rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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giovedì, 11 ottobre 2007

- progetto lettura 31 = chiara daino "la Merca"

Chiara.DainoChiara Daino

"La Merca"

letture Daino-Sannelli

La Merca 1
 
lettura Chiara Daino
 
«Te lo ricordi l’ultramegafantorgasmo?»
«E chi se lo scorda l’ultramegafantorgasmo?!?
Quel senso di pienezza: riempire il buco. Ogni buco un sapore diverso: tante marmellate quanti fori aveva la fetta di Emmental. Arlecchino caseario! Al solo pensiero mi viene nel palato, una nostalgica goduria» mormorò Jenny. Oscenità alimentari. Erano biscotti secchi, impastati dello stesso dolore, dello stesso afrore.
  
 
 
La Merca 2
 
lettura Chiara Daino

 

Stanza vuota. Stomaco pure. Sigaretta. Accesa, respirata, spenta. Silenzio. Insopportabile. Sigaretta. Un’altra. Sospirata. Silenzio. Shockante. Silenzio. Assordante. Sigaretta. Sublime dissoluzione. Sigaretta. Morsa nel morso dei denti. Scappare dal circolo vizioso, dal gesto consolatorio. Sigaretta. Stampella fallace di salute sprecata. Silenzio. Silenzioso sicario. Silenzio. Imposto. Silenzio di sigarette fumate in desolato posto. Ancora, di nuovo, per sempre. Silenzio. Spirito subdolo. Sigaretta. Sibili di catrame. Silenzio. Dannato silenzio che duettava con la solitudine.

  
 
 
Ri-corda
 
lettura Massimo Sannelli
 
Cambio di visione e ridò aria
all’armadio: appeso di nuovi
pugnali sono   solo scheletro
mi perseguita
                               rimane tua
la clavicola in c'assetto: forma
di vizio a fondo
 
polpo che lama
non può sanare
  
 
 
Chiara Daino
 Nel 2006 ha pubblicato il romanzo La Merca (Fara) e la commedia Permis de traduir, in Animaelegentes (Edizioni Cantarena). Redattricedi Absolute Poetry e la Poesia e Lo Spirito, gestisce per Kinematrix la rubrica Moulin Rouge (http://moulinrouge.wordpress.com/).
Attrice/autrice di teatro, vocalist, songwriter e tradutttrice.
 
In rete:
   SILENZIO!
postato da: redmaltese alle ore 11/10/2007 00:58 | link | commenti (40)
categorie: progetto lettura 31 c daino

Commenti
#1   11 Ottobre 2007 - 01:28
 
Si riparte finalmente, con progetto lettura n.31.
Diamo un caloroso bbenvenuto a Chiara Daino, autrice giovane e iperattiva, che ci dona alcuni testi tratti dal romanzo "la Merca" edito da Fara . Chiara è artista poliedrica e sperimentale, lo testimoniano le sue note biografiche.
Nell'augurarvi un buon ascolto, vi lascio queste note introduttive al romanzo, che fa Massimo Sannelli su Romanzieri.com e che per altro ha prestato la sua voce nel testo "Ri-corda":

Voi sapete che cos’è La Merca? È un marchio: quello che si impone ai corpi (innocenti). E' un nuovo Bildungsroman: capovolto, crudo, ironico. L’autore piega la vecchia lingua, grassa, per sondare le piaghe/pieghe di una realtà diffusa e taciuta: la vita che vive d’arte, e l’arte-vita che si innesta sul d.c.a.

"Agli occhi del mondo: «disturbo del comportamento alimentare»; ma è il mondo stesso a soffrire come un disturbo l’esistenza di Jenny, la protagonista; e la malattia di Jenny, se è tale, è questo mondo. Jenny è solo stanca. I Neologismi e la Contaminazione della Lingua magra (e nuova) ricamano le personae parlanti (e dire è dire tutto, contro tutti, sempre): il lettore valuterà il peso della materia, che si fonde con il verbo lieve. Nessun moralismo e nessun patetismo: qui il Bíos è teso. L'arco di Eraclito è vita e morte. E l'editor di un'opera così sperimentalmente tesa e ironica ne rivive ogni parola; ricorda, soprattutto, come la letteratura non sia una pura trascrizione della vita (e la vita non è un puro semenzaio di cose dicibili), ma un'opera e un parto (e pARTO). Si è oltre, perché il concetto che si ha della vita e della parola è troppo estremo per affossarlo prima, per insultarlo e insultarsi...


Grazie Chiara, grazie Massimo.
buona permanenza!

red

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#2   11 Ottobre 2007 - 10:21
 
Saluto gli amici di Oboesommerso, Red e gli ospiti odierni in particolare. Non potendo fruire dell'audio fino a stasera, mi limito alla lettura dei testi e di questo estratto di presentazione.
Che la letterartura non sia - e non debba essere - pura trascrizione della vita è ben vero, nel senso che ne è una trasfigurazione, una riscrittura (ce lo stiamo dicendo in questi giorni anche a proposito di Saba sul blog di Gianfranco Fabbri, pur con diversi accenti e visioni). Sono rimasto colpito dal lavoro sulla singola parola fatto in 'Ri-corda', e dal denso risultato in tanta brevità (clavicola in c'assetto; polpo che lama/non può sanare...)
Ritornerò dopo l'ascolto
saluti e complimenti
Antonio
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#3   11 Ottobre 2007 - 15:03
 
Finalmente si riapre questo progetto davvero interessante. (Complimenti a Roberto!) E con quali autori, poi. Un applauso ad entrambi e peccato che Chiara non abbia pubblicato qui più materiale, perché ha scritto dei brani davvero notevoli. Ne sono ammiratrice da tempo. Come del caro Sannelli, che amo come un fratello e mi piange il cuore da quando ha chiuso i suoi blog, perché non so più come poterlo leggere...

A ben rileggervi.
Con affetto,
Nadine

Ps: un caro saluto a tutto il cast.
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#4   11 Ottobre 2007 - 23:21
 
un caro saluto ad Antonio e Nadine e grazie per l'incoraggiamento, anche a tutti quelli che m'hanno contattato in privato.
consiglio vivamente di ascoltare le letture. noterete una diversa interpretazione, ma non così lontana. sicuramente più performante quella di Chiara, più asettica, ma non distaccata, direi "mistica", quella di massimo.
per il momento mi fermo qui. un carissimo saluto a tutti, per il momento.

red
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#5   12 Ottobre 2007 - 10:49
 
Grazie Chiara, della tua lettura, e grazie a Massimo, di cui sento già nostalgia, dopo averlo appena conosciuto, a MIlano.
Due letture differenti.
Chira mi sembra vada per la sua strada che lavora da sillaba a parola,a frase, ma con pronuncia flusso e sintagmi, non versi o strofe, cui ho l'orecchio (cronico), più allenato.
ma questo non mi candida a a sordità, anzi.
Molto tempo è passato da A.Porta, o altri(quelli bravi , però) e nessun tempo da Amelia Rosselli..mai.
Dunque nel tuo viaggio, auguro a te Chiara di continuare a soffiare(soffiovitale) nelle tue parole, fino alla pronuncia cui aspiri, inedite e future.
Nell'ultima ho trovato un brivido, una seccchezza, che è della poesia
Per me, tornare a casa.

Maria Pia Quintavalla
utente anonimo

#6   12 Ottobre 2007 - 11:27
 
Peccato che anch'io, come altri, non abbia potuto ascoltare le vive voci. Tornerò. Interessante la scrittura di Chiara, così intrisa di singulti a frammento. Un saluto a lei, a Massimo e al padrone di casa, Robbertì.
Gianfranco
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#7   12 Ottobre 2007 - 14:07
 
purtroppo anch'io non sono riuscita a sentire il recitativo, ma i testi sono pregnanti e poetici, e invogliano davvero all'ascolto. Tornero'.
ciao ciao
Daniela
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#8   12 Ottobre 2007 - 14:38
 
cari tutti... e cara Swan, prima di tutto. ieri un uomo sensibile mi chiedeva dei due blog chiusi. e sono riuscito a scrivergli solo questo: "io valgo meno della poesia che scrivo. e cerco di assomigliarle, e quindi di migliorarmi. ho sentito che la poesia non stava nel blog, che è un bel mondo (tranne certe derive violente...), ma che la 'mia' poesia (com'è stupido dire la "mia poesia") ne era fuori... non sono molto razionale, non riesco a
spiegarmi. capisci anche quello che non dico, prima che io lo dica...". nulla di razionale, nessuna scelta, solo una scelta della poesia stessa - a cui ho obbedito, perche' e' piu' grande (di me).

Chiara Daino e' piu' che brava. di persone brave ce ne sono molte. in Chiara io sento una 'necessita''. Chiara e' l'Emergenza. l'Emergenza del 1944 a Firenze (e la ballata di Montale), l'emergenza di qualcosa - la lingua - che "resiste e vomita e si contorce dal dolore" come Princesa... La lingua sara' trans, ora, o non sara'.

la poesia che ho letto e' molto musicale. dunque non ho esagerato con gli effetti: il testo si bastava e bastava a se stesso, con i suoi mono- e bisillabi, i quinari da scandire...

sono molto stanco, e un po' malato, da giorni, e parlo male - parlo come il cuore comanda, ora. questa e' una delle ultime volte che commento in un sito. sento che le cose stanno cambiando molto. la stessa Chiara ha avuto un grandissimo peso in questo processo, come sostegno (in positivo) e come esempio (in positivo e in negativo: ma il dialogo non e' mai all'unisono, sulla terra). ora sento che mi sto distaccando da tante cose, da amici che sembravano fratelli, da amori che mi sembravano inseparabili, persino da poeti che pensavo giganteschi... ci si alza una mattina, e si deve ammettere: non ho piu' bisogno di Cristina Campo (e di altri)... e ho nostalgia del rubinetto gocciolante in India, per esempio. che cosa c'entra tutto questo? niente e tutto. ma era un bel modo e un buon posto di cuori gentili per dire: grazie, a presto, vivete felici
massimo
utente anonimo

#9   12 Ottobre 2007 - 17:07
 
Ho sentito due letture personalissime. Quella dell'autrice l'ho trovata molto diversa da come me l'aspettavo, dalla mia lettura interiore (che su quei testi andava abbastanza veloce e sentivo piena di tonalità). La voce di Chiara ha invece una luce diversa alla scrittura. Mi sento di farle l'augurio che le fa Maria Pia Quintavalla: continua a soffiare nelle parole.
Interessante davvero il discorso che leggo di Massimo Sannelli; che doveva fare un viaggio in oriente lo lessi qualche mese fa in rete e noto tracce sono fresche che rimarranno indelebili. Musicalità del testo e condizioni fisiche posso essere determinanti e dare rese sorprendenti nella lettura di poesia...Aggiungo solo una cosa: ammiro il suo coraggio di leggersi dentro, scegliere, accettarne le conseguenze (come su Cristina Campo)...poesia come terapia...
un caro saluto
Antonio
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#10   12 Ottobre 2007 - 18:10
 
Mi piace molto l'espressione "cuori gentili" rivolto alle persone che frequentano questo sito.
Un benvenuto all'autrice, un caro saluto a Massimo Sannelli.
Un saluto anche a tutti i co-moderator e lettori e commentatori che passeranno di qui. Uno speciale, grande saluto, al grande Red.
Sono lieta che ricominci questa iniziativa, e l'ho pubblicizzata sul mio blog; conto di farlo anche su viadellebelledonne.
Ne sono lieta perchè lo trovo un modo delicato piacevole di ascoltare poesia, senza polemiche e voglia di emergere ma con il solo gusto di assaporare qualcosa che si apprezza e in compagnia. Spero di poter svolgere ancora, e con frequenza accettabile, il mio ruolo di moderator al quale nel ciclo precedente per qualche tempo ho abdicato a causa di una stanchezza invincibile e profonda, morale più che fisica e fisica in quanto morale.
Qualcosa di simile a quanto leggo nelle parole di Massimo delle quali mi ritrovo e delle quali mi rammarico, sperando che esprimano solo una fase di passaggio o comunque, come per me, qualcosa che accade e non si riesce a contrastare ma permette comunque la presenza, la permanenza, l'emissione del pensiero o della voce. La resistenza.
A commentare testi e poesie, nel modo misero che so e posso, tornerò più tardi.
A tutti una buona serata.
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#11   12 Ottobre 2007 - 21:22
 
Alla parola Chiara Daino non delega mai il solo dire. Sembra coscienza materializzata in cumuli fonetici che si armonizzano in lasse che travalicano ogni possibile forma chiusa. È urgenza di una coscienza che si trasforma in lacerti di senso, in significanti che si risignificano, che disegnano geometrie ardite consegnandosi alla pagina e alla lettura. Sento, ne La Merca 2 il fiato sibilante dei fumatori accaniti e l’immedesimazione tra sigaretta e fumatore e l’esigenza assolutamente condivisibile di “scappare dal circolo vizioso”, “dal gesto consolatorio” per lasciar fluire un’angoscia che non può che rappresentare il futuro, l’universo, il destino umano.

Enrico
utente anonimo

#12   12 Ottobre 2007 - 21:25
 
@massimo: condivido pienamente quanto affermi. non mi sembra una crisi personale ma uno strappo forte che dolorosamente avvia...
Enrico
utente anonimo

#13   13 Ottobre 2007 - 01:54
 
arrivo tardi, in sivolata e fuori tempo, quasi.
@M.Pia - Massino a Milano, quella sera, ha fatto sfraceli ( in senso buono)
@ Antonio - concordo quando dici a Massimo " il coraggio di leggersi dentro"
@Ali, anche a me piace quell'espressione che usa il Sannelli: "cuori gentili" espressione che sa di altri tempi. Fai centro e mi esalti, quando dici che questo è un luogo dove i ascolta (e contamina, aggiungo io) con l'ambizione e la speranza che certe polemiche restino fuori. un posto per dissidenti, amici, eremiti (libero di comparire e scomparire quando vuoi, Massi...)
un caro bentornato anche ad enrico e il suo intervento tecnico e quel verso " uno strappo forte che doloroso avvia", che sbaraglia il campo ad altri "decreti".
@ a Massimo va il mio forte abbraccio.

@ a Daniela e Gianfri un caro abbraccio

a domani, fiducioso che anche la Chiara si farà viva

red
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#14   13 Ottobre 2007 - 10:50
 
E si riparte...

Bella interpretazione quella di Chiara Daino.
Massimo l'ho già sentito dal vivo ed è ancora meglio :-)
Particolari i primi due brani... il primo soprattutto: molto forte la prima parte.
Complimenti alla scrittrice e ai lettori :-)

ciao,
A.
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#15   13 Ottobre 2007 - 20:55
 
Massimo sbaglia a dire che vale meno della poesia che scrive.
Non è esattamente così. Qualunque autore vale meno di ciò che scrive, ma per nessun uomo può essere così. Ad ogni modo la poesia detta da lui è molto bella. Un saluto a Massimo e a Chiara.
Michele
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#16   13 Ottobre 2007 - 21:00
 
Non credo che Massimo valga meno della poesia che scrive. Non è esatto. L'autore vale sempre meno di quello che scrive, ma non l'uomo. Ad ogni modo, trovo la poesia detta da Massimo molto molto bella.
Un saluto ai lettori di oboe.
michele
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#17   13 Ottobre 2007 - 22:15
 
La compulsività, come orizzonte/destino umano, come necessità. E quell'afrore di biscotti secchi,, il polpo e la lama nel cassetto, gli scheletri d'armadio ad ogni cambio di stagione. Brava la Daini, netta.
Secca come ha detto Maria Pia la lettura di Sannelli. Sulla stanchezza: a volte occorre de/cantare, depurare. Trovare il proprio silenzio, almeno a volte così accade. Un augurio - a noi suoi lettori - di risentirlo presto, quando vorrà. Un caro saluto a red e a tutti, Viola
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#18   13 Ottobre 2007 - 22:48
 
Saluto di nuovo tutti. M'accorgo ora che il mio intervento al n.9 aveva più d'un refuso, ma il senso credo si sia capito. Vorrei aggiungere un paio di osservazioni. Intanto questi di Chiara Daino sono solo degli 'assaggi' che per la loro brevità fanno venir fame dei testi completi (che poi forse è una delle finalità implicite di programmi di lettura come questi di Oboesommerso). Su quella affermazione di Sannelli sul valer meno della poesia che scrive solo una mia impressione - che sarà lui eventualmente a confermare o meno. Credo che Sannelli abbia voluto sottolineare l'importanza, il rispetto quasi sacrale della propria come della altrui scrittura. Del gesto stesso dello scrivere. Amare la propria poesia come e più di se stessi implica naturalmente, perchè sia un valore e non un atto snobistico, una altissima capacità autocritica e una coerenza di fondo nella propria poetica e nella propria vita...
Antonio
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#19   14 Ottobre 2007 - 00:16
 
Grazie che sia.
A tutti: siete forza e scorza in un momento (uno dei tanti) di scontro. Con la realtà più triste. E se ne dicuteva con Massimo...
Povera e vecchia, la lingua italiana PARLATA perde la sua ricchezza e si riduce: vittima di (brutte figure) retoriche - e mi sento dire "l'artista deve sperimentare" per "pratico il sadomaso", "le tue foto non rendono giustizia all'interprete" per "senza scatti di nudo non lavori", et cetera et altera...
Signor Allegoria? Duca della Preterizione? E poi sono io - quella che "gioca" con le parole? E come tradurre certi "volumi" che intasano le orecchie e l'anima?
Scusate lo sfogo (foga del naufrago) - ma stimandoVi ho l'urgenza di condividere.

Abbraccio forte Nadine (mi dispiace: non ho più scritto, scrivo sempre meno da quando mi sono trasferita nella Capitale), Enrico, Alivento e ogni anima che è intervenuta.
In particolare: Roby e Massimo (quello che non sapete è che detesto la mia voce registrata. Anche se la fretta e le risa di quelle incisioni, con mezzi di fortuna rimangono ricordo di luce), Massimo che sempre: crede. E ancora sostiene: la stima. In fieri - per chi saremo e siamo stati. Un presente che è regalo (anche quando non tonda).

"... Un autore come me, e come molti altri, non è un geometra; e ho abbandonato la linea retta"
[Lawrence Sterne]

A presto nel filo che lega: fino al rosso.


Chiara Daino
utente anonimo

#20   14 Ottobre 2007 - 00:42
 
sento il dovere di ringraziare tutti gli intervenuti di oggi: Anila (rieccoti)
Michele, Viola, Antonio e Chiara, naturalmente e finalmente Chiara.
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#21   14 Ottobre 2007 - 17:02
 
Un abbraccio a Chiara e a Massimo. Senza parole.

Un saluto a tutti e, al padrone di casa, i complimenti per questo bellissimo blog, con l'augurio di continuare sempre al meglio.

fm
utente anonimo

#22   15 Ottobre 2007 - 00:12
 
saluto Francesco Marotta, che ringrazio di cuore per le buone parole.
(fanno sempre bene gli incoraggiamenti).
quelli di Massimo e Chiara, sono sfoghi che meriterebbero approfondimento, spazio...
"scontro con la realtà" dice Chiara
mi ricordano le parole di un'altra Chiara ( De Luca), proprio qui.
e proprio qui, nella colonna di dx
"Perdersi nel mondo parallelo. Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale...
Scendere a compromessi, per mangiare, vivacchiare.
siamo così lontani e integrati male dal nucleo? cercare la nostra nicchia e riossigenarsi, può bastare?
red
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#23   15 Ottobre 2007 - 02:25
 
Benripreso!
Faccio un caro ciao a Chiara, alle sue lame, alla sua ricerca, al mal d'india di Massimo.

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#24   15 Ottobre 2007 - 10:26
 
bello il testo e l'interpretazione della seconda. quella sigaretta diventa difficile da scordare e da sopportare; mi ha riportato alla mente l'effetto delle pagine di svevo ne "la coscienza"... e l'operazione della Daino (parlo della lingua) un po' me lo fa venire in mente (come concetto, base).
e ci sta con il 'disturbo', ci sta tutto il disturbo della lingua e della poetica.

a latere, dico che mi spiace leggere le parole di sannelli. ognuno necessita quel che crede, ognuno ha il suo percorso da per-correre, ogni pazienza possiede il suo limite.
mi spiace, posso comprendere il moto, il riaccarttorciarsi, il ri-embrionarsi, l'urgenza dell'implosione.

tutti noi, poeti e non, uomini e non, cose così, confuse nel mondo, abbiamo avuto - o avremo - il nostro viaggio in india.
l'importante è saper tornare.

ti auguro un buon ritorno massimo.


saluti a tutti.
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#25   15 Ottobre 2007 - 10:30
 
Abbraccio Francesco Marotta nel cerchio di Dolcezza che sempre lui - con la Stima di sempre (e sempre più) per lui.

Saluto la mia omonima che Roberto giustamente cita - e che siano nuove "collezioni", Chiara, you know...

Bacio l'anima di Silvia e ancora: grazie a Red (r'osso che sostiene e ospita) e a Massimo, presente che continua.

Per la nota di calore - a tutti.

Chiara
utente anonimo

#26   15 Ottobre 2007 - 10:42
 
Leggo ora - dopo aver postato - il commento di Carrino (che non conoscevo): l'effetto "disturbo" che lo ha colpito si rapporta al titolo del suo spazio e mi chiedo perché ARTI ANORESSICHE? Condannare a morte anche l'Arte? Non bastano gli esseri umani?

Non ho letto (e lo farò): per ora sono ferma a un titolo - parole che portano tutto il peso di un pensiero triste
Chiara
utente anonimo

#27   15 Ottobre 2007 - 10:47
 
l'arte dimagrisce chiara, come braccine. l'arte è focomelica, anche, e magra (come una lingua...)

ma addò sta questa arte ormai? svanisce, come una bella ragazza anoressica, come l'acqua 'smagrita' dal sole...

vengo ora dal tuo 'uomo metafora'.
saluti.
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#28   15 Ottobre 2007 - 11:13
 
Anticipando che per me l'Arte NON dimagrisce (il corpus dell'Opera che Opera è - rimane) e che LA FAME di Artisti con la Maiuscola dipende da un'infinita serie di fattori, ti chiedo: tu che vedi gli "arti scarni" ("le braccine" dell'arte) come una "bella ragazza anoressica" - credi sia meglio esporle entrambe (come di recente ha operato il "magnanimo" fotografo?), lasciandole morire sotto lo sguardo morboso e indifferente - o sia più giusto tentare di guarirle? E ancora: tu scrivi "una bella ragazza anoressica". Di quale bellezza scrivi? Lasciarsi morire dopo atroci calvari? Annientare le membra (spesso) vittime di stupri e violenze di ogni tipo? Quale messaggio mandi? Una ragazza anoressica (come un ragazzo, una donna, un uomo e - purtroppo - anche molti malati al di sotto dei dieci anni) non è bella! Almeno che tu non lo intenda nel senso: latino e plurale di - guerre (che minano la vita).
E perdona, perdonate la foga - ma siamo RESPONSABILI di ogni parola scritta e detta: chi ti legge potrebbe pensare che tu sostenga la sua scelta di distruzione perché "bella", "estetica" o...

Cerrino, hai letto "l'uomo metafora", ecco: dietro e dentro quel post è presente uno dei tanti assassini ( uno che non ha neanche il "nome d'arte", che si professa grande artista perché anni fa godeva di una certa fama). L'uomo metafora sulla sua strada ha incontrato una ragazza affamata...
E la soddisfazione di morire - né a lui, né a altri (per il momento) non intendo darla!

Chiara
utente anonimo

#29   15 Ottobre 2007 - 13:11
 
Avevo scritto un commento più articolato, ma s’è perso nei meandri del Web. Provo a riassumerlo.

Non ci conosciamo, Chiara. Siamo RESPONSABILI di ogni parola scritta e detta, condivido. Ma siamo anche responsabili, come lettori, di comprendere (almeno cercare di, nei limiti della propria enciclopedia) quel che viene letto, sforzandosi di essere il più possibile scevri dalle proprio paure. Altrimenti si rischia di ‘leggere’, inferire, messaggi che non ci sono.

Detto questo, chiarisco subito che io non vedo "arti scarni" ("le braccine" dell'arte) come una "bella ragazza anoressica"; l’anoressia non è un fondamento della mia poetica, né della mia concezione di estetica, e se ho fatto intendere questo me ne scuso. Probabilmente una bella ragazza VIRGOLA anoressica, rende esattamente quello che voglio dire. Giusto per chiudere in discorso ‘anoressia’ in senso letterale.
L’arte, “per me”, è anoressica. Svanisce, dimagrisce nella forma e nella sostanza, è poca, come una bella ragazza AMMALATA di anoressia, piena zeppa di dottori- profeti che abusano della parola proclamandosi, di volta in volta, ‘artisti’. Quindi è esattamente il contrario di quello che hai capito tu (o quanto meno, me ne assumo la responsabilità, di quello che in malo modo avevo cercato di esprimere).
Saluti.
lrc
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#30   15 Ottobre 2007 - 19:21
 
mi segnalano che c' è qualche problema con splinder e alcuni commenti, non sono apparsi, vedi quello di Carrino e due della M.P. Quintavalla.
vediamo se appare, questo intervento.
intanto saluto Chiara e anche Gino (Carrino), che credo si sia spiegato.
red

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#31   16 Ottobre 2007 - 00:54
 
prima di andare a letto, chiedo a Chiara "quel lavoro di monosillabi e quinari da scandire", sembrano rincorrersi nel testo, seguire un filo logico...
puoi raccontarci...
un caro saluto,
red
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#32   16 Ottobre 2007 - 01:03
 
è vero, anch'io sulla mia pelle ho potuto constatare:
ho provato, ma i commenti non appaiono....
ora riprovo, proma di andare a letto:
si è parlato, a proprosito dei testi di Chiara,
di "lavoro della singola parola. dell'uso di mono- bisillabi- quinari da scandire", a rincorrersi nel testo, come se seguissero un filo... (?)
puoi raccontarci Chiara?
un caro saluto a tutti
red


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#33   16 Ottobre 2007 - 16:10
 
La Merca è un romanzo che ho molto apprezzato ed ho letto con grande interesse sebbene il tema forte mi abbia pugnalato allo stomaco. Mi piace questa lettura e noto con piacere che il blog è ritornato di gran carriera. Complimenti e

un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#34   16 Ottobre 2007 - 17:27
 
@ carrino: "siamo anche responsabili, come lettori, di comprendere (almeno cercare di, nei limiti della propria enciclopedia) quel che viene letto, sforzandosi di essere il più possibile scevri dalle proprio paure" - ringrazio per la precisazione e, in veste di lettore, credo fermamente che "la verità riposi sul testo" e che molti testi siano fraintesi/fraintendibili.
L'unica paura che ho espresso, Cerrino, non era mia (ho smesso di tremare secoli fa) ma per GLI ALTRI lettori (concedimelo: magari non tutti scrittori... è sperabile!), per quelle sensibilità che (sempre per ipotesi) non possiedono la padronanza teorica della letteratura, non vivono di analisi testuale - ma, semplicemente, leggono "per caso"...

E (ribadisco, sempre ipotizzando) forse un/una quattordicenne leggendo solo alcuni estratti avrebbe potuto trovare conferma e giustificazione al suo lento suicidio...

Chiarito questo: massima libertà a tutti. Pensa che per me le Arti sono "obese": troppi "artisti" indegni di tal nome e sostanza che la zavorrano a uno stadio terra-terra (ma queste sono considerazioni metaforiche e immagini mentali del singolo che scrive - esprimendo forse il tuo stesso pensiero, ma con patologia diversa).

@Luca Ariano

grazie che sia: l'essenziale che hai colto. Il pugno a denti stretti. Un abbraccio grande

@ Red:
"lavoro della singola parola. dell'uso di mono- bisillabi - quinari da scandire", a rincorrersi nel testo, come se seguissero un filo... ": il fraseggio di Massimo (che ben conosce il mio modus) evidenzia l'attenzione/ossessione per ogni parola posta e franta, decomposta e legata nel disordine preciso (il filo r'osso) - spesso dettato da tempi teatrali e/o influenzato da un'orecchio interno (il mio) che non sempre suona comprensibile ad altri timpani.
Il miei accenti sono note di rumore/dolore spesso volti a mostrare le scatole cinesi di un lemma ( concatenarsi e spalancarsi di più sensi in un unico termine).
Senhal e richiami fonetici cifrano lo spartito che vuole - scavare/scandire/svelare.

A presto,
Chiara
utente anonimo

#35   17 Ottobre 2007 - 00:24
 
oh Chiara, molto bello questo intervento delucidatorio del tuo modus operandi; come invidio "quel tuo orecchio interno".
una delle ultime domande che ti faccio, che domani notte o al max giovedì, inseriremo il nuovo ospite:
stai lavorando a qualche cosa ora?
teatro poesia vocalist ecc.

un caro saluto a Luca, ben tornato .

red
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#36   17 Ottobre 2007 - 13:59
 
Grazie Red,

chi sente, sa.

Attualmente "sto tempestando" la Capitale ed è teatro e musica (e presto ancora: poesia)... E un futuro che sarà presente: dono del mio!

Ti abbraccio e ringrazio (te e tutti)
involando Blake:

"No bird soars too high, if he soars with his own wings"

(non è troppo - in alto - volo.
per chi punta le proprie. le ali.)

Chiara
utente anonimo

#37   18 Ottobre 2007 - 02:37
 
Carissima Chiara, siamo giunti ai ringraziamenti. sono molto felice di come sia andata. il dibattito è stato di gradimento, credo come le tue performance e quella di Massimo, che ringrazio ancora.
quando vorrai potrai/ete "affacciarti" in questa nostra "cantina". sarà un vero piacere.
..."ogni bene"
red
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#38   20 Ottobre 2007 - 21:37
 
Pecco d'intempestività lo so, intervenire dopo i ringraziamenti non sta molto bene, ma sarebbe peggio dire: "dopo torno e tornare"
dunque ci sono anch'io a leggere e ascoltare
Dopo l'audizione sono entusiasta dell'affascinante voce di Chiara.
Mi piace molto la prima lettura, è forte, carica di simboli sessuali gestiti in modo famelico e dirottati verso il cibo. Testo inquietante e letto strepitosamente bene.
L'effetto che produce la parola tuttavia è quello opposto al piacere, una sorta di disgusto del mangiare mangiare per riempire ogni buco di cibo o di fame per stare satollemente male.
La seconda è di un silenzio assordante, consumato dentro
una- due- tante sigarette - sempre la stessa sigaretta di silenzio di fissità di ritmi contratti malessere e fumo di solitudine.
Nel terzo brano, più tipicamente scandito formalmente in versi, apprezzo la lettura particolare di Massimo, la sua voce ondeggiante che viene e che va, tecnica decalamatoria suggestiva che avevo già apprezzata altrove, credo da swann, su foglidiparole.
Il testo di ri-corda è apparentemente un tema attuale: cambio di stagione ma è solo un pretesto per raccontare un disagio, uno scheletro, un altro buco o ferita d'altro tipo da taglio deposta in fondo a un cassetto, una cosa piccola come una clavicola o grande che prende un armadio, una cosa nascosta o da nascondere che ferisce che punge, che succhia che offende, che nessun lenimento (di piatto, di lama, di carezza o di unguento) provvede a sanare.
Ecco le mie notoriamente originali letture, spero non siano sgradite.
In ogni caso sono davvero lieta di questo inizio altamente performativo per oboe.
Complimenti a Red ed ai suoi primi bravissimi ospiti.
E adesso vado a gustarmi l'ascolto di una belladonna in trasferta ;)
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#39   21 Ottobre 2007 - 16:29
 
uff, ci sono tanti refusi. scusate.
ne correggo solo uno perchè altera il senso. lì in cima al commento seconda riga deve essere
"dopo torno e NON tornare"
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#40   22 Ottobre 2007 - 09:17
 
Abbraccio ancora Red e circondo nel sorriso migliore Alivento: parole che sono - braccia a sostenere e supportare! (hai colto "il centro" e, credi, non è da tutti quando si parla di cibo - pasti o parole che siano)

Chiara
utente anonimo

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