rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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martedì, 19 dicembre 2006

- chiara de luca = progetto lettura 7 -

Chiara_De_Luca_bn  - Chiara De Luca -
          Inediti





CENERE
 
Ho trascorso l'inverno nel contare
i quarantacinque battiti di un cuore
non era di passione l'aumentare

nella notte fino a giungere
alle tempie ma la voce
dell'anima nera che ti chiama
e adesso messa all'angolo mi manca
come la metà di me
quella suicida

nell'estate i corpi saranno fiamme alte
belle e insaziabili di sole

gli sguardi carezze o spigoli taglienti
occorrerà imparare
forse anche la gioia

chi mai vedrà la cenere
nell'ombra...




 
 
                  *
 
Lascia che taglino le forbici
di luce il campanile delle chiese

e cucia il vento un passante
all'imponente cintura del cielo

ingrassato di caldo e di canto
s'imbeva il cotone di nuvole

d'un liquore aereo d'azzurro
pianga dagli occhi del sole

al centro del cielo una fune
d'ocra giallo e arancione

che rompano code d'uccelli
la pallida scia d'un vecchio dolore

che non debba mai più estirparmi dal ventre
come un cancro un furioso

sentire innocente

e non debba mai più abortire
ogni giorno come un figlio

l'amore.
 
 


a Sabrina Foschini
 
 
guarda come rasoterra lievita
sotto asce d’ombra il pane
lieve della luce in Piazza Grande
 
sul tuo volto che dal buio
si riapre, prendo fiato
tra le rocce in gola si dischiuderà la faglia
 
della verità più offesa e scorsa
sottoterra, mentre rifacciamo il giro lungo
i portici deserti e io mi guardo intorno
 
quasi che l’aver forte vissuto
fosse stato un crimine impunito
tu sorridi e slancio occorre
 
alle parole, e quiete che fedele custodisca
questa sera chiara da deporti tra le mani
le ragioni della sete l’insaziata
 
supplice preghiera di un abbraccio
ampio un bene prepotente
sorella e madre e scrigno
 
Mi abbandona l’amore come da una brocca rotta
 
Acqua sono acqua seguo ed è
la voce tua che ne raccoglie
 
foglie e scaglie.
 



 
                                *
 
Sotto la sottile pioggia senza suono

oggi lungo Via del Carrozzaio
non ci sono fuori neanche i capannelli
 
di stranieri usciti dalle imprese
a chiacchierare in cerchio in pausa pranzo

Mentre procediamo a stento
cozzano gli ombrelli alla rinfusa
 
s’incrociano le grida e c’inzuppiamo

ho Chicco stretto a fianco
e Titti appeso al braccio,
che sotto il cappelletto
rosso piange piano
se le auto non ci lasciano passare

e penso che sarebbe stato bene
prendere negli occhi ieri un po’ di sole

ma lascio che s’imbevano le pieghe
dei jeans nelle pozzanghere

mi vedo nello specchio
di un camion parcheggiato e rido
dei capelli che mi scendono sul viso perché so

che ho i vostri passi strambi e dolci alle calcagna
e sempre qualche mano che mi stringe forte e che non molla.
 
 



Chiara De Luca corre 10Biografia e Foto

postato da: redmaltese alle ore 19/12/2006 23:57 | link | commenti (31)
categorie: progetto lettura 07 c de luca

Commenti
#1   20 Dicembre 2006 - 01:21
 
accogliamo cari amici la seconda ospite donna:chiara de luca, scrittrice ed ex fondista nazionale , che ci regala questi inediti.
chiara ha aderito anche lei con entusiasmo a questo nostro progetto: un contributo comprensivo anche della personale lettura dei propri testi.
vi invito alla lettura, l'ascolto e ad un eventuale raffronto.
buona continuazione.
r.

n.b:nota tecnica: mi spiace cara chiara, ma in questo periodo i miei battiti a riposo sono sotto i 40.
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#2   20 Dicembre 2006 - 04:25
 
Una freschezza croccante, anche se la parola va ad indagare nel disagio. Ho molto amato "Sotto la sottile pioggia senza suono...", tutta.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente molesini

#3   20 Dicembre 2006 - 09:23
 
sì, sono d'accordo con silvia. bella "sotto la sottile pioggia...".
credo sia l'onestà dei dettagli spintonati da un corpo dentro l'altro.
credo sia il segreto dell'arte la sua non riconoscibile immediatezza nella terra accanto.
eppoi lo sgelo delle parole. la loro perdita concreta, e più tardi, di consenso alle forme
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente prufrock1962

#4   20 Dicembre 2006 - 10:49
 
Ce ne sarebbero di cose da dire su Chiara De Luca, a cominciare dalla sua biografia ("Esperta di risata, sparizione repentina, elaborazione di bugie, cieca sincerità" è già una poesia e, a proposito Chiara, mi fa piacere che tu abbia studiato nella mia città, dov'eri, in Via S. Maria?). Belle poesie, trovo "sotto la sottile pioggia" (lo dico senza retorica) commovente nella scrittura, un pò penalizzata nella lettura forse troppo legata alla scansione del verso, con enjamb. che si perdono un pò ecc. Sono tutte di una bella densità narrativa, generose con il lettore, cose come il "cielo ingrassato" , la "brocca rotta" mi rammentano poetesse americane ecc., ecc., ecc.
Un saluto a Chiara, uno a Red, uno agli altri...
G.Cerrai
utente anonimo

#5   20 Dicembre 2006 - 16:55
 
passo un po' in volata sono in un grandissimo casino... torno stasera. ringrazio roberto per l'ospitalità e il bellissimo remix e tutti gli altri, cui rispondo stasera. intanto però devo fare una precisazione: è saltato il corsivo di "mi abbandona l'amore come una brocca rotta", che è un verso di Sabrina Foschini, da Ragioni della sete. riesci a correggere roby?

a dopo
c
utente anonimo

#6   20 Dicembre 2006 - 17:11
 
Sono anch'io di rapido passaggio, ma, vedendo Chiara già in rete, non mi voglio trascurare di darle un benvenuto e di esprimere l'interesse di leggere/ascoltare le sue poesie, lieta che sia (la prima mi sembra tra gli ospiti) una donna-poeta che legge sè stessa, certa che la sua grande sensibilità e preparazione, già percepite a suo tempo in fabrypoesiaespirito, potrà portare nuova linfa alla mia voglia di conoscere e conoscenza, d'accrescimento di esperienza.
L'ascolto tuttavia lo rinvio a stasera. Come sempre i rumori di casa tolgono atmosfera e non è cosa che io possa accettare ascoltando la lettura di poesie!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#7   20 Dicembre 2006 - 17:12
 
idealmente depennate quel "mi" prima di voglio. grazie
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#8   20 Dicembre 2006 - 19:42
 
qui passate tutti in rapido passaggio e mi pare pure giusto visto che chiara è una fondista e red pure, quindi in rapido passaggio saluto tutti e in modo particolare chiara de luca e mi complimento per la recitazione che trova buona e nel giusto distacco dai versi. noto che nella recitazione ha cambiato questo verso

Acqua sono acqua seguo
in
sono acqua ed acqua seguo

che secondo me è meglio. bacionissimi a tutti antonella in rapido passaggio ciuff ciuff
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#9   20 Dicembre 2006 - 21:49
 
... è che mi stavano licenziando, ma non potevo fare a meno di passare a prendere una boccata d'aria qui.
mi sa che mi ubriaco e ripasso dopo con più calma ;-)

grazie mille a tutti per ora, davvero, poi giuro che vi risponderò in modo sensato

Chiara

utente anonimo

#10   21 Dicembre 2006 - 00:44
 
Buona la prima (vero chiara?)
un saluto cordiale a tutti gli intervenuti:
Silvia Molesini, Pier maria, Giacomo (che abbraccio): anch'io sono stato "carpito" subito da "sotto la pioggia", già dal testo;
saluto la nottambula ali (scusa l'etichetta), antonella (a cui non sfugge la modifica fatta a volo, nella lettura, dalla chiara)
e poi saluto te cara chiara.
spero che hai risolto le tue problematiche col mondo reale. confido nel fatto che una podista convinta non si faccia sopraffare dalla tentazione dell'alcool, semmai da altre tentazioni o terapie: calzare un paio di scarpe da corse e andare lontano, per esempio.
vero chiara?
a domani allora
un caro saluto.
Red
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#11   21 Dicembre 2006 - 01:48
 
ti dirò, caro roberto: no, cazzo, non ci credo più che quello è il mondo reale, il mondo reale è incontrare le persone, comprenderle, parlare, amare, correre, crescere, sentirsi ignoranti, rispettare, la vita, la sensibilità degli altri, delle cose, delle bestie, del PC, della mia Vespa... il mondo reale sono le parole, è la poesia, santa, dolente, bellissima, anche quando sembra che non ci sia, è qua, dentro, sempre, beffarda, alta, ricca, al di sopra. non c'è niente che nutra allo stesso modo, che ti colmi, ti ri-dia.
e poesia è in quei ragazzi di "sotto la sottile pioggia senza suono", che è tratta dalla sezione "il mondo capovolto", della mia raccolta "furioso bene". se davvero come dite funziona, o è bella, lo è perché lo sono loro, quei ragazzi che dicono "invalidi emotivi" perché hanno mantenuto la poesia, dentro e nei gesti. e non è retorica, ogni volta che la merda mi sommerge, e l'ipocrisia mi soffoca, mi basta pensarli, rivedermeli, descriverli, e la poesia viene da sola, mi mancano.... e il mondo capovolto è il mondo vero quello "giusto", perché lì dentro un abbraccio è un abbraccio, una parola è una parola, lì dentro tutto è relativo e ti senti al sicuro, sai di non doverti aspettare né umiliazioni gratuite, né pugnalate alle spalle, né meschinità, invidie, o la banalità del male di chi non è nemmeno grande in quello, tutte cose che abbondano nel mondo dei "dritti", dei "normali", ovvero di quelli che spesso sono i veri malati emotivi e situazionali.

eh, infatti, niente alcool, alla fine... era una sera chiara, per raggiungere volti amici, una risata, che è ciò che conta alla fine, e non te lo possono togliere... non sempre, non per sempre
grazie a roberto ad antonella per l'ascolto attento, ad alivento, a G. Cerrai, molesini, prufrock, per l'attenzione e l'accoglienza, spero di non dimenticare nessuno. non so dire molto della mia poesia forse, scrivo seguendo una musica interna, calibrando le parole, anche quando non sembra, scrivo pensando di parlare alle persone che possono capire e hanno interesse a farlo, amo la forma della lettera, il tu, che non è mai retorico, sono le persone importanti, e le persone per me sono tutto, nel bene e nel male, per questo non voglio avvolgerle di metafore, ma vorrei che si vedessero, si sentissero, come le vedo io, meravigliose, presenti, vere. per questo cito spesso anche le loro parole (o i loro versi), e non è mai "occasione", ma profonda comunanza, stupore, altrimenti non scrivo...
vabbè, chiuso il delirio, per ora, sono ispirata dal succo di frutta :-))

buona notte, grazie ancora
domani sono via, ma cerco di connettermi in giornata, altrimenti sicuramente domani sera, per non passare correndo :-)

Chiara De Luca
utente anonimo

#12   21 Dicembre 2006 - 02:40
 
p.s. dimenticavo, caro red, i quarantacinque son nelle notti insonni e agitate, mi aggiro anche io intorno ai quaranta, eh :-))

che bello, però, ci voleva un podista per capire quella poesia. una volta a una lettura mi chiesero se fosse il cuore di un malato quello che stavo ascoltando :-)

Chiara
utente anonimo

#13   21 Dicembre 2006 - 11:02
 
Premettendo che anche a me arriva di più la plurisegnalata sotto la sottile pioggia per una serie di ragioni: il moto più colloquiale, meno etereo, più pastoso, volevo fare una domanda a chiunque volesse rispondere:

noto, frequentemente, quanto il tono distaccato -parlo della lettura ovviamente- sia necessario, per alcuni, per far emergere il testo. Io lavoro su un imprinting differente -ovvero ho necessità di ascoltare, del testo- anche il rumore della parola e dell'intorno che la stessa vuole restituire. Come pure mi piace del testo -e quindi della voce che la restituisce- la capacità di ridipingere -matericamente- un'immagine.

Forse sono troppo viscerale e contaminata da altre, troppe, cose, quindi la mia domanda serve solo ad avere un confronto vero e possibilmente un dato di riscontro (ecco la domanda finalmente)

è così fastidioso, per chi ascolta, che una voce interpretante sia coinvolta dal testo?

Sono incappata più di una volta su questo enigma e in alcune occasioni ho avuto la possibilità di intavolare discussioni che si sono accese in due possibilità di sviluppo:

Poesia come lettura piana, distaccata e asettica, non interpretativa

Poesia interpretata, contaminata, teatrabile, vedi mise en espace.

dato il progetto di oboesommerso mi sembrava giusto fare -qui- questa domanda, anche per capire quale filosofia il progetto segue.

Rrr
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#14   21 Dicembre 2006 - 19:48
 
ragazzi, vado di corsa. giusto il tempo per rimandare a domani la risposta a rita (questione pertinente, quella che poni)
e salutare chiara che è in piena cpme un fiume....
ciao
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#15   22 Dicembre 2006 - 10:57
 
a Rita Bonomo: come ho già avuto modo di scrivere, credo che i modi di dire (e leggere) una stessa poesia siano almeno tanti quante sono le parole che contiene (per assurdo). A parte questo, propendo per la seconda che hai detto...
Un saluto e auguri a tutti
Giacomo Cerrai
utente anonimo

#16   23 Dicembre 2006 - 00:39
 
Mi colpisce molto della poesia di Chiara (a cui aguro di superare questo momento difficile presto e bene, ma lei sa che di ferite e coltellate ne abbiamo subite un po' tutti – dunque non perdiamo la virtù della speranza! :) dicevo della versificazione di Chiara mi prende la forza di un lessico essenziale, di una sintassi cristallina che sanno creare immagini struggenti e riverberanti (pensate a quanto a lungo riecheggia la domanda finale di questo passo di Cenere, che trovo particolarmente riuscito, anche perché la cenere è ossimorica rispetto alle fiamme alte e agli spigoli taglienti, per cui viene a crearsi una dicotomia logica che secondo me si appoggia alle immagini per superararle in una "visione" filosofica e metafisica:

"nell'estate i corpi saranno fiamme alte
belle e insaziabili di sole

gli sguardi carezze o spigoli taglienti
occorrerà imparare
forse anche la gioia

chi mai vedrà la cenere
nell'ombra..."

Approfitto del post per agurare a Chiara e a tutti, ad uno ad uno, Buon Natale!
Alex
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#17   23 Dicembre 2006 - 15:03
 
Grazie Alex degli auguri, ricambiati per conto mio ed a nome di tutti, dal momento che qui ho il compito/onore di fare gli onori di casa.

Grazie a Chiara del suo passaggio, più o meno veloce, ma senza alcun dubbio umanissimo. DEgli accenni forniti per una migliore lettura dei testi, per la lettura stessa che in alcune intonazioni mi ricordo quella di Vaan, certi tremori ed allungamenti di vocali che tendono, almeno così a me sembra, a rendere la lettura incerta tra il canto e il salmo, tra l'asettico e l'impersonale nello stesso tempo. Non mi dispiace in effetti questo modo di interpretare, e così rispondo a Rita, mi sembra che permetta al testo di venire fuori più limpido, pulito, netto. L'altro modo, la lettura interpretativa, ha il pregio di creare suggestioni. Ne deriva che un testo meno bello se ne può giovare. Non è il caso delle poesie di Chiara, il suo modo di leggerle e le parole che usa, le immagini che crea lasciano un incanto particolare e di questo mi complimento con lei. Personalmente prediligo la prima, che parla di cenere e fiamme e che, con buona pace di chi ci vedeva un cuore malato, io intendo come poesia d'amore finito e casomai in questo senso di cuore sofferente e l'ultima, quella di chicco e titti, che, non so perchè, ho pensato potessero essere figli e crea un'immagine intensa e vera. Spero di potermi soffermare maggiormente sui testi in un prossimo commento, chiedo anzi a Red di allungare un poco i tempi di permanenza di questo post, considerando che gli impegni del prefestivo, i ponti, le festività non permetteranno a tutti di collegargi col giusto spirito che occorre per ascoltare poesia, cioè la calma e l'attenzione.
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#18   23 Dicembre 2006 - 22:35
 

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#19   23 Dicembre 2006 - 22:57
 
per Rita... ci sono tanti modi di leggere, un po' dipende anche dalle poesie, o dalla personalità di chi legge, dallo stato d'animo in cui le ha scritte e le rilegge... credo che queste poesie siano da raccontarsi, con la voce con cui le racconteresti a un amico, in casa, una sera, accucciata, senza scarpe. poi ci sono poesie di rabbia, di pathos esasperato, di forte dolore, che leggi in altro modo... dipende, credo...
grazie ad alex... sì in quella poesia c'è un passaggio dal buio alla luce (ossessione della mia poesia), una compresenza ossimorica, e un dialogo con qualcosa che è oltre, cui si tende
per alivento... come sempre profonda e attenta, grazie. è vero, è un cuore che aveva amato e bruciato, e non si rassegnava a smettere e placarsi in cenere. Chicco e Titti, e gli altri alle calcagna sono in effetti come figli miei, da amare e proteggere
un saluto anche a Giacomo e Roberto
e auguri a tutti
Chiara
utente anonimo

#20   24 Dicembre 2006 - 12:29
 
avevo lasciato un lungo commento ieri sera, ma non so dove l'abbia nascosto splinder :-(
un saluto a roberto e Giacomo
a rita dicevo che ci sono tanti modi di leggere, queste poesie le sentivo così, come qualcosa da dire ad un amico, a bassa voce, una sera, accucciata su una sedia, senza scarpe.
ringrazio alivento per la profondità e l'attenzione di sempre.
chicco e titti, e gli altri alle calcagna erano in effetti come figli miei, impossibile non proteggerli e amarli.
e quel cuore, sì, è un cuore che aveva amato e non voleva farsi cenere. ma anche nella cenere c'è il ricordo della fiamma, c'è fuoco in potenza
alex: in questo momento sono in difficoltà solo col pensiero dell'affitto, ma felice, è stata una liberazione in fondo. lavoravo con una persona orrenda ed era come perdere qualcosa ogni giorno.
in effetti c'è nella mia poesia una compresenza ossimorica di buio, luce, fuoco, cenere, che è un po' l'ossessione della mia poesia, il leitmotiv del libro, fin dal titolo, ossimorico, "furioso bene". penso che la gioia presupponga sempre il dolore, il fuoco, la sua negazione. deve esserci cenere perché esista il fuoco, e la gioia è tanto più intensa, quanto più la conoscenza del dolore si è spinta oltre. il fuoco è sempre tensione verso qualcosa di altro, che è luce in mezzo al buio. quindi bisogna entrarci in quel buio, percorrerlo tutto, farsi buio, bruciare per risplendere, per dirla con John Giorno, consumarsi per dare calore, di cui nella cenere in qualche modo resta traccia. poi ci sono persone come fiammelle in una lampada a petrolio, ma " Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale" (J. Kerouac)

auguri a tutti

Chiara
utente anonimo

#21   24 Dicembre 2006 - 19:21
 
eccomi, finalmente. non so bene cosa sia successo. anche a me splinder ha cancellato un paio di commenti di ieri ed in più ho avuto anche qualche problema con il mio modem, dove salutavo per altro alk rita e...; temevo proprio di non arrivare in tempo per fare gli auguri a tutti e a chiara in modo particolare, alla quale auguro con tutto il cuore di lavorare al più presto "con uno del nostro mondo".
come consiglia ali, credo proprio che questo post permanga per qualche altro giorno, per dare in modo ai ritardatari di intervenire ancora sui testi e le interpretazioni di chiara.
(non me ne vogliano i precedenti ed i prossimi ospiti).
quindi: tutti con chiara, ancora per un po'.!
Buon natale
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#22   26 Dicembre 2006 - 22:03
 
caro Red, ti ringrazio, sperando che Splinder me lo permetta :-)

e anch'io faccio gli auguri a utti, validi tutto l'anno però!

Chiara

utente anonimo

#23   27 Dicembre 2006 - 02:35
 
eh si cara chiara, in questi giorni splinder ha fatto un massacro. anche stasera avevo scritto qualcosa a riguardo "il mondo capovolto" cosa che mi sta molto a cuore, ma niente, non c'è più traccia. tra l'altro mi segnalano che ho anche problemi con la posta elettronica. è un periodaccio per comunicare. bah! ci riproverò domani.
notte, cara chiara.
red
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#24   27 Dicembre 2006 - 12:12
 
volevo fare gli auguri ai viandanti che sostano qui e leggono le poesie di Chiara, di cui ho apprezzato partcolarmente "lascia che taglino le forbici" (memoria montaliana?) e, in generale, i testi che hanno il canto più distinto dalla prosa.

volevo poi dare un messaggio privato a Red: la posta che ti invio mi torna indietro. forse hai installato un firewall che pretende una lista di indirizzi cui concedere il passaggio (come quello di Anila)?

gugl
utente anonimo

#25   27 Dicembre 2006 - 13:26
 
eh si caro Stefano: se non si è pratici meglio non toccare....
ora è ufficiale, allora, sono in molti che mi hanno seganalato questo problema. disattivo l'antispam allora.
mi sembra che chiara riesca bene sia in prosa che in poesia e che comunque prevalga sempre la sua slanciata ricerca di purezza. degna conferma per chi porta questo nome.
ricambio i tuoi auguri stefano e ti ringrazio per il passaggio.
R.

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#26   27 Dicembre 2006 - 15:45
 
caro Red, la posta mi torna ancora indietro.

ciao
gugl
utente anonimo

#27   27 Dicembre 2006 - 18:34
 
Nelle ultime tre ore ti ho spedito due e-mail: la prima è già tornata indietro. Chiama Anila!

ciao
gugl
utente anonimo

#28   28 Dicembre 2006 - 01:43
 
Allora chiara, intanto ti ringrazio per la partecipazione a questo “piccolo progetto periferico” che si auspica di realizzare un canale multisensoriale dove si possa afferrare non solo la parola del “poeta”…. ma si augura anche di ospitare personaggi sensibili come te. Personaggi del “nostro mondo”, idealmente parlando, lanciati utopisticamente a combattere/scappare il/dal “mondo fuori” e che si sentono più vicini per sensibilità, poesia, a quei ragazzi di “sotto la sottile pioggia senza suono, gli invalidi emotivi”, piuttosto che “i giusti”. Se fosse vero come dici tu? Che il mondo capovolto fosse il mondo vero?. Ma poi però finiamo sempre per svegliarci e incontrarci con le stesse facce al loro posto e non siamo certo i primi a domandarci se siamo uomini o caporali.(sto facendo un discorso retorico?, può darsi)
Comunque la colonna destra di questo blog parla chiaro, cara chiara e quando vorrai “evadere” potrai sistemarti
In galleria o in platea, in mezzo a noi e ascoltare cosa ha a da dire l’ospite di turno.
Un abbraccio,
nb.: che bel titolo "furioso bene"!

per gugl e tutti gli altri:
in questi giorni non riesco a ricevere tramite posta elttronica. vi prego pertanto di contattarmi tramite splinder o direttamente da qui.
stefano:le hai ricevuto la mail di oggi pomeriggio?
R.
red.
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#29   28 Dicembre 2006 - 10:10
 
le tue mail le ho ricevute, ma le risposte mi sono tornate indietro.

comunque, iole toini meriterebbe senz'altro di essere ospitata nel tuo "progetto lettura"

gugl
utente anonimo

#30   28 Dicembre 2006 - 11:11
 
gugl: grazie, non so se sia memoria montaliana, non amo particolarmente montale, però... sicuramente c'è nell'immaginario ne nella memoria
grazie anche a Roberto per l'ospitalità. sono felice che "fuorioso bene" come titolo ti piaccia, ne ho cambiati molti, alla fine mi son fermata su uno che mi rappresentava.
il mondo capovolto per me è quello vero nel senso che dicevo, ovvero per la sincerità, la gratuità, la fiducia. ed è realizzabile anche nel mondo nostro di tutti i giorni, però solo fra amici. i caporali resteranno sempre caporali, e io contro i caporali perdo sempre, ho una idiosincrasia sempre più marcata per il potere, l'arroganza, l'egocentrismo. una volta riuscivo a dissimulare, adesso no, sono insofferente, e pago sempre :-)

Chiara
utente anonimo

#31   07 Gennaio 2007 - 12:32
 
appezzo molto la prima
con quel rimanere sospesi
sui battiti a riposo...
condizione di nervosa attesa
che arriva a mancare
come una parte insostituibile del nostro esistere.
parte che renderà i corpi fiamme alte...
il resto sarà cenere
di un vissuto pieno
anche nell'ombra.

:)

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