rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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giovedì, 25 gennaio 2007

- anila resuli = progetto lettura 11 -

fotobiografia Anila Resuli

- Inediti -

 

 

Parodia #15

Cos'era poco, fu
infame nei vicoli stretti
e usci in fila indiana
             schiusi nelle bocche
             nei seni      - nelle ore
                                si fa sempre buio
                                sulle tegole -
e i diametri dei nostri passi
aggravano       così calmi
 
        gli occhi    attorno.




Parodia #25

Il divano s'aggrava sotto il corpo
e l'angolo buio, sorregge l'occhio
alla finestra vicina; e stinco piegato
                            la ragnatela sobria
                            distanzia le pieghe
                            le rughe
e sta ferma      a guardare; io tengo
l'occhio socchiuso alla bocca
e distendo la mano
come un fermacarte    nell'anima.




Parodia #30

Si vive da corpi
e il nome tatuato non ha forma
se non a scatola da tv - inodore
l'anima s'assomiglia al rumore del mare
ma       senza onde;
 
contiamo così poche volte i passi
sopra le pagine   ma al contrario
non si nota che l'ombra stessa di noi
  privi       umani       di calco o neve
 
e gli occhi (per colore) rinnegano la pupilla
e scavano
                 giù come vecchi
                 giù come schiavi
                 sempre all'interno
 
di una stessa luce.




Parodia #31

La casa ha forma di mandorla
con soffitta e quadri congiunti
nel punto più esile
    e il capello distorce
la lunghezza delle mura sotto gli strati
distraendo il colore nuovo
                dal vecchio     in agenda;
 
si distingue appena l'ombra del tiglio
e il rosario sul muro non rimanda alla fede
ma al tempo     scostante
               e fa da pianta
               e cresce.
 




Shtëpija ka formën e bajames
me çati dhe tablo të ngjitura
në pikën më të hollë
      dhe floku dredh
gjatësinë e murit poshtë shtresave
duke ndryshuar ngjyrën e re
      me të vjetrën      në ditar;
 
porsa dallohet hija e bliut
dhe rruzaret mbi mur nuk kujtojnë fenë
por kohën    e panjëjtë
            që bëhet pemë
            dhe rritet.
 




Parodia #32

Mi sembro così di contare
e dividere i mobili come disegni
aperti dietro le ombre -
                  una è scarpiera
con dentro sandali estivi che giocano
a salve con ditali capovolti
come a sventrarli del colore;
                  secondo è il tavolo
sotto il cappotto
che rischia di somigliarti nel naso
che s'allunga alla finestra e forma un nodo
                   e terzo un ciondolo
che fa da parete al quadro
cavato come una pala usata
con gli abiti del fiume  - nell'acqua s'annusa
lo sfinimento       e la pioggia
contratta in un radicchio della memoria.





Nata in Albania nel 1981, Anila Resuli comincia a dedicarsi alla poesia già nell’infanzia. Nel ’97 si trasferisce in Italia con la famiglia: prima in provincia di Trento e poi in provincia di Bergamo. Frutto delle partecipazioni a concorsi di poesia vi è l’inserimento in un’ antologia pubblicata da Club autori “Poesie più belle del web” e un’antologia edita da Aletti Editore tramite effepunto.com. Nel frattempo pubblica le sue poesie in vari siti del web. Dopo il liceo si iscrive alla facoltà di Biotecnologie Agrarie Vegetali e nel frattempo lavora come fotomodella/showgirl uscendo su Panorama, Boss e in trasmissioni televisive quali “Avventura Italiana” su canale Sky “La macchina del tempo”, “Lucignolo” e “StudioAperto” su Italia1. Nel 2006 decide di cambiare titolo di studi iscrivendosi alla facoltà di Mediazione Linguistica e Culturale a Milano. Attualmente vive col compagno in provincia di Milano. Nel campo della poesia collabora con Roberto Ceccarini sul progetto lettura di Oboe Sommerso (http://oboesommerso.splinder.com/). Sue audio poesie si trovano su Figli di Enne Enne (http://www.figlidienneenne.tk/) e sul sito del poeta Antonio Diavoli (http://antoniodiavoli.altervista.org/). Suoi luoghi online sono http://www.anilaresuli.com/ ; http://ricercapoetica.splinder.com/ ; http://aboutchina.wordpress.com/ ; http://japanesesoul.splinder.com/.

Commenti
#1   25 Gennaio 2007 - 00:43
 
progetto n. 11 vede protagonista la giovane e brava anila resuli, parte attiva di progetto lettura.
anila ci dona anche una lettura in lingua madre (albanese).
se pensiamo che anila è approdata nel nostro paese in età adolescenziale e che è molto giovane, non possiamo non ammettere che ha saputo bruciare molte tappe mettendosi in carreggiata anche come aspirante (è provocatorio) poeta, insieme ad altri giovani e più blasonati poeti.
vi invito pertanto a conoscerla come poeta dopo averla già e apprezzata conosciuta come lettrice.
buon ascolto

grazie anila!
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#2   25 Gennaio 2007 - 00:56
 
comunicato di servizio:
invito a tutti coloro che devono mandarmi del materiale, che ho un altro indirizzo di posta elettronica (visto alcune segnalazioni di mancati messaggi arrivati):
redmaltese@gmail.com

invito chiunque abbia provato ultimamente a contattarmi, di utilizzare questo nuovo indirizzo, grazie
Red
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#3   25 Gennaio 2007 - 01:22
 
Grazie a Te Roberto per aver inserito i miei versi... sperando non sia stata solo una tattica per mancanza di materiale :-p

hehehe...scherzo!

Comunque spero il messaggio di queste parodie arrivi. Ultimamente sto cercando di lavorare ad una poesia più "maschile" per eliminare appunto l'io di cui si parlava nei ultimi commenti di questo luogo.
Non so se ci sono riuscita ma è un esercizio che mi piace...

a rileggerci quindi
Anila
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#4   25 Gennaio 2007 - 06:37
 
Penso che l'io "caro" ai poeti soffochi la parola quando sia niente più che deflagrazione biografica, autoreferenziale: l'attore che recita se stesso in ogni personaggio, sostituendosi e *non* incarnandosi con la propria voce, il proprio volto, il proprio dono di vita "in ombra". Altro è invece dichiararsi in prima persona, in una visione per nulla disincantata delle cose. Per questo scrivere, come tu dici, al "maschile" può dare altra consapevolezza alla parola, senza costituire affatto una semplice sostituzione d'identità.
Ora che ho letto tutti i testi di "Parodia" sino a questo punto, trovo che si senta l'ascesa "a scale" della ricerca di una voce -la propria voce- a scandaglio sulle cose: la parola nominata ci restituisce non il nome, ma la cosa stessa e, insieme alla cosa, la domanda posta. E' un felice canto -la tua voce, come l'ho sentita vicina alla mia sin dal primo ascolto- e insieme un "contro-canto" (un incontro, però) tra le cose minute: le unghie, la scarpiera, il divano, le tegole, le briciole. Eppure non è poesia fatta -come dicevo- di riferimenti propri catalogati, in sequenza. Né di citazioni da altro. Ci sono versi che portano le cose, proprio come non le vedono gli occhi. Portano cioè le "forme" e *non* le cose soltanto, il loro uso. Per questo il canto basso che le accompagna -la voce, a tratti un filo- mette al centro di una stanza, porta lungo un vicolo, un corridoio. Ha il tono persuasivo della fiaba, che si racconta e -insieme- racconta di sé, se si vuole ascoltare.
Un abbraccio
F.
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#5   25 Gennaio 2007 - 09:16
 
Credo che l'essere "autoreferenziali" sia adatto più alla canzone e ho sempre cercato di allontanarmi da quel modo di scrivere. Inizialmente si tende a peccare da questo punto di vista perchè la poesia - chiamiamola pure "fanciullesca" - sembra un modo per fuggire dalla realtà delle cose.
Io in questo periodo sto cercando -proprio come hai inteso tu e ne sono felice di questo - di scavare nell'insieme delle cose che ci circondato tutti i giorn, i volti, lo sfinimento dell'io in loro, la degradazione di ciò che è la vita, la terra, quella madre e l'orgoglio degli occhi nel vedere il tutto ben distinto nella memoria. Ma è una memoria immaginaria come reale, non mia ma di tutti, un insieme di incroci con la gente e altra gente ancora. Un "io" che si identifica con la memoria della storia, dello studio del passato e del presente; un "io" che appartiene a tutti...visto coi miei occhi!
Grazie Federico per la tua sempre accurata attenzione!
Un abbraccio a Te,
Anila
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#6   25 Gennaio 2007 - 10:40
 
Cara Anila, vorrei limitare il mio commento al piacere di sentirti (e di vederti, perchè no). Intendo piacere come valore spesso dimenticato quando si parla della poesia degli altri, piacere di leggere, ascoltare, anche la semplice musica di una lingua che non si conosce e che è puro suono alle orecchie...A proposito di lingua, vorrei chiederti sfacciatamente un pezzo per il mio blog, su cosa significhi essere traduttori di sè stessi e "pensare" la poesia in due lingue diverse ecc....se ti va, se te la senti ecc.ecc. (possiamo farla anche sotto forma di intervista, se pensi sia meglio)
Un carissimo saluto
G.Cerrai
utente anonimo

#7   25 Gennaio 2007 - 11:26
 
Grazie Giacomo!
Mi fa piacere tu ti sia soffermato sulla traduzione in albanese. L'albanese è una lingua molto musicale anche se spesso e volentieri sulle lingue che non si conosco si tende a generalizzare dicendo "sembra che si urli" quando la si sente parlare. Ma come non può essere musicale e forte una lingua che ha a disposizione ben 36 lettere dell'alfabeto di suono diverso (che in una lingua come l'italiano non si ha spesso e volentieri)?
Solo ultimamente sto pensandola anche in albanese, prima mi limitavo all'italiano. Devo dire che l'italiano ti permette di usare sfaccettature diverse di una stessa parola; una lingua come l'albanese ha meno sinonimi per ogni parola e i modi di dire sono ben diversi. Ho notato anche una cosa che devo dire un po' mi ha "sconvolta" visto che delle parole in italiano che sono di uso "quasi" comune, in albanese potrebbero far parte di quelle parole "non dette" per pudore. E' strano ma è così. In albanese bisogna cercare delle parole più dolci per non cadere nel volgare. Bisogna stare più attenti e bisogna essere più ricercati, più forti, più miti.
Forse è il diverso uso che si fa della lingua: qui tutto è permesso, lì forse qualcosa è "tabù". E non credevo mi piacesse sinceramente, ma ora che sto scoprendo questo lato della lingua, mi piace davvero molto perchè mi mette alla prova...continuamente!
Comunque per il pezzo per il tuo blog se ti va scrivimi su domusdejanas@gmail.com così ci si mette d'accordo su come veramente vuoi improntare questa chiamiamola "ricerca" in due lingue diverse. Forse l'intervista sarebbe utile semplicemente per un discorso meno dispersivo. Non so.
Aspetto comunque la tua mail.
Grazie ancora!
Anila
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#8   25 Gennaio 2007 - 13:06
 
la mia costante ammirazione già la conosci, amica cara. vorrei aggiungere che questa tua nuova forma, questa ricerca, ti rendono ancora più bella. la voce è sapientemente controllata e ciò permette al fascino di straripare, anche nei sussurri. vorrei però sentirti gridare...

swan

ps: @ roby: ti ho risposto in pvt. all'invito qui con i miei versi: ora non posso perché sprovvista del piano di registrazione: il programma è in panne. forse un giorno ci troveremo su queste pagine. forse...

grazie per la stima: un invito corrisponde sempre a tale sentimento.

tutto il bene. sempre.

*

*
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#9   25 Gennaio 2007 - 15:15
 

Un taglio puro, sicuro e preciso il tuo, Anila,
così giovane e già così capace di toccare i respiri brevi
del silenzio, quel nuotare fondo dell’anima che sconfina sopra
le cose e ne scandaglia il seme.
Esplori con la timidezza semplice e sincera di chi si pone in ascolto
e annusa fra gli oggetti la forma splendida della poesia.
Molto contenta di averti ascoltata letta incontrata.
i.
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#10   25 Gennaio 2007 - 17:29
 
@ swan
grazie per la tua costanza nel leggermi.. lo apprezzo molto! e mi fa piacere la mia poesia ti "soddisfi" sempre di più...

@iole
grazie...non credo tu mi abbia letto molto altrove quindi questo lo considero un "primo impatto" e sono contenta della tua contentezza :-)

a rileggervi :-)
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#11   25 Gennaio 2007 - 23:09
 
mi fa molto piacere che autori già ospitati qui ritornino per ascoltare/conoscere altri autori.
- quindi ringrazio federico per l'attenta lettura della poetica dell'anila;
- giacomo (per anila, passare prima alla cassa, prego!)
- iole: seppur giovane, anila è una spugna, assorbe, impara subito.
- saluto anche nadine (fogli di parole cresce a dismisura)
- anila : apprezzate le delucidazione sull'albanese, lingua foneticamente così lontana alla nostra, che sta cominciando a diventare familare.

R.
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#12   25 Gennaio 2007 - 23:47
 
sei troppo buono tu red :-)


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#13   25 Gennaio 2007 - 23:51
 
se lo sono, è un mio difetto.
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#14   26 Gennaio 2007 - 06:57
 
Non ho ancora letto i commenti ma voglio così, di slancio, dire a Anila che l'apprezzo molto. Mi piace soprattutto il lavoro sul modulo dell'essenzialità, l'importanza data a tutte le parti della frase, un'importanza analitica e logica nel lavoro restringente della sintesi. Il rischio è quello della stasi, dell'immobilizzazione (due forze che tirano al contrario si annullano) ma lei riesce a sventarlo praticamente sempre. Lì credo si formi la magia.
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#15   26 Gennaio 2007 - 17:27
 
Grazie Silvia!
Sono lieta che il mio lavoro ti sia gradito... il mio percorso mi ha portato verso lungo e verso breve..ora va quello breve e conciso...magari più in là cercherò altro...ogni "scala" ha un suo perchè :-)
Un sorriso,
Anila
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#16   26 Gennaio 2007 - 21:49
 
Ed è la volta della cara Anila, ed era ora! C'è da dire, come a potuto resistere il nostro Red a tal voce di di sirena? :)
Sono contenta, Anila che anche tu possa partecipare in ques'altra veste al progetto lettura, anche se questo mio primo commento non può essere di vero e proprio benvenuto, come faccio di solito con altri ospiti, giacchè tu del progetto sei parte attiva e dunque sempre presente, ma certo intendo qui in principio esprimere il rallegramento di poter leggere/ ascoltare il contributo della tua poesia a questo procedere virtuale.
Ti ascolterò appena posso e intanto ringrazio tutti gli intervenuti, notando con piacere come ci siano già molti commenti ricchi prestigiosi e positivi.
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#17   26 Gennaio 2007 - 21:51
 
lì in prima riga manca un "h", prego non fateci caso, chè solo adesso la tastiera l'ha consegnata ;)
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#18   27 Gennaio 2007 - 08:34
 
le domande di Giacomo sono le stesse mie: la tua risposta al #7 è molto interessante e merita un approfondimento.

L'osservazione di Silvia (stasi) è un prezioso monito. Condivido anche le note critiche degli altri interventi.

io, di mio, dico che sei l'ex velina più intelligente del reame :-)

gugl

utente anonimo

#19   27 Gennaio 2007 - 10:03
 
@alivento

grazie ali..so che mi segui da tanto...ma vorrei farti una domanda io in questo caso: come ti senti "dentro" la mia poesia?come la percepisci sulla pelle?

@gugl

io non sono mai stata una velina :-p
come direbbe alivento - che dici che forse fa la gelosa? :-p - ti direi "sei sempre il solito"...ma il tuo commento mi ha fatto scoppiare a ridere come una scema...:-)
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#20   27 Gennaio 2007 - 15:02
 
no, come una scema, no: come una piuma che si libera nell'aria :-)

ciao e buon sabato italiano

gugl
utente anonimo

#21   27 Gennaio 2007 - 15:55
 
bene stefano, il nostro intellettuale buongustaio! speravo in un tuo passaggio, in qualsiasi versione.
attenzione alle piume, però...
a volte sanno essere taglienti.
R.
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#22   27 Gennaio 2007 - 16:25
 
sì, lo so :-)

gugl
utente anonimo

#23   27 Gennaio 2007 - 18:15
 
uff..sono sempre così indaffarata questi giorni che non ho tempo per nulla. altro che buon sabato! è da lunedì che non mi fermo un attimo...

red fa il geloso gugl non ci pensare :-p

heheheh
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#24   27 Gennaio 2007 - 19:04
 
ora mi smascheri!
ed ali che si chiedeva come avevo fatto a resistere alla tua voce di sirena......
invece alnila, riprendendo il discorso sulla lingua albanese. sembrerebbe quasi che per uno scrittore albanese non ci siano sbocchi: visto la ristrettezza dei vocabili e il tabù per altri. la via del classico quindi, unico percorso percorribile?
spero di no
ciao
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#25   27 Gennaio 2007 - 19:36
 
ma quale smascherare...su cose già risapute poi..hehehe scherzo dai :-)

Sul discorso della lingua albanese..ci sono sbocchi credo. Conosco comunque un poeta e giornalista kosovaro che mi spiega sempre che in Albania c'è poco il culto di andare in libreria e comprare e leggere un libro di poesia. Io ormai non ci vivo da 10 anni quindi la situazione può essere ben diversa ma ricordo che si tendeva sempre ad andare nella piccola biblioteca della città che era piena zeppa di classici classici classici. Adesso credo che le cose stiano cambiando ma la poesia albanese che io leggo è ben differente dalla poesia italiana e straniera in generale. E' una poesia più realistica forse, dove l'uso delle immagini è schietto e diretto. Forse il simbolismo ha un'impronta meno forte. Ovvio ci sono le eccezioni. Comunque bisogna anche pensare che in Albania ci sono poche "teste" diciamo perchè la maggior parte degli scrittori sono emigrati altrove.
Segnalo un sito sulla letteratura albanese http://www.albanianliterature.com/home.html dove leggendo ho scovato soprattutto persone che vivono all'estero e che pubblicano all'estero e in Albania dopo il riflesso estero.
L'Albania purtroppo ha subito molto il comunismo e ora si sta riprendendo ma ci vorranno anni perché si torni alla luce completa. Ricordo che Enver Hoxha uccideva o faceva rinchiudere in ospedali psichiatrici chi acquisiva una certa fama in qualsiasi campo. Soprattutto gli intellettuali perchè vedevano nella sua dittatura il "disgusto" verso una società in prigione... dopo 45 anni di dittatura puoi immagine che le cose cambiano nelle viscere, non solo in superficie.
Credo ora si stiano facendo grandi passi avanti...e spero continui così.

forse mi sono dilagata troppo....
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#26   27 Gennaio 2007 - 19:46
 
con tutto sto commento forse non si capisce nemmeno il succo di quello che volevo dire...

forse bastava che dicessi che non credo sia la lingua a limitare lo sbocco, ma la mentalità, il modo di vivere (e non parlo di tirana o città grandi), l'emigrazione...e altre piccole cose che possono influenzare la vita di un paese che da poco riesce a respirare coi propri polmoni...
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#27   27 Gennaio 2007 - 20:08
 
red però a pensarci come può una persona che usa solo una lingua, la lingua madre, a pensare che sia più povera o più ricca di altre se scrive?di certo si scrive in base alla società in cui si vive senza fare il confronto con altre lingue/società. io mi accorgo della differenza solo perchè scrivo in due lingue diverse quindi mi accorgo quale sia più ricca o più povera.se scrivessi nella mia lingua madre e basta non ci sarebbe neanche il senso del pudore, perchè non avrei la possibilità di usare altre parole se non quelle accettate dagli occhi dei miei "soliti" lettori.capisci cosa intendo?
quindi il problema non sussiste in genere...
è solo un dettaglio che riguarda le persone che scrivono in due lingue diverse.

scusa, mi si è accesa la luce a scoppio ritardato :-)
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#28   27 Gennaio 2007 - 23:28
 
Che belle poesie e che lettura, ispirata, suggestiva, mi soffermerò più sotto, o più in là nel tempo, a commentare più in dettaglio, prima però occorre fare alcune precisazioni ;) e un discorso generale.
Precisazione uno: Stefano lascia stare l'Anila perchè Red sennò ti morde. :D
Precisazione due: io non sono gelosa solo quando dormo ;)

Adesso il discorso serio e di carattere generale sui testi poetici e la lettura.
In queste poesie di Anila, che, come lei dice bene, seguo da tempo noto il soffermarsi nell' ascolto del linguaggio che parlano le cose, gli oggetti, il circostante pur nel loro stare fermi immobili, la consapevolezza che gli oggetti rendono testimonianza dell'esistenza che si svolge loro attorno e trovare significato nella dislocazione spaziale, nel colore, percepirle soprattutto come segni, memoria del passato, dei fatti, di persone. Leggo un mondo vissuto attraverso l'inanimato, descritto con sensibilità tipicamente poetica ed insistenza sui particolari ed elementi naturali. Leggo anche un senso del tempo che passa e dei sentimenti reso appunto nei rapidi e quasi impercettibili spostamenti di sguardo dall'esterno all'interno, solo poche parole, cenni che suggeriscono il mondo interiore. Nell'insieme un senso di profonda levità, quella quasi immobilità che notava già in cima l'ansuini, che però è quel senso di pace, attesa, magia che si sente nell'aria, ad esempio, appena prima che piova, o nevichi o prima che qualcosa d'immenso esploda.
La lettura mi piace per l'evidente passione che mette, pur nel sussurro, anila nel leggere le sue parole, quasi a trasmetterci l'intensità che le anima e quindi grazie, cara, di questi regali che ci fai.
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#29   28 Gennaio 2007 - 11:06
 
Red poveretto si prende la colpa anche quando non l'ha :-p

Grazie Ali per la tua attenta lettura alla mia poesia: il tema di questa raccolta ho voluto fosse la decadenza della vita, delle cose, del tempo che in ognuno di noi ha ritmi diversi e forme diverse. E il tutto sotto forma di derisione, di impaccio, di parodia.
Ma anche se parlando della vita in generale dove anche le piccole cose hanno un perché, le sento mie..ed ecco i sussurri, le attese, le parole dette veloce o piano per far rimanere ciò che è il succo...l'attesa del tempo e l'incalzare di esso in ogni frammento della nostra memoria, dato fondamentale della storia di ognuno...
Grazie a te Ali per le tue parole...
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#30   28 Gennaio 2007 - 20:50
 
dici un cosa verissima: siamo ciò che sappiamo.

mi fai leggere qualche testo di poeti albanesi (tradotto)?

gugl
utente anonimo

#31   28 Gennaio 2007 - 21:03
 
Stefano ti accontenterò volentieri quando avrò tutto il materiale necessario visto che nelle prossime settimane dovrebbero mandarmi delle antologie di autori albanesi che mi occuperò da sola a tradurre (e forse aprirò anche uno spazio on line a riguardo). Adesso il materiale che ho a disposizione è quello che posso leggere tramite il sito che ho segnalato ma le traduzioni sono in inglese. Penso di tradurre anche qualcosa da lì visto che c'è anche la versione albanese che è più "sicura" essendo versione originale.
Quando metto in atto lo spazio in internet ti faccio sapere.

un bacio
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#32   28 Gennaio 2007 - 22:08
 
adesso cominciano anche a mandarsi baci ....
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#33   28 Gennaio 2007 - 22:23
 
Red, hai proprio ragione, visto come cinguettano? :))
:D

Anila, trovo la lettura in albanese molto affascinante, dirò una corbelleria, ma la trovo dolce al pari del francese.

di tutte quelle che qui proponi mi incuriosisce soprattutto l'ultima, mi fa pensare ad un sogno, una visione, un enumerare le cose come avessero nell'ordine un loro senso, fossero anime-persone, un appello a chiamarle a partecipare a non so bene quale gioia o dolore o festa o al sogno stesso, ed è originale anche il modo di proporre così in un testo una scarpiera, un tavolo, un cappotto, l'annusare nell'acqua e quel radicchio di memoria... davvero originale e poi io adoro il radicchio :)buon principio di settimana a tutti
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#34   28 Gennaio 2007 - 22:23
 
hahahahahahah

red ti adoro!!!


vedessi in che condizioni sono stasera guarda..manco mi guarderesti :-p
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#35   28 Gennaio 2007 - 22:26
 
alivento ci siamo lette nel pensiero..siamo qui entrambe nello stesso istante :-)

comunque l'ultima è sì una visione..una fotografia..un ritaglio di vita...qui piccoli dettagli che fanno l'unione anche se non sembra..

buon inizio settimana a te :-)
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#36   28 Gennaio 2007 - 22:44
 
su tutte per me la 32 ha un fascino particolare, con quei sandali estivi che giocano a salve, in un girotondo di oggetti "viventi" che mi sta particolarmente caro.
buon inizio anche a voi,
mie care.
R.
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#37   29 Gennaio 2007 - 09:16
 
io le preferisco tutte :-)
ognuna ha una costola dentro di me e di ognuna sono dimora...
sulle letture invece la 32 sembra la meno uscita bene...boh...comunque mi rifarò :-)

Segnalo comunque per chi amasse il genere di queste parodie anche un piccolo appunto di Enrico Cerquiglini qui http://enricocerquiglini.splinder.com/
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#38   29 Gennaio 2007 - 17:51
 
ho letto qualche altra parodia sul blog di cerquiglini, belle anche quelle inserite lì.
E che bel commento introduttivo!

Forse, la lettura più bella è quella della "casa a forma di mandorla", non trovi anche tu Anila che in quel momento avevi il massimo della tua capacità di concentrazione sul dire il testo?



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#39   29 Gennaio 2007 - 18:15
 
credo sia tutto soggettivo sai alivento..perchè per esempio io qui preferisco la #30 quando si tratta di letture...boh...
ma io non sono mai contenta dei miei lavori alla fine...tra una settimana questi mi sembreranno orribili :-)
sono fatta così...
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#40   29 Gennaio 2007 - 20:05
 
Anila, e il cinese, i nquanto lingua dell'immagine, come entra nella tua poesia.

bacio pure da parte mia. E uno anche a red, così non so se è più contento oppure no! :-))))

gugl
utente anonimo

#41   29 Gennaio 2007 - 20:22
 
eh il cinese è tutta una cosa a se. ogni carattere ha una sua storia. affascinante quanto difficile.
mi sto mettendo alla ricerca di poesia cinese contemporanea (magari anche tradotta in inglese) e provare a tradurre. essendo al primo anno sarebbe comunque un tentativo (conosco meglio il giapponese) però la cosa mi rende determinata più che la preparazione di un esame :-)
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#42   30 Gennaio 2007 - 08:36
 
ma perchè i lavori recenti, sembrano subito vecchi e sorpassati? tu che ne pensi anila, hai una risposta?

-stefano, una tresca a tre?
diciamo che il tuo bacio lo considero come segnale di "distensione" e "devozione" verso il sottoscritto (sommo....)


ali: se permetti, io bacio te! (occhiolino)
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#43   30 Gennaio 2007 - 09:07
 
i lavori recenti vuol dire le ultime poesie scritte immagino...
personalmente non amo la mia poesia di ieri. quando ho cominciato a scrivere queste parodie ero entusiasta, ora le leggo con un occhio diverso...a volte non mi piacciono proprio. questo credo succeda semplicemente perchè cambio io, cambia il mio modo di vedere la poesia, cambia il gusto, il sentire le cose. sono sempre stata molto pignola nella mia poesia e sono sempre stata alla ricerca di una poesia perfetta, ma non perfetta per tutti, perfetta per me. il mio ideale di poesia è un insieme di versi legati insieme da una sintassi scomposta, decifrabile al limite. l'idea di migliorare il mio verso rende ciò che ho già scritto più brutto, vecchio, da cambiare...la cosa da una parte mi piace e dall'altra mi demoralizza perchè mi sembra di non riuscire mai in quello che scrivo...
ma piano piano...qualcosa spero di combinarla anche io... :-)

...e lascia stare le tresche a tre red :-)
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#44   31 Gennaio 2007 - 14:14
 
assolutamente non male. complimenti.
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#45   31 Gennaio 2007 - 14:25
 
Grazie oltrenauta, sei gentile!


Segnalo per chi fosse interessato al discorso sul bilinguismo fatto tra i commenti che Giacomo Cerrai ha inserito nel suo spazio un mio scritto a riguardo...
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#46   31 Gennaio 2007 - 20:27
 

avverto una precisa lettura dei minuti...
ottima penna...

...un saluto a tutti

:)

(sono impegnatissimo in un torneo di scacchi...)

:)

ciao ragazzi


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#47   31 Gennaio 2007 - 23:50
 
direi cara anila che puoi ritenerti molto soddisfatta.
nel salutare il redivivo vaan (ma che fai almeno, amico, vinci?)
e stefano lorefice annuncio che entro domani inserirò il nuovo post.
carissima anila grazie allora anche per il tuo contributo "scritto" per oboe.
un abbraccione (alla faccia di gugl)
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#48   31 Gennaio 2007 - 23:57
 
Grazie vaan per la lettura e il commento. Mi fa piacere...

Grazie Roberto per questa settimana che devo dire mi ha procurato un bel po' di "lavoro" però molto piacevoli devo dire...

Tanto io sarò sempre da queste parti... :-)
Ricambio l'abbraccio... (dai che stefano è un bravo giovincello :-)
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#49   01 Febbraio 2007 - 01:10
 
è un amico spiritoso che stimo molto.
R.
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