rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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venerdì, 23 novembre 2007

- Antonio Pibiri = Progetto Lettura 37 -

Antonio Pibiri

"di Quinta in Quinta"  - letture Rita Bonomo-

VIA  PER  DAMASCO

non c'è via per Damasco, né sibili di luci,
non c'è strada stretta o agevole che dia
fuga nel chiaro suolo della danza
serpenti annaffiati e gemmanti
e distanza
                   sicura da ogni sfascio
da ogni cerchio di lupi.

per assecondare anche un mezzo miracolo
che segni un lungo solco, dividendo
le acque morte del passato e presente,
carta da parati
                    dentro casse aperte,

e dal fondo inaudito, bucare l'opèrcolo
che dà riparo da un avvenire che non arretra
 ma prende, schivando vanto e placcaggi,
 i corpi
                   volentieri come offerte.

 

 

 

CRONACHE IN NERETTO


perde i sensi l'acqua che cade
puntiforme liquide interpunzioni
di una zelante tipografia
rotative messe alla frusta.
tutti, la pioggia, chiama in causa,
allerta, richiama in casa e sosta
in grotta i randagi a trattare
con mirra le parole crucciate.
biosfera di cristallo fumé
per il ticchettio di fiati oscuri,
dove il male minore non paga.
continua la conta dei dispersi
sotto la pluvia aviazione a tappeto.
e si copula nel fondo di uno sbadiglio
si crapula ancora nel rifugio sparuto.
quale dio dei cieli vinse questo dì l'appalto?
ma ecco che tu arrivi grazie a mezzi
di fortuna in questa novella Venezia
con un cesto di fiori marini ci salvi
dalla stasi, risalendo al suo innesco.

 

 

 

 

RAMPE   DI  CIELO

i fiori calunniati nel vaso assortito
di colori alla rinfuria sulla tela.
le zampette del geco che strappano la pelle agli zigomi,
i roghi di spine negli occhi,
 mi porti a sbucciare fichi prima dell'inganno
sotto l'albero che conosce i miei natali,
le mani che sì arrampicano alla luce.
 fingi di morire sotto una lettiera di foglie
 ma il tuo viso ha ancora il colore di un vivo incarnato.
 il capodoglio o la nera medusa nella vasca da bagno
 gravata da angustia perpetua e bassi fondali.
 il sole solleva le travi e svecchia polvere
 sulle nostre teste.
la marina s'offre all'allegria dei monelli.
 quest'anno il cobalto diserta le serate estive,
ve n'è di più nel quadro dei vitigni rossi intravisto
 dietro la vetrina dell'espositore.
 il sole si cicatrizza, non lede, non scalda,
risucchia l'ultimo spaghetto di luce opaca.
 io dormo solo, e insceno come te
il punto esatto dove mi interrompo.

 

 

 

NUOVO  MONDO  NASCITURO

ramèschi:

sconforto d'intrico arbòreo
spaghetti al nero di seppia,

non filtra il chiaro lunare –

ma la senti?   distante,
non un sogno, no, la luce?
sprezzante del cielo convesso
-pancia immane che pende –

la senti a valle d'ogni perduto sfondo

la luce abbaiare?

 

BRADO RITMO


s'inselvano cani canicolari,
striscia per terra il guinzaglio
s'impiglia quasi strozza,
lo impugna il meridiano ricordo
di un gentile padrone.
geldra di cani dalle autostrade -
non c'è uomo nella selva che imbruna,
il fiato nanifica di minuto in minuto
ma l'olfatto è acuto e s'affina,
sprona alla corsa il capo branco,
ufficiale di rotta che è
dell'orda la schiuma.
la penna ed il suo sperma li segue
ravvicinata li insegue e sente
il loro cuore scoppiare, poi
ne perde le tracce
a fine rigo
e tace...

 

 

 

Nato a Sassari nel 1968, Antonio (Nello) Pibiri risiede ad Alghero. Dopo la maturità sviluppa attenzione verso la scrittura creativa e la musica formandosi da autodidatta. Ha scritto alcune opere poetiche e letterarie. Di Quinta in Quinta è la sua prima pubblicazione.

 

postato da: ritabonomo alle ore 23/11/2007 20:07 | link | commenti (35)
categorie: progetto lettura 37 a pibiri

Commenti
#1   23 Novembre 2007 - 20:41
 
Antonio Pibiri è l'ospite di progetto lettura n. 37. Voglio ringraziare l'amica Rita Bonomo per la segnalazione, per la "contagiosa lettura", oltre l'autore a cui dò il benvenuto in questo luogo di "ascolto" e non solo.
Invito l'amico Antonio Fiori, autore della prefazione di " di quinta in quinta", a farci conoscere l'autore, il suo poetare.
buon ascolto e buona permanenza ad Antonio ( so che Rita ti ha spiegato come funziona...)
roberto
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#2   23 Novembre 2007 - 23:09
 
Proponendo la scrittura di Antonio Pibiri nella intensa e plurima voce di Rita, siamo certi di promuovere una poeta che di grande qualità, che non potrà non suscitare interesse. Ancora inedito, ha suscitato l'attenzione di Roberto Carifi (su Poesia) e recentemente ha riscontrato consensi in rete da autori importanti (da Erminia Passannanti, a Sebastiano Aglieco, da Raffele Piazza a Giovanni Nuscis, Laerro menotti, Gian Ruggero Manzoni, Daniela Raimondi e tanti altri). Qualche giorno fa sono stato redarguito per la prefazione, nel senso che mi è stato detto che non giovava all'autore e avrei potuto ometterla, date le qualità del poeta che si imponevano in tutta autonomia.
In realtà, nel corso degli interventi, ritornerò sul tema delle prefazioni in genere e di questa mia in specie - così come ritornerò, man mano, sui testi e la poetica di ntonio (Nello) Pibiri.
Lo incontrai per la prima volta nel 2003, alla presentazione di un mio libro, e rimasi colpito dallo scrupolo col quale aveva letto le mie poesie e dalla precisa domanda che mi rivolgeva, che coglieva perfettamente lo stato di oscillazione interiore e stilistica che manifestavano i miei versi.

Scrive da diversi anni, ma fino a qualche mese fa è rimasto appartato, ma - come dire - vigile, sempre più attento al panorama poetico nazionale e internazionale, in particolare a quello femminile. Nello, prima che poeta, è dunque un grande, raro lettore; le sue osservazioni e i suoi consigli si sono rivelati preziosi e mi hanno consentito di conoscere autori (come Augusto Blotto ed Edoardo Cacciatore) che difficilmente avrei incrociato nelle miei peregrinazioni giornalistiche e librarie.
A dispetto delle apparenze, Antonio Pibiri è un poeta leggibile, la sua poesia fa subito presa, appaga i palati più esigenti ma anche il lettore comune, che non frequenta assiduamente la poesia contemporanea. Raffale Piazza, nel verso libero quasi sempre utilizzato dal poeta, nota il forte scarto dalla lingua standard e qualche traccia di neorfismo (e parla anche di poesia icastica, di ipersegno, di rimandi); Erminia Passannanti ha parlato di dominio di Thanatos (in particolare nella poesia 'Dopo il naufragio', presente nella raccolta) e di lirismo autocensurato (a proposito di un' 'Altra cosa').
Certo è che, l'ascolto dei testi suscita fortissime suggestioni e invita il lettore ad un viaggio in se stesso, nella grotta della psiche e del sogno.
Antonio Fiori
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#3   23 Novembre 2007 - 23:16
 
Chiedo scusa per i frequenti refusi del precedente commento.
Rientro comunque volentieri per salutare e ringraziare Rita Bonomo e il nostro Red per avere dato voce e spazio ad Antonio Pibiri.
Notte serena
Antonio
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#4   23 Novembre 2007 - 23:34
 
hai ragione Antonio, mi sto gustando avidamente queste letture. questi testi intensi, pieni.
un autore alla prima pubblicazione ma con una maturità ben visibile, sfrontata, direi. un susseguirsi di immagini ben calibrate, che non perdono mai d'intensità.

via per damasco e cronache i neretto le mie preferite

"quale dio dei cieli vinse questo dì l'appalto?
ma ecco che tu arrivi grazie a mezzi
di fortuna in questa novella Venezia
con un cesto di fiori marini ci salvi
dalla stasi, risalendo al suo innesco."


sarei curioso di sapere (visto come dici, che è un grande e raro lettore. e dici una grande verità...."raro")
i suoi autori preferiti.

grazie Antonio, per le parole
r.
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#5   23 Novembre 2007 - 23:40
 
Ciao Red! Sono contento del buon impatto, immediato. Al volo, prima di andare a nanna, cito una autrice che sicuramente è tra i preferiti di Nello: Maria Grazia Calandrone; ma spero proprio intervenga lui a dirceli.
A domani Red
Antonio
utente anonimo

#6   24 Novembre 2007 - 09:06
 
Caspita non lo conoscevo! Ma che bella scoperta... Grazie Antonio, Roberto e Rita. Dove posso trovare la sua raccolta? In commercio? A presto!

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#7   24 Novembre 2007 - 09:27
 
ringrazio tutti (Rita bonomo in primis)
per avermi dedicato tanto spazio e risalto nel vostro sito, senza dimenticare il mio mentore Antonio Fiori.Cito qualche autore che amo in particolr modo:Amelia rosselli,Paul Celan,Y.BonnefoY,Plath,Calandrone,Bedini,Viviani,Luzi e altri. A.P.
utente anonimo

#8   24 Novembre 2007 - 12:46
 
Un autore che ho apprezzato 'dal vivo' alla presentazione del suo bel libro ad Alghero, e che ritrovo con molto piacere su questa pagina, con la particolarissima voce di Rita.
Una voce sicura e originale, che sicuramente fara' parlare di se.
Un bravo anche ad Antonio per la sua bella prefazione!
daniela
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#9   24 Novembre 2007 - 13:31
 
Eccoci nel vivo dunque, con 'intervento dell'autore. Preciso subito, a Luca che lo chiede e a tutti voi, che il libro è reperibile presso le edizioni Magnum di Sassari (www.magnum-edizioni.it tel.079 217999).
Riguardo agli autori di riferimento del nostro poeta, primeggia effettivamente Amelia Rosselli; vorrei citare testualmente, dalla raccolta,tre versi da "Gatti d'acqua dolce", uno dei più begli omaggi che abbia letto ad Amelia Rosselli: ""Amelia, Amelia con carta e penna/legata all'albero della follia/da marinai senza divisa"...
Antonio Fiori
utente anonimo

#10   25 Novembre 2007 - 01:59
 
saluto intanto luca, Daniela, Antonio Fiori e Antonio P., intervenuti sabato.
#Luca Ariano dico che può cliccare sul titolo, che c'è il collegamento con la casa editrice.
#Daniela mi viene da chiedere, visto che ha ascoltato dal vivo la voce di Antonio, se nell'interpretazione dei suoi testi si scosta di molto da quella della nosta brava Rita (coinvolgo lo stesso autore a darmi una risposta)
# Antonio Pibiru, che ama autori un po' lontani dal suo stile, penso a Calandrone, Plath, Luzi, ecc. La Rosselli me la sarei aspettata, come mi sarei aspettato un Zanzotto, che invece non leggo. ma è una costante:spesso si ama, si ammirano gli "altri", dove altri sta per coloro che sono stilisticamente da altre parti.
scusate la sintassi e tutto il resto...
è notte fonda e ci si sente un poo' annebbiati.
a domani, allora (che sarebbe oggi)
r.
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#11   25 Novembre 2007 - 15:31
 
Verissimo quel che osserva Red sugli autori di riferimento. Non sempre quelli dichiarati sono quelli 'effettivi' dal punto di vista tematico e formale; si ama più spesso maggiormente il diverso da sè. Anche nella vita.
Vorrei ritornare ora brevemente sul discorso accennato della prefazione. Essa può limitarsi a qualche riga di cortesia come può diventare, al contrario, un vero e proprio saggio. In entrambi i casi non assolve alal sua funzione. Nel mezzo, come si cerca sempre di stare, non sempre è facile trovare il giusto equilibrio tra l'istanea e la panoramica, tra la citazione pertinente dei versi dell'autore e quella d'altri autori, comunque opinabile. L'importante è che ogni prefatore affronti i rischi predetti (compresi quelli dei refusi tipografici, come in questo mio caso con Pibiri) con onestà intellettuale, scegliendo sempre un poeta vero.
Antonio Fiori
utente anonimo

#12   25 Novembre 2007 - 16:42
 
Porgo il mio benvenuto al nuovo autore per la seconda volta, nel senso che la prima se l'è ingoiata splinder. Leggo che ha una presentazione di tutto rispetto e note positive di vari autori miei amici virtuali. Tuttavia devo riconoscere che la bontà della sua scrittura m'era già saltata agli occhi ancor prima di leggere le cose buone che ne dicono altri. Per la ricchezza del vocabolario, la disposizione, l'accostamento, l'architettura. Trovo l'insieme della sua composizione scoppiettante.
Ho ascoltato anche la lettura di rita, non bene come avrei voluto, la connessione di cui dispongo al momento non è adsl ma mobile e lenta, perciò l'ascolto è stato a singhiozzo. tuttavia ne ho apprezzato l'alta densità drammatica che, come sempre, mi riporta alla tragedia, alle vicende epiche, al teatro e alla teatralità ma, soprattutto alla resa di certi rimbombi mentali che ripetono ossessivi i pensieri e formano la strada dell'azione, della parola.
Tornerò immancabilmente a leggere con maggiore attenzione i testi. Intanto saluto: i due "antoni" mentore e proposta, roberto e daniela, attendo con interesse l'intervento di cerquiglini ed auguro una buona serata domenicale a tutti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#13   25 Novembre 2007 - 18:26
 
è vero quanto dici, Antonio F. fare il prefatore è un po' come fare il "portiere di calcio", sbagli o interpreti in modo troppo personale un intervento e se ne accorgono tutti (scusate il perifrasare, eheheh).
ed io, vuoi l'origine del nome, vuoi il mio essere distratto, metto una u al posto di una i. Pibiri, Antonio Pibiri!
e me ne scuso.
ad Alivento che saluto, confermo quanto dice sulla teatralità dell'interpretazione della bravissima Rita Bonomo. Sarei curioso di sapere come avrebbe letto l'autore.
buona domenica a tutti.
Ah Ali, alle 21,00 vado a vedere la Marianna...
red
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#14   25 Novembre 2007 - 20:30
 
oh ma che mi fai i dispettucci, roberto? :)

Anch'io sarei stata curiosa di sentire la lettura dell'autore, mi piacerebbe anche che intervenisse a raccontare, come ho già chiesto a Davide Nota, il suo primo incontro con la poesia, e, visto che è prima di tutto un grande lettore, da quanto ne legge? da che età? per instradamento di chi? la prima scoperta...
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#15   25 Novembre 2007 - 21:20
 
trovo bellissima "brado ritmo", e avvincente la voce di rita nel mettere in scena la forza che anima i versi di pibiri. Sento energia, e passo veloce in questi testi, come se Pibiri avesse chiaro un obiettivo, un segno, un orizzonte. Un saluto "corale" a tutti, da Antonio aa Alivento sino al padrone di casa, Roberto, Viola
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#16   25 Novembre 2007 - 22:41
 
Un caro saluto ad Alivento e Viola, come sempre ricche d'argomenti e insieme di utili impressioni (interessante ad esempio quell'obiettivo-orizzonte che, per Viola, sembra avere Pibiri). Grazie dunque ad Alivento, moderatrice insostituibile, e all'amica poeta Viola. E grazie Red per l'attenzione e comprensione di autore e...prefatore :-)
Buona nottata
Antonio Fiori
utente anonimo

#17   26 Novembre 2007 - 09:35
 
Mi dispiace dover essere sporadico e poco esauriente nei miei interventi, ma sono collegato ad un punto internet molto frequentato, non nella quiete del mio studio per intenderci. Risponderò come posso:ho trovato l'interpretazione vocale di Rita, che stimo più come poeta che in qualità di performer, quasi una lettura per flussi emozionali piuttosto coinvolgenti che tendono a far risaltare forse più la carica emotiva, cercando il giusto grado Celsius di ogni verso. Questa è solo una modalità di lettura messa in risalto anche dal timbro interessante della Bonomo.Per quanto riguarda il mio primo approccio allla scrittura creativa devo rifarmi a più di una quindicina di anni fa,quando iniziai in ambito analitico a trascrivere il mio vissuto onirico ogni mattina, ed a elaborare poi quella abbondante messe d'immagini in senso letterario, chiudendolo in una forma e scoprendo in seguito che quella poetica era a me la più congeniale.Vorrei ringraziare anche il padrone di casa di Oboesommerso, Roberto Ceccarini, per questa splendida opportunità che mi offre. Antonio Pibiri
utente anonimo

#18   26 Novembre 2007 - 09:40
 
ciao Roberto,
Rita Bonomo era 'la voce' anche durante la presentazione del libro di Antonio Pibiri ad Alghero.
un caro saluto a te e ai tuoi ospiti.
daniela
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#19   26 Novembre 2007 - 11:44
 
Mi accodo al dispiacere di Nello per essere -anch'io- un po' latitante e non solo su questo post ma più in generale su oboesommerso che nelle ultime settimane ha proposto autori dal timbro stilistico davvero interessante. Dicendo questo, penso alla Argentino e a Daniela Raimondi, ad esempio, autrici che seguo e stimo moltissimo.

Antonio Pibiri è un'altra di queste voci. Una voce estremamente interessante per varie ragioni. Una voce matura, seppure alla sua prima pubblicazione. Una scrittura, la sua, contaminata dal suo grandissimo background e tuttavia autonoma nel suo uscire allo scoperto con una cifra personalissima e altamente immaginifica che cattura, coinvolge e sa farsi altamente stimolante. Ascoltarlo durante le sue disquisizioni su poesia e musica e arte figurativa, nei suoi voli incrocianti le varie discipline, sarebbe stata un'esperienza altrettanto interessante, è un vero peccato che Nello non riesca ad essere troppo presente qui sopra. Avremmo assistito a un dibattito interessantissimo, fatto di rimandi, di commistioni da cui si evincerebbe la cultura poetica di questo autore. Una cultura non meramente nozionista e citazionista, facente parte, piuttosto, del suo essere poeta, del suo 'rimettersi' prima di tutto in qualità di fruitore all'interno dei suoi tragitti che mi piace tentare di descrivere come un intreccio di vie e sviamenti che s'infittiscono, nella sua scrittura, come un intrico di correlazioni dalle fittissime trame. Un poeta totalmente immerso nella poesia, rara dote, rarissima dote: un'immersione a tutta randa non la mera trasposizione dell'imparato volto alla mera intellettualizzazione e ostentazione di questo. Ciò nonostante l'alta valenza filosofica di questo principio, che è principio di tacita estetica, è rinvenibile in tutta la raccolta di Nello.

Tra i testi qui presenti Brado Ritmo, se dovessi scegliere un'immagine per descrivere questo aspetto, in questo senso, è -per me- il brano più rappresentativo. Come lo è Rampe di Cielo con quell'accenno Plathiano alla Medusa, qui, dentro la vasca da bagno. Immagine potente, masticata, metabolizzata e portata dentro la propria dimensione amniotica che -si avverte, diavolo, se s'avverte- non s'impossessa dell'autore, piuttosto impossessa e fagocita l'autore in quella stessa vasca.

Ho ascoltato Nello, ad Alghero, durante la presentazione del suo lavoro e ne sono rimasta rapita. In questo senso ha ragione Antonio Fiori quando parla del ruolo 'insufficiente' del prefattore perché se è vero che la verità di un testo sta nelle mani del fruitore è anche vero che 'il nascosto' dell'autore è qualcosa che -in ogni caso- non si può svelare, salvo non sia egli stesso a farlo. Ecco, ascoltare, dalla viva voce di Nello, le sue riflessioni, coincide esattamente con l'ascoltare la sua poesia. In questo senso Nello è uomo di poesia. In questo senso L'uomo e Il Poeta combaciano.

Questa una piccolissima parte di ciò che ho colto di questo autore e che -purtroppo- soltanto -in linea di massima- son riuscita a restituire attraverso la mia interpretazione. Una lettura tesa a restituirne la dimensione onirica e fortemente evocativa di alcune tra le più suggestive immagini di Pibiri. Una lettura che -in ogni caso- non può che restituirne un pezzetto. E sono felice che Alivento l'abbia colta. E sono felice quando Nello parla di

una lettura per flussi emozionali piuttosto coinvolgenti che tendono a far risaltare forse più la carica emotiva, cercando il giusto grado Celsius di ogni verso.

Perché, essendo questo il mio intento, se ci sono riuscita anche solo in piccola parte, dando corpo a quel movimento di ebollizione che ho intravisto celarsi dietro una scrittura solo apparentemente 'piana', posso reputarmi soddisfatta perché certa di aver reso un 'servizio' alla bella voce di Nello.

Vorrei chiudere questo mio intervento con un sigillo. Un breve brano di Nello che, trovo, possa rappresentare meglio di me quanto -fin qui- ho cercato d'illustrare secondo il mio arbitrario e probabilmente fazioso punto di vista :)

ANTIPOESIA

allora scrivo: nessun colpo di teatro
nessuna improvvisa virata in extremis
o l'asso nascosto e sfilato a d'uopo

dalla manica, forse ripetere il primo verso
in cauda, per deludere o non stare al gioco,
tu penserai scrittore in stipsi o ingrato.




Rr


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#20   26 Novembre 2007 - 11:51
 
Per Luca Ariano e per quanti volessero acquistarlo: sull'immagine del libro e sul titolo della raccolta il link presso cui si può ordinare.
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#21   26 Novembre 2007 - 14:53
 
Un grazie a Roberto e Rita!

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#22   27 Novembre 2007 - 01:19
 
arrivo anch'io dopo i vostri interessanti interventi e vi saluto tutti:
Antonio Pibiri in primis, che ringrazio per le risposte (la questione dell'interpretazione sarebbe da approfondire,a Rita sicuramente è congeniale "l'invocazione onirica ed emotiva" non tutti ovviamente prediligono questa scelta).
Rita, che si sofferma sulle "impressioni" humus letterarie dell'autore e che ben rappresenta.
e via tutti gli altri attenti lettori Ali, Antonio, Luca, Daniela (avevo capito che si fosse letto lui)Viola
ciao,
r.
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#23   27 Novembre 2007 - 02:18
 
Giungo in ritardo a dire la mia su Antonio Pibiri che conosco personalmente e che ho sentito, assieme a Rita, Daniela e Antonio in occasione della presentazione del suo libro.
Se dovesse esistere, in noi, "un diaframma della poesia", capace di vibrare alla pressione del mondo e dei sentimenti, traducendo tutto questo nella arcana e combinatoria scelta e disposizione di parole ne versi, ecco, credo che in Antonio Pibiri un tal diaframma sarebbe senz'altro attivo, come è in masisma misura nei poeti che egli ha citato. La funzione poetica del lingua, insomma, è ben attiva.

Il punto di partenza della sua poesia non è razionale:

"perde i sensi l'acqua che cade
puntiforme liquide interpunzioni
di una zelante tipografia
rotative messe alla frusta.
tutti, la pioggia, chiama in causa,
allerta, richiama in casa e sosta
in grotta i randagi a trattare
con mirra le parole crucciate."

ma sembra partire da immagini o da visioni piegate, solo dopo, ad una istanza di senso, anche per via metaforica (zelante tipografia) ma anche ludica (parole crucciate).
Poesia nutrita da altra poesia, in quel cammino ideale che già Seneca
riteneva imprescindibile.
Bella e intensa -manco a dirsi!- la voce di Rita.
Saluto Roberto, Rita, i due Antonii e tutti gli intervenuti.
Giovanni
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#24   27 Novembre 2007 - 09:16
 
grazie Giovanni per il tuo intervento, che come tutti gli altri,scritti e non, che recano la tua firma, portano sempre una linfa luminosa nel contesto, non che originale.Mi piace molto l'immagine del "diaframma" vibratile o meno a seconda del personale sentire e relazionarsi su entrambi i fronti dell'esterno/interno. Antonio Pibiri
utente anonimo

#25   27 Novembre 2007 - 09:28
 
Conosco Nello da diversi anni ormai...Sono una sua cara amica. Sono la stessa che ha cercato di interpretare coi disegni a china ,presenti nel suo libro, le emozioni straripanti delle sue parole, le immagini, le simbologie e tutto quel caleidoscopico mondo che si porta appresso...Un mondo che, per chi lo conosce, è anche ricco di intensa umanita' e vi posso assicurare che davvero l'uomo e il poeta coincidono pienamente.
La poesia è il suo "pane quotidiano", la linfa vitale dalla quale trae forza e vulcanica energia che poi sa elargire generosamente a chi lo legge. E' un dispensatore di emozioni che sgusciano da versi che, a volte, sembrano partire in sordina per poi raggiungere le vette intense di una poeticità tutta intrisa di vita e sogno. La lettura di Rita, poi, sottolinea in tono davvero drammatico ed emozionante ogni momento, ogni pausa...Grazie Nello per queste parole che inseguono la vita, il suo intrinseco senso...Grazie per la tua amicizia che per me sara' sempre ricchezza feconda di stima e affetto. Salvatrice Spano'
utente anonimo

#26   27 Novembre 2007 - 10:03
 
Una gradita sorpresa la visita di Salvatrice, amica e 'autrice' dei disegni che illustrano la raccolta.
Grazie per il passaggio e le belle parole
Antonio Fiori
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#27   27 Novembre 2007 - 16:29
 
Volendo lasciare una traccia di me, su queste pagine a scorrere, il meno possibile "ego-riferita" al libro a cui è stato dedicato lo spazio, preme dire due cose riguardo il mio approccio ai testi degli autori di cui amo circondarmi. Ciò che mi ha sempre appassionato nella lettura, oltre l'ardire creativo ed espressivo, è arrivare, raggiungere l'uomo in carne ed ossa, territorio ben più vasto e impraticabile,celato dietro il testo, attraverso la trama ordinata di parole che ogni volta dispiega come un ponticello brancicante verso l'ignoto, a volte verso ignoti...Mi viene in mente quel che qualcuno a ragione disse sul conto di Glenn Gould, pianista canadese uno dei maggiori e originali interpreti dell'opera per tasiera di J.S.Bach. Il signor Gould era solito canticchiare, un ottava sotto, durante l'esecuzione la musica che suonava, particolarità udibile anche in quasi tutti i suoi lavori in sala di incisione. Questo"vezzo",che a qualche purista faceva storcere il naso, faceva invece pensare ad altri, forse meno addetti ai lavori, che dietro le cattedrali contrappuntistiche, ci fosse non solo il sommo interprete del Kantor di Lipsia, ma anche un semplice essere umano col suo viscerale e disperato amore che cercava nel suono, ad occhi chiusi, forse nuovi accessi all'estasi, a chissà quali colori o quel qualcos'altro che noi non possiamo neanche immaginare...Antonio Pibiri.
utente anonimo

#28   27 Novembre 2007 - 17:12
 
:)

Ecco a voi Antonio Pibiri.

Ecco quanto dicevo delle disquisizioni. :))

Fantastico!

Rr
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#29   27 Novembre 2007 - 20:15
 
Musico della parola letta e del silenzio, Antonio finalmente si apre e ci da - al n.27 - un brano, un breve saggio spontaneo, di sorprendente originalità. L'aggettivo di Rita (Fantastico! con tanto di punto esclamativo) non mi pare davvero eccessivo.
Antonio Fiori
utente anonimo

#30   28 Novembre 2007 - 09:22
 
Vi parlo dal solito scomodo e trafficato punto internet, ma la sensazione entrando in questo luogo oramai è di familiarità, tra inquilini e lettori di passo. Ringrazio di nuovo Ceccarini e tutti quelli che coltivano questa radura con le loro voci-fili-d'erba, antennine riceventi e donatrici di stimoli preziosi per chiunque tenti le sue bracciate nelle acque della comunicazione letteraria. Sono certo che per migliorarsi come persone e scrittori sia salutare esporsi di tanto in tanto all'aperto, ad una sorta di"trattamento" Munch, convinto di migliorare le sue pitture lasciandole fuori dal suo atelier di campagna alla mercè dei venti, della pioggia e di quant'altro, quasi a contatto di involontari co-autori per una stagionatura perfetta dell'opera.
Ringrazio Salvatrice Spanò per il suo caloroso intervento più sopra, ricordando il suo meritorio apporto figurale tra le "Quinte" del libro. Antonio Pibiri.
utente anonimo

#31   28 Novembre 2007 - 13:36
 
Ha un bel corredo immaginifico, questo tuo poeta ospite, Antonio Pibiri. Tornerò a leggerlo nella pagina. Bella però la lettura di Rita Bonomo, con sottofondo di strumenti azzeccatissimo e voce sdoppiata molto efficace. Bravi.
Un abbraccio anche al mio amico Robbertino.
Gianfranco
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#32   28 Novembre 2007 - 23:27
 
vedo altri interventi/testimonianze ( Giovanni, Gianfranco, la Spanò) a significare la giusta attenzione per questo autore, che sinceramente non conoscevo. ringrazio, in primis, la Rita Bonomo che nelle vesti di "suggeritrice", ce lo ha proposto.
ma soprattutto siamo noi che ringraziamo te, Antonio P., autore bravo disponibile e con personalità spiccata. fa bene sia Rita che Antonio a sottolinearcelo. ma sei tu stesso, che ci fornisci gli elementi per farti definire artista a tutto tondo. le citazioni musicali e pittoriche ne sono la conferma. per dirla come dici te "il trattamento/esposizione alla Munch"
spero comporti per te, altre "sensazioni". un incontro per noi tutti, credo, inaspettato e fruttifero. concedere spazio ad autori "nascosti" (al mondo web, intendo) e altrettanto preparati, è uno degli obiettivi che ci proponevamo all'origine del progetto.
sono sicuro che la terra sarda nasconde altri gioielli nascosti e che pian pianino Antonio e Rita ce li sveleranno.
a domani per i saluti ufficiali, prima di inserire il prossimo ospite.
notte a tutti.
red
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#33   29 Novembre 2007 - 09:11
 
Saluti e ringraziamenti a tutti dall'autore, auguri di lunga vita al Blog in emmersione...e l'ultimo chiuda la porta. Antonio Pibiri
utente anonimo

#34   29 Novembre 2007 - 21:41
 
E dopo le citazioni musicali e pittoriche non poteva mancare la battuta da fumetto del glorioso Nick Carter. :)
In genere l'ultima sono io però non chiudo ancora la porta anche perchè, come è avvenuto per il post di Davide, c'è sempre pDsto per nuovi spunti, interessanti risposte a proseguire i contatti.
Devo ammettere, Antonio, che la tua poesia mi ha subito conquistata, tocca corde che sono anche mie, e sebbene la cifra della lettura da te proposta sia onirica, io leggo netti accordi di un canto di suonivocali, avverto il narrare di un quotidiano contraffatto dalle ipertrofie immaginarie, vedo flash di oggetti visualizzati a squarci come battiti di ciglia a singulti.
C'è più forte in alcuni casi il presente del vivere come in "cronache in neretto", in altri spadroneggia il ricordo come in "rampe di cielo" o la visionarietà di un "nuovo mondo nascituro" (bellissima tra l'altro), non mancano elementi di sconforto, di rinuncia, di chiusura, di abbandono, anzi forse tutta la poesia così composta, in questa radicale chiusura ad un senso semplice e semplicemente offerto, c'è un rifugiarsi in un mondo diverso e altro e incantato e lontano, ma non per questo non prende il tuo scrivere e lo fa sulla scia delle immagini rapinose, delle invenzioni verbali, degli accostamenti illogici, fantastici e irreali, lo fa battendo un affannoso tempo come in quel "brado ritmo" che sembra correre da qualche parte o alla meta spronato dalla frusta di un capobranco o guidatore accanito, che forse è lo scrivere, o il cuore matto, una battuta di caccia o un inseguimento stradale; fatto sta che leggedendo ci si perde al pari di quel nonsisache che ne perde le tracce a fine rigo e tace...:)
A parte la lettura esegetica tentata anche per i tuoi testi come per quelli di altri mi premeva complimentarmi per la ricchezza del tuo scrivere, per la sua vivacità ed originalità, con l'augurio che tu non sparisca dalla rete dopo questa apparizione e che magari, se ancora non ce l'hai, apra un blog :))
cari saluti
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#35   30 Novembre 2007 - 01:31
 
come promesso, arrivo a ringraziare Nello, anche lui diventato familiare, in questi giorni. mi auguro che ci sia ancora la possibilità di poter interagire. con lui. noi siamo qui. ad aspettarlo ogni volta che vorrà...
nonostante una certa "lontananza" dal mondo web, si è sei reso molto disponibile, anche se gli interventi sono avvenuti in spazi e luoghi "non quieti". ciao Nello, alla prossima, allora.
mi preme sottolineare, inoltre, l'ormai consueto intervento in/di coda, dell'amica alivento. intervento che merita un'attenta lettura.
brava ali, ottima performance.
roberto

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