rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
- ROSSODISERA OBOESOMMERSO ora è qui =http://oboe.altervista.org/blog/ -

Profilo

Utente: redmaltese
Nome: redmaltese
Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

Se vuoi essere aggiornato sui nuovi post e le notizie di questo blog, inserisci la tua mail qui:

Delivered by FeedBurner

- M.G. Calandrone - "silenzi in forma di poesia" sermoneta 1° dizione - http://www.biancamadeccia.wordpress.com/

la vera poesia può comunicare anche prima di essere capita. - T.S.Eliot -

Foto recenti

www.flickr.com

Categorie

- luigi di ruscio intervento n 0
- poesie civili di natale
- poesie civili per natale
- segnalazione iii ed ritratti d
- segnalazione iii° ed
- segnalazione ripresa progetto
-segnalazione liddio ridente
-segnalazione ripresa pl
andrea de carlo
antonella anedda
appunti sparsi
conosciamoli meglio
considerazioni
cos progetto lettura
cose mie
csi
divertissement
elegia pasquale
frammenti
il segreto delle fragole album
intervallo nightawks live
jiukebox - c pavese
jiukebox a pozzi
jiukebox a anedda
jiukebox gmajorino
jiukebox l erba
libri - sport
libri sport- nel nome del figlio
luigi di ruscio intervento n 01
luigi di ruscio intervento n 02
luigi di ruscio intervento n 03
luigi di ruscio intervento n 04
luigi di ruscio intervento n 05
maggiosermonetano
oboe progetto lettura
orecchietta n1 gmajorino
orecchietta n2 m luzi
presentazione giorni manomessi
progetto lettura 01 s guglielmin
progetto lettura 02 g fabbri
progetto lettura 03 g cerrai
progetto lettura 03 gcerrai
progetto lettura 04 vaan
progetto lettura 05 a pizzo
progetto lettura 06 m orgiazzi
progetto lettura 07 c de luca
progetto lettura 08 n vacca
progetto lettura 09 a diavoli
progetto lettura 10 i toini
progetto lettura 11 a resuli
progetto lettura 11 anilaresuli
progetto lettura 12 s molesini
progetto lettura 13 r bonomo
progetto lettura 14 lr carrino
progetto lettura 15 m sannelli
progetto lettura 15 s molesini
progetto lettura 16 m fantuzzi
progetto lettura 17 s lorefice
progetto lettura 18 pm galli
progetto lettura 19 e passannant
progetto lettura 20 g nuscis
progetto lettura 21 f centofanti
progetto lettura 22 f alborghett
progetto lettura 23 f pellegrini
progetto lettura 24 l ariano
progetto lettura 25 e cerquiglin
progetto lettura 26 a ansuini
progetto lettura 27 r florit
progetto lettura 28 e daeder
progetto lettura 29 mp quintaval
progetto lettura 30 a quasino
progetto lettura 31 c daino
progetto lettura 32 d raimondi
progetto lettura 33 a ramberti
progetto lettura 34 l argentino
progetto lettura 35 alivento
progetto lettura 36 d nota
progetto lettura 37 a pibiri
progetto lettura 38 f tomada
progetto lettura 39 v amarelli
progetto lettura 40 m raccanelli
progetto lettura 41 l di ruscio
progetto lettura 42 f de girolam
progetto lettura 43 a zabaglio
progetto lettura 44 a assiri
progetto lettura 45 f pittalis
progetto lettura 46 d de angelis
progetto lettura 47 faraon meteo
progetto lettura 48 s costa
progetto lettura 49 a fiori
progetto lettura 50 d zaccaria
progetto lettura 51 l hofer
progetto lettura 52 l zinetti
progetto lettura 53 f marotta
progetto lettura 54 b madeccia
progetto lettura 55 aferramosca
progetto lettura 56 mgcalandron
progetto lettura 57 v mastropir
progetto lettura 58 kzattoni
progetto lettura 59 pfichera
progetto lettura fine proma par
progetto lettura pausta feste
progetto lettura sttistiche
progetto lettura un anno fa
ritratti di poesia
salvatore quasimodo
segnalazione
segnalazione - la poesia in cene
segnalazione - personale anna di
segnalazione cosmesi di tonino
segnalazione cosmesi di vaan
segnalazione etruria ecofestiva
segnalazione giorni manomessi
segnalazione giorni manomessi s
segnalazione iii° edritratti d
segnalazione vicino alle nubi
segnalazione giorni manomessi
segnalazione i grani del buio di
segnalazione il segreto delle fr
segnalazione kosovo nove anni
segnalazione nel secondo verso
segnalazione personale a di pros
segnalazione progetto nel verso
segnalazione ripresa pl
segnalazione teatro finestra ta
segnalazione tirreno-adriatico
segnalazione vicino alle nubi
segnalazione vicino alle nubi a
segnalazioni - incontro con laut
segnalazioni - le invetriate
segnalazioni - scritura creativa
segnalazioni silenzi in forma d
segnalazioni oboe a ritratti di
teatro finestra
time out
tirreno - adriatico
una poesia una sheaney

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte


giovedì, 15 febbraio 2007

- luigi romolo carrino = progetto lettura 14 -

CARRINO_FOTO
Luigi Romolo Carrino
        - Estratti -
 
 
 
 
Le danze di Matisse
da Il Settimo Senso, Il Laboratorio Le Edizioni, 1998
Musica: Los Olivos - Alberto Iglesias
 
In questa sera senza la notte
c’è un mondo di mollica con i buchi
 
Ballano Bambino Mio
questa notte è tanta sera
tutti quanti gli uomini di pane
vermi che si tengono per mano
 
Perché piangi preghi e poi mi dici:
stringi forte forte le mie mani?
 
Ballano Bambino Mio
girotondi intorno al fuoco
tutta quanta l’aria sente a pena
il cuore, un leccalecca di farina


 
 
Musica: Rachel’s – Racket Switching
da Il Settimo Senso, Il Laboratorio Le Edizioni, 1998
Il settimo Senso – L’epilogo


o quante più, soffrono, Mise&Ricordano.
Che rifiuta, rimedia, Perfezione
la coscienza unta, disgiunta di Materia.
 
Non si può separare l’acqua da fluidità
se trascorrendo in stesso punto
sempre in convesso uguale forza
produrrà il medesimo effetto
 
Eppure Vedi quanto impulso è la vita
cerca Elettricità da unificare a Gravità.
Spera, matematicamente, al limite, quasi
Che Grandi Numeri le diano torto.
 
Sono io al confronto, semmai, stocastico,
un prezzo equo? Scommesse ai cavalli.


 
 
da TempoSanto, Liberodiscivere Edizioni, 2006
Solenne ingresso nel Tempo - La manifestazione
Musica: Run – Dino Lenny
 
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria
(Salmo 24 : 7)
 
Ecco, Il giorno, E quello che porta nella mano,
 
Nella chiocciola luminosa della spirale sensata
l’ospite che possiede una sola verità nel cuore
ha una capitale ripudiata, È esercito di sostanza.
 
Ecco, Fondami nel silenzio, In dolore, Che è parola,
tormenta l’atlante dei miei possedimenti, In terra
striscia la luce nella geografia svelata, Rivelandomi.
 
Quanto la luce insegna al corpo nero l’altra perdita
ecco l’Affanno, Che fugge all’innocenza e smolecola,
E addiziona la malizia di sperarmi in nuda gravitazione.
 
Invita il giorno, Mia Signora, invita a essermi, unito,
mi passo oltre, E oltre il passo sistema il mio pensiero,
traendomi in salvo, Alla Destra del mio fiato, Respirato.
 
Il giorno, È quanto mio di luce resta nella mano data,
la terra, È prodigio della porta lasciata, Spalancata.


 
 
da TempoSanto, Liberodiscivere Edizioni, 2006
Cantico delle ombre
Musica: Cave song - Meredith Monk
 
Siete voi? Vi aspettavo da tanto di quel tempo.
Gualtieri
 
Siete voi?
Sono qui da tanto tempo,
Mi accado
da tanto di quel tempo
Ho troppo da mentire,
in questo anno elastico deforme mi allontano
 
Siete voi, lo so lo so siete lo so, che siete
 
Siate il mucchietto di sogni
a cui predico istanze funebri
non lasciatemi qui vivo,
non lasciatemi qui vi prego,
in ogni caso mi sframmento e ho già accecato quella luce,
a frangenti mi rifrange
e sviva tutt’intorno a flutti
e io bianco.
 
 
Sono qui, da tanto tempo inchiodato all’acqua
mi splendo e mi specchio mi spando mi smetto
Non fatemi annegare su gli scorticati fondali bassi
senza neanche una pietra viva
dove possa poggiare la testa
che non è giusto vivere
senza corrente che mi sposti
 
Così è, tra dita la vita
e siamo Voi.
Da troppo tempo accade,
di tanto di quel proprio del tempo
che fa conforme gli avvicinamenti che fa
Dal nostro tempo io mi arrivo senza salutare che
che mi spengo e mi stanco mi manco
tanto quanto mi, tanto fa il male che fa mi
 
Dunque a nulla mi servirono gli allontanamenti?,
dal vostro corpo ferromagnetico io mi tardo ad arrivare,
le ragioni contundono la vostra bellezza e io tardi
 
Tra le pieghe ne le scarpe
i piedi che tacciono tutti i passi mai fatti
Non vogliate voli,
tra il tutto cielo che ci sberleffa
che a specchio come molle ci allunga e ci allunga sulla Terra
 
Mi tardo a farmi tosse
e mi sputo mi pento e mi dolgo mi mento e mi sento e
sento voci
sparlano di parole imbuto
mi tardo a figliare
a nascere mi esercito al niente
 
Sento dieci enigmi
non so risolverli
Sento che siete voi, che sei tu e
così è tradita, ogni nostra vita, compassata
 
Nel reticolo azzurro cessano le forze contrarie
tra le dimensioni Iniziali
il mio nome
moltiplicato nel gesto cresciuto tra l’acqua e l’aria
 
Mi sento chi siete voi, mi sento chi Sia tu
Mi sento che mi è dato saperlo
 
Dal tuo poco male il rigurgito dell’Animale Benedetto,
è la Grammatica Infertile ruggita per mancanza di Segno
Dai nostri inferni calcolabili
basta il minimo Delta a riconoscere
il linguaggio storto di quei tuoi affarucci di cuore minimo
sigillo a una caccia triste, seppure involontaria,
per solo affamarti
 
Sento sul fondo la corrente che non mi sposta
sento che me a tra versi
su le porte della mia poesia
tra guardi di verde ti sparisco
dissolvendomi quasi indulto 
 
Sento che lo sbagli quel pianto
per errore
per errore lo hai corretto al tuo ghigno migliore.


 

 

 
 
biografia: 
Luigi Romolo Carrino, napoletano, 38 anni, vive e lavora tra Roma e Milano. Informatico, autore teatrale (Ricordo di Famiglia, Insegnando il silenzio alle rose), ha collaborato con radio e televisioni. Dirige Psyco, collana di narrativa per Magnum-Edizioni, e i primi due volumi (Gli Amantidi) usciti da qualche mese. Ha curato antologie per Liberodiscrivere Editore (Immagine che resta, I contorsionisti). Per la poesia: TempoSanto Liturgia della memoria (Liberodiscrivere, 2006), autore/curatore di RIE (2005, Magnum Edizioni), Il Settimo Senso (Il Laboratorio Le Edizioni, 1998). Attualmente sta scrivendo un giallo in poesia dal titolo Traccia Criminale. Prosa: presente su un po’ di raccolte. Ultime apparizioni: due racconti su Men on Men 5 (Mondadori, 2006), e uno su Ciao, come sto? (Liberodiscrivere, 2007). Di prossima uscita due racconti su La natura della notte (Liberodiscrivere). Sta mettendo a punto i romanzi della trilogia sulla figura della madre e che vedranno la luce nei prossimi due anni, a partire da settembre 2007, per i tipi della Meridiano Zero.

 

 

postato da: redmaltese alle ore 15/02/2007 00:31 | link | commenti (40)
categorie: andrea de carlo, progetto lettura 14 lr carrino

Commenti
#1   15 Febbraio 2007 - 01:02
 
nel nome della continuità ( della oralità) dò il benvenuto a gino carrino. gino (autore teatrale) fa parte della scuderia di liberodiscrivere e si aggiunge alla molesini e alla bonomo ad essere ospitato qui.
è un "performativo" e ci dà dimostrazione della sua bravura, nei file audio da lui forniteci, che invito calorosamente ad ascoltare. i testi sono estratti di due lavori: uno recentissimo, l'altro meno.
auguro una buona permanenza a lui e un buon ascolto a tutti.
red,
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#2   15 Febbraio 2007 - 10:48
 
Grazie Red, sei davvero gentile.
Progetto Lettura è senz'altro un modo accattivante ed efficace, che dà la possibilità di promuovere (ce n'è bisogno, sì) questo strano animale che è la poesia, bistrattata troppo negli ultimi cinquant'anni.
Internet ha dato una bella botta di vita a quest'arte (nel male, ma soprattutto nel bene). Speriamo continui così.

Mi fa quindi davvero molto piacere essere ospitato su questo tuo/vostro spazio, in compagnia di autori così meritevoli, così bravi. E sopratutto dopo due autori così in gamba come Molesini e Bonomo.

Grazie ancora.
gj
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#3   15 Febbraio 2007 - 11:19
 
Sono di passaggio, ritornerò a leggere con calma, mi sembra roba interessante...
Red, se continui a cambiare foto è difficile prenderti di mira! :)
Un saluto
g.
utente anonimo

#4   15 Febbraio 2007 - 14:06
 
:(

Io non sento l'audio.

Rrr
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ritabonomo

#5   15 Febbraio 2007 - 23:35
 
chiedo scusa a tutti per i problemi audio. sto cercando di sistemare .
red
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#6   15 Febbraio 2007 - 23:57
 
Si, c'è da risolvere un problema d'audio, non si riescono a sentire i brani. Sulla poetica di Carrino, nel frattempo, due cose che penso: credo intanto vada collocata in una "posizione ontologica" di ricerca. Una super-ricerca, alla quale mi sento vicina, che vorrebbe riuscire finalmente ad individuare l'interfaccia magnifica tra il mondo e le sue descrizioni.
Poi credo che una sorta di spietato simbolismo, la rappresentazione della cosa nel suo "ghigno migliore", lo proietti in una dimensione che non ha più nulla a che vedere con questa ricerca, che pur permane in parallelo, e lo avvicini ai nostri maledetti migliori, quelli che guardano "nel buco del culo della morte", per usare un francesismo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente molesini

#7   16 Febbraio 2007 - 01:13
 
Mi soffermo a salutare tutti e in particolare Carrino, al quale do il mio benvenuto.
E dopo i convenevoli d'uopo un pirmo affondo tra il serio e faceto. Sono sorpesa della giovane età di Luigi Carrino, avendolo già ascoltato in altre performance su foglidiparole, alla sua voce sensuale e roca avrei dato una cinquantina d'anni, e invece è ancora nel fiore della gioventù :)
Questo però spiega la veemenza di certi testi ancora pervasi da sacro fuoco che vince e sconvolge il mondo, che grida vendetta e o dolore, che si fionda sul testo d'impeto e genio viscerale.
Ecco questo per stasera, per dare segno della mia presenza sul nuovo post di un autore che molto apprezzo per le ragioni che già in sintesi ho spiegato sopra.
Una buona notte a tutti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#8   16 Febbraio 2007 - 01:19
 
finalmente e grazie all'intervento in extremis della problem risolving anila, che riusciamo ad ascoltra le "sperimentali" e bellissime letture di gino.
condivido l'intervento di silvia (che saluto affettuosamente: sono in deboto con te...)
quando individua una sorta di spietato simbolismo "maledetto".
una ricerca aperta a implementare il testo con interventi di effetti fonici molto suggestivi (teatrali) e apprezzabili.
ottimo lavoro, gino.
saluto anche il "grande" giacomo (quasi quasi ne inserisco una di profilo....)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#9   16 Febbraio 2007 - 12:40
 
Grazie ad Anila anche da parte mia:)) Sono in partenza da MI. Sarò a Roma nel pomeriggio. E mi sarà più semplice rispondere alle osservazioni di ALi e di MOle.

gj

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#10   16 Febbraio 2007 - 18:19
 
Le poetiche di Carrino sono anima carne e mimica accompagnate da una voce che è innegabilmente un pilastro suggestivo per comprenderla e non lasciarla più.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Purplered

#11   16 Febbraio 2007 - 21:37
 
eccomi qui, nella mia casa, la mia roma, la mia matrigna buona (ché la mia mamma come sapete è napoli, e la mamma nun se scorda:)).

Per Silvia: Ricerca... Anni fa sintentizzai la mia ossessione per la matematica, per la fisica, ne Il Settimo Senso. La voglia di 'sistemizzare' per lungo tempo è stata la tesi del mio teorema poetico, del mio modo di 'spiegare' (non rappresentare, ma spiegare) il dentro di questa carcassa in relazione ad altre carcasse, nel mondo. In realtà non intendevo comunicare, ma solo assiomatizzare la mia specie, il mio Krisna (in senso storico e non religioso). Dopo questa silloge non ho scritto per 4 anni. Ho ripreso nel 2001, con un nuovo 'senso', un 'decimo senso', come dice la mia mail. Un simbolo, già. Il tuo francesismo silvia è azzaccato, metafisicamente manducabile. oggi cerco la parola prossima al silenzio, quella di Mallarmé, di dickinson, quella che fa male proprio perché non detta. E' ricerca anche questa, e il teatro valdoca (gualtieri) mi è maestro/a in questo 'libero cercare'. grazie per la tua attenzione.

Per alidivento: sì, non sono ancora decrepito. :)) focoso? sì, impetuoso direi. aggressivo, spesso. buono come il pane di pasta buona, cresco. e la voce roca è dovuta alle 50 sigarette che fumo al giorno:)))

red: ho lavorato un po' di anni in radio. un format famoso - credo - è quello tipo password (Ve lo ricordate?). erano i primi esperimenti con la tecnologia. Vito Cassese sperimentò per primo questo assetto 'digitale'. Poi con Petraroli (oggi a CRC) ci abbiamo dato che ci abbiamo dato ... Ma poi è arrivato il teatro con i video, le voci, le immagini vettoriali... Epoi mi sono stufato e sono tornato alla parola, pura parola.

Gli effeti che ho usato qui sono semplici, in relazione a al format di cui ti parlavo sopra. Non so, francamente, se è giusto 'contaminare' la poesia in qesto modo. Non so se aggiunge, o toglie, qualcosa. Uguale alla carta però non resta....

Grazie a tutti.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#12   16 Febbraio 2007 - 21:50
 
ecco, il cinquanta l'avevo indovinato solo che erano la sigarette! ;)

torno più in là per i commenti seri
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#13   17 Febbraio 2007 - 18:46
 
quante case hai gino?
in effetti si nota gino, che si tratta di una produzione "diversa".
i primi due testi si portano, rispetto agli altri quasi dieci anni in più.ma non sfigurano affatto. non so quante volte abbia cliccato play, soptrattutto per ascoltare "lew danze di matisse".
è un lavoro che va ascoltato, per apprezzarlo, in assoluto silenzio. bisogna concentrarsi sul testo e ascoltare, subendo la voce del carrino, i suoi falsetti, gli "effetti scenici".
a dopo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#14   17 Febbraio 2007 - 23:21
 
in "solenne ingresso nel tempo", si riscontrano atmosfere a tratti "ipnotiche" che rimandano in qualche modo a musicalità sperimentali battiatiane.
quali saranno, gino, le tue prossime uscite da "lettore"?
notte a tutti.
saluto in particolare la minet, e il suo occhio indagatore.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#15   18 Febbraio 2007 - 17:18
 
(Sento che me a tra versi. Qui mi si ferma (fonicamente) il Cantico delle ombre. E' voluta? )
Ma ecco che si aggiungono la voce e l' interpretazione, e il montaggio. Lavoro sofisticato ed ampio che aggiunge spazi ulteriori: questa voce viene dalla pancia e dalla corda bassa, vuole il dentro, vuole il largo, il buio ed il caldo.
E dire "il linguaggio storto di quei tuoi affarucci tristi di cuore minimo" con questa voce crea una distorsione vibrante di tutta musica.
E' vero, non è più il testo scritto; è una performance.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente molesini

#16   18 Febbraio 2007 - 20:54
 
Red, ma sai che dopo averla registrata è venuto anche a me in mente Battiato? (per carità, nessun pargone sia chiaro: Battiato è un genio del nostro secolo).
Precisamente mi è venuto un mente un pezzo di gommalacca, shakelton.
E poi, in Ricordo di Famiglia (un mio testo teatrale), ho usato le 'stringhe' di campi magnetici (suo disco che forse ho comprato solo io...:))). Evidentemente Battiato è nel mio Karma :)
Come lettore (parolona...) ho fatto recentemente delle cose della grande immensa Lara Arvasi. Una di queste l'ho messa sul mio blog. La userò per il mio "monologo della resa", una performance dove io 'dialogo' con altri autori "registrati" con la mia voce, mentre i miei pezzi sono dal vivo. Una sorta di egopoesia teatrale... Qui ho anchhe previsto, tra Dickinson, Pasolini, Gualtieri, Eschilo, CAvalli, Kavafis, Eliot, Auden, Ferdinando Russo e Dino Campana, anche la pascale della Molesini, S'affumentu della Bonomo, un pezzo di Mazzetti (scivolavi come brace) e la magnifica Lu e la Luna di Ansuini (questi mi ammazzano, lo so, che mica lo sanno che li voglio usare:)...

Silvia: sì, oltre la carta.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#17   19 Febbraio 2007 - 00:12
 
infatti, gino, il pezzo che mi era venuto in mente era proprio shakelton. quel "shakelton" prodotto dalla sua voce sintetizzata. adoro battiato, il suo sperimentalismo, le sue contraddizioni sonore.
grazie per averci dato l'anteprima del tuo monologo.citi grandi autori insieme a contemporanei che mi sembra di ricordare....
sarà sempre il "tumber" l'arena?
un saluto a te e un saluto a silvia
R.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#18   19 Febbraio 2007 - 00:16
 
ah, dimenticavo, a proposito di perfermance: ho ascoltato nel tuo blog "trentantovenottivicinoalcuore"
altra ottima performance, appunto.
bravo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#19   19 Febbraio 2007 - 08:45
 
Ci sono voci che si sentono
mmmh,in loro certe armoniche
forza propulsiva daccordo
e poi l'altezza
[...]

(Molesini, Tipi di Voci da Lezioni di Vuoto)


Mi piace citare questi versi perché, con questi versi, in una delle tante performance con Carrino, aprivamo una suite in cui si cercava di restituire un canto corale a più voci, di autori tanto diversi tra loro.

Mi piace citarli perché mi piace dire che: ci sono voci che si sentono [..] e poi c'è la voce di Carrino che, si sente, materializza un dire che sfocia in una sorta di quarta dimensione.

Io credo che anche alla voce, intendendo per voce anche il testo scritto oltre che detto, si possa applicare ciò che si fa nell'arte figurativa quando si parla di superficie caratterizzandola per costruzione bidimensionale o tridimensionale o, ancora, scolpita nel colore, e così via. Ecco, la poesia di Carrino, quando non è -fortemente- tridimensionale, è perché va oltre e si sviluppa in piani paralleli che, sorprendono per la loro capacità di subire -da un lato- un certo rigore formale e poi improvvisamente virando -dall'altro- si sovrappongono in una dimensione gestita tra spazio, tempo e luogo, dove per luogo si sottintende quello deputato, della poesia, dando voce a quel gorgo della poesia stessa, il cui epicentro determina l'intricarsi di più piani, di più meandri, sfuggenti, estremamente mobili, in cui è lecito perdersi sedotti dalla parola. Sono la quarta dimensione teorizzata da Picasso, dissi una volta, e in questo forse Battiato ha già contribuito tanto ma Carrino la traspone nella parola dipinta, scolpita, abbaiata col corpo materico e fortemente mistico delle Pitture Nere di Goya.

Parlando di Tempo Santo, ad esempio, si ha come la sensazione di muoversi all'interno di percorsi tracciati, con assoluto rigore eppure si ha, fin dall'approccio, come la sensazione di essere iniziati (grazie ad una sorta di accompagnamento che, nel dettaglio, è individuabile nelle figure dei Demoni che aprono ogni sezione, o nelle antifone o nell'invitatorio della memoria, per esempio) ad uno stato di sospensione temporale. Ci si trova a galleggiare in un indotto endofasico, dove allucinazioni acustiche e miraggi della memoria sono incastrate nel corpo del testo determinando il ritmo a più voci di questo meraviglioso percorso guidato tra le stanze di quella che a me arriva come una delle voci più suggestive della poesia contemporanea.

Un'atmosfera rarefatta, quella di Carrino, amniotica eppure latente che irrompe, per imporsi con il piglio di una zampata sbucata oltre la soglia della parola e che pur tuttavia accarezza, suasiva, domata dalla sua stessa penna o, abbiamo sentito, dalla sua stessa voce, parlata, così come il testo, davvero a più voci.

Ed è per questo che mi piace chiudere citando ancora

Ci sono voci che maturano
imparano a tenere il ritmo
controllano il respiro
dicono parole intere


Si prova una bellissima sensazione ad essere contemporanei di un momento importante per la letteratura o l'arte, io credo che Carrino (come lui stesso ama dire, giocando, con quella grande ironia che gli è propria e lo rende così grande, a fare il presuntuoso) rappresenti davvero un grande momento della letteratura italiana. Ecco, provo qualcosa d'importante a condividere con lui tutto questo.


Io amo la tua Voce, Carrino, e amo smisuratamente Le danze di Matisse che mi restituiscono tutto quanto detto qui sopra.

Rrr





Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ritabonomo

#20   19 Febbraio 2007 - 08:55
 
Ah, Carrino
io non ho mai scritto una poesia come Tipi di Voci tu, come me, la conosci a memoria perciò, ripetila, ripetila, ripetila perché, Molesini permettendo e ringraziando per averla scritta, te la dedico tutta tutta, interamente.

Consideralo un atto d'infinito amore ;)

Rrr
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ritabonomo

#21   19 Febbraio 2007 - 14:24
 
bella gente a granditalia
ancora indeciso se scegliere il carrino poeta o il gino dicitore.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente birambai

#22   19 Febbraio 2007 - 21:20
 
bellissima questa recensione sulla poetica del carrino, rita. ho molto apprezzato: "quarta dimensione", "stato di sospensione temporale", parola dipinta, scolpita, abbaiata col corpo materico";
e credo proprio che le "danze di matisse" sia veramente trascendentale. io la sto facendo girare tra i miei amici.
un suggerimento: per ascoltare il carrino pensiamo di andare a vedere un film tridimensionale: indossiamo gli appositi occhiali.
birambai: bella domanda!
un saluto particolare a rita e gino (che bella coppia)
preannuncio, a proposito di coppie, che presto, molto probabilmente, su oboe, ci sarà un altro binomio vincente.
ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#23   20 Febbraio 2007 - 11:31
 
Ho ascoltato con grande attenzione la lettura di Gino.
Vorrei cominciare il mio commento riprendendo pari pari una frase dell'autore. “Non so, francamente, se è giusto 'contaminare' la poesia in qesto modo. Non so se aggiunge, o toglie, qualcosa. Uguale alla carta però non resta..."
Ecco mi piace che sia stato l’autore stesso ad esprimersi in questi termini perché permette anche a me di accennare qualche considerazione sul punto.
Io penso che una lettura di questo genere, nella quale tra l’altro sono riprodotti effetti semplici (immagino dunque la suggestività di quelli più complessi), sia piacevole e tremendamente suggestiva, però solletica i sensi, tiene desta l’attenzione impegnando l’udito in particolare, tende a diventare musica cioè suono dentro il suono creato dalle note; nota essa stessa, e quel che arriva all’ascoltatore è l’insieme dei suoni più che un senso preciso, una evocazione più che una ricerca, un magia più che un senso.
Trovo questa esperienza importante come sorta un elemento aggiunto in un percorso di formazione e maturità artistica che esalta la sensibilità che rende maggiormente consapevoli delle potenzialità della parola, esperienza dunque che deve essere vissuta sia in veste di attore che di spettatore cioè lettore/ascoltatore, ringrazio dunque gigi di questo dono.
Capisco anche però che per questa via ci si possa stancare di questo genere di lettura e tornare alla parola pura, come lo stesso autore afferma più sopra, perché l’accentuazione degli effetti diventa spettacolarità esasperata ricerca dell’effetto più che del significato.
D’altra parte ritengo che la voce di carrino, così profonda e roca, sia già grandemente suggestiva senza alcun altra suggestione aggiunta che distragga dal testo, una lettura più semplice, persino incolore avrebbe permesso invece l’esaltazione del senso, avrebbe stimolato nel lettore una risposta d’intelligenza della ricerca espressiva.
Mi piacerebbe ascoltare per confronto una lettura di questi brani simile a quella di Vaan o di ioletoini, quasi inespressiva, per constatare quanto il testo perda o guadagni nel cambio registro interpretativo.
Noto inoltre che la lettura in certi punti si distacca, ma mi sembra un fatto di personalizzazione interpretativa.
Mi complimento per il commento di Rita, bello in sé, bello quanto detto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#24   20 Febbraio 2007 - 11:53
 
Sono sempre di corsa questi giorni e quando riesco a fermarmi un attimo mi dedico a mille cose.
Ho ascoltato queste interpretazioni già quando Roberto aveva problemi con i codici ma poi non ho potuto commentare subito.
Come già detto in passato la tua poesia è un po' lontana dal modo di sentire io la poesia (non ho letto gli altri commenti perchè tra poco devo anche scappare via); la vedo un po' costruita più per il palcoscenico che per la carta imho. Dico questo perchè la sento come se volesse stupire più che coinvolgere. Potrebbe essere anche una mia interpretazione sbagliata, ma direi che forse, se fai teatro, la cosa ti coinvolge di più in tal senso: il coinvolgimento rimane più tuo che del lettore. Sembri voler distaccato il lettore.
L'interpretazione è molto bella e ti faccio i miei complimenti.
Ora scappo, scusatemi!

Saluti a Tutti,
Anila
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnilaResuli

#25   20 Febbraio 2007 - 12:11
 
Per Rita: "[...] rappresenti davvero un grande momento della letteratura italiana"... :O MA come? Solo italiana? :))) Grazie Rita per le parole che dici.
Ci sono voci... Già. Le trappole linguistiche che adopero su carta - vedi ad esempio 'tra di', o anche 'per dono' - costituiscono un trompe semantico.
Scrivere 'per dono a chi solo è stato l'amore' o anche ' per dono a te le mie sillabe mute e dis-graziate', è ovviamente polisemico. Conserva intatto il doppio significato di "perdonare" e di "regalare". Un lettore, con testo alla mano, lo intuisce. Ma cosa accade se lo stesso verso viene letto? Ossia, se il fruitore non ha a disposizione il testo davanti? Dipende. E dipende da chi lo restituisce il verso, se fa un pausa tra il 'per' e il 'dono' (questo per rispondere anche un po' ad ALI, ma ci ritorno dopo). In sotanza, si gioca in sottrazione, mi si potrebbe dire. Oppure si gioca in precisione, eliminando un senso, ma precisandone uno e uno soltanto, connotando un solo significato (e quindi, volendo, più forte di quello della carta). Le danze di Matisse - come rita ben sa - nascono dal mio immenso amore per questo artista (alle spalle della mia foto qui, c'è proprio questo quadro, che campeggia nel mio salone). Le danze nascono dalla doppia natura dell'uomo, che è cattiva, che è buona. E io questo ho cercato di fare, con uno studio + approfondito rispetto agli altri pezzi vocali. Ho cercato di rendere la dicotomia con i versi (relativamente immediati, quasi una cantilena, una filastrocca) e i suoni alquanto cupi.

Birimbai: rispondo alla domanda che mi ha fatto tempo fa su cosa preferivo glia ltri apprezzassero di più, se la mia poesia o il mio modo di leggere (cose mie e di altri).
Non sono un attore, non ho la pretesa di esserlo. Nemmeno un 'fine dicitore'. Quindi preferirei mi apprezzassero per quello che scrivo. Perché sì, quella sì, la pretesa di essere un 'facitore di versi', uno 'scrittore', quella ce l'ho. Grazie.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#26   20 Febbraio 2007 - 12:35
 
Per ALI: Ho riflettuto molto sulla considerazione che fai circa il rischio di 'distrarre' l'ascoltatore dal senso. Ne parlavo ieri sera con Mary (altro prezioso collaboratore mio e di rita, e non solo). Ma credo sia questo il nodo fondamentale da sciogliere. Aprire un testo, leggerlo, privatamente nel silenzio della propria percezione, del proprio spazio, è cosa altra che sedersi su una sedia, magari con altre 50 persone, e ascoltare lo stesso autore che legge i suoi versi. Di solito un autore che legge le sue cose è un disastro - e io non faccio eccezione, credimi. Ho sentito la restituzione dei miei versi fatta attori, da altri scrittori, da lettori... Tutte completamente diverse. La stessa Rita - con cui collaboro e perciò consciamo bene l'uno la poetica, la sensibilità dell'altro - restituisce la mia poesia in modo completamente diverso da come io l'ho concepita, da come io la sento.
Sono arrivato alla seguente conclusione (almeno per ora): il 'contatto' con l'ascoltatore è immediato quando uso un assetto performativo che - come questo - è votato all'ascolto e non alla lettura. E di solito questo funziona con chi non scrive, con chi è lettore/ascoltatore. I poeti, quelli che scrivono versi o credono di farlo (senza nessun riferimento a persone qui intervenute, sia chiaro), di solito preferiscono il testo 'nudo', senza fronzoli, proprio perché l'aspettativa è riversata tutta sulla parola, perché uno che fa poesia è esperto, abituato alla parola.
In realtà è anche questo un punto fondamentale: la poesia non la si scrive solo per altri poeti, o almeno non dovrebbere essere così.
Ho fatto, ALI, letture 'inespressive'. Capita, a volte dal vivo, che se faccio passare un 'registrato', che poi io ripeta la stessa poesia senza musica, senza interpretazione, solo fiato e parola.
Va da sè, che mi resta ancora il dubbio "Non so, francamente, se è giusto contaminare la poesia in questo modo". Grazie Ali per avrmi dato la possibilità di dire queste cose.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#27   20 Febbraio 2007 - 12:46
 
Per ANILA: Ovvio, rispetto la tua opinione, ci mancherebbe. Ed è assolutamente ricchezza - e non altro - l'eterogeneità della poesia, del modo di intenderla, di essere poesia, di capire, di avvertire poesia. Tu mi dici che vedi la mia poesia costruita più per il teatro che per la carta... Non sono molto d'accordo sai? Cioè, non in toto. Le cose di Mariangela Gualtieri - Prediche ai Pesci, o anche altre cose come FUoco Centrale - sono definite 'poesie per il teatro'. Recentemente è uscito, semrpe suo, 'senza polvere senza peso', dove lei stessa dice che sono poesie nate 'lontano dalla scena'. Ossia, c'è del vero in quello che dici ANILA, nel senso che alcuni mie pezzi si prestano molto a una restituzione teatrale. Ma è una conseguenza, e non il principio motore. Sulla carta le mie poesie hanno una dimensione. Lette, ne hanno un'altra. Restituite, in qualche modo interpretate, ne hanno ancora un'altra. Ti posso garantire che se prendessiuna delle tue poesie, una qualunque, sarei capace di renderla 'teatrale'. "Teatrale" non è solo una tecnica di scrittura, è anche come la restituisci una cosa.

In questo senso, quindi, lo "stupore" è cercato, sì. Perché il teatro è anche questo: sorprendere lo spettatore. Ma se non lo coinvolgi, lo spettatore, si può stuire quanto vuole, ma durerà solo un istante. Devi tenere la sua attenzione alta. Ossia, lo devi coinvolgere.
Distaccato il lettore? No, almeno non più. Le cose che ho scritto tra i 20 e i 25 anni non cercano la comunicazione. E "Il Settimo Senso" fa parte di questo filone. Ma oggi, proprio per la dimensione che ho scelto (carta e voce) è l'esatto contrario che vado a cercare.

Grazie per il tuo intervento.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#28   20 Febbraio 2007 - 14:45
 
grazie a te luigi per aver chiarito così lucidamente, nella chiusa aver ribadito, non so se sia "giusto contaminare" la poesia con queste cose. contaminare è certo un verbo usato in spirito critico o, quanto meno, disincantato, distaccato, giusto invece vorrebbe a monte la definizione di ciò che è giusto o ingiusto, per stabilire poi quanto una cosa si discosti dalle regole stabilite, il che davvero non mi sembra possa avvenire in poesia quando ancora oggi non si trova definizione che metta tutti d'accordo su cioò che lo sia, allora ben vengano le letture votate all'ascolto che nascono per il non scrittore che ha abitudine alla parola e quella vuole sola e pura, specie se le letture recitate diffondano a consentano di leggere altra e ancora poesia. Il senso del testo è sacrificato certamente, ma per me non è un problema rimedio subito, basta rileggere con attenzione senza lasciarsi trasportare dai sensi.
Trovo interessante, come già detto, un'esperienza del tipo poesia recitata, come questa, stessa poesia in lettura asettica come hai già proposto al tuo pubblico, credo che fare questo sia veramente far toccare con mano ("orecchio") la potenza della parola
A presto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#29   20 Febbraio 2007 - 16:09
 
anche qui, tutta la mia ammirazione ...
E' davvero un privilegio potersi comfrontare con la tua arte.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FscaPellegrino

#30   20 Febbraio 2007 - 17:15
 
@Ali >>> A presto dunque, e grazie ancora.

@Francesca >>> Sei davvero gentile. E' un privilegio anche il mio, credimi, confrontarmi con tutti voi. Se c'è una cosa di buono che internet ha fatto per la poesia è proprio questo: la possibilità di confrontarsi velocemente, e con molte persone. un saluto. gj


Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#31   21 Febbraio 2007 - 00:30
 
"Le danze nascono dalla doppia natura dell'uomo, che è cattiva, che è buona. E io questo ho cercato di fare": demone vs bambino.
bene stop
letto tutto stop
sono stanco, commento domani stop.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#32   22 Febbraio 2007 - 01:00
 
"Sulla carta le mie poesie hanno una dimensione. Lette, ne hanno un'altra". ecco il punto centrale della questione.
perchè non poter dare più dimensioni, angoli di vista ad un testo poetico?
più chiavi di lettura, insomma?
la lettura, l'implementazione dei suoni, delle voci, rendono al testo una veste "ulteriore".
perchè non scegliere, altresì, una lettura più teatrale.
è un po' come rifare un pezzo "acustico, unplugged in versione rock, strumentale.
a volte amo leggere dei testi, assorto nel silenzio della mia stanza, ma amo anche rinchiudermi in un teatro e
assorbire l'humus del rappresentato, lasciarmi suggestionare.
a me piace il rock il jazz, la musica classica, il pop. quello buono però.
non so se mi sono spiegato.
gino, approfitto per ringraziarti. sei stato cordialissimo e pragmatico.
ti assicuro che hai avuto apprezzamenti, anche al di fuori degli interventi nel blog.
invito a farti le ultime domande visto che domani sera introdurrremo un nuovo ospite.
ti abbraccio
(saluto anche la francesca, che ieri ho antipaticamente, tralasciato)
red
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#33   22 Febbraio 2007 - 02:51
 
Grazie Red. Sei tu, quello gentile. E ringrazio quelli che hanno apprezzato, quelli che non lo hanno fatto. Vorrei dire un'ultima cosa prima di congedarmi dalla tua/vostra ospitalità.
ALI diceva: "Mi piacerebbe ascoltare per confronto una lettura di questi brani [...] quasi inespressiva, per constatare quanto il testo perda o guadagni nel cambio registro interpretativo".
Be', c'è la carta. Prova/ate ad ignorare la lettura che ho fatto, e si adoperi solo 'il testo'. Allora sì, che si può stabilire, se la parola possiede la sua potenza o meno.
Teresa Ferri, così scrive nella prefazione a TempoSanto:
"[...]Un’avventura dalle tinte decisamente orfiche quella che attende chi legge questa raccolta, un insieme di versi e di prosa lirica sapientemente coniugati nel segno della tradizione e della seduzione linguistica, un fascino che irretisce la mente fino ad aprirle il Paese misterioso delle emozioni. Nel segno della Vita Nova di Dante, dunque, ma anche di Campana, il poeta dei Canti Orfici per quanto attiene alla struttura testuale, composita, anfibia, che mentre si abbandona agli allettamenti del genere poetico non disdegna di cedere ai richiami del narrativo, come se l’Autore non volesse lasciare intentato nessun percorso, pur di visitare i gironi del proprio inferno, sprofondarvi in maniera salvifica e poi risorgerne, consegnandoci la sua esperienza di insonne Ulisse novecentesco. [...]
La scrittura, come il corpo di Attis, si smembrerà sillaba per sillaba per ricomporsi nel segno di una ‘grammatica’ nuova, generatrice di sensi: dall’evento sacrificale, attraverso un volontario sovvertimento dei principi costitutivi della grammatica normativa, elementi che appunto rendono “infertile” la grammatica, risorgerà un nuovo periodare, fatto di strappi e lacerazioni, a volte glossolalico, apparentemente an¬titetico, che sembra divertirsi a invertire la collocazione delle preposizioni, a spezzare le parole, per ottenere effetti di rimando anaforici e polisemici e riflettersi in varie interpretazioni possibili durante l’atto di lettura e di partecipazione a questa sorta di cerimonia sacra.[...]
. Contro “questa atroce offesa che è la vita” Luigi Romolo Carrino sfodera la sua arma più potente: una parola dannata di bellezza che ci cattura tutti nella sua avventura, un per¬corso da cui si esce senz’altro riconciliati con la letteratura contemporanea."

Mi piace pensare che, al di là del giochino fesso del 'quanto so' bravA quanto so' bellA' ci sia qualcuno che sia riuscito a comprendere e assimilare ciò che per me non è un gioco (come per molti 'miti' del web). E questo Red, credimi, a me basta e avanza., oltre ogni pragmatismo. Anzi, dirò di più: la Poesia non è un autoscatto per il poetucolo o la poetucola di turno, che mette insieme 4 sillabe slabbrate e pensa di aver detto qualcosa che il mondo intero doveva sapere; la Poesia non è narcisismo, ma sofferenza, abnegazione, scoperta, umiltà soprattutto. Qualcuno - davvero - dovrebbe avvisare molti sedicenti poeti - autocelebrazioni in do di petto - del terribile equivoco in cui vivono.
Di certo non sarò io. Io sono impeganto in cose + importanti :))))
Grazie Infinite A Tutti Per La Pazienza. E Perdonate Le "Mie Sillabe Dis-Graziate".

L. R. Carrino.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

#34   22 Febbraio 2007 - 16:29
 
lo strano animale che è la poesia e che è la voce, direi.

bravo red a trovare poeti veri.

gugl
utente anonimo

#35   22 Febbraio 2007 - 22:04
 
Grazie Stefano.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente BonomoCarrino

#36   22 Febbraio 2007 - 22:33
 
è chiaro gino che il tuo è un lavoro di ricerca, di studio della parola. condivido quanto dici (vale per tutte le espressioni) nel genere umano molte volte ahimè l'umiltà non è "praticata".
scusa ma da oggi, una domanda sorge spontanea: tu e la bonomo "presto sposi"?
stefano: grazie, anche a nome dei poeti veri. manchi qui!

ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#37   22 Febbraio 2007 - 23:00
 
Come promesso, e nonostante la stanchezza sono qua.
piccola premessa luigi, non mi pare ci sia nessuno che non abbia apprezzato. hai ricevuto tutti e solo commenti positivi, qui per lo meno.
seconda piccola premessa: la chiusa del mio precedente commento diceva appunto quanto di buono ci sia nel fare le due tipologie di letture contrapposte e vicine, ma il periodare della mia frase è contorto e dunque qui lo ribadisco perchè sia chiaro cosa intendevo.
ed ora il corpo di questo commento
è ormai mia consuetudine dopo il commento sulla sensazione/percezione della lettura, affrontare, specie se trovo risposte coinvolte da parte dell'autore, la lettura del contenuto poetico dal punto di vista di stimolo personale intellettivo/estetico/formale. si tratta, è vero da parte mia di in un qualche conato passionale, non altro, perchè molto mi manca per andare più a fondo e posso ben dire che critico non sono ma, come ormai risaputo, mi diletto.
Leggo il primo testo "la danza di Matisse", io con gli occhi allo schermo, senza ascoltare la tua lettura Gino, e davvero devo dire che è bello, e per quanto nella memoria ritorni la tua incantevole lettura densissima e sofferta, resta anche in questa mia lettura mentale una poesia ricca e suggestiva/evocativa, mi sembra, di paura. Un aggrapparsi al bambino, quasi che egli possa salvarci, la mollezza della mollica e del pane, delle gambe tremolanti, nello stringere le mani a farsi forza. Quello struggentissimo "bambino mio", un'invocazione d'aiuto a proteggere dai mostri che popolano la notte degli uomini inanellati come vermi.
Bella davvero, Luigi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#38   22 Febbraio 2007 - 23:20
 
Trovo belle anche le altre due a seguire ("l'epilogo" - che però in testa mi dà come un senso di incompletezza quasi mancasse il principio- e "solenne ingresso nel tempo", pur se suscitano una risposta emotiva personale inferiore, denunciano forte il graffio profondo la lacerazione interiore,e sebbene tentino talora la trasfusione in elementi di fisica geometrica o matematica rasserenazione, il vissuto relazionato ritorna forte a infierire di getto di taglio di parole gettate esplose affamate di ricerca di crepa ferite inferte o strappate.

L'ultima, in termini di forma, non so perchè mi fa pensare al fatto che sia pensata per il teatro, la recitazione, l'oralità, probabilmente la ripetitività di certe espressioni l'allitterazione, il gioco delle parole che creano una piacevole magia pur sempre sofferta, un'incanto musicale e lacerato nel contempo, In quel bellissimo "sento" ripetuto a tratti e di strofa che dà forma e andamento ondeggiante/penetrante, che è un riversare di sè oltre all'esterno al di fuori traboccare verso qualcuno qualcosa su un piano le asperità aggrovigliate in dolore in domande in tormento.

Insomma Carrino mi piaci!
e non l'avevo mai detto a nessuno eh?
e non lo dico per far ingelosire Stefano eh?
e nemmeno Rita, sia chiaro
ma perchè della scrittura come si ama dire ci si innamora e tu, caro poeta hai molte carte in regola per far innamorare chiunque

buonissima sera a tutti :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#39   22 Febbraio 2007 - 23:59
 
ennesima dichiarazione d'amore al carrino: BENE!

bravisima ali, brava davvero!

grazie ancora gino
R.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#40   23 Febbraio 2007 - 00:38
 
@ ali: grazie assaje. non intendevo parlare (come dichiarato) di persone qui interventute; se ho dato questa impressione me ne scuso. le mie dissertazioni erano un pour parler, un mia amarezza privata. poi, anche quando non vengo apprezzato, sono in uan posizione d'ascolto, mai di scontro.

@ red: ancora il grazie più sentito.

@ tutti quelli intervenuti: grazie di cuore.

:)))
gj
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente carrino

Commenti