rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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giovedì, 25 ottobre 2007

- alessandro ramberti = progetto lettura 33 -

lago

Alessandro Ramberti

             "poesie"

            mix = vaan

Alte vie
 
Pupi di sassi mi guardano
– scossi da terremoti e tempeste –
lungo i baratri degli alti sentieri:
sembrano ossa di antenati
(da cui ci provengono gli istinti)
sbiancate dal ghiaccio e dal tempo…
 
mi sento in un quadro senza cornice
felice di esserci a respirare vedute
in cui Eco è di casa…
 
ripeto ogni tanto suggestivi motivi
ad accompagnare la marcia
ma muto
il pensiero
fasciato dai suoni necessari del creato
si distende, diventa più chiaro:
siamo tende picchettate in qualche luogo
un amen al respiro dell’Eterno
che si fa pista alle correnti ascensionali.
 
 
La vita screpola il muro
 
Una tenaglia mi squarta l’anima
che vuole riconoscere i suoi passi…
 
Non c’è nessuno ma sento
dei suoni raggiungermi da un punto
indistinto… Concetta
 
– la nonna che sapeva raccontare storie
bellissime e consigliava con l’esempio –
è certo in quel luogo
a cui applichiamo la parola Paradiso
(per i nostri orologi da più di trent’anni,
ma il suo volto sa ancora aggrapparsi al mio cuore
ed abbracciarlo adesso).
 
Può dunque crollare
anche la torre dei pensieri
e farsi varco l’oltre che ci ama.
 
 
Messaggio in bottiglia (su ruote)
 
Nei campi i filari scuotono i pampini:
i poggi accompagnano il treno
nel suo tracciato sinuoso. Forse inconsueti
cumuli grigi incombono
sul giallo spento dell’ultimo grano
inizia a piovere.
 
Chiudo il finestrino e scrivo questa cartolina
in cui mi muovo come l’inchiostro: i pensieri
liberi oltre lo schermo di vetro bagnato
si flettono oppure si condensano
attraversando naturalmente i confini.
 
 
***
 
I poeti si stancano presto
hanno pochi lettori disillusi
e c’è una melma che sommerge le idee
portandole a materia bruta:
i brevetti non servono più
per le pulsioni bastano i click.
 
            Abbiamo perso la sfera
ci sfugge di mano lo spirito
intorpidito da editti banali e distruttivi.
 
La parola fratello è un’astrazione
la coppia una transizione instabile
di umori
la tradizione è una storia
sconosciuta
il dialogo una procedura
disimpegnata.
 
Mi chiedo:
Dove sono?
 
Non io soltanto
ma tutti i tu che mi accompagnano
in questo teatro senza quinte
sul quale sta calando l’Occidente.
 
  
Alessandro Ramberti è nato a Santarcangelo di Romagna il 10 giugno 1960. Laureato in Lingue Orientali a Venezia ).  Lavora in ambito editoriale. Ha vinto il premio l’Astrolabio con Racconti su un chicco di riso (Tacchi Editore, Pisa, 1991) e vari riconoscimenti per opere poetiche fra cui il secondo premio al Città di Mestre 2005 con la poesia Già c’è, inserita nella postfazione a Figli di Paola Castagna (Fara, 2005).  Con la raccolta In cerca (Fara, 2004) ha vinto il premio Alfonso Gatto 2005 per l’opera prima (Salerno), il premio Città di Solofra 2006, il Premio Voce dal Ponte 2006 (Monopoli, BA), il premio speciale Città degli Acaja 2006 (Fossano, CN). Nel 2005 ha pubblicato la plaquette Tela di bordo in appendice al volume dedicato ai vincitori del concorso Pubblica con noi (B. Rosenberg Piccolo canzoniere di città, A. Parato, Da luoghi intravisti, Fara 2005). La silloge Pietrisco (Fara, 2006) ha vinto la V edizione del concorso letterario POESI@ & RETE 2006 (Trapani-Palermo) e la VI edizione del Premio biennale di poesia “Cluvium” 2006. Ha pubblicato con lo pseudonimo di Johan Thor Johansson il romanzo breve La simmetria imperfetta (Fara 1996).
 
postato da: redmaltese alle ore 25/10/2007 23:58 | link | commenti (33)
categorie: progetto lettura 33 a ramberti

Commenti
#1   26 Ottobre 2007 - 00:17
 
dopo due autrici, "progetto lettura 33" ospita una voce maschile. Alessandro Ramberti, al quale va il nostro caloroso benvenuto, sarà l'autore che ci terrà compagnia per i prossimi giorni.
ho notato, nella lettura, una certa somiglianza sia nel tono che nell'impostazione, con Massimo Orgiazzi, ospite di uno dei primi progetti lettura, non trovate?
red

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#2   26 Ottobre 2007 - 07:42
 
Non riesco al momento, per motivi tecnici, ad ascoltare la letture dell’autore (che sempre intriga ed è elemento caratterizzante di questo progetto). Spero di poterlo fare stanotte. Sui testi invece, desidero davvero dire qualcosa.
Alessandro Ramberti non teme le ‘alte vie’, il cammino impervio che spesso presuppongono. Ho molto apprezzato l’immagine di quei ‘Pupi di sassi’ che ci osservano, incuranti dei baratri, quasi a protezione ‘degli alti sentieri’, così come mi è piaciuta la metafora scelta per gli esseri umani ( ‘siamo tende picchettate in qualche luogo’ ) e la visione finale della divinità. Con la seconda poesia entriamo bruscamente nella vita dell’autore ( ‘Una tenaglia mi squarcia l’anima’ ) per incontravi la figura della nonna che racconta. Trovo qui molto significativo quel movimento dell’abbraccio nel tempo presente ( ‘…ed abbracciarlo adesso’ ) che la dice lunga sul limbo spazio - temporale in cui abita la poesia. Vorrei infine sottolineare come nell’ultima poesia l’autore abbia fatto la scelta di esplicitare, spiegare, elencare ragioni e delusioni. Io avrei forse omesso tutta la parte centrale, lasciando a ciascun lettore elenchi e cernite, con il risultato (opinabile) che segue:

I poeti si stancano presto
non io soltanto
ma tutti i tu che mi accompagnano
in questo teatro senza quinte
sul quale sta calando l’Occidente.

Alessandro Ramberti comprenderà questa considerazione finale, che risente del mio approccio alla poesia altrui, fatto anche, tutte le volte che lo sento, di forte immedesimazione (e dunque la sua è una poesia cui ‘partecipo’, che sento vicina).
Grazie ad Alessandro e a Roberto
Antonio
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#3   26 Ottobre 2007 - 08:19
 
Che piacere rileggere le poesie di Alessandro. Lui sa quanto le ammiri pur essendo diverse dal mio stile. Non avrei fatto la postfazione ad una sua raccolta! :-)
La mia preferita della serie è "La vita screpola il muro" che sento vicina. Apprezzo la non aureferenzialità e una visione etica.
Non è poco di questi tempi.
Che salto di maturazione da 'In cerca' e forse anche da 'Pietrisco.
Complimenti e

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#4   26 Ottobre 2007 - 11:02
 
Grazie a Red per l'ospitalità, ad Antonio e Luca (he mi legge da tempo) per i commenti: sì forse c'è una certa somiglianza con alcune cose di Massimo Orgiazzi, quelle in cui anche lui indaga il senso del cammino e del creato.
Per quanto riguarda la poesia sui poeti in effetti potrebbe essere stringata e la sintesi di Antonio potrebbe bastare (magari con un paio di versi in più, affatto semplici ma per me "coinvolgenti": «Mi chiedo: Dove sono?»
con quel sono singolare e plurale). Anch'io non riesco a sentirmi in ambiente mac ma è meglio così (di solito non si ama troppo ascoltare la propria voce). Un saluto e un grazie a tutti coloro che vorranno lasciare un commento.
Alex
utente anonimo

#5   26 Ottobre 2007 - 13:01
 
Ho conosciuto Alessandro qualche giorno fa a Venezia, dopo qualche mese di frequentazione via mail. Di lui avevo letto soltanto "In cerca" e poco altro. Dal mio piccolo punto di vista questi nuovi testi sono un grosso passo in avanti per l'espressione dei contenuti, mi verrebbe da dire per profondità.

Francesco
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#6   26 Ottobre 2007 - 15:25
 
Cioa Francesco, mi fa piacere che voi notiate un processo di maturazione, forse già presente in Pietrisco che mi pare una raccolta piuttosto compatta. In cerca è un libro più frammentato, contiene cose appartenenti e "epoche" diverse e a tratti può risultare eccessivamente gnomico o implicito, benché contenga cose a cui sono molto affezionato e che considero tuttora significative per il mio piccolo percorso poetico. Grazie e alla prossima!
Alex
utente anonimo

#7   26 Ottobre 2007 - 15:30
 
Ale,
ho ascoltato le tue poesie in questo mio primo approccio audio al computer. Ma sei tu che leggi? Mi permetti di dire: ma pecrhe' questa lettura cosi' bassa, trsite, senza anima ne' sangue ? e' una scelta? Non fa certo un bell'effetto! William Stabile
utente anonimo

#8   26 Ottobre 2007 - 17:35
 
Bei testi. Essenziali. Forti.
Grazie, Alessandro.
Marco Guzzi
utente anonimo

#9   26 Ottobre 2007 - 20:31
 
Conoscevo pochi versi di Alessandro Ramberti, non sufficienti per avere un’idea della sua scrittura che invece qui si manifesta in modo lineare, senza incertezze concettuali e filosofiche. La prima sensazione è quella di essere di fronte ad una poesia “religiosa” alta in cui il Creato, l’Eterno trovano manifestazioni nella vita dell’uomo. Gli improbabili varchi montaliani sembrano trovati, l’Eterno è qui e altrove, nell’immanenza e nell’alterità, anche il confine tra vita e morte è labile e sconfinamenti sono resi possibili dal crollo della “torre dei pensieri”. Insieme a questo senso alto della comunione, o, comunque, della percezione dell’Eterno trova posto uno sguardo tutt’altro che sprovveduto sul presente. Sorretto dall’intuizione linguistico-filosofica di Nietzsche e da un senso di smarrimento storico, il presagio della fine, nella metafora del tramonto di una cultura e di una civiltà, si fa certezza, si concretizza in una decadenza che accomuna tutti i “tu che mi accompagnano”
Complimenti Alessandro.
Enrico
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#10   26 Ottobre 2007 - 22:22
 
Ciao Ale sono la Monica la flautista.Ci siamo conosciuti lavorando in una serata in cui abbiamo unito poesia e musica.Da quel momento ci siamo tenuti in contatto.
"la tradizione è una storia sconosciuta
il dialogo una procedura disimpegnata"
Mi hanno colpito per la loro profondità e per la realtà che portano a galla.Grazie Ale Monica
utente anonimo

#11   26 Ottobre 2007 - 23:00
 
Desidero porgere anch'io il benvenuto ad Alessandro che incontro nuovamente dopo precedenti letture di sue poesie in altri blog.

Mi compiaccio nel leggere i brillanti interventi dei co-moderator e mi complimento con loro e con il caro Red che ha sempre dimostrato giusta sensibilità nello scegliere i collaboratori al progetto, e, devo dire che, se a questa compartecipazione ha portato la mia stanchezza di qualche mese fa, allora è stata cosa buona, perchè, a mio avviso, proprio di queste voci, di questi commenti aveva bisogno il progetto per dare di più al poeta ospitato, più spunti di lettura e d'analisi ai lettori auditori che lo seguono.

Naturalmente, come mio solito, tornerò a leggere ed ascoltare le poesie, a commentare le impressioni di questa esperienza.
buona notte
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#12   27 Ottobre 2007 - 07:52
 
Saluto anch'io il nuovo collaboratore.
Una poesia religiosa, la sua, come ben dice Enrico. Direi quasi apocalittica, che riflette i mali del mondo e la solitudine profonda dell'uomo in questo periodo di declino irreversibile. Un linguaggio pulito ed efficace e testi carichi di significato. Mi è piaciuta anche la lettura: sobria e lineare, come si addice ai temi trattati.
ciao.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DanielaRaimondi

#13   27 Ottobre 2007 - 08:54
 
Leggendo e rileggendo queste poesie, ho la sensazione che ci sia una sorta di “magia” nelle parole di Alessandro Ramberti, che riescono a trasmetterci, anche quando sono apparentemente dimesse, tutta l'umiltà e l'energia del suo spirito.

Marco Zavarini
utente anonimo

#14   27 Ottobre 2007 - 09:43
 
noto anch'io un chiaro progresso, Alessandro: c'è più "carne" (paradossalmente) e più calore. stai entrando nel vivo, con i rischi e i vantaggi che comporta. ti auguro di scendere ancora, di lasciarti andare sempre più alle voci di dentro.
un abbraccio a anche a Roberto.
fabrizio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fabry2006

#15   27 Ottobre 2007 - 12:35
 
Cerco di rispondere in sequenza.
A William: in effetti non amo molto leggere le mie cose mentre mi fa molto piacere essere interepretato da altri. Forse come dice Daniela c'è più un desiderio di sobrietà (dato che non sono un attore) ma è possibile che un sottofondo malinconico ci sia (credo che tale timbro sia ineludibile in ogni discesa nel sé).
Grazie ai due Marchi per l'apprezzamento e ad Enrico che trovo molto empatico, a Monica che suona in maniera straordinaria e sa fare davvero grande musica "dialogica e impegnata", grazie ad Alivento e Daniela e Fabrizio… tutti mi avete rivelato cose utili e importanti per migliorare e per dialogare.
Buona domenica!
Alex
utente anonimo

#16   27 Ottobre 2007 - 18:06
 
ho conosciuto di persona Alessandro e devo dire che lui è veramente ciò che scrive. E' quella persona lineare, pulita, profonda che ritroviamo nel suo modo di scrivere. Penso che ci sia in lui, una fermentazione interna, che lavora, scava, portandolo però, ad innalzarsi verso il mistico. E' una poesia che sa da dove parte e si incammina cercando risposte, su,
fino alle alte vie, condividendo tende e stringendo mani.

cino
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cino720

#17   27 Ottobre 2007 - 23:12
 
bene!
lasciatemi ringraziare gli intervenuti (e sono tanti Alessandro), a modo mio:
- Antonio Fiori, primo testimonial dell'incontro con Alessandro;
- Luca Ariano (non sapevo che facessi anche postfazioni, Luca);
- Alex/Stabile, non sono poi sempre male le letture asettiche...anzi.
- Francesco che sottolinea anche lui la profondità di questi versi;
- Marco Guizzi ,poeta di fede (tornaci a trovare, se puoi)
- Enrico Cerquiglini, che come sempre si manifesta lucido e incisivo. concordo su tutta la linea "poesia religiosa - senso alto della comunione - percezione dell'eterno - smarrimento storico";
- Monica la flautista, altra nuova visitatrice;
- Alivento, larga di vedute e di cuore, che aspettiamo per un altro prezioso contributo;
- Daniela, con la quale concordo con "quella" definizione "apocalittica", a vestire, calzare i versi del Ramberti. Felice che sei ancora qui con noi;
- un caro saluto, va dato, al caro amico Fabrizio Centofanti, che non si astiene mai nel dispensare buoni consigli agli amici.
e infine a Cino, che ci descrive L'alessandro "Uomo".
grazie a tutti e ricordatevi di cambiare l'ora.
r.
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#18   28 Ottobre 2007 - 12:08
 
Arrivo in ultimo, per i problemi che Roberto sa, ma ci tenevo a dire che mi ha molto colpito la poesia di Alessandro, i temi toccati, quel lieve senso di disincanto che vi aleggia, ma mi piace pensare che in questo Occidente calante la poesia possa disegnare e far vivere, come nonna Concetta- con l'esempio- la sua parola trasformatrice. Una buona domenica a tutti, Lucianna Argentino
utente anonimo

#19   28 Ottobre 2007 - 13:46
 
cio Lucianna, ben arrivata su oboe.
buona domenica anche a te, Alessandro, tutti...
red
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#20   29 Ottobre 2007 - 09:07
 
Non posso non ringraziare anche Lucianna, Cino (Vincenzo Celli) e di nuovo a Red. Mi descrivete molto migliore di quello che sono, e forse voci più critiche del mio modo di scrivere non hanno voluto o potuto lasciare traccia… grazi ancora a tutti e buona strada!
Alex
utente anonimo

#21   30 Ottobre 2007 - 00:34
 
Ale, non te ne andare, tireremo ancora fino a mercoledi ed io ho una domanda da farti:
possiamo dire che Johan Thor Johansson è l'Antonio Diavoli della narrativa?
notte,
r.

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#22   30 Ottobre 2007 - 15:08
 
Ciao Red
purtroppo non conosco Antonio Diavoli che però mi pare conoscere Massimo Sannelli che conosco, ma mi fido del tuo parallelismo.
Colgo l'occasione per postare questo commento del mio omonimo Alessandro Salvi:
«Ciao Alessandro. Ho letto le tue poesie su Oboesommerso. Le trovo molto forti, lucide e e terse come certe pietre preziose. C''e una compattezza tra il verso e il tema enunciato, a dir poco invidiabile. Spero continui su questa strada da te intrapresa con grande abnegazione. Non saprei cosa aggiungere, adesso me le ricopio e me le rileggero' con calma. La poesia ha bisogno d'attenzione. Complimenti vivissimi. Salve!»

utente anonimo

#23   31 Ottobre 2007 - 00:23
 
caro Alessandro, Antonio Diavoli è Federico Federici, lo trovi linkato nel jiukebox, nella colonna di dx e in questo link:http://leserpent.wordpress.com/nota-biografica/
Diavoli non è uno pseudomino ma un poeta immaginario a cui ha dato vita il Federici.
ciao.
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#24   31 Ottobre 2007 - 00:36
 
Prima dei saluti (siam quasi giunti all'epilogo, caro Alessandro) volevo chiederti sulla tua esperienza di Editore e cosa ti ha portato a questa scelta.
red
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#25   31 Ottobre 2007 - 05:04
 
i progetti sono solo di poesia?-B.C-
utente anonimo

#26   31 Ottobre 2007 - 11:47
 
Il mio commento è andato perduto!
Comunque il mio "mestiere" di editore è nato mettendo assieme le mie competenze linguistiche e redazionali accumulate in anni di studio e attraverso varie collaborazioni editoriali anche come tradutture e le compenteze grafico-comunicative dello studio Kaleidon che da sempre confeziona egregiamente le nostre pubblicazioni. Sto vivendo giornate particolamente indaffarate anche per la gestione dei risultati del nostro concorso e della relativa pubblicazione.
Grazie ancora e buona continuazione!
A
utente anonimo

#27   31 Ottobre 2007 - 19:37
 
grazie per la risposta, Ale. Fare l'opeatore culturale sicuramente porta via anche molto tempo, all'autore....immagino.
grazie ancora, per il contributo Ale.

# Betty C.: non necessariamente i progetto lettura dà spazio solo a testi poetici. ben vengano testi di prosa e/o narrativa.
ciao,
red
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#28   31 Ottobre 2007 - 20:33
 
Come sarebbe a dire che siamo già ai saluti?
Ed io che ancora non reso omaggio, ad Alessandro, nuovo autore qui ospitato! Sono, come al solito, imperdonabilissima ritardataria, ma sempre immancabilmente rispettosa dei miei graditi impegni.
Ed eccomi qui, quindi, per la lettura, l'ascolto di poesie che sono sempre un piacere, nuove esperienze, apprendimento.
Commento innanzitutto la resa verbale impostata volutamente su un registro di distacco, di controllata asetticità espressiva, ma, ritengo che la scelta sia indovinata, nel senso che questi testi non avrebbero potuto essere letti in nessun altro modo che così, e non perchè siano inespressivi. Tutt'altro. Essi dicono tutta la solitudine e il distacco, tutta la consapevolezza della caducità, ( sembrano ossa di antenati/
sbiancate dal ghiaccio e dal tempo…) della fragilità esistenziale,( siamo tende picchettate in qualche luogo/
un amen al respiro dell’Eterno/
che si fa pista alle correnti ascensionali) dicono l'oltre, gli affetti (...Concetta/la nonna che sapeva raccontare storie/bellissime...) , un sogno di paradiso ma soprattutto un ricordo (ma il suo volto sa ancora aggrapparsi al mio cuore/
ed abbracciarlo adesso) che ancora tramette forza e sostegno dell'andare. Si comprende quindi come questi versi siano solo apparentemente algidi, essi invece, ad una più attenta lettura rivelano un' ampiezza sorprendente di senso: esprimono cesura tra ricordo e realtà, tra il volere e il diventare, tra l'aspirazione e la consapevolezza, dicono lo straniamento, il disincanto, dicono infine il dolore, lo smarrimento grigio da colatura del sentimento lungo il vetro di una vita o di un momento d'abbandono e disilluzione. La cosa particolare di questi testi è che abbiano richiesto una seconda e più attenta lettura, perchè questa poesia non è, come sembrerebbe, di immediata comprensione.
Comunica per enunciati semplici, frasi che sembrano buttate lì a mezza voce distrattamente come quei "ti ricordi" dei discorsi colloquiali assorti e pensosi, apparentemente slegati, in cui chi parla neanche vede chi sta vicino ad ascoltare e, in fondo, neanche chiede che vi sia un ascoltatore, perchè tutto è un riflettere tra sè di tutto quanto vi sia nella torre dei pensieri che "può dunque crollare" quando si fa varco
"l’oltre che ci ama". Pongo di proposito a chiusura di commento questi versi, poichè in essi ravviso il riconoscimento che l'amore, l'affetto, l'esempio ricevuti producono nel tempo prolungati effetti a rendere più forti dei pensieri neri. Nel che ravviso un'indicazione positiva di speranza e di saggezza.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#29   31 Ottobre 2007 - 20:43
 
vi prego di scusare qualche virgola bizzosa specie lì in cima al commento precedente.
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#30   01 Novembre 2007 - 14:02
 
un grazie ad Ali, che ci riserva un bell'intervento, segno di un ormai raggiunto equilibrio "critico". riesce a mettere, infatti, sul tappeto, tutto il "dire" del poeta, anche quello non comprensibile, a prima lettura, con una vivacità e incisività davvero apprezzabile.
brava!
red
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#31   03 Novembre 2007 - 23:26
 
Lascio un secondo messaggio per Robi ed Alessandro. Stasera mi faccio perdonare della precedente, mia lunga assenza. Ma rolevo una sempre maggior fatica a rispondere a chi dovrei. Come non comprendere le fatiche, in veste di editore, di Alex? Del quale noto il linguaggio piacevolmente aggressivo (se non del tema, sicuramente nella morfologia del tessuto). Allitterazioni dure, in erre, fanno della partitura un contenitore acceso sulla realtà che preme al poeta.

Gianfranco
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#32   03 Novembre 2007 - 23:27
 
...Ma rilevo una sempre maggior fatica ... scusate: è l'ora.
Gianf.
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#33   04 Novembre 2007 - 17:44
 
Ringrazio in ritardo Gianfranco e in particolare Alivento per il commento che mi pare molto empatico con la mia scrittura.
Buon tutto a tutti!
alex
utente anonimo

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