rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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venerdì, 09 novembre 2007

- alivento = progetto lettura 35 -

aliventoAlivento

"Quasar"

lettura Marianna Cozzuto

 
Grande
 
Lo si diceva con la voce a filo
che non c’era da parlare
che il silenzio è cosa lunga
(lungamente da aspettare)
e non c’è strada che congiunga
il pero al morso
l’elefante all’unghia
la distrazione al crimine
al bavaglio
che la giungla di liane
non è appiglio
mentre il limo ci gorgoglia
alle caviglie e sale piano
a ricoprire il sole e luce alba
ed ogni (altra) cosa alta
vita che si vorrebbe grande
che ad ogni passo affonda
immacolata sponda
che più non s’innamora
che di bellezza è triste
quando all’imbrunire
batte il capo sulla gabbia
e di liquore impallidisce.
 
Quanto
 
Per quanto gira volta
per quanto foglia morta
per quanto sperticassi l’onda
e l’aria e i denti sagomassi
in fogge strane
disumane
non potei trovarti e dire
ecco sei mio
come luna affissa al cielo
girando in semicerchio
stellata buia notte
mi genuflessi anch’io
ed ero fonte e monte
larva e ombra
............
fronda
attanagliata d’astenia
ed ero orso e biscia
cerchio e piombo
.......
scaglie
di ossidiana
all’orizzonte.

 

 
 
Natale autoreferenziale
 
Questa meravigliosa eco
che diffonde il suono
della voce
oh come celestialmente intona
oh come s’innalza buona
quando zampilla sui fiori come acqua
quando rimbalza leggera tra le rocce
sui musi di granito duri e sulle facce
oh come piomba negli inferi
slegata
dorata annegata
sensualmente baluginante
con dannata
come lentamente dilaga
come di lago pervasa
come aghi di pino sulla palla
..............
a testa di bambino
come fiocco sulla cresta
..........................
gialla
come oggi è natale
e tutto splende
oh come vorrei fosse d’incanto
domani un altro giorno
.............................
dono
altrettanto intensamente
santo
 
 
La carota
  

E’ bellissima questa carota
mostrata ad ogni circostanza
l’apparenza della riverenza
il dolce sventolare di una mosca
fastidiosa e roca
il filo dell’asino tirato
a lucido sul piatto
il mulo che sul dorso
sostiene basto e soma
la gomma ceralacca
la fiacca che ci fa piegare
il busto l’ali il cuore
e piangere nell’ileo d’ intestino
a tratti rapidi e lamponi
una meravigliosa pasqua
dolce di rame in bocca
barbabietola che il fegato rapprende
in ruggine dal succo rutilante
e spreme affetta e raschia
il tubero centrifuga
in vena di radica melliflua.

 

Alivento:Cioè colei della quale nulla sappiamo se non che scrive poesie, così la presenta l’autore del blog “Vocativo” qui  nelle sue “scelte periodiche”, similmente Giacomo Cerrai nel suo blog Imperfetta ellissi nell’articolo dedicatole Ali di vento e d’ossidiana. Alivento collabora con la Rivista telematica Tellusfolio nella sezione “Critica della cultura”, sia nella rubrica “Discorso amoroso”  che, all’interno di quest’ultima, curando “Inversi d’amore” , la poesia d’amore preferita dai poeti. E’ moderator del “Progetto lettura” su Oboesommerso, è coautrice del  blog-rivista Erodiade, del blog Foglidiparole e di numerosi altri weblog su splinder, i cui indirizzi sono rintracciabili qui. E’ autrice dei blog Frammenti di Vento, Mar’ombra  e Vibrando d’espianto, quest’ultimo ancora attivo. E' redattrice di http://viadellebelledonne.wordpress.com/ Sue poesie sono state pubblicate da Tellusfolio nella sezione Telluserra qui
 
postato da: redmaltese alle ore 09/11/2007 22:39 | link | commenti (48)
categorie: progetto lettura 35 alivento

Commenti
#1   09 Novembre 2007 - 23:19
 
Leggo d'un fiato i testi di Ali, curioso come non mai, anche senza potere sentire la voce recitante per problemi d'audioscheda. E trovo un'autrice che conosco e non conosco, una poesia che si vuol nascondere e mostrare, una scrittura briosa e controllata. Direi, così, a caldo, che, se dovessimo riproporre oggi,nella contemporaneità, una ricollocazione dei poeti secondo generi, circoli e movimenti in vita tra ottocento e novecento, la nostra Alivento potrebbe trovare posto (e grande visibilità) nella Scapigliatura (sulla quale segnalo la bella antologia 'La poesia scapigliata", Bur, 2007, con interessante apparato storico-critico di Roberto Carnero). Che ne dite?
Un brava e un abbraccio ad Alivento
Antonio
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#2   09 Novembre 2007 - 23:20
 
Quasar, vocabolario alla mano, è un sistema
apparentemente stellare, a enorme distanza dalla Terra, che emette una grande quantità di energia.
la nostra amica Alivento, per scelta, da sempre, preferisce rimanere anonima.
quindi appare come entità "pensante" interagendo con noi, come se fosse da un altra parte del globo, quando funge per progetto lettura "moderator .
ora finalmente, appare anche come "entità" poetica.
è lei infatti l'ospite di progetto lettura 35.
a leggerla sarà Marianna Cozzuto, sfortunata in quanto per motivi di maltempo, stasera, non ha potuto recitare ed io che ero già pronto per andarla a conoscere, ho dovuto rinunciare.
buon progetto lettura 35, a tutti.
red
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#3   09 Novembre 2007 - 23:36
 
mi hai anticipato per un pelo Anto'...
pensa che quel libro stava sullo scaffale della libreria dove mi servo.
stavo per acquistarlo....
un peccato che non puoi ascoltare le letture, penso che alivento sia giovane e la voce "fresca" di Marianna potrebbe essere la sua.
red
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#4   09 Novembre 2007 - 23:51
 
complimenti all'attrice e alla nostra alivento scapigliata, conoscevo già queste poesie e mi ha fatto molto piacere sentirle recitare. red mi permetto di farti notare che hai dimenticato di scrivere nella nota di presentazione che ali è anche redattrice di viadellebelledonne. ciao antonella
utente anonimo

#5   10 Novembre 2007 - 00:03
 
è vero anto, nella nota che mi aveva mandato, non c'era e mi aveva chiesto di aggiungerla e ovviamente io...me so dimenticato!
sarò mai perdonato?
ciao
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#6   10 Novembre 2007 - 00:12
 
ora è a posto.
leggo al "2" qualche apostrofo mancante, non ci fate caso, è risaputo che i "pensatori" hanno la testa tra le nuvole....
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#7   10 Novembre 2007 - 02:46
 
ho riletto con piacere questi testi di Alivento, che stimo da tempo. Leggo che Red pensa che alivento sia giovane, io so per certo di essere giovane rispetto a lei e credo non di poco, quindi considerato che ho 25 anni, lei ne deve avere almeno 10 in più!... anche se penso ad un minimo di 40
(e con questo mi odierà, ma non stato io ad iniziare con le ipotesi sull'età!)...
ciao,
alessandro
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#8   10 Novembre 2007 - 03:08
 
red, se è possibile, potresti cancellare le boiate al whisky che ho scritto sopra... sto smaltendo ed inizio ad accorgermi che quel commento è fuori luogo... poi magari, se puoi, cancella anche questo... sperando che passino in pochi prima dell'eliminazione...
ti chiedo scusa per il fastidio... l'alcool può essere tremendo!
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#9   10 Novembre 2007 - 09:44
 
Arrivo io prima di Red e leggo. E, come faccio spesso, capovolgo l'ordine dei fattori, tanto il risultato, spero, non cambi. Comincio dall'ultimo commento, dal timore di Alessandro d'essere stato inopportuno.
Non mi imbarazza affatto ammettere d'essere ultraquarantenne. La mia voce invece fa dispetto all'età e sembra quella di una ragazzina. :)
A proposito di voce giovane, devo ringraziare la veramente giovane Marianna per aver dato voce ai miei testi, e il caro Red più "scapigliato" ;) di me nel proporre me ed i miei così insoliti scritti.
Per questo suo intervento devo dare un abbraccione ad Antonella, alla quale, oltre le parole e diversità di vedute, sono sempre vicina nell'animo, come lei sente.
Sono entusiasta del termine "quasar" coniato da Red, lo sono stata ancor di più leggendo la definizione di wikipedia
http://64.233.183.104/search?q=cache:8qU1Y7LhUu4J:it.wikipedia.org/wiki/Quasar+quasar&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it
"l'enorme energia che abita il vuoto fino al essere luce inconcepibile".
Infine Antonio che con l'accostamento alla scapigliatura credo abbia fatto a sua volta centro.
Devo ammettere che è la prima volta, e nella tua lettura, che mi rendo conto d'essere riuscita a comunicare quello spirito contestatore, di ribellione, dirompente e di sfiducia che mi abita. Della scapigliatura accetto il paragone in termini letterari, non in quelli di vita, e pertanto in chiusura raccomando al mio giovane amico Alessandro: piano col whisky.
a tutti un caro saluto
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#10   10 Novembre 2007 - 14:57
 
Finalmente ho sentito la voce brillante e giovanissima di Marianna. Nella mia lettura solitaria creavo quasi un ombra, seriosa anche nei passaggi più provocatori. Invece ammalia questa bella lettura limpida, pur se pronta sempre a farsi sinuosa e a depistarci dai significati. Sottolineo la denuncia profonda di ignavia e non belligeranza, sottesa all'ultima poesia: "la fiacca che ci fa piegare/il busto l'ali il cuore/e piangere nell'ileo d'intestino...".
Saluti cari
Antonio
utente anonimo

#11   10 Novembre 2007 - 16:07
 
Quando ho sentito marianna leggere alcune poesie su questo blog pensai che mi sarebbe piaciuto leggesse le mie. Proprio per la sua voce così limpida tra testi così drammatici, quali spesso sono le poesie, ma ancor di più perchè trovavo somiglianza tra la sua voce e la mia.
Adesso ho apprezzato la sua interpretazione, il fatto che abbia personalizzati i brani in recitazione:
il tono grave con cui legge "grande", quello brillante di "natale autoreferenziale" (che peraltro è una metapoesia), la distribuzione indovinata, e quasi sovrapponibile alla mia, della pause. Insomma sono grata a Marianna e contenta.
Antonio, la tua sottolineatura è corretta e contrasta sufficientemente con quanto ho commentato sopra. Dunque sei un lettore attento. Quel verso rappresenta la chiusura, il raccoglimento sofferto che segue la constatazione dell'inutilità dell'agitarsi, dell'insistere, l'atto della resa delusa o dell'abbandono.
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#12   10 Novembre 2007 - 17:55
 
se una donna, dopo aver ascoltato quel che dice alessandro (giustamente pentito) e reagisce con quel distacco siderale eppure caldo come un soffio sulla guancia, beh, allora, che meraviglia conoscerla!

gugl
utente anonimo

#13   10 Novembre 2007 - 19:04
 
la poesia di Ali lavora molto con la componente sonora, col fonosimbolismo, è il suono nella sua origine primordiale a trascinare il senso, i contrasti e l'energia cinetica dell'autrice. Forse, più che di scapigliatura,parlerei di avanguardia russa del novecento, la stessa voglia di "cambiare" il mondo, il suono, e la stessa - finale - certezza dell'impossibilità di farlo. I testi vanno sempre al centro del discorso, anche attraverso "carote", "vegetali", pietre e ossidiane; è una poesia che tocca di flora-fauna, dove gli umani sono quasi sempre assenti se non in quell'io e tu dialogico tipico di ogni lirica. Bene ha quindi colto Red nel titolo l'energia primordiale della parola poetica di Ali e anche l'incanto giovanile della voce recitante addolcisce le asprezze in uno stupore finto-infantile, restituendoci lo sgomento spesso voltato in ironia dell'autrice. A lei, e a tutti gli intervenuti, un carissimo saluto, Viola
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#14   10 Novembre 2007 - 19:05
 
m'ero dimenticata: a me le poesie di Ali piaccino ..assai... , ove non si fosse capito..!! V.
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#15   10 Novembre 2007 - 19:43
 
Stefano troppo buono e non affidabile ;)

Viola, che piacere trovarti qui tra i miei commentatori, a dire cose belle e così indovinate della mia poesia.
L'insistenza sugli elementi minerali e naturali ad esempio, anche quelli del corpo umano. Mi piace incredibilmente che tu abbia messo in risalto l'elemento fonetico che mi affascina e verso il quale mi muovo con un effetto calamita della scrittura e del pensiero, incanalando l'energia cinetica in trascinamento del senso, che pure resiste e comunica sol che non ci si lasci incantare dalla musicalità del procedere. E mi rende felice che tu abbia percepito anche il desiderio di cambiamento e la sfiducia di riuscire in questa impresa, che sono elementi profondamente radicati in ogni mio dire.
Sei molto più buona di Stefano e di gran lunga più affidabile. :)
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#16   10 Novembre 2007 - 19:50
 
Oggi e domani sarò spesso presente a compensare il fatto che non lo sarò nei giorni lavorativi della settimana prossima tranne la sera.
Ho cambiato l'avatar della rosa in questo spicchio ispirato dal gentile omaggio di Red.
Si tratta di una foto del quarto superiore sinistro del viso rielaborato con un programma per la lavorazione delle immagini e corredato da una effetto lente in alto a sinistra che richiami il riflesso stellare suggerito dalla parola quasar.
A presto.
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#17   10 Novembre 2007 - 21:10
 
Hai qui un piglio breve esatto e ritornante, uno stornello croccante, mi piace, questo tuo luogo dato alla musica.
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#18   10 Novembre 2007 - 22:06
 
Il piglio esatto e croccante è mio talvolta, lo stornellare al mio orecchio lo è molto meno, ma sono comunque lieta, Silvia che ti piaccia e grata del tuo segno.
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#19   11 Novembre 2007 - 00:33
 
Alessandro, mi spiace, ma sono arrivato moolto in ritardo sulla tua entrata. ma la nostra amata signora è ironica e ha compreso, tranquillo...

stefano ciao, come al solito ti manifesti sempre in modo galante

viola, complimenti, dell'avanguardia russa non me l'aspettavo.

silvia....ti ho madato una mail, l'hai ricevuta?

ad ali, dico che l'incipit della prima poesia è devastante

"Lo si diceva con la voce a filo
che non c’era da parlare
che il silenzio è cosa lunga
(lungamente da aspettare)
e non c’è strada che congiunga
il pero al morso"

forse, eliminerei il testo tra le parentesi, interrompe il ritmo.
che ne pensi?

si parla spesso anche della lettura dell'altra ospite, ovvero Marianna.
spero che prima o poi intervenga, ci parli dell'interpretazione.

a domani
e grazie a tutti

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#20   11 Novembre 2007 - 02:49
 
no, Red, niente mail. Era per il Pitta?
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#21   11 Novembre 2007 - 09:06
 
Leggo con grande piacere le poesie di Alivento, e due parole mi vengono alla mente: grazia e coraggio. Trovo infatti moltissima grazia, musicalita' e leggerezza nelle sue poesie, ma anche molto coraggio. Non tutti sarebbero in grado di dedicare una poesia alla carota. Anche affrontare un tema impegnativo come il Natale e' una grande prova che lei supera a pieni voti, per originalita' e vitalita'. Complimenti anche alla lettrice.
Brava, Alidivento, grande poeta e sicuramente grande signora.
Daniela
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DanielaRaimondi

#22   11 Novembre 2007 - 10:00
 
Caro Red, mi sento in una posizione particolare a fare la moderatrice di me stessa. :)
E' chiaro che c'ho preso gusto.
Red, sottolinei uno dei passaggi più drammatici fra i testi qui proposti. L'attesa, l'unica vera grande attesa è il tema di questa poesia. Quella sorella che, senza sapere, senza pensare o avere il coraggio di pensare, attendono tutti. Poi il testo prosegue scivolando su un elencazione di cose a significare le infinite attese di cose belle o cupe, che animano la vita, ad es. quelle di "mordere la mela" (il pero al morso) le cose grandi e desiderate grandemente contrapposte alla piccolezza di altre o di quelle stesse per noi meravigliose viste nell'ottica di altri (l'elefante all'unghia) le disgrazie quelle dovute ad incidenti o infortuni, ad incriminazioni, a condanne penali (la distrazione al crimine/al bavaglio) ed ancora il (il bavaglio) che è il silenzio che incombe e scende e piove e copre ogni cosa.
Mi fermo qui nell'esegesi del mio testo, sia perchè peccherei di immodestia, sia perchè rischierei d'annoiare. Ci tengo a dire però che sono molto grata a Marianna di averne scelto un'interpretazione "canterina", in "falsetto veloce" perchè stempera la portata "devastante" , come bene dici tu, Red, del significato di tutto il testo, dal suo principio alla sua fine. Una lettura diversa avrebbe rischiato di evidenziare in maniera "pesante" ciò che è: una poesia di profonda disperazione vitale.

Daniela che interviene e loda i miei testi è una cosa che mi gratifica molto, per la semplice ragione che la ritengo una delle voci più affascinanti dell'attuale panorama poetico web. Limito l'orizzonte per la ragione che posso esprimere valutazioni sull'orizzonte a me noto, non sull'intero panorama poetico...semprechè poi quest'ultimo pian piano non si stia riversando più o meno tutto in rete. ;)
Ti ringrazio moltissimo Daniela di queste parole, anche dell'accenno al coraggio. La carota è una poesia più combattuta tra l'ironia della scelta terminologica e il significato sottostante di sfiducia, amarezza, stanchezza che è sentimento umano comune e frequente e trova consolazione solo nelle poche occasioni belle, festose, serene, familiari per poi chiudersi nuovamente con un richiamo (truce? crudo?) d'immagine alla macerazione di vegetali "amaranto" equiparabili a (similmente colorati)organi e liquidi corporali.

Una buona domenica a tutti.

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#23   11 Novembre 2007 - 12:52
 
Buon giorno a tutti!
Entro in punta di piedi tra le vostre considerazioni sulle poesie di Alivento.
Sono molto felice di esserne stata la voce...e soprattutto serena, ora che ho scoperto che l'autrice è soddisfatta della lettura. Il rischio nell'interpretazione è molto alto e si potrebbe andare completamente fuori dalle intenzioni dell'autore.
La mia esperienza con questi testi è stata particolare.
La prima volta che li ho letti (mentalmente) mi hanno fatto sorridere, come spesso mi accade davanti alle cose stimolanti...
Poi mi sono resa conto che mi avevano suscitato una vasta gamma di immagini.
Allora le ho lette ad alta voce e mi sono accorta della loro grande musicalità. Le immagini suscitate erano amplificate dal suono e si indirizzavano insieme verso la denotazione di un senso.
Non so come spiegare precisamente...sono abbastanza profana nel settore...ma se dovessi fare un paragone, accosterei questi versi ad alcuni quadri dell'espressionismo astratto.
Precisamente ad alcuni quadri di De Kooning, nel periodo ancora figurativo, o di Pollock...quando ancora le figure sono riconoscibili, ma arricchite e devastate da segni macchie colature e contrapposizioni di colore che non hanno lo scopo di rappresentare ma di suscitare qualcosa che è difficile da da tradurre con parole"quotidiane", ma che comunque ti arrivano dritte. Senza errori.
Mi sono molto divertita.
Grazie!
Un caro saluto ad Alivento e a Red che mi ha ospitata in questa esperienza!

Marianna
utente anonimo

#24   11 Novembre 2007 - 17:14
 
Che bel commento quello di Marianna. Il fatto che sia sia divertita mi rende lieta.
Mi sorprende il paragone con pollock e kooning, ma credo che sia in qualche modo indovinato. La pittura d'azione che diventa poesia d'azione. Energia che usa il colore/energia che usa il suono.
Più ampiamente mi sorprendono tutti i paragoni illustri qui ipotizzati anche quello della scapigliatura azzardato da antonio fiori e dell'avanguardia novecentesca proposto da Viola, in essi leggo l'intento di volere sottolineare, similmente a quanto ha fatto Marianna, una potenza espressiva che si affida all'immagine, al colore, a strumenti cioè che sono veicolati dalla parola ma gestiti in modi che si propongono diversi, nuovi, alternativi rispetto a quelli verso cui incanala la tradizione e l'evoluzione poetica attuale. Ebbene un paragone di questo genere è certo più nella consapevolezza di chi legge che non in quella di chi scrive. Mi verrebbe di dire come una mia amica “ma io scrivo solo poesie, al resto pensate voi”, nel senso cioè che io scrivo per la suggestione, la passione, l’esigenza che ha la parola di darsi, e non ho mai inteso collocare la mia produzione in coerenza o in contrapposizione a qualcosa di specifico a me coevo o del passato, né di tracciare con ciò linee di percorsi futuri. Però se poi in tutto ciò che scrivo trasparisse il messaggio di sfiducia verso l’attuale società politica, intellettuale, professionale , lo sconforto per la depauperazione morale, l’orrore per la violenza e l’abbrutimento, la disillusione verso il potenziale di cambiamento umano….ebbene allora alla fine pur nella preminte musicalità del testo avrei forse impresso al canto affiorato la matrice di quello profondo.
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#25   11 Novembre 2007 - 19:09
 
grazie Ali, per non avere "pudore" scoprendo, analizzando i testi. un esegesi chiara.
un grande grazie anche a Marianna, che appare, finalmente tra noi e per la grande disponibilità.
dici bene quando parli di musicalità, dell'amplificazione del suono dato dalle parole. Ali lavora sulle parole, utilizzando rime baciate, alternate, assonanze, dando un ritmo veloce e a volte cantelinante ( forse un po' forzato il termine stornello usato da Silvia). Sembra calzante l'accostamento con gli espressionisti d'avanguardia (bell'intuizione)
un saluto a voi e a Daniela Raimondi, sempre gradita.
roberto
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#26   11 Novembre 2007 - 19:29
 
# si Silvia era per il Pitta. c'ho riprovato,
ciao
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#27   11 Novembre 2007 - 21:06
 
Roberto a mio modo di vedere scrivere poesie è atto di estrincazione, il solo fatto di renderle note è già "violentare il proprio pudore".


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#28   11 Novembre 2007 - 22:10
 
I versi di Alivento mi riportano a musiche estremamente curate che si situano in una poesia che dal simbolismo francese arriva a noi tramite il genio giocoso palazzeschiano e l’angoscia contemporanea di Caproni. Alivento sa giostrare i suoni in modo decisamente orchestrato ma sa anche renderli significati, la musicalità si lega, spesso in modo sorprendente, al senso che essa stessa definisce di “attesa”, beckettiana aggiungo io e presentita come vana. La poesia stessa, tutta umana, legata alle “cose”, riconosce i suoi limiti: è umana ed è umanamente sconfitta, destinata a rendere dello strazio del presente le innumerevoli aporie, le cadute, il vischioso sopravvivere.
L’attesa, la constatazione di uno scacco reale e in potenza, necessitano di un referente e l’altro si rappresenta come interlocutore tacito, come spalla ma anche come auspicabile divenire, come speranza di uscita da una solitudine esistenziale che posiziona l’umano in un territorio dissacrato e sacro.
Una bella sorpresa Ali, come tutti ti chiamano.

Enrico
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#29   11 Novembre 2007 - 23:28
 
la poesia di Ali, mi arriva intima. Come i pensieri che scorrono nella testa e nn hanno una voce.
Ti ritrovi leggendola a dare un colore ed un suono alle cose.

ne resto spessissimo affascinata ...

Ciao Aliiiii :-)
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#30   12 Novembre 2007 - 02:03
 
Ciao Francesca, sempre bellissima e affettuosa.

Enrico, sono lusingata da quanto scrivi, riservo a domani ad un orario meno improbo, di articolare una risposta sensata, sperando in una maggiore lucidità del mio pensiero.

Intanto sogni d'oro a tutti.
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#31   12 Novembre 2007 - 12:03
 
A differenza di Alivento io nel fine settimana mi eclisso per risorgere il lunedì mattina, anche se oggi non mi sento molto bene ma ci tengo a lasciare un segno del mio ascolto-lettura alla cara Alivento. Mi è piaciuta molto la lettura di Marianna che mi ha accompagnata in quella mia, silenziosa e come mi sembra abbia già detto qualcuno fa da contappeso o controcanto alla parola scritta senza sopraffarla, ma anzi arieggiandola e dando a noi il respiro giusto per addentrarci in una poesia intensa e densa di immagini e significati e intuizioni. Anche per me Ali a volte la poesia è violentare il proprio pudore, è esporsi e sporgersi su quel vuoto abitato da energia e trarne la luce inconcepibile della poesia... Un abbraccio, Lucianna
utente anonimo

#32   12 Novembre 2007 - 20:03
 
Non importa quale sia il suo vero nome...per me, ormai "Alivento" è il "suo" nome, vero quanto e più di ogni altro... E non importa quanti anni abbia...per me saranno comunque il numero giusto per averla portata dove è, alla sapienza schiva di chi scrivere così... meravigliosamente, come se nulla fosse...come se non facesse altro, nella vita. Conta che ormai la sua scrittura si riconosca...e si dica addirittura, di altri "sembra un po' alla 'Alivento'..."
Complimenti a Marianna per aver dato così bene voce alla sua voce.
Impresa non facile...ma, secondo me, perfettamente riuscita.
Un caro saluto.
francesco (de girolamo)
utente anonimo

#33   12 Novembre 2007 - 20:09
 
..."di chi SA scrivere", scusate.
francesco
utente anonimo

#34   12 Novembre 2007 - 21:17
 
un complimento alla "voce" Marianna. Ha scelto il tono e il registro giusto per queste poesie.
Averne di lettrici così!

gugl
utente anonimo

#35   12 Novembre 2007 - 22:20
 
Comincio da Francesco, dal suo commento che mi lascia meravigliosamente stupita.
Che dire se non grazie di far giungere a me così lontana, estranea da ogni ambiente reale in cui si discuta di poesia e letteratura, gli echi di qualche commento positivo su me e sul mio scrivere formulato in quelle sedi.
Riguardo all'età, Francesco, uno dei motivi pratici per cui non ne faccio mistero è d'evitare eventuali approcci, come dire...."scopo sincera amicizia", l'altro meno pratico è più legato a fornire un'attendibile chiave di lettura di quanto scrivo. Vado più nei particolari, proprio perchè trovo qui "presenti" alessandro ghia e te, e questo mi permette di ricordare un'intervista ad alessandro che ho letto in rete, nella quale egli afferma di non aver mai scritto una poesia d'amore, e il quinto discorso amoroso su tellusfolio, dove tu, citando brodsckji, dici che ogni poeta prima o poi sforna un mucchietto di liriche d'amore, pervenendo ad una maggiore conoscenza dei suoi parametri psicologici e stilistici.
Ora dico collegando, scrivere conoscendo l'amore, ogni tipo o quanti più tipi, e il dolore, e la verità e la falsità, le nascite e le morti, le cadute, le risalite, scrivere conoscendo la vita abbastanza lungamente, in tutto ciò che essa di positivo o di negativo ci regala, non è come scrivere senza conoscere tutto questo e, sono convinta, la sensibilità, da sola, non vale, non compensa, non sostituisce, l'arricchimento che è l'aver vissuto.

A Lucianna dico che mi fa contenta la sintonia tra noi per l'immagine di sporgersi nel vuoto (che si ritrova in diverse mie poesie dei primordi), per la percezione di pudore violato derivato dall'esposizione delle "nostre" parole, e per l'approvazione di questa lettura. Una lettura in controcanto (perfetta questa definizione) che era poi ciò che desideravo, una voce quasi bambina, quasi gioiosa, quando non ironica o irridente, che capovolgesse l'impressione di campana che suona a morto di certi passaggi, che esaltasse le immagini in un turbinare festoso di parole. Ecco. Volevo che fosse una sorta di carnevale, un mascheramento mascherato di poesia e d'anima al limite dell'inganno o della parodia.

Infine Enrico Cerquiglini. E qui viene il difficile. E' un commento impegnativo e importante. Di evidente spessore critico e molto gratificante, ha però, come tutti gli autentici commenti critici, un pregio che è pure difetto, non ha bisogno di nient'altro, cioè sta a sè, è un'opera a sua volta, manifesta la capacità espressiva del suo autore, la sua preparazione, la sua sensibilità al pari e forse anche più della poesia stessa che l'ha generato. Sottolineo solo un passaggio che mi ha dato particolare soddisfazione: "La poesia stessa, tutta umana, legata alle “cose”, riconosce i suoi limiti: è umana ed è umanamente sconfitta, destinata a rendere dello strazio del presente le innumerevoli aporie, le cadute, il vischioso sopravvivere" per la citazione delle "cose", perchè di questo aggrapparmi/riferirmi ad esse più che all'umano, al'uomo, all'altro, sono stata sempre pienamente consapevole e mi fa piacere trovarne così alta conferma.

buonanotte di sogni belli a tutti
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#36   12 Novembre 2007 - 22:23
 
Gugl, hai visto quant'ho scritto? mi sto montando la testa? ;)

Guarda che Marianna l'ho scoperta per prima io eh!
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#37   13 Novembre 2007 - 23:53
 
mi scuso con Ali, per la momentanea assenza. arrivo stasera, assonnato, per sottolineare con molto piacere gli apprezzamenti per le letture di Marianna (c'hai avuto occhio, Ali, nella scelta) Lucianna e Stefano sono due "certezze" e il bellissimo intervento di Enrico.
non ti stai montando la testa Ali, sei troppo equilibrata e intelligente per farlo. (troppo smielato?...)

un ciao a anche a Francsca Pellegrino.
red
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#38   14 Novembre 2007 - 06:38
 
ad ognuno il suo ringraziamento
http://alivento.wordpress.com/2007/11/14/aporia/
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#39   14 Novembre 2007 - 11:18
 
*

ali è da tempo una brava poetessa, molto attenta al ritmo e alla originalità del testo.

vorrei tanto che scoprisse la sua identità, perché in questo modo, al mio sentire, manca il calore.

un abbraccio a tutti.:-)
nadine

*
utente anonimo

#40   14 Novembre 2007 - 11:23
 
ops, non mi ero loggata. sono io nel post sopra.
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#41   14 Novembre 2007 - 15:52
 
Nadine, ti avrei riconosciuta anche senza foto, dal solo nome con cui ti sei firmata.
Valga anche per te il ringraziamento poetico che ho pubblicato sul mio blog per questa occasione e linkato qui al commento n° 38
Un abbraccio
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#42   14 Novembre 2007 - 16:04
 
ma no che non sei smielato, Red, anzi! avresti potuto continuare....;)
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#43   15 Novembre 2007 - 01:14
 
ringraziamenti ispirati...eh ali?
grazie.
ciao nadine, un gran saluto anche a te.
red.
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#44   15 Novembre 2007 - 01:39
 
ripasso per salutare Alivento, che con somma pazienza ha tollerato le mie scemenze.
ciao,
alessandro
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#45   15 Novembre 2007 - 22:54
 
Alessandro caro, davvero davvero nessun problema

Red, ringraziamenti nel mio modo d'essere o il mio modo d'essere quando ringrazio :)

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#46   15 Novembre 2007 - 22:56
 
cara Ali, farei il punto della situazione: testi - lettura e "dopo festival" è stato un successone.
ho notato un grande affetto, oltre che stima, nei tuoi confronti. non puoi che essere contenta. firme autorevoli hanno confermato che la tua è una scrittura matura, se vogliamo anche sperimentale. tu che ne dici?
e che dici, giovane Quasar, sarà possibile che tu ti manifesta a noi una volta per tutte?

in omaggio anche alla brava Marianna, che ha plasmato la tua "creatura" poetica, inserisco la locandina del suo spettacolo e a seguire il nuovo e giovane ospite. stavolta un "maschietto":il marchigiano Davide Nota.
un grazie ancora, a tutte e due e con te, ci si vede su questi schermi nella consueta veste di moderator.
roberto
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#47   17 Novembre 2007 - 00:50
 
Hai proprio ragione, Red, affetto ricambiato sempre, oltre che stima. A tutti gli intervenuti ho formulato i miei ringraziamenti in forma poetica con link di rimando al mio blog (proposto più sopra al commento 38).
Infine devo riconoscere che sono piacevolmente sorpresa dalla piega, a dire il vero inattesa, che ha preso questa esperienza. Sono quindi particolarmente riconoscente a te, Roberto per avermi dato questa occasione di confronto produttiva di così bei riscontri.
Un carissimo saluto a tutti.
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#48   17 Novembre 2007 - 01:07
 
grazie a te, sempre!
r.
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