rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
- ROSSODISERA OBOESOMMERSO ora è qui =http://oboe.altervista.org/blog/ -

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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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giovedì, 18 gennaio 2007

- iole toini = progetto lettura 10 -

iole toini

iole toini

- inediti -

 

Bianco ---il mondo non creato

Dire
Dire
Eh!
Accendere la musica
Prendere la mira
Eh!
Chiudere gli occhi
Non fare male
L’erba se ne frega
I libri
Astronavi e botti
Vulcani che si spengono e altri
Silenziosi
Mi giro sulla schiena
Un fatto di nessuno
Mi alleno
Dormo
Bene
Non faccio attenzione
a non schiacciare le formiche.
 
 
Dio era davanti a me, mio come una casa in affitto.
Mi guardava come fossi la bambina di una taglia più grande
del vestito che mi aveva preparato.
Mi ha sfiorato lo zigomo. Poi ha lasciato cadere la mano
fino alla nuca. Mi ha dato la sua bocca.
Ha detto lasciala scorrere lungo le curve dei gomiti, nello sbadiglio.
Sentirai le mani, il duro della testa, la forma
liquida del sangue. Ti entrerò come la morte. Ti farò vedere.
 
Una coltellata di neve ha fatto il suo ingresso.
 
Era pazzo.
E io con Lui.
Era inverno.
E io ero grassa di Lui.
 
Poi è successo. Qualcosa si è deformato.
Un difetto, il perno debole di un ingranaggio.
Crak il primo strappo si è aperto
sul seno. Non fa niente, ha detto, e mi ha premuto
dentro come un budino.
La sua bocca mi masticava come un chewingum.
Io continuavo a morire. A nascere. A nascere ancora.
Ero grande come tremila bambine. Trentamila femmine odorose.
Trentamilioni di bombe atomiche.
 
Il cielo era gonfio come due labbra africane.
Uno sciame di neve si allargava sopra di me.
 
Mangiavo Dio in ogni boccone.
Fuori, dentro, a pompa nella mia carne.
 
 
Lui mi ha preso la mano, mi ha portato nel posto senza orme.
Le O delle nostre bocche rotolavano in cielo senza giocoliere.
Cadevo come neve nella sua trachea.
Ero bianca, una nave spalancata e Dio mi attraversava
come un’autostrada.
Io bevevo alla sua gola.
Quando parlava, Lui lo faceva col mio sangue.
La notte mi amava con la mia fica.
Si sporgeva dai miei occhi, teso come il sesso.
Evaporava dal mio corpo.
Io ero la lingua che gli baciavo.
Ero una pianta la radice il vento.
Insieme davamo forma all’assoluto, al niente, e via di seguito.
La trasparenza delle cose ci inforcava da ogni parte.
Mi chiudevo sopra di Lui.
Ero sua madre e nessuno.
Ero io più l’universo.
Non ero niente.
Ero la Sua erezione.
Ero la commozione. 
Più forte più fitta più dolorosa del parto.
 
Poi è venuta la fine.
Puf, sono esplosa come un palloncino.
Lui è caduto a terra.
Io non ho neanche pianto.

 
Per le soverchiate altitudini – dopo i prodigi i prodigi

I luccicosi incanti ci invidiavano la resa.
Era nella boccaparola che giacevamo incolti, il revolver che ci fiaccava le carni.

Colavo dalle funi larga come il sangue. Nelle funi mi avvolgevo. Delicatissima fino a sparire, mi torcevo del peso di una rabbia esposta, una selvatichissima rabbia che invadeva i porti.

I molti incauti porti.

Ero forte. Neghittosa. Casta. Una distesa morta che ardeva sotto le tue costole.

Ti battevo in ritirata.
Chiamavo a raccolta le pelvi scure delle madri che ringhiavano la tua mancanza.
Tu mi sparivi e rivelavi poca a me stessa. Infinitamente poca per la vastità dei prati.
Là erano i cieli, dicevi, là gli infuocati immensi.

Calda e sofferta mi donavo alla tua sposa, la mia alleluia impiccata alla grazia.

 

Ami
Avere una memoria di fame.
La forma incontenuta che rovescia.
Andare una dimestichezza di carne.
Spingere sulla discesa del collo
dove scavi la gola della tua lingua,
questa fame che ingombra e mi sboccia
il singulto dentro la piega, la cima
dove fermarmi per vederti nella mia musica
qui
.


Toini Iole è nata a Darfo Boario Terme il 6 maggio 1965,  vive a Villongo, sul Lago d’Iseo in provincia di Bergamo. Lavora come impiegata in un istituto scolastico.
Ha collaborato ad alcuni numeri della rivista “Qui – appunti dal presente “ di Milano.
Ha vinto il primo premio del Concorso Nazionale di Poesia "Sci Club, Pieve di Soligo" ed. 2004, presidente onorario di giuria Andrea Zanzotto, e  il terzo premio nel Concorso ‘Il Lago Verde’ di Casazza (BG) ed. 2006.
E’ stata segnalata per la sezione raccolta inedita al Premio Montano di Verona, ottobre 2006. Due sue poesie sono state pubblicate sul n° 29 di Gradiva,  The International Journal of Italian Poetry di New York. Ha avuto la segnalazione al Premio Anna Biella di Mezzago (MI), maggio 2006; segnalazione al Premio Città di Rimini 2007; segnalazione e pubblicazione nel Concorso ‘Storie e ritratti di artiste e di scrittrici’ Donne in opera 2005, promosso dalla Consulta Regionale Femminile della valle d’Aosta e l’associazione culturale Solal.
Alcune sue poesie sono apparse sulla rivista ‘Le voci della luna’ di Sasso Marconi (BO).
Gestisce il blog  www.alveare.splinder.com .
postato da: redmaltese alle ore 18/01/2007 01:19 | link | commenti (62)
categorie: progetto lettura 10 i toini

Commenti
#1   18 Gennaio 2007 - 02:04
 
dò il benvenuto a iole toini. iole è una voce interessante del panorama della rete. per me è stato un incontro folgorante averla incrociata nel web. spero che apprezzerete anche voi. la iole ha preferito una lettura senza sottofondo, forse per dare più spiritualità e corpo ai testi, vero iole? voce nuda e cruda, pertanto. pertanto, quindi, vi auguro buon ascolto.
Roberto
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#2   18 Gennaio 2007 - 02:21
 
Colava dalle funi larga come il sangue. Nelle funi si avvolgeva. Delicatissima fino a sparire, si torceva del peso di una rabbia esposta, una selvatichissima rabbia che invadeva i porti.
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#3   18 Gennaio 2007 - 08:27
 
Innanzitutto grazie, Roberto, per questo spazio che mi offri. Stare in mezzo alle altre voci che hai proposto finora mi fa un entusiasmo e una gioia viva :)
Il bisogno di sentirmi di voce nuda dipende dal fatto di far arrivare unicamente il timbro della gola, con tutte le sue imperfezioni pause accelerazioni, senza un sottofondo che in qualche modo mi sembra possa distrarre o creare un rimando che non appartiene al senso della parola sola.
Anche se a volte, in alcuni tipi di poesia, la musica invece amplifica, espande, dispiega e aiuta la parola a dirsi più piena e compiuta.
La poesia è di fatto musica che scala lo spazio, ed è colore, immagine, tocco.
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#4   18 Gennaio 2007 - 11:12
 
Ho ascoltato il primo brano e da allora sorrido. Non pensavo fossi di Bergamo...e pensare che io dalle tue parti ci passo praticamente sempre... mi ha fatto sorridere il primo passo perchè la lettura delle parole in corsivo accentua leggermente la cadenza bergamasca. Bella sorpresa comunque :-)
La tua poesia la seguo da quando ti ho scoperta nella moltitudine del web: poche volte si fanno belle scoperte e tu sei stata tra queste. Come mesi fa ti ho scritto in un commento sul tuo blog la tua poesia mi ricorda una poetessa che solo recentemente ho scoperto sia Paola Lovisolo: su iap la conoscevo solo con un nome e non bastava (mi pare di averti segnalato il suo blog in passato..ormai chiuso).
La tua è una poesia carnale, viva, cruda e forte ed è per questo che la amo... musicalità a parte dato che io ora, a differenza del passato, sento il ritmo diversamente dentro di me e quindi non sento molto come ritmo questo tipo di poesia.... però rimane sempre sconvolgente..un tipo di lettura a cui bisogna sempre passare per capire esattamente anche la propria poesia.
Complimenti quindi e in bocca al lupo per il tuo futuro poetico!

AR
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#5   18 Gennaio 2007 - 11:21
 
Mi sorprende non poco Iole che legge Iole. Non l'avrei mai detto. :)
La musica assente, invece no, non mi sorprende per tutto ciò che, Iole, dici sul tuo commento e per le perplessità di cui abbiamo già parlato.

I tuoi testi, sì, invece, mi sorprendono sempre anche quando, iniziando a leggerli con gli occhi e proseguendoli con la voce (ché voce chiedono) me li sento scorrere dentro, e nelle, orecchie, così familiari e intimi da averli spesso masticati come fossero miei, ecco, è in quell'istante che sortiscono il loro effetto. Ed è per questo che ho particolarmente apprezzato tu abbia voluto dare loro la tua voce.

Un abbraccio

Rrr

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#6   18 Gennaio 2007 - 12:08
 
già conoscevo la tua voce (al di qua), e le tue parole (al di là).
potevo solo immaginare, congiungendosi, il modo che loro tuffandosi la scavassero.
ora lo so.
il resto già lo sai.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente prufrock1962

#7   18 Gennaio 2007 - 12:38
 
come sei bella!

:)
utente anonimo

#8   18 Gennaio 2007 - 20:36
 
ciao Anila. argh! che mi dici del mio bergamasco... :)
Non ricordo della poetessa di cui mi parli. mi incuriosisci e andrò a cercarla.
grazie per le belle parole che mi riservi. l'web è una invzenzione bellissima e infernale di cui non riuscirei a fare più a meno. mi mette in connessione con il mondo che più amo, con persone con cui condividere questo folle volo che è la poesia.

p.s.quando passi da bergamo ci si può anche vedere qualche volta :)


per pier, rita e silvia, che conosco e stimo da tempo, un abbraccio forte.
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#9   18 Gennaio 2007 - 20:42
 
A me risulta che l'autrice abbia pubblicato un libro con Smith & laforgue, dal nome Ammerika Ammerika, che l'editore, un cuoco anarchico che gira in pantofole, ha dimenticato di inserire nel catalogo. Per il momento.
Ma il libro uscì. Ohh, se uscì. :-)

A
utente anonimo

#10   18 Gennaio 2007 - 22:42
 
buonasera,
ho già avuto modo di apprezzare l'autrice leggendo un testo ultimamente sul suo blog e lasciandovi un commento.
forse mi ricorda come paola (cara polvere) piuttosto che come paola lovisolo.
ti ringrazio anila per l'accostamento
ma sicuramente iole ha una maturità stilistica notevole che si evince (almeno io la evinco) dalla densità dei suoi testi che, sfrondati da ogni frammentazione, si dipanano in un'elegante continuità strutturale mai pesante, capacità e maturità che a me difetta - ma si sa, si è sempre in esperimento...-
i miei complimenti a Iole Toini e un saluto a redmaltese e ai suoi ospiti.
paola
utente anonimo

#11   18 Gennaio 2007 - 22:53
 
Paola non ti sminuire: la tua poesia è densa pure lei...e lo sai già :-)

Iole per me va bene..anzi benissimo...
forse persino questo weekend vado dalle parti del lago d'endine dove il mio compagno ha un appartamento...ci si va appena si può :-)
Quando vuoi...se vuoi scrivermi in privato i miei contatti sono ovunque... se no info(at)anilaresuli.com

un sorriso
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#12   18 Gennaio 2007 - 23:29
 
mamma mia iole, hai visto quanti amici?
le statistiche dicono (è antipatico fare confronti, ma questo è solo un dato) che sei la più "contattata di tutti" all'esordio. quasi 120 contatti.
per il momemnto mi limito solo a salutare r ringraziare gli amici che ti sono venuti a trovare:
silvia, pier maria, anila, paola, mitralika, rita bonomo.
ora leggerò con calma.
R.
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#13   18 Gennaio 2007 - 23:31
 

tu da sempre
sai rendermi
...sospeso e forte

ciao biondissima

:)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vaan60

#14   18 Gennaio 2007 - 23:47
 
Bene, una voce femminile, bene che sia così nuda e cruda e così seria, compresa, concentrata al punto da dare a questa poesia, fatta di eccessi verbali aguzzi e carnali, una singolare compostezza.
Sono lieta di leggere e ascoltare Iole e di accoglierla qui, in questo posto sereno fra chi ama parlare di poesia ed ascoltarla. L'accostamento alla Lovisolo, lo vedo/nonvedo, cioè non sarei così convinta di trovarvi similitudine se non nella costruzione di forte impatto, nell'uso di parole che non lasciano accantonato, mascherato niente di quanto l'animo pensa/crea di radicale e intimo, di sesso e morte.
Trovo forte particolarmente la prima, nell'accostamento di elementi sesso/carnali e sacro/sacrali, eppure mi pare parli di un amore finito in una bolla di sapone. Spiazzante il finale.
Tornando al parallelismo con gli scritti di Paola, mi rendo conto che è assurdo dirlo, eppure tanto quelli fanno precipitare in un torpore mieloso, filamentoso, avvolgente, doloroso, come sporco, tanto questi sono algidi, incredibilmente freddi, ma non di un frigor negativo, non nel senso di dire non trasmettono niente ma in quello di sentirli come depurati, trafigurati da questo dire così manifesto da apparire come trasparenti. Probabilmente è un fatto di forma, punteggiatura, periodare chiaro, breve, secco, netto. Ecco fanno pensare al ghiaccio secco che si spruzza per attenuare il dolore/gonfiore. Mi rendo conto di aver detto un mucchio di corbellerie :) spero che nessuno se ne abbia a male.
Concordo con quanto dice Anila sul punto che Paola e Iole siano letture da fare, singolarmente diverse, direi davvero originali nel panorama contemporaneo, per completare una sorta di percorso conoscitivo della poesia oggi.
Una buona notte a tutti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#15   19 Gennaio 2007 - 01:17
 
hai detto cose sacrosante ali, sacrosante.
ciao

ciao anche a te vaan. finiti gli scrutini?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redmaltese

#16   19 Gennaio 2007 - 09:36
 
Paola, ti ho letta, sì, su indicazione di Pier la prima volta. In seguito sono venuta a curiosare nel tuo blog che mi ha colpita per uno sconfinato senso di fusione con le cose, nel loro più silenzioso e profondo e, spesso, doloroso rumore. Un boato che si solleva a cominciare dalle immagini e che le parole lo amplificano come piccole schegge.
Che mi accostino alla tua poesia mi rende molto felice.
In effetti in te riconosco lo stesso fiato uncinato al sangue.

Ah, belli questi incastri sovrapposizioni sviluppi!

Ansuini… ci pensavo giusto ieri, il mio più caro – unico – libro /Ammerika Ammerika/ che il ‘cuoco anarchico’ della Smith & laforgue ha pazientemente cucito insieme e che ringrazio ancora per questo regalo, che tengo in prima linea sullo scaffale preferito :)

E arrivo a Alivento che parte con uno dei temi su cui spesso mi capita di soffermarmi: la poesia al femminile. Ancora così poco presente, così poco diffusa conosciuta amata, forse. E mi chiedo perché.
Autrici ne conosco parecchie. E molte, assolutamente valenti. La fatica di farsi apprezzare, che è propria di tutti i poeti, forse per la donna è più rilevante, in un panorama che vede una poesia maggiormente al maschile, dove la poetica risulta meno viscerale, magmatica, sobbollente e predilige spesso invece una scanalatura più cerebrale. Per quanto mi riguarda, preferisco la poesia al femminile, che snuda spesso tutto di sé, e lo fa in modo diretto, fino ad arrivare a volte come un pugno nello stomaco. Penso ad Anne Sexton, a Sylvia Plath, ma anche alla nostra Mariangela Gualtieri, la giovane ma bravissima Mariangela Bedini, per non tralasciare naturalmente le voci giovanissime che ho imparato a conoscere e amare qui sull’web: Lilli Hoffer, Amilga Quasino, la mia carissima Daniela Raimondi, Rita Bonomo, Nerina Garofano, Erminia Dadaer, Isabella Anna Matera e molte altre. Non me ne vogliano gli uomini se spezzo una lancia assolutamente di parte: in questo caso ho voluto evidenziare solo un aspetto dei tanti che ruotano introno alla poesia.
Un saluto a tutti. Grazie.
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#17   19 Gennaio 2007 - 19:31
 
grazie per le vostre generose parole, Ali, Anila e Iole, alla quale ancora mi piace fare i complimenti. di cuore.
paola
utente anonimo

#18   19 Gennaio 2007 - 21:04
 
Proseguendo il discorso, amo molto i poeti che leggono sè stessi, la poesia dice di più, qui dice calma, lì distacco o ironia, altrove disincanto, dolenzia, paura, tremore, abbandono.
Mi piace che le voci abbiano un' inflessione, che si presentino nude senza sovrastrutture, senza voler suggestionare.
Cantilenare e ondeggiare, la voce che viene e che va e, nell'onda quel suono, corteggia le orecchie di nuovo, di senso, di altro, di corpo e ancor di più, d'essenza d'anima. Bella. Non bella. Che importa?
E' un dono.

Grazie, del ventaglio di donne poetesse, iole, della lancia spezzata a favore. Su liberinversi lessi uno post, che sviluppava felicemente nei commenti proprio l'argomento della poesia al femminile. La donna certo, mondo sommerso, infinitamente profondo, ha ancora molto da dire. Tuttavia io penso che la maggiore ricchezza di sfondo, di gamma, di senso sia di una poesia che transita liberamente dal mascolino al femminino che è in ognuno di noi. Ma questo è solo il mio pensiero.

PS. ovviamente mi piace anche la lettura recitata e con sottofondo, ma questo, mi pare, l'ho già detto altrove
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#19   20 Gennaio 2007 - 08:09
 
mi domandavo...
ma il cuoco anarchico in pantofole
non potrebbe aumentare la produzione...
che sarebbe graditissimo un libro della iole sul mio scaffale...

:)

ohibò...ohibò
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#20   20 Gennaio 2007 - 15:37
 
il grande vaan che viene e vaan
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#21   20 Gennaio 2007 - 16:58
 
sei sicura che quello che t'amava con la tua fica era Dio? mi sembra strano, io penso che era satana. vade retro! ciao antonella
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#22   20 Gennaio 2007 - 17:03
 
Il cielo era gonfio come due labbra africane.
"Uno sciame di neve si allargava sopra di me."
Mangiavo Dio in ogni boccone.
Fuori, dentro, a pompa nella mia carne."

Questa è Iole Toini.
Parola che osa e re-inventa il proprio mondo, che s’invola verso inaudite espressioni con tratto duro, a sangue, talvolta: vale a dire, sulla propria carne, sanguigna e pure leggera, tra sprofondamenti orfici e levitazione onirica, visionaria; dal profondo di un utero ancestrale, imperituro, dai suoi umori e sussulti; e alla deità espansa e pervasiva di cui siamo, tutti, sostanza.
Percorso, quello di Iole, che va assumendo una fisionomia sempre più sua: da una costellazione di poete che molto hanno da insegnarci, in paziente riemersione da uno strato millenario di silenzi, di storia e di soprusi sottaciuti; riportandoci instancabilmente al nostro cuore di brace, al nostro corpo di fango, pulsante.
Un abbraccio. Gianni
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 1Nuscis

#23   20 Gennaio 2007 - 17:29
 
Parole che si snodano discorsive, dense di una densità che fa soffermare. A lungo.
Trovo invece che le letture siano "monotono", ma ovviamente è solo la mia impressione.
Grazie.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente animusfrance

#24   20 Gennaio 2007 - 18:16
 
Infatti animusfrance, il bello è proprio questo, questa lettura che sembra di gelo e legge "fica" come fossero "involtini di lattuga", oppure "l'appuntamento con dentista".
E' una cosa stupefacente, oppure come meglio dice nuscis, inaudita. Eppure affascinante, appunto nel contrasto.

Anto, dio mi perdoni: quanti palloncini! :)
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#25   20 Gennaio 2007 - 19:30
 
saluto tutti e mi scuso con iole per l'assenza.
parto dal fondo, e dico che condivido la chiave di lettura di ali che vede nel contrasto fra lettura e densità dei testi, il fascino.
(penso alle letture di vaan, non facili al primo impatto.)
saluto inoltre, sottolineando il bell'intervento, gianni nuscis e poi ancora vaan, antonella e paola (la brava)
A iole dico di non preoccuparsi perchè avremmo altre brave "poetesse", qui, per sottolineare e diffondere la "vostra" bravura
A più tardi,
R.

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#26   20 Gennaio 2007 - 19:32
 
ops! sopra è scappata una emme in più!
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#27   20 Gennaio 2007 - 19:35
 
ops! un saluto ed un ringraziamento per il passaggio anche ad animus
(ci siamo già incrociati?)
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#28   20 Gennaio 2007 - 23:03
 
Sì, red, sono Francesco S., ci siamo incrociati varie volte, anche qualche giorno fa. Un caro saluto, anche in questo "luogo" così interessante.
In quanto alle letture, rimango della mia opinione: non trovo fascino nel contrasto "forza" della parola/"debolezza" della sua pronuncia,ma ovviamente è sensazione del tutto personale.
Un caro saluto a tutti :-)
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#29   21 Gennaio 2007 - 09:54
 
Ali, dici: "una poesia che transita liberamente dal mascolino al femminino " , assolutamente sì. Libertà totale di potersi dire in ogni aspetto del sentire, sciogliendo la parte di sé che più ha bisogno di essere aperta detta comunicata.
Per quanto mi riguarda, la poesia che più amo e sento è quella che ho detto più sopra. Ma effettivamente conosco uomini e donne che si avvicinano bene a quel sentire che sconfina a onda fra la pancia e la testa e favorisce una comunicazione più piena (mi viene in mente Pier Maria Galli e Silvia Molesini).

Circa la mia lettura, confesso che è la prima volta che leggo (tranne un paio di brevi letture nei concorsi). Anche se comunque l’intento era di non teatralizzare i testi. Quindi in parte quella freddezza che si sente è voluta. Ma certo fra l’intenzione e il risultato ce ne passa :).

Grazie per tutti gli interventi. In particolare a Gianni. La sua sensibile capacità di lettura e interpretazione, riscontrata più volte in vari suoi interventi a nota di diversi autori, mi rende davvero molto felice di questa sua analisi.

Un abbraccio a Tonino. Anche io aspetto il tuo libro :)

P.S. Anila, hai ricevuto il mio messaggio?
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#30   21 Gennaio 2007 - 15:23
 
Perchè adoro il gelo in una parola di fuoco? Perchè di freddo si vive e si muore, come del fuoco.
Il freddo dapprima brucia come il ghiaccio poi aderisce alla pelle, ed incolla, infine si stacca e la carne si ustiona.
Cara Iole perchè storni il discorso su altri poeti? (certamente bravissimi, come ho imparato leggendo di loro, Piermaria Galli che ad esempio adoro, per quanto non corrisposta :P, altrettanto la Molesini).
Io intendevo dire che la TUA E' poesia che transita dal mascolino al femminino.
Fica, come dire cazzo, o merda o culo. L'assolutamente antilirico e aggressivamente mascolino. Raccontare un amore di sesso e sfondamento, un'autostrada, penetrazione. Accostare dio e fica in modo blasfemo, poterlo fare senza "peccare" perchè dio non è dio ma la trasfigurazione del nostro io, perchè dentro quell'altro che ci guarda o ci prende c'è un bisogno che scava nel ventre. E in questo non c'è d'essere femmine succubi bensì volitive, pur nella pazzia nel gonfiore grasso di dio. Alle radici del desiderio e desiderio stravolto, c'è il fondamento di un insondabile mistero.

Buona domenica.
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#31   21 Gennaio 2007 - 15:23
 
Concordo sulla bellezza delle breve analisi di Giovanni Nuscis.

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#32   21 Gennaio 2007 - 16:52
 
certo francesco, sei francesco sicilia di anime perse.
ho avuto qualche problema ad accedere nel tuo blog, non so.
riproverò.
R.
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#33   21 Gennaio 2007 - 16:59
 
tra i nomi che cito ce n'è uno in particolare che voglio esaltare: pier maria galli, che probabilnmente resterà un cruccio...
i suoi testi restano accessibili qui:
http://cantiere.splinder.com/
- ali non ti pare di citare troppo "parole" che stridono un po' con quell'avatar che ti rrappresenta?
(eheheh)
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#34   21 Gennaio 2007 - 18:23
 
Ali, non intendevo assolutamente sviare il discorso. non avevo capito che il tuo fosse diretto alla mia poesia.
quello che intendevo dire più sopra, era riferito a una poetica più ragionata, depurata dal pathos, resa limpida ma precisa, chirurgica quasi. questo era quello che volevo dire per poesia al 'maschile'.
anche se generalizzare è sempre limitante.
e il transito era inteso come un saper muoversi fra i due estremi con facilità e capacità oggettiva e intuitiva.
in quanto alla mia poesia, quello che cerco di fare è tradurre il magma che sedimenta sul fondo, spesso non detto, a volte nemmeno riconosciuto, ma che comunque, in ognuno di noi, evapora e contamina gesti, sentimenti. Tento di portarlo a galla e graffiarne via la superficie che lo adultera, dirlo nella sua cruda forma, quella che più morde e inquina se lasciata vivere come brace nel sottosuolo. Raccolgo le sensazioni e le riporto senza mediazioni, se possibile, spurghe da sentimentalismi, al semplice e a volte grezzo sentire: quello più vivo e vero.
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#35   21 Gennaio 2007 - 20:47
 
due cose sorprendenti: 1) ti pensavo grassottella e bassa; 2) sei nata lo stesso mese e lo stesso giorno mio: sei maggio, come robespierre e freud: vorrà dire qualcosa?

gugl
utente anonimo

#36   21 Gennaio 2007 - 20:57
 
ehi stefano, pretendiamo di più da te. non ti soffermare ai connotati fisici (tra l'altro meritevoli), dai "facce" na' recensione "al volo!
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#37   21 Gennaio 2007 - 21:07
 
"la notte mi amava con la mia fica"

è un verso potente quasi di "divulgazione/volgare" al proprio sesso con l'intento d'attrito di urlare la propria libido solitaria e così umana. dico così, ma il senso con il quale Iole ha connotato la parola potrebbe essere un altro e un altro ancora

fica per il Devoto Oli è il volgare di vulva come cazzo è sostantivo popolare di pene (ma stranamente il Devoto Oli non lo dà come volgare, boh".

arcaicamente "fare le fiche" era serrare le mani a pugno, facendo sporgere tra l'indice e il medio, piegati, gesto di ingiuria e di scherno.

ps:
lo stesso dante:

Inferno XXV 1-4.
"Al fine delle sue parole il ladro
le mani alzò con ambeduo le fiche,
gridando: Togli, Dio, chè a te le squadro."

inoltre non vedo perchè il poeta non possa accostare fica e fiore nello stesso giardino e nel modo in cui desidera e con l'interpretazione ispirata che ne può derivare, indipendente dalle interpretazione diascaliche dei vocabolari.
fica è una parola bellissima se respirata con rispetto, come tutte le parole che l'uomo si è inventato per esistere.
un saluto
paola
utente anonimo

#38   21 Gennaio 2007 - 21:21
 
Red, ti ho sorpreso vero? Ecco, questo è ciò che intendo io con sfuggire alle etichette.

Iole, indubbiamente l'operazione di emersione del non detto riesce bene. La parola sentimentalismo ha acceso un campanello. Sentimentalismo è l'accezione negativa del sentimento. Eppure il sentimento è da sempre un elemento portante del contenuto poetico. Quel che noto adesso, e grazie al tuo spunto, è il fatto che la tua poesia ricca di immagini, metafore, descrizioni, traboccante di sensazioni, non cede neanche passo, non soltanto al sentimentalismo, ma neanche al sentimento. Anche la passione diventa singolarmente asettica. Non un bacio, un abbraccio, la parola amore o cuore. Non nuvole o leggere cose. Ed una fortissima connotazione di fisicità che prevale su tutto.
Ti chiedo a questo punto se l'emersione del magma comprenda anche un processo di purificazione che, mentre lo estrae, lo descrive e ne scrive, lo raffredda e lo rende cosa-forma-oggetto, e infine lo cristallizza nella sua forma definitiva non scalfibile: la pietra.
Beninteso, non è una critica negativa, piuttosto un desiderio di capire il processo di trasformazione (che è anche di metabolizzazione, demolizione e inglobamento) di quanto introiettato.
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#39   21 Gennaio 2007 - 21:49
 
paola, io non ho niente contro la parola fica
io non ho niente contro nessuna parola
ho appena finito di scrivere a un amico che non c'è nessuna parola che, di per sè, mi faccia paura, impressione o schifo, sono gli uomini (donne e uomini intendo) il problema

sono abituata, per ragioni che non sto a spiegare a chiamare le parti del corpo con il loro nome, personalmente potrei dilungarmi senza timore anche nell'uso dei termini scientifici (e non) per definire l'intero apparato genitale maschile e femminile, senza che questo mi disturbi affatto
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#40   21 Gennaio 2007 - 22:02
 
Ali, infatti la riflessione non era per te ma per red che ha domandato se certe parole potevano accordarsi con l'avatar del fiore..., mi sembrava chiaro ma evidentemente non lo è stato-
si fraintende sempre così facilmente in questa interazione basata solo sulle parole... e poi si perde tanto tempo per spiegarsi... pazienza.
un saluto
paola

utente anonimo

#41   22 Gennaio 2007 - 10:04
 
Hai ragione, Paola, purtroppo le parole sono sempre limitanti appendici del senso. Spesso, proprio per aprirne il significato, si rischia di fraintendere e di ammucchiarne altre intasandolo.

Circa il sentimentalismo e il mio rifuggirne. La sua mancanza non vuole assolutamente far passare freddezza intesa come assenza di emozione. Tutt’altro. Proprio la più intensa emozionalità mi permette di passare attraverso questa forma, l’averne sentito il morso più feroce – dove ‘feroce ‘ non significa negativo, ma potente estremo assoluto – Non so se quello che passa al lettore è una sensazione di freddo distacco. Di sicuro quando scrivo è nell’esatta opposta dimensione che mi trovo. Indubbiamente per descrivere questa unghiata emotiva mi è necessario un distacco, che passa attraverso la sua metabolizzazione e ne facilita la comprensione.

Cavolo! E’ molto più facile scrivere poesie che spiegarne il processo di nascita! :)

Gugl… mi incuriosisce sapere da che cosa ti era venuto che potessi essere grassottella e bassa:)
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#42   22 Gennaio 2007 - 14:35
 
perché ti pensavo grassottella: forse saranno state tute le "o" del tuo nome e cognome, forse sono io che ho un'immaginazione fuoricampo.

per dire qualcosa sulla questione: fica sarà pure l'universo intero, ma resta -per quasi tutti i maschi -un "oggetto del desiderio" alimentato dalla civiltà bigotta contemporanea. in questo senso, è anche una parola politica, destabilizzante, che acidifica il pregiudizio maschile.

gugl

gugl
utente anonimo

#43   22 Gennaio 2007 - 17:25
 
non credo che se si era su poetiespirito sarebbe stato permesso tutto questo sproloquiare o aperture di tavole rotonde sulla parola "fica", (eheheh).
a scanzo di equivoci dichiaro che questa e quella più sopra (legata all'avatar di ali) sono solo due battutine. redbigotto, ve l'assicuro, non mi si addice proprio!, meglio uscire dalla parte, allora.
poi sulla questione della presunta freddezza e distacco dei testi: direi che l'approccio di iole è quello del poeta che sceglie la strada del dire, senza mezzi termini, spiattellare l'episodio, cinicamente " Mangiavo Dio in ogni boccone.
Fuori, dentro, a pompa nella mia carne.
Dio mi attraversava
come un’autostrada.
La notte mi amava con la mia fica."

è spietata e fredda l'autrice dopo aver metabolizzato l'emozione, l'immagine. ma la sua scrittura è senz'altro calda e tagliente, un ossimoro insomma. così come il distacco ed il gelo nella lettura nei confronti di un testo che dice molto, che dice oltre.
un abbraccio a tutti, in particorlar modo alla brava iole che mi sembra si stia destreggiando molto bene.
R.
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#44   22 Gennaio 2007 - 17:44
 
anche le mistiche medioevali vivevano la stessa eucarestia. la differenza, ma è fondamentale, è che in ciò loro si annullavano, mentre nella modernità, la comunione diventa mezzo per l'amplificazione dell'io.
Su ciò occorre meditare.

gugl
utente anonimo

#45   22 Gennaio 2007 - 22:05
 
Red, Iole, se la cava bene anche senza i tuoi abbracci, abbraccia me invece per incoraggiamento che sto dedicandole il massimo dell'attenzione. :P
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#46   23 Gennaio 2007 - 10:39
 
com'è che non si riflette sulla questione che ho posto?
mi pare di fondamentale importanza :-)

gugl
utente anonimo

#47   23 Gennaio 2007 - 12:59
 
Un mezzo faticoso, Stefano. Però, sì, condivido quello che dici. Trascendenza non come separazione da tutto, ma incontro nella consapevolezza . Discesa nel più profondo sentire per 'vedere' non solo se stessi, ma soprattutto l’altro. Condivisione. Scambio. Non mera visione che separa scinde e conferma una distanza sovrumana: l’assurdo embargo della vita.
Il divino è qui.

Che poi si riesca a metterlo in pratica è tutto da verificare :)

Grazie Alivento per il tuo interesse. L’abbraccio, se posso, te lo do io :)

E grazie a Red, naturalmente. Per questo bellissimo momento che mi ha regalato.
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#48   23 Gennaio 2007 - 13:28
 
ste: allora io sono rimasta al medioevo. :)
swan
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#49   23 Gennaio 2007 - 14:17
 
quello che noto nella poesia erotica femminile è che spesso finge il misticismo, per morire invece del narcisismo.

(parlo in generale, of course:-)

gugl
utente anonimo

#50   23 Gennaio 2007 - 15:01
 
premetto che non ho nessuna intenzione di polemizzare ma solo di esprimere una mia visione.
se non mi sbaglio Stefano ha timore che le poetesse soffochino nei loro secreti (ma gli uomini secreti non ne hanno?)
ma se leggo le poesie di queste poetesse oh, quanta pulizia e onestà per e nelle loro parole,
quanta fusione tra mente e corpo, quanto cullare disperato tra mente e corpo che confliggono secondo su secondo, così come confliggono cielo e terra.
quanta complicità con la fertilità in queste poetesse, quanto dialogo a loro negato in altro modo che riescono a far traslucere, trasparire e mandare ahimè " a morte" spesso tra paragrafi d'ottusità che l'unico obiettivo che si pone è quello di decontestualizzare giudicando moralmente, al di fuori di qualunque libero arbitrio artistico ingiudicante e ingiudicabile a sua volta...
si parla tanto di "ascolto"
ecco. invece di pensare solo fisicamente alla "poetica" apparenza umorale pensiamola scorrere come una sollecitazione a nutrire la terra, a fecondare la solitudine, pensiamola un torrente in cui non c'è solo una donna ma un uomo e una donna un maschio e una femmina, pensiamola come tenessimo il nostro cuore per la prima volta in mano indipendente dal sesso al quale apparteniamo.
e poi... tutti siamo fatti di umori, di muchi, ma è una storia vecchia quella che il poeta canta i suoi rifiuti, e cantando la ciclicità dei suoi rifiuti canta quelli dei suoi simili e della terra madre.
un saluto
paola
utente anonimo

#51   23 Gennaio 2007 - 15:42
 
insomma io non riesco a leggere in alcune poetesse che leggo in giro tutto questo pornografico esondare (d'io) narciso
ma piuttosto leggo di ognuna un vissuto diverso attraverso vicende diverse incontri diversi, attraverso rapporti con il prorio sesso e con l'altro sesso, diversi.
la poesia parla di rotondità piene, di perscorsi che volgono a chiudersi ma mai conclusi, di serrature blindate su porte scassate, di chiavi che non si trovano pur che esse pendano dalla cintola, o di chiavi sugli alberi, parla di dita, di polpa, di virilità femminile, di dominio astrale, di terracotta e di coperchi che copulano con i bordi : è io narcisistico? bene.
non è una malattia, non è un'offesa è solo una componente per poter creare ognuno/ a nostro modo immagini incube che ci somiglino e ci assottiglino della soma e dalle quali spesso e volentieri non possiamo che, proprio potendole almeno scriverle, allontanarci il più presto possibile.
scusate le intromissioni
paola
utente anonimo

#52   23 Gennaio 2007 - 16:33
 
detto in poche parole: personalmente penso che iole sia una brava, (molto brava!) poetessa. Ha l'equilibrio giusto anche quando azzarda un disequilibrio. tutto in lei è audace, ma senza posa o finzione: questo mi affascina. è ciò che più amo in lei.

swan
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#53   23 Gennaio 2007 - 19:39
 
quell ochedice paola è sacrosanto.
Però, voglio dire in tutta onesta, questi versi di Iole:
Il cielo era gonfio come due labbra africane. / Uno sciame di neve si allargava sopra di me. //
Mangiavo Dio in ogni boccone./
Fuori, dentro, a pompa nella mia carne"

sono certo potenti, ma mettono al centro della scena un io ipertrofico. Vero che non è un io maschile (quindi simbolicamente punitivo) però rimane il fatto che si fagocita il mondo (l'altro da sé), anziché lasciarlo essere nella sua semplice eppure sorprendente presenza.

gugl
utente anonimo

#54   23 Gennaio 2007 - 22:46
 
Grazie del passaggio Swan, e sarà lieta Iole delle tue parole.

Paola, che scusate l'intromissione? Siamo qui proprio per intrometterci reciprocamente mentalmente, virtualmente e poeticamente
E c'è del vero buono e giusto in quel che dici, per quanto di parte, ovviamente femminile. ;)

Come sempre il grande Stefano, interviene con l'equilibrio del grande a richiamare l'attenzione sul rischio di far debordare ipertroficamente l'io. Ed alla lunga, lo so, ha sempre ragione.

D'altra parte, e qui chiudo, ha ragione Francesco de Girolamo quando dice "quando si piace a tutti, generalmente, non si sta facendo nulla di veramente originale"

Iole , l'abbraccio tuo e di Red me li prendo tutt'e due. ;)
Una buona notte a tutti.
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#55   23 Gennaio 2007 - 23:06
 
oh che bel dibattito ragazzi. a chi dar torto?
secondo me dite tutte verità. dico solo a stefano che parla di ipertrofia dell'io, quasi come se fosse un eccesso e non magari una componente poetica. ma chi fa le misure qui stefano, se non l'autore. io prendo per buono il suo comunicare "lordizzato".
non è una malattia, non è un'offesa è solo una componente per poter creare ognuno/ a nostro modo immagini incube che ci somiglino, sottolineo trai tanti condivisibile e bei passaggi di paola, questo.
poi, però, dico che alla fine (e parlo in generale) è quasi sempre una questione di gusti (e in certi casi di buon gusto).
saluto la combattiva paola, stefano, ali ( bacetto), nadine e iole che sta sbaragliando...
Roberto
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#56   24 Gennaio 2007 - 01:05
 
vi informo che sulla colonna di destra saranno aggiornati dei video: poesia - corti
da non perdere walking around (p.neruda) regia di andrea galli
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#57   24 Gennaio 2007 - 08:46
 
red, stai dicendo che è bello ciò che piace. allora è meglio andare tutti a casa :-)

la questione dell'io è decisiva: la moderntà, su questo mito (e sdu quello della tecnica che ne è laconseguenza) ha eretto i campi di concentramento. non basta lo spazio del blog per spiegare il concetto, ovviamente.

Ali, non far capire a tutti che mi fai la corte:-))))

gugl
utente anonimo

#58   24 Gennaio 2007 - 10:25
 
grazie davvero a tutti per l'ospitalità e per la bella discussione. ci sarebbe da dire sul'io ipertrofico caldeggiato da Stefano ma qui mi fermo con i miei interventi "combattivi"... ehm, combattivi? c'è solo che ho una certa idea di poesia come dicevo a Iole.
dicevo che mi fermo per non rischiare di ipertrofizzare il mio io già parecchio sviluppato.
davvero. grazie a Iole che ha permesso ciò e a voi.
paola

ps: si, è bello ciò che piace, non è detto sia bello ciò che piace a tutti, come scriveva Ali. quella la chiamerei moda, tendenza, omologazione, sia di chi scrive per piacere agli altri sia di chi legge per essere piacente. una cosa così ma la mia è proprio una riflessione terra terra e non curata.
utente anonimo

#59   24 Gennaio 2007 - 11:25
 
grazie paola.

sul piacere: a volte è mosso dal dovere, a volte dalla paura, a volte dall'utile. E quindi bisongerebbe dire: è bello ciò che devo, è bello ciò che temo, è bello ciò che mi è utile. la cosa si complica, no?

bacio (ali, non sarà genlosa :-)

gugl
utente anonimo

#60   24 Gennaio 2007 - 23:30
 
bè stefano etica ed estetica in poesia questo intendevi dire?
ognuno di noi non può avere il suo concetto di etica ed estetica e stabilire a secondo dei propri canoni ciò che piace o non?tu dirai ed i filosofi cosa ci stanno a fare? la pensano tutti alla stessa maniera?(dico io)
meglio per me non continuare è tuo terreno ed io non posso che affondare.(se dobbiamo mandare qualcuno a casa mandiamo a casa l'io ipertrofico dei politici nostri governatori)

approfitto per ringraziare la iole. il suo contributo è stato apprezzato da tuttin non ci sono dubbi. lo dimostrano i contatti giornalieri accunulati. purtroppo è arrivato il momento di salutarci, carissima, ma sono sicuro che resterai vicino a questo progetto e che sentiremo parlare di te.

ringrazio di cuore anche tutti gli intervenuti al dibattito, in modo particolare ad ali che sopporta i miei "silenzi".

vado ad inserire un nuovo "ospite".
si fa per dire perchè anila resuli è parte attivissima del progetto.




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#61   09 Febbraio 2007 - 13:38
 
"Le O delle nostre bocche rotolavano in cielo senza giocoliere"

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#62   12 Aprile 2007 - 22:18
 
pescata per caso, Iole - io non sono un girellone in rete, conosco solo pochissimi posti e quello che mi è più familiare è chiuso.
E' stato bello rileggere alcune tue cose, ascoltare la tua lettura nuda, ho visto la tua foto.... insomma ti mando un saluto, felice di averti ritrovato.
Di nuovo complimenti, sai della stima.
Ciao spero a presto.
Franco (l'Uomo pallido)
utente anonimo

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