rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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giovedì, 08 marzo 2007

- stefano lorefice = progetto lettura 17 -

Stefano LoreficeStefano Lorefice

da "L'esperienza della pioggia"

(live reading)

 

l’amore dalle mani spezzate
senza appetito coi colpi allo stomaco
che fanno male davvero
che fuori dalla pioggia ti lascia la pioggia
e quello che resta
perché ti ha già portato via abbastanza
 
io devo restituire un bacio che non mi spetta
il gelo fuori dai caffè, a Pigalle
io devo restituire la mia faccia vera
quella senza sconti
 
il giorno che mi trovano sveglio il cuore
che non c’è un battito solo
ma i miei occhi veloci e nuovi
da farti capire
aperti
senza il traffico di cui ti parlavo
al telefono non ci sono ostacoli
solo distanze
è un continuo impastare le mani
in ciò che dovrei dirti
che si rimane lì, sospesi e annegati
quasi che amarsi sia solo una voce
un’attesa
uno scostare la polvere
dalla rabbia del cuore
 
è nella mano che sta il mio confine
fra le unghie morsicate, mangiate
perché almeno qualcosa ricada dentro
è nel loro crescere che ricopre la pelle esposta;
fra le dita, che tornano a battere il tempo
che ci sono ancora molte parole
nella parola poesia
non le rime, le furbizie
c’è altro, la tua sigaretta ed io che la prendo per fumare
senza cominciare
e fingo la pazienza di chi resiste
nonostante l’ingorgo
c’è, se guardi bene, quel nostro stare composti
nei luoghi affollati
nel rumore che non ci appartiene
quel nostro misurare le distanze, ed avvicinare i piedi
dove ogni strada ha il suo nome
ed io mi ritaglio un po’ di spazio
in questa parola poesia
io che non riesco di più
come una macchia che non trattiene il suo limite

 


Stefano Lorefice è nato a Morbegno (Sondrio) nel 1977. Ha vissuto in mezza Europa e s'è perso in Francia per parecchi anni; da qualche mese è tornato a vivere in Italia nella zona del Lago di Como. Cura il diario di viaggio Cosmo Blues Hotel (www.cbh.splinder.com). Ha pubblicato “Prossima fermata Nostalgiaplatz” (Ed. Clinamen), “Budapest Swing Lovers” (Ed. Clandestine), “Cosmo Blues Hotel” (Ed. Clandestine) e “L’esperienza della pioggia” (Campanotto).
postato da: redmaltese alle ore 08/03/2007 21:47 | link | commenti (28)
categorie: progetto lettura 17 s lorefice

Commenti
#1   08 Marzo 2007 - 22:27
 
accogliamo un altro giovane artista della generazione del settanta: Stefano Lorefice.
Stefano ha già al suo attivo quattro pubblicazioni. i testi da lui stesso letti sono tratti dal suo ultimo libro "l'esperienza della pioggia" editO da Campanotto.
come lui stesso dice " sono alcune poesie tratte da "L'esperienza della pioggia" lette di
fila...tipo spoken words...è l'inizio di un lavoro che ho presentato a
Dicembre con l'accompagnamento musicale di Fabio Bonelli".

mi fa molto piacere che abbia accettato l'invito, consiederato che, oltre che essere molto bravo, il suo blog è uno dei primi che ho frequentato e un po' nella grafica mi sono ispirato.
buon ascolto
R.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#2   09 Marzo 2007 - 00:30
 
bella bella, c'è un'insoddisfazione nelle sue parole e quasi un senso di compunzione nella sua voce, come se si sentisse in colpa perché vive come fanno tutti, la colpa di non essere un santo... ma forse ho travisato tutto!
ciao,
alessandro
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alessandroghia

#3   09 Marzo 2007 - 00:42
 
devo dire che anch'io, è qualche mucchietto d'anni, che m'imbatto in stefano lorefice.
o perché m'arrivano sue nuews, o perché me lo vado a cercare, o solo perché fratello di quel 'rumore che non ci appartiene'.

un andamento cosmopolita, perso nelle gocce (miriadi) metropolitane di un febbraio qualunque, di mani qualunque. qualunque sia la frontiera del confine qualsiasi.

apprezzo la lettura. apprezzo questa 'esperienza', nel desiderio di redenzione tutto misurato dalla faccia da 'restituire senza sconti', in quella psicotica quotiianita di unghie mangiucchiate che genera distanza. perché siamo soli lorefice, nonostante tutto.

un saluto affettuoso.

gj
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#4   09 Marzo 2007 - 08:36
 
anche io ti conosco, ci conosciamo da un po' ormai. l'escalation delle tue liriche è montante, trovo siano sempre più raffinate e taglienti, affilate, s'incuneano nella carne...

un saluto.

zoon
utente anonimo

#5   09 Marzo 2007 - 16:28
 
molto apprezzato davvero. Poesia di notevole spessore. Mi piace ogni singolo verso, questo incedere continuando ... E ho molto apprezzato la lettura, che gli definisce uno spazio d'anima. Senza scomporlo. Davvero complimentissimi
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FscaPellegrino

#6   09 Marzo 2007 - 16:43
 
ciao Stefano e benvenuto!
come vedi sono subito qui curiosansiosa di leggerti ascoltarti, solo che real mi ha tirato un bidone e non riesco a sentire la registrazione.

Anila, Red, potete fare qualcosa?

Il testo l'ho già letto di mio però e ti sento tutto, riconoscendoti, sopresa della lunghezza di un testo unico in assolo.
Ritorno.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#7   09 Marzo 2007 - 19:57
 
per prima cosa grazie, a Red ed a tutti gli altri.

x alessandroghia: mmm, non ho mai visto i miei versi come versi insoddisfatti; interessante questo tuo travisamento, che alla fine non è travisamento, anche perchè ho sempre visto la poesia come un perdere e donare....e riavere magari in modo differente o travisato. Quindi per me, nel mio piccolo, poesia è anche confronto/scontro fra i vari retrogusti lasciati..come un buon vino o un buon caffè.

x carrino: siamo soli? non so sai...boh...so soltanto che a volte siamo troppo intruppati gli uni sugli altri per renderci conto che dovremmo avere un minimo di silenzio in più a disposizione. Cosmopolitismo per me ha significato rinforzare il desiderio di tornare da dove sono partito, per questioni di radici e silenzio, appunto.

x zoon: grazie, si fa quel che si può :)

x FscaPellegrino: grazie

x Alivento: il testo è una somma di più testi, sono nei reding uso leggere tutto a mo di monologo/spoken words.
Sono poesie divise...anche se il rumore di fondo è lo stesso.
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#8   10 Marzo 2007 - 08:35
 
questi giorni sono stata presente altrove e solo ieri ho appreso la notizia dell'inserimento di stefano lorefice (meravigliata che red sia riuscito senza nessun errore :-p ... scherzo )
lorefice lo seguo da diverso tempo e mi piace molto... un po' perchè inizialmente, forse per il suo blog, lo associavo alla musica jazz (che mi piace molto) anche nei versi...non so come mai, ma ogni volta che sento il tuo nome, penso a quello...
un po' perchè trovo la poesia molto taglientemente pacata... è bella da leggere e pure da ascoltare...
benvenuto, anche se in ritardo, pure da parte mia...

@ali...sinceramente non capisco il problema perchè i codici usati sono sempre gli stessi...io per esempio quando passo all'altro pc che non ho real player me li fa ascoltare con windows media player... non è possibile che sia un errore del tuo pc? non capisco
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#9   10 Marzo 2007 - 10:26
 
grazie Anila, il jazz piace pure a me. ed agli inzi, sì, era parecchio jazzata la mia poesia, intendo nei primi due libri. Adesso meno, ma anche in questo caso rimane una matrice in sette ottavi.

x Ali: non è che utilizzi Firefox, invece che explorer? in caso potrebbe essere quello il problema
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#10   10 Marzo 2007 - 23:23
 
inanzitutto mi scuso con stefano per l'assenza prolungata e ringrazio gli intervenuti a sostegno della causa.
saluto pertanto alessandro (noto con piacere che ti soffermi spesso ormai), gino (sigh!, proprio non ce l'ho fatta)
francesca, ali (spero che tu abbia risolto), anila, zoon. a tutti grazie.
per capire meglio il percorso di stefano, vi suggerisco di dare un'occhiata qui http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php%3Flev%3D66&cmd=v&id=1858
fabiano alborghetti traccia la mappa della poesia di stefano, attraverso le sue raccolte poetiche.
nel farlo, non tralascia nulla: il modus operandi di ogni raccolta, la musicalità dei versi di stefano, soprattutto nei primi due libri( vede bene anila la traccia, lo spirito jazz, la metrica utilizzata (il verso che alla fine si allunga, si rasserena, aggiungerei io nell' "esperienza della pioggia), la ricerca cosmopolita. forse il ritorno alle radici, nella piena consapevolezza, come dici tu stesso, acquieta lo spirito cosmolpolita, ecco forse il perchè dell'allungarsi dei versi, che tralasciano la frammentazione e la musicalità riscontrata nelle raccolte precedenti.
mi piacerebbe che stefano approfondisse questo passaggio.
un saluto a tutti e scusate il delirio.
red
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#11   10 Marzo 2007 - 23:30
 
Uso explorer, ma potrei provare con firefox, non credo si tratti di un fatto del mio PC, o del browser web, infatti le altre registrazioni le ascolto senza problemi.
Ciao Stefano, Anila, Red.
Ciao a tutti.
PS. Anila prova a ripubblicare i codici, se puoi. Ci terrei a sentire Stefano.
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#12   10 Marzo 2007 - 23:42
 
qualcuno che ha firefox ha riscontrato dei problemi. non lasciare la strada vecchia per quella nuova, è il mio consiglio.
prova a vedere se riesci ad ascoltare gli audio degli autori già pubblicati. ho utilizzato gli stessi codici.
ciao
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#13   11 Marzo 2007 - 09:32
 
x Ali: non usare Firefox, che è un problema ulteriore... ;) per certi file audio

X Red: il discorso per "L'esperienza della pioggia" è molto diverso ripetto alle altre due raccolte. C'è una effettiva nuova partenza, fatta salva la matrice iniziale dei primi due libri.
C'è una ricerca sul significato intimo delle parorle, sul loro stare insieme. E' un libro che tenta una precisione maggiore, un inserimento piu profondo ed un dialogo piu diretto. Chiaro.
Non abbandono in toto la strada percorsa, ma certamente ne trovo/cerco di nuove.
Il viaggio di "Prossima Fermata Nostalgiaplatz" e "Budapest Swing Lovers" aveva trovato una soluzione alla sua continuità, con "L'esperienza della pioggia" c'è stata una ri-partenza, dalle radici.
Inutile percorrere vecchi sentieri, e rischiare di rimasticare, preferisco stare sulle mulattiere esposte al vento.
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#14   11 Marzo 2007 - 09:36
 
Il verso credo si distenda di conseguenza, che riparta egli stesso da una chiarezza superiore, non necessariamente migliore o peggiore, ma sicuramente diversa.
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#15   11 Marzo 2007 - 22:44
 
bravo stefano! bella l'immagine delle mulattiere esposte al sole, mi hanno ricordato "i limoni" del montale:
amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni.

x ali:sempre problemi: mica ti vorrai perdere la suggestiva lettura di stefano.
notte a tutti.
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#16   12 Marzo 2007 - 12:53
 
Suggestivo il pezzo di Stefano; forse letto, se pur benissimo, con un volume troppo basso. Plasticità nell'intimismo portata ad un livello oggettivo.
Un saluto a Stefano e uno al Robi carissimo.
Gianfry
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#17   12 Marzo 2007 - 20:03
 
grazie Gian, sì il volume è basso. questione di microfoni...non parlo sempre così ;)
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#18   14 Marzo 2007 - 00:55
 
ciao ragazzi!
come va stefano.
a me non mi sembra che il volume sia molto basso, come dice il
grande gianfry(un caro saluto)
o.t. per stefano: ricevuta la mail.
grazie.mi muoverò presto, anche se come vedi non ho neanche il tempo di risponderti in pvt.
volevo chiederti se stai leggendo qualche libro e che musica stai ascoltando, ultimamente e se suoni qualche strumento.
a domani per le domande più serie (colgo l'occasione per dirvi di approfittare della presenza di stefano, per qualsiasi curiosità o delucidazione. non fate i timidi.)
notte a tutti.

n.b: qualcuno ha visto ali (problemi anche di tastiera?. scherzo. spero tanto che tu sia riuscita ad ascoltare)
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#19   14 Marzo 2007 - 20:18
 
dunque, ascolto di tutto...e forse di più. dalla musica classica alle cose estremissime ed opposte. non passo per il rap.-...non ci riesco...ancora.

suono....chitarra...basso....e voce(se si suona la voce).....in realtà in passato...ed anche in presente(pero giusto per...) ho cantato e suonato la chitarra in diverse band.
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#20   14 Marzo 2007 - 20:21
 
letture: non leggo abbastanza come vorrei...anche perchè il giorno ha solo 24 ore...
comunque, la poesia contemporanea italiana è sempre sul comodino.
un libro che mi ha colpito?

"Ritorno a Planval" Stefano Dal Bianco
"Geografia senza fiume" Anna Ruchat
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#21   15 Marzo 2007 - 00:13
 
anch'io uso spesso la teoria delle 24 ore, ste'.e non amo il rap. e da ragazzo strimpellavo la chitarra.ma sono stonatissimo. sarebbe interessante, ascoltare le tue cose.
t'immagino cantare e suonare in locali "fuorimano" musica tra i faith no more e Pearl Jeam. chissà perchè poi.
red
utente anonimo

#22   15 Marzo 2007 - 00:22
 
grazie per le indicazioni delle letture.
sono due autori molto interessanti.
approfitto, e ti ringrazio per questo,
e linko un link dove possiamo trovare autoletture del dal bianco
http://www.ilnarratore.com/show.php?type=author&language=en&aid=203&tpl=/eng/autore.tpl.html
consiglio di darci un'occhiata.

noto delle similitudini nelle atmosfere, e nell'utilizzo della lingua, con la tua scrittura di stefano.

ci sentiamo domani per i ringraziamenti ste', purtroppo il tempo passa....

notte
utente anonimo

#23   15 Marzo 2007 - 17:00
 
in effetti nei gruppi dove ho cantato si riproponevano brani di Pearl Jam e Faith...hai visto/sentito bene

grazie a te
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#24   15 Marzo 2007 - 22:42
 
Allora cari amici, sono mortificata dell'assenza proungata, sono contrariata del fatto di non poter ascoltare Stefano ahimè, (quando clikko sulla freccetta d'avvio della riproduzione mi compare un messaggio di "errore generale" di real player, naturalmente le altre riproduzioni ascoltate funzionano sempre perfettamente e poi, Stefano, non uso firefox ma explorer) ed ancora in questi giorni sono stanchssima causa lavoro e perciò non sono molto presente in rete. Tra l'altro ho elaborato direcente un testo per erodiade che è il mio primo testo sulla poesia (approfitto per ringraziarti Roberto del commento che mi hai lasciato) e, sorprendentemente sono stata coinvolta su tellusfolio per tenere una rubrica sul "discorso amoroso". Insomma non sta bene autopromuoversi ma sono semplicemente stupefatta dell'andamento di questa cosa qui...e qui c'è il link per chi volesse curiosare http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=40.

Ringrazio gianfry dell'intervento, e poi mi limiterò a dire sul testo di Stefano, previa rilettura, visto che l'ascolto non ha avuto buon esito.
A più tadi adesso il dovere mi chiama alla "realtà".
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#25   15 Marzo 2007 - 22:43
 
uff, cioè a più tardi
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#26   16 Marzo 2007 - 00:00
 
Seguo sempre lo stesso metodo di lettura, una prima volta che direi "superficiale" è una lettura che respira il passo dell'autore, la scia che lascia, il suo profumo, oppure un odore; una seconda a percepire la parola, l'atmosfera, il ricordo evocativo, lo spessore, il solco, la traccia, il metro del verso, il suono che si spande nella mente. La seconda è anche quella che permette i flash, l'impressione nella memoria di alcuni versi quelli che più dicono o danno o fanno sentire la poesia.
Cosa mi ha colpito subito di questa poesia di Stefano, a dire il vero in questa ed anche in altre sue lette altrove? La delicatezza del tocco, la semplicità delle parole. Non c'è costruzione o sforzo e le parole fluiscono come in un discorso semplice. D'amore.
La percezione è di un mondo interiore ricco e fluttuante, una piuma che solletica il viso, un milione di sfumature nel cuore. Malinconica anch'io la leggo, come lì in alto non mi ricordo chi, anila forse, ha già detto. Malinconica e fatta di parole che sgorgano dalla vita, dalle storie, dalle cose vere e vissute, dalla pioggia, la telefonata, dal cuore, dal girare degli occhi o movimento dei piedi, dall'affollamento e rumore. Una poesia di tonfi nell'acqua leggeri come di foglia che cade, un fruscio e un colpo, ogni tanto, più forte.
Mi sbaglierò ma leggo una bella persona in Stefano, come forse dovrebbero (e non è) essere tutti i poeti, ancor meglio tutte le persone nel mondo, così che prese a guardare ogni cosa con attenzione meticolosa, profonda, appassionata, capace di perforare il particolare, forse penserebbero più ad amare ed al bene e meno a fare del male.
Un grazie di cuore a Stefano per la sua presenza, l'augurio di incontrarci di nuovo nel web o chissà anche altrove.
Un caro saluto a tutti.
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#27   16 Marzo 2007 - 01:05
 
sono molto felice per l'intervento di ali. trovo che sia un degno finale per un ospite illustre come stefano. illustre, cordiale e "genuino".
nel ringraziarti ti abbraccio e ti auguro di ottima "vita", Ste'!.
R.
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#28   16 Marzo 2007 - 08:54
 
Grazie Ali, ci incontreremo prima o poi, conservo ancora dosi industriali di stupore per i momenti semplici della vita, minimi ma densi. Belli nel senso interiore del temine. Credo.
Grazie Red, sentita-mente.
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