazzo qui, trascrivo questo frammento poetico di Fabrizio che mi ha colpito molto (suggerisco però di leggere anche l'ottima prosa di "Invidia del pene ")

"al bagno degli uomini
preferisco l'odore delicato
di quello delle donne in cui m'infiltro
ogni volta che posso goderne
in solitudine la strana luce"

lasciandovi all'abbraccio della notte,
saluto Luca, Daniela e Viola per essersi soffermati, non prima di raccomandarvi un ulteriore ascolto delle letture, che come testimoniano in molti, sono veramente ben interpretate.
red.

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#20   20 Febbraio 2008 - 10:20
 
Davvero suggestiva e potente la lettura di questi testi di un'autore che non conoscevo. E mi sorprende sempre quando alla giovane età è unita una così profonda coscienza di sè, del mondo e della lingua anche.
Un grazie sentito a Roberto per questa proposta e ai lettori per l'interpretazione così vibrante da restituire a pieno l'energia di questa poesia.
Un caro saluto, Lucianna Argentino
utente anonimo

#21   20 Febbraio 2008 - 16:23
 
devo ammettere che per quanto possano esser piacevoli i vostri commenti mossi da poetico interesse verso quello che è stato il lavoro di scrittura e riscrittura del giovane Fabry, che personalmente ho visto crescere e mutarsi senza mai adagiarsi sugli allori come lui stesso spesso mi diceva, forse sulla base di ciò preferirebbe una spietata critica ai suoi versi così sofferti che non trovano vi assicuro rimando alcuno al suo male, ragion per cui vi pregherei di evitar di soffermarvi sulla sua scomparsa che ci tengo a dire non ha stroncato la sua vita a 25 anni ma a 26 compiuti..so che potrebbe apparire deleterio ma per chi come me lo ha amato un anno di vita insieme è prezioso.scusate forse il tono duro ma non posso evitare di portare con me quel po' di lui che ogni giorno continua a vivere.un bacio ad alessandro, andrea, silvia.ciao wricciu wracci
utente anonimo

#22   20 Febbraio 2008 - 22:52
 
Davvero suggestiva la lettura dei testi, in special modo la prima di andrea rossetti. Avrò cura di rilanciare il post sul mio blog perchè notavo che è un adempimento a cui tengo che a qualche tempo trascuro.
Ammetto che il commento che mi precede mi ha un pò spiazzato, qui non siamo abituati a far critiche men che meno spietate e, nel caso, il mio commento sarebbe stato, sull'onda di quello di altri, nel senso di notare l'evidente sofferta maturità di questa scrittura che s'immerge fino al collo nello sporco, nella calura, la polvere, il sudore. Una scrittura aspra ed sferzantemente ironica, talvolta dolorante, altre amara, un ricco registro di tono, vocaboli e sfumature, corposità e consapevolezza ecco, una poesia che non si può spietatamente criticare perchè merita davvero, d'essere letta e apprezzata.
Un caro saluto a tutti
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#23   20 Febbraio 2008 - 23:11
 
Lascio un link di "riscritture" che Fabrizio aveva portato avanti per un periodo: http://figliazioni.splinder.com

un bacio a wricciu :)

A
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#24   21 Febbraio 2008 - 00:41
 
scrivere una critica più profonda, avendo a disposizione pochissimo materiale, non sarebbe molto attendibile, caro wricciu. non c'è nemmeno il tentativo di spettacolarizzare a tutti i costi, credimi. peraltro, da subito, gli stessi commenti si sono indirizzati verso l'analisi dei testi.
aver affidato la lettura dei suoi testi a tre compagni di viaggio, poi, mi sembra un'ulteriore forma di rispetto.
comunque non ti preoccupare, non c'è nessun tono duro, nelle tue parole, ma credo, solo una contaminata rassegnazione.
ti ringrazio per il passaggio.
sono molto felice anche dell'intervento e dell'analisi sempre molto lucida di Ali, che saluto con enfasi.
le letture... le interpretazioni di Andrea Silvia e Alessandro sono coinvolgenti e coinvolte.
approfitto ancora una volta per ringraziarli
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#25   21 Febbraio 2008 - 02:22
 
Grazie a tutti voi, ma grazie soprattutto a Fabrizio, che c'è - come dimostra tutto questo - ma mi manca.
Un bacio a wricciu wracci: spero di rivederti presto. ;)

A.
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#26   24 Febbraio 2008 - 14:52
 
incredibile quanto la forza della parola sia... forte, e sopravvive alla bocca che la pronuncia. in questo caso, sopravvissuta troppo in fretta, considerati i pochi 26 anni della vita di fabrizio.

la prima volta che misi una poesia sul web, 7 anni fa ormai, ricevetti un commento, uno solo: era di fabrizio pittalis ("qui c'è qualcosa di nuovo", scrisse). eravamo su LDS, io e pure Andrea, Silvia, Alessandro, e tanti altri. a distanza di anni, siamo ancora qua, che lavoriamo, produciamo, che 'stiamo insieme'.

sì, si sa che siete, tutte e tre, bravissimi, in gamba, avete una poetica, un modus di restituirla univocamente determinato. però ragazzi, ascoltare qui le vostre voci che conosco bene, così, lievi e accorate, be', mi sono emozionato.

grazie a voi per questa emozione, a fabrizio.
e grazie a red, per il lavoro che porta avanti, con passione.
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#27   24 Febbraio 2008 - 18:51
 
grazie per la tua testimonianza Gino, nonostante gli impegni. so che c'eri anche tu a porto torres. so che anche tu sei molto generoso.
un caro abbraccio
r.
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#28   28 Febbraio 2008 - 18:41
 
commossa mi taccio...
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