Giovanni Nuscis
da: "in terza persona" Manni Editori
legge Rita Bonomo
La tivù è spenta.
Passata l’ora del massimo ascolto
verranno a notte fonda i briganti
e i lupi mannari,
senza bussare sul video;
saranno su di noi
come schizzo di colore
su grigia cartapesta.
Non prendono sonno i doveri.
Lettere e suoni, fuori posto
si ricompongono
nello studio ancora illuminato;
vuota, una gabbia galleggia, per ore
fino a quando insorge la stanchezza.
Pesco sereno nel buio: lo sguardo
rivolto all’Asinara
[1], redenta
le spalle a San Sebastiano
[2],
oltre le nubi di bucato che il vento increspa;
e agli studi della Rai:
luce fioca e muta, sul cortile.
Un camion della spazzatura precede
un’interminabile fila che
pazienta ogni notte, senza suonare
senza svegliare chi dorme.
musica: Call me Eugene - Michael Nyman
*
S’attenuerà la luce ed il calore
esaurite le scorte, dato fondo
alle energie pulite o sporche.
Ma lo sguardo sarà vivo nell’ombra;
più vicini al nulla ci ritroveremo:
padre, che non sei giudice né lama
vedrai, ci adatteremo
a nuovi dinosauri, a carestie,
a guerre per le briciole rimaste.
La rinuncia, la più ambita conquista.
musica: The heart asks Pleasure first- Michael Nyman
[1] Isola situata a poche miglia da Porto Torres, sede, fino a pochi anni fa, dell’omonimo carcere di massima sicurezza.
[2] Il nome delle carceri di Sassari
*
Non ci perdiamo
in questa via che tira dritta
spezzata solo da pugni
di case vuote come orbite.
Ombre di pali e cornicioni tremano
sulla strada, tra serpi di cristallo.
La città s’allontana. Gli occhi
nell’oro d’una rada all’orizzonte.
E sorvoliamo a piedi pari la saliva, asciutta
di campagne affaticate, rustici
ville dimesse, grigie o stinte.
Fiume Santo, bagno d’uomini
con le torri lì vicino che si spengono.
Centinaia le tute senza i corpi
tra spuma e campi: anime, finalmente libere.
Affacciati ai bordi di una luce
tagliente, tutto se ne vola
in una pace inquieta d’aria calda.
Niente e nessuno più si ferma
rallenta, giace per sempre;
persino una scimmia antropomorfa
dopo milioni di anni, si risveglia.
musica: Classical Gas- Vanessa Mae
*
Noce che si spacca nel periplo d’una vasca
e trova la luce il gheriglio.
Barche i gusci salpano da pareti immense, bianche
tra colpi secchi che richiamano confini, ore, acqua.
Un gorgoglio precede, ogni tanto, il silenzio:
del livello ormai sceso
dei gusci capovolti che si cercano.
musica: chinese bamboo flute- Sounds of nature (AAVV)
*
Conservo un filo d’erba
sulla lingua,
non lo vedrò piegarsi, e marcire.
Un filo che lega e ravviva
una città sbiancatasi alle spalle.
E’ il viatico degli anni
l’architettura che resta,
con la caduta dei mattoni
che il vuoto rende più leggera.
O, se si vuole, una fede banale,
come pantaloni che proteggono
dai graffi d’un sentiero frastagliato,
così fitto da richiudersi alle spalle,
dopo il passaggio, prima
che si crei un varco
davanti.
.
musica: Little Impulse- Michael Nyman
Giovanni Nuscis
Nato ad Ancona nel 1958, vive a Sassari dal 1973. Laureato in giurisprudenza, lavora nell’Amministrazione giudiziaria occupandosi attualmente di formazione. Ha pubblicato nel 2003 la sua prima raccolta poetica “Il tempo invisibile”, edita da Book Editore di Castelmaggiore (BO)(Premio Nazionale di poesia “Alessandro Contini Bonacossi” ed. 2003, come opera prima). Del 2006 è la sua seconda raccolta “In terza persona” edita da Manni Editori.
Ha ricevuto premi anche per la poesia inedita tra i quali, il Premio nazionale di poesia D.M. Turoldo ed. 2005 (1° classificato). Alcuni suoi testi compaiono in diverse antologie (tra le quali, “Parliamo dei fiori” a cura di Vincenzo Guarracino (Zanetto Editore 2005); e su riviste, siti, blog (tra cui ORG, Poiein, Sinestesie, Il Convivio, Rotta Nord Ovest, Lingua Siciliana, Gemellae, Le Muse). Fa parte della redazione del blog collettivo La Poesia e lo Spirito e di quella virtuale di Italia Libri.