rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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giovedì, 01 marzo 2007

- matteo fantuzzi = progetto lettura 16 -

fantuzzi
Matteo Fantuzzi
 
Poesie da "Kobarid"

letture di Anila Resuli




*
Perché volendo pure Modena è lontana
e allora uno si chiede: - Quanto tempo?
Un anno. E un anno è poco ma anche tanto,
se a casa sta una moglie a letto con le doglie
con la testa della bimba dietro al corpo col cordone
cinto attorno al capo ed urla “padre, padre”
e il padre sta a combattere la guerra
ad ammazzare i figli di quegli altri
a compiere gli stupri, in modo la sua razza sia difesa
e sia immortale: e salva sia la sua famiglia.
 
 


*
Malpensa
Non è per dire, io ti ricordo al duty free
della Malpensa, con il vestito, come tutte
perché uno sguardo come quello non si scorda:
di chi da terra ha sollevato un corpo
ancora caldo e l’ha piantato, l’ha ricoperto,
ha omesso, ha tolto. Senza parlare, nulla.
È un mondo a parte la Malpensa,
coi tabelloni bianchi
coi profumi, le sigarette a stecche da 50,
il brandy che ti guarda e sembra un viso
che conosci, sparato in volto, decapitato
chiuso dai capelli, misto alla polvere,
che implora di riemergere.

 
*
Dimmi se hai presente
quant’è stretta via Valdonica,
schiacciata tra le mura
del quartiere ebraico

che per assurdo ad uno lì
potrebbero sparare in pieno volto
verso sera all’imbrunire senza nemmeno
un testimone, perché tanto quella strada

anche se in centro è fuori mano,
perché da lì non passa quasi mai nessuno
se non si ha un obiettivo, un luogo
dove andare, dove attendere per ore.
 
 

*
Precariato
E non sai più cosa aspettarti
da questo borgo in mezzo alle montagne
dove la gente invecchia e non fa figli,
che si spopola. E tu che sei il becchino del paese
come tuo padre e il padre di tuo padre
(e che non vuoi, non puoi)
ti domandi come sarebbe meglio: che crepassero
in un solo colpo tutti per chiudere bottega,
oppure un po’ alla volta, goccia a goccia, per vivere di stenti,
ma nel contempo andare avanti, per resistere.
E sopravvivi in questa prospettiva di precario,
di chi lavora a termine, si attacca al calendario,
e quando senti un’ambulanza tremi e esulti assieme,
perché è così: oggi si mangia,
ma nel contempo non hai più un cliente,
è un nuovo scatto
che procede e porta al baratro, ti annienta.
 

*

Sei bella. Ma di una bellezza che quasi non sembra,
quasi non si tocca. Entri nella mia camera e mi infili
in testa la flebo con dentro il mio pranzo.
Poi ogni tanto mi spogli, e lavi con cura il mio corpo, ogni parte
il mio corpo che ormai non si muove da anni
neppure comunica, mi resta soltanto lo sguardo:
- potessi parlarti, Dio quanto sei bella -
anche se (sono franco) potresti essere pure mia figlia,
avrai sui trent’anni ma ne mostri anche altri ed a me
non ti sei mai rivolta, ma io ti guardo ed intanto mi nutri
o mi aspergi e non riesco a far altro che amarti.

 

Biografia

Matteo Fantuzzi (1979) è nato e risiede a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna. Collabora con le riviste Atelier e Voci della Luna oltre che con l'Almanacco di Poesia edito da Castelvecchi. Pubblicato in molte riviste tra cui Nuovi Argomenti, Yale Italian Poetry, Specchio, Gradiva, Atelier; ha creato il sito UniversoPoesia, suoi versi sono presenti in varie antologie ed hanno raggiunto in questi anni Francia, Germania, Slovenia, Belgio, Stati Uniti, Finlandia, Polonia, Rep. Ceca, Venezuela ed Islanda. Il primo canale della radio nazionale slovena gli ha dedicato una serata di trasmissioni leggendo un'ampia selezione di testi. Ha diretto in questi anni una serie di festival ed eventi dedicati alla poesia contemporanea tra i quali per 3 edizioni "Degustare Locale".

 

postato da: redmaltese alle ore 01/03/2007 23:56 | link | commenti (39)
categorie: progetto lettura 16 m fantuzzi

Commenti
#1   02 Marzo 2007 - 00:37
 
dopo massimo sannelli, diamo il benvenuto ad un altro giovane autore: matteo fantuzzi.
anche lui promessa rampante del firmamento poetico del web e non solo, ci omaggia di questi testi tratti dalla raccolta "kobarid". i testi sono letti dalla voce dolcissima e infondibile dell'amica anila resuli.
anila e matteo saranno a disposizione per qualsiasi spiegazione e èerèlessità.
congedandomi vi auguro un buon ascolto.
a domani,
red
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#2   02 Marzo 2007 - 00:43
 
Ho letto il suo profilo e sono venuta qui per chiederle l'elisir di lunga vita. La prego sono disposta a TUTTO per averlo...
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#3   02 Marzo 2007 - 01:15
 
solo per dire che la voce di anila è inconfondibile e non infondibile, semma infonde dolcezza
a bella di giorno dico che qui l'unico elisir per fermare il tempo è la poesia
e ce n'è per tutti i gusti, credo.(bella grafica il tuo blog)
notte
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#4   02 Marzo 2007 - 02:55
 
un poeta dai ritmi di prosa, molto profondo, mi piace.
Brava anche ad Anila lettrice, ma non è una novità!
ciao
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#5   02 Marzo 2007 - 10:37
 
Non potevo certo perdermi il Fantuzzi...grande godibilità in queste poesie, narrative e problematiche, con tratti vagamente surrealistici (come l'ultima, che mi piace assai), con un io, se c'è, un pò esterrefatto e che gioca di posticipo...
Un salutone
G.Cerrai
utente anonimo

#6   02 Marzo 2007 - 13:34
 
Bene, Red. Il tuo cast si arricchisce di giorno in giorno. Bene il Matteo e bene Anila!! Un abbraccione a tutti, indistintamente.
Gianfry
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#7   02 Marzo 2007 - 15:33
 
Scopro un nuovo blog e leggo delle poesie molto intense di Matteo. Bene, mi fa piacere ora la tua nuova raccolta sia pronta. A quando l'uscita? Complimenti al padrone di casa che tornerò a visitare!
Un caro saluto
Luca Ariano
utente anonimo

#8   02 Marzo 2007 - 23:50
 
sarei curioso di sapere da anila, considerato che ha già letto diversi autori, autori di diversa cifra poetica, come si pone di fronte ai testi, come sceglie l'interpretazione.
con matteo sembri aver scelto un "andante lento".
approfitto per salutare gli intevenuti:alessandro ghia, giacomo cerrai(mi sento in grosso debito con te amico, mio), il nostro "gianfranchissimo" quasi mio parente e luca ariano, che aspetto per altre incursioni.
a matteo gli dico solo di mettersi comodo, intanto...
a domani
R.
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#9   03 Marzo 2007 - 11:06
 
grazie mille davvero a tutti voi. io sono a disposizione per dubbi o quant'altro (nonostante il mio server e pure splinder siano parecchio capricciosi oggi).

per il libro direi l'anno prossimo luca, non c'è fretta.

ma delle due sono incuriosito io, ad esempio, dal "gioco di posticipo" che è una prospettiva su cui non avevo riflettuto...
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#10   03 Marzo 2007 - 11:16
 
eccomi...scusate il ritardo ma stavo lavorando ad uno dei miei nuovi progetti tutti poetici :-)
do il benvenuto a matteo fantuzzi che negli ultimi tempi ho anche imparato a conoscere e devo dire che, oltre ad essere una persona disponibilissima, mi ha anche aiutata a migliorare nella mia poesia e soprattutto nelle mie traduzioni, essendo sempre molto esigente. :-p
trovo queste sue poesie molto terrene, coscienti, molto vive nella carne, ma anche un po' malinconiche e non del tutto "romanziere". ho letto poco altro di lui (sembra si nasconda :-p) ma ho visto che spesso cerca il racconto vero in versi. ho cercato a immaginare il perchè, ma in fondo nessuno darebbe una spiegazione di questo, nemmeno della propria poesia. probabilmente, la sua poesia trapela il suo essere cosciente della vita, uno con i piedi per terra..no?
la lettura quindi è stata naturalmente vera. non ho voluto tanta "smanceria", nel senso che l'ho letta un po' come un racconto, più che una poesia con troppe pause..e infatti io non la trovo "andante lento", tutt'altro..rispetto alle mie altre letture ho pensato soprattutto al testo, non alla musicalità della poesia.ho pensato a rendere vivo il detto.
non so poi se sia uscito un bel lavoro ma io l'ho sentita così. e mi è piaciuto pure leggerle così.
un abbraccio a matteo e in bocca al lupo per ogni tuo desiderio.
ciao,
Anila
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#11   03 Marzo 2007 - 11:35
 
ringrazio anila che con molto tatto mi ha dato del rompicoglioni :)
come darle torto...

più che nascondersi credo che davvero il grosso del lavoro si giochi su pochi testi. e anche vero che questo è un momento di "quiete" nel senso che chiusa l'opera prima sto lavorando agli "studi di fattibilità" del prossimo libro, un lavoro sulle fonti soprattutto in questo momento, con maggiore "aderenza" alla realtà rispetto quello che è stato e che sarà kobarid.
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#12   03 Marzo 2007 - 12:04
 
hahahahaa non oserei mai!!!!

comunque scusa l'ignoranza, ma "kobarid" cos'è? cosa vuol dire? a me questa parola sfugge...
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#13   03 Marzo 2007 - 12:17
 
Caro Matteo, circa la tua curiosità: è in senso calcistico, un io che non entra a gamba tesa nella poesia, ma giocando di posticipo tiene d'occhio la classifica della vita e attua di conseguenza le sue strategie ma senza perdere la felicità del gioco (poetico) (ovviamente anche quando l'io medesimo è sottinteso...)
Un caro saluto a tutti quanti
G.Cerrai
utente anonimo

#14   03 Marzo 2007 - 18:17
 
anila forse diciamo la stessa cosa: intendevo dire una lettura più veloce del solito: esiste in musica il molto lento, il lento lento, l'andante lento, ecc.
kobarid (mi sono documentato) è una cittadina slovena. è l'ex italiana caporetto, teatro della prima guerra mondiale. forse questo è il senso della scelta del titolo di matteo. siamo giunti al "caporetto?"
giacomo parla di poesia strategica, razionale direi, che va subito al dunque, "calcisticamente" parlando al sodo :"all'italiana".ma si alza, sottile, anche la denuncia delle malefatte dell'uomo. matteo è uno che insomma, in tutta amicizia ti dice le cose come stanno, senza sotterfugi, ed ermetismi di facciata.
red
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#15   03 Marzo 2007 - 21:38
 
beh, mi sembra giunto il momento di fare una piccola confessione. :)
Matteo Fantuzzi e il suo blog Universopoesia, sono stati il mio primo incontro virtuale con la Poesia contemporanea, quella che gira su certi circuiti per così dire "altolocati".
Certamente Matteo non si ricorderà ma l'ho anche contatato per chiedergli un parere sulla mia.
Ed è stato il primo ed unico a cui abbia chiesto un parere. Dopo di lui il diluvio. Credete si possa dire che sia stato il mio primo amore?
Noto allora la foto pubblicata e la collego al famoso agnellino dell'avatar.
Mi sarei aspettata..non so perchè un giovanotto biondo e di carnagione lattea. :)
Scherzo ovviamente.
Sono lieta di poter ascoltare Matteo dal vivo e leggere sue cose, so che ha un curriculum di tutto rispetto, la sua poesia una notevole forza diffusiva anche oltre i confini nazionali. Nel senso che lo sapevo ancor prima di leggere la sua biografia.
Benvenuto qui quindi e a presto per i commenti su lettura e, compatibilmente con condizionamenti vari e contorni, dei testi.
A tutti una buona serata.
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#16   04 Marzo 2007 - 10:07
 
i curriculum servono e non servono... (grazie per le parole però) come la grande barba della foto, che in realtà non porto più, magari un accenno perchè non mi piace farla tutti i giorni.
confermo, kobarid è caporetto, la grande sconfitta (rimasta anche nella nostra comune fraseologia) subita da ragazzi mandati al massacro.
non so se entro a gamba tesa io o è il quotidiano che non è proprio "gentile" sempre con tutti noi. non mettere troppe maschere ha alla fine l'effetto della "crudeltà" che alla fine forse è realtà
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#17   04 Marzo 2007 - 10:34
 
Con Matteo ci siamo conosciuti l'anno scorso al concorso "Il lago verde" di Casazza - ciao Matteo, non so se ti ricordi di me :) - e ora lo ritrovo con piacere e un po' di sorpresa. Sebbene si sappia che la rete è una fonte inesauribile di scoperte e di opportunità, ritrovare persone che hai conosciuto porta sempre un piacevole stupore.
La poesia di Matteo trova nella semplicità e nella spontaneità la sua cifra esatta. Dentro
un viaggio quotidiano e genuino, apre il mondo più intimo della vita, fatto di aspettative, calore non dichiarato, solitudine. E lo fa in un ritmo calibrato di parole e suoni.

Ciao Matteo, felice di questo inaspettato incontro :)
E ciao a tutti, in particolare a Roberto.
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#18   04 Marzo 2007 - 10:40
 
diciamo poesia neorealista la tua, matteo?
buona domenica a tutti
red
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#19   04 Marzo 2007 - 10:45
 
un saluto particolare anche a te Iole.
(ricevuto tutto, grazie.brava, bravi!)R.
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#20   04 Marzo 2007 - 16:46
 
un saluto a iole, certo che mi ricordo.

diciamo che c'è un poco di "attenzione sociale". mi fermo qui.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente matteofantuzzi

#21   04 Marzo 2007 - 17:11
 
una curiosità frivola, concedimela matteo: la scelta dell'avatar...
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#22   04 Marzo 2007 - 21:47
 
è piccolina, ma se riesci a ingrandirla l'agnellino ha proprio la faccia di chi sta per essere cucinato nel forno... :)
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#23   04 Marzo 2007 - 21:53
 
ahahah! ora si capisce perchè ce l'hai col mondo.....
notte
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#24   04 Marzo 2007 - 22:10
 
Ad Anila sempre brava complimenti per la lettura (anche se avrei preferito la voce dell'autore), direi questa lettura rapida, come un dente da cavare, una botta e via per non pensare, non ricordare e posso anche capire che sia così di fretta la parola pronunziata che dica cosa sia oltre gli occhi come giri e gridi il mondo.La poesia un linguaggio che si incunea nel reale con un'impressionante capacità di farlo proprio ed io parlo proprio io, dice il poeta, come se fossi il soldato che va in guerra con la testa imbottita di regime e sono la testa della figlia attorcigliata nel cordone ombelicale, ma sono anche la donna che nella doglia partorisce e grida, sono il vecchio paralizzato allettato malato lavato da una mano delicata così tenera da amare, e sono ancora il folle il disagiato, l'abitante della periferia l'emarginato, quello che se gli sparano una notte in strada schiacciata tra la fretta e il freddo neanche se ne accorgono tanto è luogo desolato.
Ed allora...considerato tutto questo è una poesia bellissima, un genere completamente diverso da quel generalmente leggo e leggo in giro ed è spaventosamente vera. Mi piace molto questo proiettarsi così esplicito in questioni di respiro sociale e problematico profonde.
La mia preferita è "precariato" forse per quel verso che dice "ti domandi come sarebbe meglio: che crepassero/in un solo colpo tutti per chiudere bottega,/
oppure un po’ alla volta, goccia a goccia, per vivere di stenti,/
ma nel contempo andare avanti, per resistere." Il dubbio così ben esposto è riferito al becchino (precario?) ma potrebbe essere esteso a qualunque sguardo/dubbio sul presente: se vivere di stenti o morire in un sol colpo, e poi c'è subito dopo il resistere che è un concetto di vita a me caro.
Ma è bella anche l'ultima, il muto malato che ama chi lo cura per non avere più niente da amare. Molto bella e tristissima.
Complimenti Matteo.

Ciao Red. Ciao Anila.
A tutti buone cose.
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#25   04 Marzo 2007 - 22:15
 
Si, un caro saluto a Fantuzzi che mette in contatto con la poesia mezza internet da diverso tempo. E questo con semplicità e passione.

Malpensa e Dimmi se hai presente quant'è stretta via Valdonica hanno dentro la cifra di un'intensità sobria e calibrata che credo contraddistingua al meglio la sua poetica.

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#26   05 Marzo 2007 - 18:33
 
grazie molte delle parole, e ho piacere che ognuno abbia le proprie preferenze.

però non ce l'ho col mondo !!! anzi, se non fossero tragedie, se non fosse vero tutto questo si potrebbe prendere con molta ironia. peccato il peso della realtà :)
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#27   05 Marzo 2007 - 21:43
 
Ma io non leggo un avercela col mondo quanto piuttosto un senso di immedesimazione. E denuncia.
Di ironia invece ce n'è poca e quella che c'è è talmente amara... ad esempio "che per assurdo ad uno lì/
potrebbero sparare in pieno volto" ecco io la trovo ironica ma sparare in pieno volto è cosa talmente truce che l'ironia muore subito.
Ma poi queste sono solo mie opinioni. Come più volte detto la poesia fa la strada che vuole nella mente del lettore.
Pensavo Matteo che è una fortuna quando, pur conoscendo l'autore, io non abbia mai letto commenti o recensioni sulla sue poesia mi permette di esprimere liberamente il mio pensiero ( in linguaggio nobile dire tutte le cazzare di questo mondo) e passare il guado gustando lettura d'altri, lettura mia e un bel confronto col poeta.
Una buona serata.
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#28   06 Marzo 2007 - 00:19
 
giusto per dire che la mia voleva e doveva essere una battuta fine a se stessa e avrebbe, in qualche modo dovuto fare il verso al mio"io non ho niente contro il mondo" effimera poesiola, sparsa da qualche parte in rete. e comunque avercela con qualcosa o qualcuno alla fine può servire per tenere alto il proprio "stato di vigilanza", giusto per citare un amico cui tengo molto. e comunque è chiaro che la vita, volendo, è le bela, o quasi.
roberto
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#29   06 Marzo 2007 - 20:08
 
meno commenti e recensioni si leggono meglio è... eh eh eh.
già in fondo nonostante le sfighe la vita l'è bela...
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#30   07 Marzo 2007 - 21:49
 
Ricevuti: Questa è la lista dei messaggi ricevuti.
Da: ProfumoLavanda
Oggetto: Se puoi,diffondiamo la notizia!
Data: 7 Marzo, 2007 - 21:10


--------------------------------------------------------------------------------
Stasera nella trasmissione di Maurizio Belpietro, l'"antipatico", si parlerà d'omosessualità con un titolo che anticipa quali toni intende usare Mediaset e questo servo berlusconiano(Belpietro,intendo) sull'argomento: " si può curare un gay?".

Adesso,se ci trovassimo in un paese civile come tanti altri in Europa,la classe politica avrebbe reso noto a questa gentucola di quattro soldi,questi giornalai elevati a colti che l'omosessualità è accertata essere una scelta orientata all'opposto dell'eterosessualità e che NON E' NESSUNA MALATTIA da curare,mentre l'atteggiamento omofobo e preoccupato della destra italiana non solo è patologica,ma rischia d'infettare anche le menti più sane di questo paese..sapete com'è,un tumore maligno come "la loro calunnia "(in questo caso quella destroide di Belpietro) è un male che devasta tutto l'apparato osseo della bella Italia!.

Quindi per evitare di essere etichettati come i "censori" della destra,giocheremo con armi pari,ma meno viscide(..d'altronde se siamo persone corrette d'indole,non possiamo ne potremmo mai scendere tanto in basso):mandiamo tutti un email di protesta all'omofobia certa di Mediaset e PRETENDIAMO più rispetto.Rispetto che manca già da un titolo che solo a ripeterlo,mi fa rabbrividire.

antipatico@mediaset.it
Ti prego,se puoi spargi la voce..si tratta di persone!!
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#31   08 Marzo 2007 - 00:43
 
porca miseria che titolo....(senza parole)

caro matteo il tempo è "piccolo" e siamo quasi giunti all'epilogo della tornata che ti ha visto protagonista.
ti assicuro che è stato un piacere ospitarti e dialogare con te. hai contribuito con la tua presenza ad arricchire il dibattito. sarà un piacere continuarti a leggere sul tuo blog.

non lo avevo detto (senza far classifiche), "ma dimmi se hai presente quant'è stretta via Valdonica" è la mia preferita. sarà quella "brutalità" con cui ci metti in all'erta del pericolo e che colpisce.

ultima cosa, mi piacerebbe sapere come vanno le "prenotazioni" per il workshop del 28 aprile a bazzano organizzato con l'ansuini. presto inserirò la location,
ma magari, se vuoi, puoi anticiparci in breve di cosa si tratta.
complimenti per tutto, non per ultimo per l'impegno, inoppugnabile, che ci stai mettendo per diffondere/sostenere la "famigerata" e a volte bistrattata poesia.
a presto,
roberto

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#32   08 Marzo 2007 - 15:10
 
grazie a te e a voi per l'ospitalità. tra relatori e poeti a quasi 2 mesi dalla data abbiamo già più di 30 partecipanti "forti", più il pubblico... ecc.
e poi stiamo aspettando diverse adesioni che sappiamo verranno confermate più vicino alla data.
speriamo davvero di riuscire a ragionare sulle nuovi comunicazioni nella diffusione della poesia, e non farlo solo "tra noi" ma con più persone possibili. questa è l'unica cosa che spero avverrà a bazzano a fine aprile, anche perchè dipende da tutti noi, pubblico, poeti e relatori.
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#33   08 Marzo 2007 - 18:14
 
allora, quella sei bella non mi piace, anche se l'argomento è importante non mi piace come l'hai trattato perchè questi versi mi sembrano troppo espliciti

il mio corpo che ormai non si muove da anni
neppure comunica, mi resta soltanto lo sguardo

se già li taglio e leggo senza questi tutto mi sembra più poetico perchè immagino di più. molto molto piaciuta malpensa e quella successiva. in generale la tua poesia mi piace per come tratti la realtà, per il tuo sguardo che s'affaccia dalla finestra e guarda il mondo e le miserie del mondo con distacco ma penetrandolo a fondo. ciao antonella

ot per red. potresti sostituire a poetienon il mio nuovo blog? o se vuoi lasciare poetienon in ricordo dei tempi che furono potresti gentilmente aggiungerlo? io ti ho già linkato. abbracci antonella
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#34   08 Marzo 2007 - 21:41
 
mi incuriosisce la scelta delle tematiche della poesia, cioè mi piacerebbe saper qual è la fonte d'ispirazione: i giornali, notiziari, la conoscenza diretta o altro ancora
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#35   08 Marzo 2007 - 21:45
 
un caro saluto a Matteo e uno a Red.

Matteo, ciò che dice Antonella è sensato.

gugl
utente anonimo

#36   09 Marzo 2007 - 23:40
 
grazie per i passaggi in eextremis, anto, ste'.
tutto fatto anto, in vocca al lupo per la nuova avventura blogghiana.
red
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#37   10 Marzo 2007 - 23:26
 
temo che la mia curiosità sulla fonte da cui sorge la poesia di fantuzzi resterà insoddisfatta.

Anto e Ste, noto che ultimamente le vostre lunghezze d'onda si avvicinano sempre più, allontanandosi dalle mie (sorvolo invece elegantemente sulle lunghezze d'onda che s'intersecano tra Anila e Stefano :), nel senso che invece a me quel verso esplicito, apparentemente crudo, piace. Un corpo che non si muove è probabilmente paralizzato, la paralisi è spesso coseguente a malattia per la quale il malato è allettato, eppure i versi nello loro crudezza sembrano togliere consistenza al corpo, renderlo cosa, una cosa inerte, che non si muove, ne fanno quasi solo spirito che ama. Perchè ormai quel corpo immobile nulla può fare se non amare.
La poesia è tristissima e "poeticissima".
In verità i malati allettati spesso sono terribilmente iracondi, impazienti, intolleranti e più che amare le tenere mani che li accudiscono, tiranneggiano chi li assiste.
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#38   11 Marzo 2007 - 00:48
 
un poco sono fatti di cronaca, molte sono storie captate, sull'autobus, ai tavolini del bar, e rielaborate a mio "uso e consumo" per mandare avanti il macrotema del lavoro.
in quel malato c'è tutto il problema della malattia, o almeno l'ho inteso così, conta/te che ci sono quasi 5 anni da malpensa. solo che non ho discriminato all'interno del libro in termini di produzione, ma ho inserito le storie là dove aveva senso metterle (c'è un poco di disomogeneità di scrittura, di quello purtroppo me ne sono accorto pure io, ma diciamo che in un'opera prima è un peccato che si pò perdonare, in fondo anche cucchi o magrelli...)

grazie a tutti voi.
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#39   14 Marzo 2007 - 11:18
 
Che sorpresa. le belle poesie di Matteo Fantuzzi, conoscenze ed amicizie (ciao Luca, no farmi più complimenti in giro per il web che arrossisco...) che si intrecciano nel web. Evviva.
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