rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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giovedì, 11 gennaio 2007

- antonio diavoli = progetto lettura 9 -

viso1
Perimetri - di Antonio Diavoli
6 estratti inediti






A.
 
giunte le mani senza riprendere fiato
mi dicesti una sera in lacrime
così spessa la statua del santo
da non sentirne più sotto il palpito
 
l’avevi solo sfiorata versando l’acqua nei gigli
come si visita una malata
d’un male che non si vede negli occhi
 
quelli che sono passati altri giorni
han bisbigliato ave gloria o pater noster
non l’hanno le loro mani toccata nel cuore



 
 
 
B.
 
non andartene verso il basso
finché la mano ci protegge il fiato,
non nel traffico di quei fenomeni di luce
e tra battiti sfiniti sul cemento, in centimetri
di suole elevati a cielo e non tornare
poi come di là di quel confine di pareti
nel minuto di contatto contro il vetro
 
il contrario esatto è la punta delle dita sulla fine
l’ora che raccoglie tutti in un solo istante
gli aghi a strappo dentro i polsi, l’alba regolata
verso un niente, il tema estremo della voce
immortalato a fianco delle cose



 
 
C.
 
Il volo di meduse in acqua -una primavera silenziosa-
le farfalle rosse sopra i fiori vuoti come tra bocche e 
le cinque dita in punta la pagina d’inchiostro
 
il vento cambia rotta nelle vele allo scoperto
non ricordano mai il corpo i lenzuoli appesi
a testa in giù tra i getti d’acqua sulle pietre
 
dai rami in terra crolla l’albero le punte
hanno gli uccelli bocche nere ai canti formidabili:
il canto decomposto nella carne.



 
 
D.
 
l’aratro traccia la fine del campo
i morti
colpo su colpo il prato
cade
dove la mandria bruca di lontano



 
 
E.
 
dopo ci tocca pensarle
poco più di una volta accadute
le cose - lo vedi - sono ciò che rimane
di noi di più falso
le ripetizioni accertate col tempo
finché si riesce a disporle in un ordine
calmo così come non dette
dopo tutto ciò che si perde



 
 
F.
 
Porta le mani sul viso
-sono divise le parti-
non per vedere: sfrigola
l’occhio alla luce -scioglie gli indizi-.
L’una dall’altra le ore a seguire
in una terna: 3 4 5. A capo chino
sull’algebra mentre la lingua
s’inganna. Brulica concava dentro.
Varca l’enigma le labbra: ripete in ordine
cifre con l’alfabeto: 5 da 4 3. Non sa contare
all’indietro. La sua misura è il confine.



 
 
 
Federico Federici (Savona, 1974) ha pubblicato, di poesia e a nome Antonio Diavoli, Ardesia (ShortEdit, Savona, 1996), Versi Clandestini (Studio64, Genova, 2004), Quattro Quarti (Il Foglio, Piombino, 2005), N documenti in cifra (Cantarena, Genova, 2006), КТО Я?-Omaggio a Nika Turbina (Menilmontant, 2006), Una poesia senza eroe? Nika Georgievna Turbina (PaginaZero n. 9, Cervignano del Friuli, Giugno 2006), Chiuderanno gli occhi (con Ilaria Seclì) (Cantarena, Genova, 2007 in print); di prosa: Per innata difesa. Variazioni sul tema dell’umore (con Massimo Sannelli) (Menilmontant, 2005).
Su internet:
http://antoniodiavoli.splinder.com e http://pasduchat.site.voila.fr
postato da: redmaltese alle ore 11/01/2007 20:29 | link | commenti (35)
categorie: progetto lettura 09 a diavoli

Commenti
#1   11 Gennaio 2007 - 22:12
 
diamo il benvenuto a federico federici, alias antonio diavoli.federico ancora ospite di poesiaespirito (ora diventato blog collettivo) dell'amico fabrizio centofanti , che saluto, è artista a tutto tondo: pittore, poeta, critico,trauttore. è dotato di una "bella voce" e ciò non guasta per chi legge testi. hai fatto anche scuola di recitazione federico? o sei autodidatta.
pur giovane ha già una biografia apprezzabile. per il momento lo saluto e ringraziandolo,invito tutti i "viandanti" di soffermarsi ed ascoltarlo.
Red
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#2   11 Gennaio 2007 - 22:43
 
Anch'io porgo il mio benvenuto ad nuovo autore, lieta di conoscerlo e riconoscerlo, avevo già letto qualcosa di lui su liberinversi. Poesia di sonda questa, che si tuffa in fondo e pesca, la leggo con partecipazione e interesse, mi riservo di gustarla ancora nel proseguo della permanenza, di ascoltarla con tutta l'attenzione che merita e nel silenzio, ancora a quest'ora non perfetto, del mio circostante.
A risentirci presto.
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#3   12 Gennaio 2007 - 06:29
 
Rigrazio roberto per l'ospitalità che dà a questi perimetri e alla voce che li accompagna.
Ho sempre sentito il bisogno di provare a leggere ciò che scrivevo, per tentarne una diversa esplorazione. La parola che si fa respiro torna da dove è nata, per compiere una nuova nascita: dal corpo al mondo. E di ritorno. Come a un albero di continue primavere.
Non ho mai studiato recitazione e, a dire il vero, neppure so se si possa parlare in questo caso di recitazione, visto che per lo più mi pare di tetare di *dire* la parola, pronunciarla, il che -se mi riuscisse- sarebbe già tanto, vista la sua inafferrabilità anche quando è scritta. Mi pare anzi, riascoltandomi, di dover sempre mutare i tempi del respiro, di incidere male su una vocale o sull'altra, di non aver abbastanza curato l'incastro tra due consonanti. Eppure il suono è lì, la partitura scritta, ma altra cosa è la musica che si compone *a memoria* da quella che si riesce a ritrovare dentro il pianoforte.
Altre volte, viceversa, mi soffermo sulla contemplazione della pagina scritta, la forma della parola, la sua disposizione, sembrano veicoli di un messaggio "altro".
Mi pare per questo che *dire* una parola, *scriverla* su carta non sia mai toglierla completamente al suo silenzio, alla sua solitudine.
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#4   12 Gennaio 2007 - 11:51
 
Grande, Federico! O preferisci Diavoli? Sei grande! Swan
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#5   12 Gennaio 2007 - 12:06
 
Mi fa piacere Roberto sia riuscito bene senza il mio aiuto...mi spiace comunque di non essere stata presente...ieri la mia febbre è salita a 39 - e di solito tendo ad avere sempre febbre bassa.
Adesso ce l'ho 38 ma volevo dare il benvenuto a Federico...già sai quanto ami la tua poesia, inutile ripeterlo!
Spero di essere presente nei prossimi giorni qui...ora scusate, ma torno a letto!
un sorriso
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnilaResuli

#6   12 Gennaio 2007 - 21:51
 
bello qui. complimenti.
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#7   13 Gennaio 2007 - 01:10
 
Ciaooooo
Sono capitata per caso dalle tue parti, mi son concessa l'ascolto per intero di Vinicio ;-)))))) ed ho anche ho curiosato fra i post....
Cy
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#8   13 Gennaio 2007 - 01:17
 
Allora Federico, affascinante la teoria delle parole che tornano indietro a ricercare il percorso, l'origine, per rinascere ancora.
romantica poi, l'immagine della parola scritta ma non liberata completamente dal suo silenzio, la solitudine. Bene!
colpito e affondato poi per l'utilizzo che fai dei suoni nei testi, ulteriore aiuto a comprendere il messaggio?
nel nostro breve scambio epistolare ti ho già fatto notare come quel tu-tu - di mancata comunicazione dopo il tentativo di connessione in parametro E" mi ricordasse "dove siamo rimasti a terra nutless" dell'ultimo album (ovunque proteggi ) di vinicio capossela.
a domani (CHE SAREBBE OGGI)
R.
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#9   13 Gennaio 2007 - 01:29
 
non vado a nanna però senza prima salutare gli intervenutI di oggi:
anila (devi rimetterti presto!) alivento (bella l'immagine della poesia di sonda che butta l'esca e pesca)
swan (aspetto una tua mail)
stefano lorefice (grazie, fanno sempre piacere i complimenti)
chipy: passa quando vuoi (invito anche gli altri a vedere il video qui a fianco, di ovunque proteggi).
notte a tutti.
R.
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#10   13 Gennaio 2007 - 04:01
 
una poesia che cattura, non c'è che dire.
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#11   13 Gennaio 2007 - 08:38
 
Il suono e *non* la musica -troppo connotata- accompagnano i testi, o il silenzio. Come le quinte a teatro: dipinte o spoglie. Sono -in fondo- paesaggi sonori che tentano di citare a loro modo il testo, altre volte lo caricano di ulteriori significati, altre ancora indicano solo una possibile via del senso.
Campionare (da dischi o da strumenti come il telefono) e tradurre altrove. Anche questa è una operazione *accanto* alla parola e -forse- ancora meglio di qualsiasi altro possibile accompagnamento scritto.
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#12   13 Gennaio 2007 - 09:59
 

Molto molto apprezzata questa poesia che stringe a morso il senso delle pause, il rumore che batte nelle assenze e che nel vuoto di un momento intensifica l’ascolto fino a coglierlo denso del significato di tutto il tempo prima, che si rovescia inesausto nel dopo.
Una costruzione che si fa musica di parola, perfetto incastro della voce poetica che si muove a onda e disegna l’emozione, la statura singolare della sospensione che infilza un fermo immagine in viaggio.

Complimenti vivissimi.
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#13   13 Gennaio 2007 - 15:59
 
@ red: casco dalle nuvole: aspetti una mia mail? perché? a che proposito? saluto caro, swan
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#14   14 Gennaio 2007 - 00:59
 
volevo intervenire prima, ma la giornata mi è sfuggita di mano.
saluto silvia, nadine (ti scriverò in pvt), iole.
e federico, a cui chiedo chiedo: perchè utilizzare uno pseudonimo?
non male federico federico come nome (quasi ti invidio).
R.
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#15   14 Gennaio 2007 - 01:00
 
sopra intendevo federico federici, ovviamente.
R.
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#16   14 Gennaio 2007 - 09:07
 
Che bello trovare Antonio, qui.

Quella di Diavoli è una voce che si fa incedere compenetrante, una lettura che s'incastra morbida dentro al verso e all'intorno rappresentato, come se la sua voce fosse nata per leggersi. Una rara dote, un raro effetto, difficilmente riscontrabile. Stessa "logica" di straniazione, per lo scritto e la parola che costituisce la causa e l'effetto, l'effettto e la causa, vicendevolmente.
Una "logica", una matematica straniante, sì, in un intorno rappresentato nella meticolosità del suo stesso essere parola e intorno intorno alla parola.

In altre parole una rappresentazione quasi "santa" rivestita di un'aura quasi insondabile, se non fosse vera la frase che trovo sulla colonna di questo template a nome di Eliot per cui la vera poesia può comunicare anche prima di essere capita, e la parola di Antonio rende meravigliosamente questo concetto.

Bentrovati tutti.

Rrr


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#17   14 Gennaio 2007 - 09:18
 
La questione "Antonio Diavoli" è solo marginalmente un *cambio di nome*.
E' innanzi tutto una vita, un corpo, scelto -si legga la biografia in "Versi Clandestini"- in omaggio al sogno del Novecento, prima che finisse. Non si tratta certo di una maschera, ma di una *persona* (tragica o comica, a scelta, dipende dalla distanza da cui si guarda il clown e dall'attenzione che si presta alle sue parole). L'identificazione Diavoli-testo scritto-voce è stata molto forte nel caso del primo lavoro (Versi Clandestini). Al limite, come ho detto più volte anche altrove, presentare una biografia, una raccolta di testi scritti, un corpo vivo "sul" corpo che parla, è una pura questione di linguaggi, che nascondono (e, per contrasto quindi, svelano) una stessa identità. Del resto, parlarsi una prima volta al telefono, incrociarsi in una fotografia o di sfuggita su un treno in corsa o attraverso una email, sono pure altre forme in cui ci traduciamo di continuo. Definire se stessi è in questo scarto continuo di/tra materiali raccolti, dichiarati in via provvisoria.
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#18   14 Gennaio 2007 - 12:43
 
Eh Rita dici bene, “una lettura che s’incastra morbida dentro il verso” quella di Antonio. La sua voce e la sua interpretazione mi ha subito colpito, come già ho detto al primo commento. Questo mini lavoro “parametri” (non so se fa parte di qualcosa di più ampio, te lo domando, Antonio) è un prodotto appunto che assembla testo – voce – suoni, che non prescindono l’uno dall’altro, quasi che il testo abbia bisogno della “tua” voce a dargli vita, così come sente il bisogno delle pause e dei suoni. Fantastico, in fondo “progetto lettura” si prefiggeva di amplificare il messaggio, lo stato d’animo dell’autore e tu hai realizzato benissimo quanto detto.
Per quanto dici della necessità "scegliere un corpo"e dargli parola è una ulteriore conferma che non lasci nulla al caso.
bene, sono felice che tu sia qui, ed è per questo che ringrazio l'amica anila (la sua assenza è sicuramente giustificata) per la tua segnalazione.
buona domenica,
R.
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#19   14 Gennaio 2007 - 13:25
 
"Perimetri" è una raccolta che ritengo sia prematuro definire. Consta di una trentina di testi, scritti dopo la chiusura del lavoro precedente "Profilo Minore". Devo ora dare prima sbocco appena possibile alla trilogia che ho scritto in questi due anni. A quel punto mi sarà più chiaro la strada da imboccare, tra quelle 2-3 che vedo percorribili. Sicuramente queste scritture si discostano da Profilo Minore, da Fracta e da Terzo Cielo. Forse si tratta di una modulazione di tonalità, come già lo furono gli N Documenti, tra i Quattro Quarti e la trilogia. Lo capirò strada facendo, da lontano.
Ringrazio quelli che sinora hanno lasciato traccia del loro passaggio.
Un abbraccio.
F.
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#20   14 Gennaio 2007 - 14:59
 
tutto è più chiaro antonio, grazie e scusa per il lapsus.
R.
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#21   14 Gennaio 2007 - 20:32
 
avevo ricevuto da Sannelli, Quattro quarti, il libro di Federico. qui lo trovo autore ancora più maturo.

scopro ora che ha fatto anche un libro con la Saclì: oro+oro.

gugl
utente anonimo

#22   15 Gennaio 2007 - 01:10
 
Sono mancata per sopraggiunti torpori psicofisici ma questo non è stato un male, tutt'altro, leggo che sono passati a lasciare bei commenti a questa bella lettura, non ultimo, se non cronologicamente, il grande Stefano.
Particolarmente accurati, pur nella brevità, i commenti di Rita e Ioletoini. Un grazie a coloro che hanno espresso apprezzamenti per il lavoro di progetto lettura.

La lettura di Antonio è avvolgente, ti prende nell'aspirazione e ti affascina, gradevole voce maschile e recitazione, se così si può dire, perchè certo, quanto meno si tratta di un'interpretazione, e del resto quale migliore se non quella angiante/ondeggainte e propositivamente molteplice dell'autore? Gestione indovinata di pause ed aspirazioni, dei toni smorzati e/o ritmati, scelta originale dei sottofondi, come, in particolare, il suono di linea telefonica così suggestivo, familiare eppure evocante la ripetitività delle condotte, dei fatti, accaduti e perduti inevitabilmente, ordinati in un ordine ch'è falso o che non è se non in un ricordo già perso.
Personalmente preferisco la C, forse per quell'incipit di primavera o per l'immagine originale del volo di medusa, forse perchè espone trame di natura simili alle mie corde del cantare: le pietre, gli uccelli, il vento, le dita, forse per la lettura che s'innalza nella sua forma migliore, alitata e pura.
Approfitto di questo incontro per complimentarmi con Antonio delle sue "Lettere (scritte) ad una ballerina di carillon" pubblicate qualche giorno fa su "poesiaespirito", anche quelle, come la poesia sub C, e per analoghe ragioni, mi sono molto piaciute.
Una buona notte a tutti.
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#23   15 Gennaio 2007 - 01:12
 
angiante/ondeggainte

questa cosa informe che ho scritto sopra avrebbe voluto essere

cangiante/ondeggiante

pardon, :) vista l'ora?
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#24   15 Gennaio 2007 - 17:01
 
Il libro con Ilaria Seclì uscirà -se non ci saranno imprevisti- entro febbraio penso. L'impaginazione e la copertina sono ultimati, restano solo i tempi di stampa e rilegatura.
In questo ringrazio sin d'ora Mario Fancello per la sua disinteressata dedizione alla letteratura e per la preziosa ospitalità nei Quaderni di Cantarena.
Per quanto riguarda le "Lettere (scritte) a una ballerina di carillon", la scelta che compare sia sul mio sito che su "la poesia e lo spirito" è per ora solo indicativa. Ci sono ancora una sessantinta di scritti cui apportare qualche modifica. Mi piacerebbe poi riuscire a trovare una collaborazione anche per la copertina, dopo il testo introduttivo di cui mi ha fatto dono Alessandro Ghignoli.
Per ora ringrazio tutti voi che mi avete letto e ascoltato e per le vostre parole.
AD
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#25   15 Gennaio 2007 - 23:06
 
credo che federico-antonio, caro stefano si toglierà molte soddisfazioni. (grazie per il passaggio, graditissimo)
mi fa piacere che ali si sia soffermata sulla lettura dell'autore.

un saluti a voi tutti.
Red
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#26   16 Gennaio 2007 - 00:49
 
Gentile Litrillo, siamo noi che ringraziamo per il gentile dono della tua poesia. Spero che il passaggio da questo luogo ti sia propizio per trovare la collaborazione che cerchi per la copertina di "carillon".

Red, non posso mancare ai miei doveri di moderator, dopo le belle parole spese per me da Stefano.
Del resto soffermarmi sulla lettura è un piacere mio più che degli altri :)D'altra parte mi sorprende che l'autore ospitato non abbia pensato a renderci partecipi di una selezione in anteprima di testi dall'opera in preaparazione che ho citato.
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#27   16 Gennaio 2007 - 00:57
 
Dimenticavo, la prefazione di Ghignoli è stupenda fa concorrenza alla poesia.
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#28   16 Gennaio 2007 - 06:41
 
Quando mi è stato proposta una lettura per Oboesommerso ero incerto proprio tra questi due testi. Avevo già, per ragioni diverse, escluso le altre raccolte inedite.
Mi sono trovato una domenica mattina a "leggere" i perimetri, dirli ad alta voce, accanto al silenzio della strada, tutti in un'unica volta. Così tra questi o scelto, lasciando alla ballerina ancora una danza silenziosa e che forse sarà sempre quella in fondo, perché quelle lettere *scritte* sono già una volta state dette sino in fondo, per quello che sono e in tutto. Ripeterle altrove, a voce, alcune e non tutte, sarebbe -forse- togliere loro un po' della vita che le porta. Per loro immagino proprio un carillon, una stanza-scatola vuota in cui eternamente la ballerina possa danzare, tutte le note -non una-, non vista.
Il suo passo invisibile è ciò che la porta.
AD
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#29   16 Gennaio 2007 - 11:53
 
C'è qualcosa che mi attrae, in questi testi di Antonio Diavoli. Un linguaggio talvolta morbido, altre volte quasi matematico, innestante un ventaglio di possibilità espressive interessanti.
Robertì, puoi dire al tuo ospite di mettersi in contatto con me? (Naturalmente, se lo gradisce).
A te un abbraccio, carissimo amico!
Un salutone ad Antonio.
Gianfry
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#30   17 Gennaio 2007 - 00:40
 
fantastiche le visioni di antonio/federico, la sua ballerina sembra vederla danzare....

non ti preoccupare, gianfranchì : je pensi mi!
(domani però, ora vado a nanna)

annuncio che domani sera inserirrò un nuovo ospite (il tempo è piccolo, ahimè, caro fede). per il momento ringrazio il federico (avrò modo di farlo ancora), per la sua grande disponibilità e per il materiale messoci a disposizione.
c'è spazio ancora, comunque, per le ultime domande in "zona cesarini"...
ci si sente domani
Red.
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#31   17 Gennaio 2007 - 09:17
 
Ringrazio ancora una volta tutti coloro che di qui sono passati per ascoltare la voce tra i perimetri o sentirsi raccontare di una ballerina nascosta in un carillon.
Controllerò a sera, di ritorno, se ci saranno altre domande cui rispondere. Per chiunque volesse contattarmi in privato, lascio l'email e l'invito a passare sul blog e le altre pagine.
A presto
AD

antoniodiavoli@interfree.it

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#32   17 Gennaio 2007 - 15:13
 
mi sembra che siano state dette molte cose 'giuste' (termine discutibile!) o che per lo meno condivido sulla poesia di Antonio. per quel che mi riguarda posso solo aggiungere che ha una grande capacità di avvolgerti. leggere "profilo minore" poi "quattro quarti" poi "N documenti" fino alle prose e queste ultime c'è nella sua scrittura una forza carsica che si impone nella, sulla ma anche dalla scrittura, per lasciarci a volte esausti. in senso laico direi una spossatezza mistica. mi saprete scusare il paragone.

alessandro ghignoli

p.s. grazie ad "alivento" #27
utente anonimo

#33   18 Gennaio 2007 - 01:10
 
Anch'io uso interfree, mi sembra un ottimo portale per mail.

Niente di cui ringraziarmi, Alessandro, certo in ogni valutazione c'è del soggettivo ma credo di avvicinarmi spesso alla verità.

Non so se farò in tempo a lasciare altri commenti prima che Red affettui il turn over, perciò ringrazio Antonio di averci così garbatamente accompagnato durante la lettura di queste poesie. Spero di incontralo nuovamente nel mio peregrinare virtuale.
Buone cose a tutti.
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#34   18 Gennaio 2007 - 01:56
 
ringrazio gli ultimi intervenuti alessandro ghignoli ed alivento per l'ulteriore contributo/apprezzamento alla poetica di davoli.
io caro federico rinnovo il ringraziamento per la tua presenza qui e per aver contribuito con le tue preziose letture al progetto.
quando vorrai potrai venirci a trovare. in questa casa, sarai il benvenuto.
R.
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#35   22 Gennaio 2007 - 18:26
 
Mi piace "l'effetto" della voce "bassa", a volte addirittura bisbigliata, che però coltiva e segue la determinazione della parola scritta. A voler cercare, appunto, i perimetri. Percorso che affascina.
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