rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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martedì, 12 dicembre 2006

massimo orgiazzi = progetto lettura 6

Photo0141

- Orgiazzi legge Orgiazzi -
                                              mixaggio brani curato da vaan
 
-  Xantia -
   musica: doors
Sequenze di stagioni, inverni rossi ai tramonti vermouth allineati
questo è un presente spesso, più di quando camminavi per i viali di ossalati
del mio paese, su Smetana, sotto i tigli sterili alle cui fronde di dettagli
affiggemmo le nostre voci a mari, inconsistenti;
Alessandra che fosti Xantia, che trovasti la vittoria nell’estate dei vent’anni
le mani non combaciano e gli occhi le doti non sono che distanze e vani
cavalca alta sull’inverno la neve senza scendere e ingrossa il cielo
quieta a fondo in valico nei bui, le note e i sintomi della morte liberati in un incendio.
Appena fuori, sulla statale, s’accorcia il tempo.

 







 

  
- La vita liquida -
  musica: soft machine da "third"
 
Qui si sta ad ascoltare
giorni strisciare sul fondo abrasivo,
sul pavimento del bagno mai pulito, si perdono
chili, nozioni di cinema e fisica
vecchie canzoni di quando s'era marinai
bambini, eroi – i nastri rossi ai capelli
perdite idrauliche
unità di tempo arbitrarie
più danni di mesi, meno di anni
piastrelle crepate
“le so fissare per ore”
 
“ma è ora di pranzo”
grazie ancora di cuore di queste misure
la vita che liquida cola nelle fessure 
 

 






 
- NaN (Not a Number) -
  musica: ravel " adagio dal concerto in sol"
 
 
Ad Alice
 
 
Mi piacerebbe
morire vivere con te
ridare osso al collo e seppie
alla quiescenza
di morire scrivere di temporali;
c’è una sete al plasma senza
rese: cela il conto ed i fondali
c’è una ciminiera
che imbocca il cielo, c’erano
delle antenne
più distanti della musica
che non triangolavano le tare
a parabolica:
ma amare è lungo, hai detto, è
ricevere un messaggio,
attendere e ricombinare
due vuoti a un infinito
in un singolo passaggio.
 

 



- Frammenti dal tempo concluso -
  musica: porcupine tree "voyage 34"
 
Il piazzale, anche in santa pace
lo si faceva: stava, e insieme tradiva
lo sdegno di scorrere come il rumore
che si dice si senta nello spazio profondo
durante alcune piccole implosioni nel cosmo:
di corpi dispersi nel vuoto.
:
Il sole era aperto:
da lì, da quel torto,
da quell’otturazione del vento,
saliva la sera nel mondo,
come una marea di asfalto lasciato sul posto
dopo la fine di tutto, ovvero:
di operazioni contabili errate col cielo.
La chiusura, senz’altro, generava
giorni deformi: sabati enormi, per lo più;
percentuali abnormi di zelo
confuso col tempo, lasciato a patire là fuori.
:
Fino ad un certo momento
fummo noi ad accompagnare gli eventi,
i titoli grandi: il mondo;
poi discutemmo, sapemmo di farlo
con parole sbagliate. Piccole;
assurde come lividi sul piano
di un masso di marmo.
Come suoni lontani di esseri preistorici – strabici.
Macchine; presse, per altro:
una mandava le suppliche di essere spenta.
Calcolammo il rimpianto: nell’autunno
non era che affanno messo da parte
per i giorni migliori.
A boccheggiare su un fianco.
:
Eppure un essere minimo e tragico c’è.
Infimo, ci conduce nel franto,
le spalle buttate sopra la schiena
come un pastrano pesante, bagnato.
Un fascio di scuri preclusi,
di passi, di tombe di ragno.
Da lì non guardiamo:
la realtà non è il dato.
I prezzi risparmiano uomini a volte,
se si muovono cauti, tra il riso ed il pianto.
:
Aprendo le ante si scorge una lente.
Accanto, francobolli
raccolti in faldoni e sul fondo
piccoli secoli, si scuciono
l’uno dall’altro, leggendosi.
:
Ne estraggo uno a caso:
c’è ancora mia nonna, miope e stanca,
che regge la lente: legge sul retro
di luce, l’odore del pomeriggio
senza stagione, giallo di corpi disfatti nell’aria,
di domeniche rotte di fretta dal panorama.
:
Il tutto, settimanali, mensole, ninnoli,
si rincorre da solo:
la memoria pialla la terra – lo senti ?
il piazzale.
Le parole sono inesatte, d’imprecisione furente:
i turni di storia sono a scalare.

 






leggi la biografia
Bio
postato da: redmaltese alle ore 12/12/2006 00:03 | link | commenti (44)
categorie: progetto lettura 06 m orgiazzi

Commenti
#1   12 Dicembre 2006 - 01:24
 
Nonostante l'ora tarda e l'intenzione di salutare al volo Antonella, sapendo già che martedì era in programma un nuovo autore mi trattengo e con vero piacere scoprendo già pubblicato il nuovo post, per accogliere Massimo Orgiazzi in questo spazio, lieta che abbia accolto l'invito del nostro infaticabile organizzatore, Roberto, e ancor di più che l'abbia accolto con questa selezione, in particolare con la poesia NaN a me particolarmente cara.
A domani per commenti più approfonditi e un attento ascolto.
Buona notte a tutti.
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#2   12 Dicembre 2006 - 01:34
 
vedo con piacere che l'amica ali ha già provveduto a fare gli onori di casa e ad accogliere l'amico massimo orgiazzi.
per il momento massimo ti auguro buon soggiorno e ti ringrazio per aver aderito al progetto ed avere accolto il mio invito a leggere. scuso per qualche problemino nei codici, ma domani sistemeremo: i primi due brani vanno fermati col tasto stop.

buonanotte a tutti.
ciao ali.
R.
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#3   12 Dicembre 2006 - 01:38
 
mi scuso anche per la sintassi ma l'ora tarda lo giustifica, credo.
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#4   12 Dicembre 2006 - 08:34
 
Vado di fretta, tornerò a leggere il bravo Orgiazzi...Ali, lo vedi che ho ragione io, sei una farfalla notturna...pensa a quello che ti ho detto...
G:)
utente anonimo

#5   12 Dicembre 2006 - 17:39
 
bene, rilette (perchè le conoscevo già) e ascoltate. bravo massimo, lettura decisa, quasi da professionista. fantastica xantia, poi con i doors in sottofondo ancora meglio. confesso che l'ascolto di xantia mi ha dato un brivido. complimenti ancora e un caro saluto a tutti. antonella
utente anonimo

#6   12 Dicembre 2006 - 19:02
 
Eccomi qua: sono riuscito, finalmente, a sentire tutto: ho avuto occasione di passare nella tarda mattinata, ma non volevo dire nulla senza aver prima sentito tutto :) Be', mi fidavo di Roberto, ma devo dire che il suo arrangiamento ha fatto diventare dei file quasi inascoltabili per quanto basso era il volume in brani che sembrano vere poesie :) Davvero un ottimo lavoro. Ringrazio quindi Roberto per l'ospitalità. Antonella e Giacomo per quanto scrivono. E ringrazio Ali per l'accoglienza e il calore.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Massimo73

#7   12 Dicembre 2006 - 19:13
 
*

che bella voce hai, massimo. buona, come i tuoi occhi. è un piacere sentirti oltre che leggerti.

sulle composizioni non mi voglio ripetere perché già sai la passione che ho sempre avuto (eccetto un breve periodo di assestamento durante le ricerche, a tratti un poco esasperate, imho) per le tue poesie. bravo!

caro saluto a te e a tutti,
swan


*
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#8   12 Dicembre 2006 - 23:29
 
Uff. arrivato. dovrò comprarmi un portatile!
Sono arrivati i primi apprezzamenti
per i testi e per la lettura caro massimo. non ne dubitavo.
vorrei solo precisarevisto che mi fai i complimenti, che la scelta ed il mixaggio dei brani è stata effettuata dall'amico poeta antonio vasselli in arte vaan (diamo a cesare quel che è di cesare)

- anto: la parola "brivido" da te usata per apprezzare xantia, mi ha messo un brivido. bribido equivale ad emozione e questo progetto ha la pretesa di diventare un contenitore, una sorta di jiukebox dove chiunque arriverà da queste parti potrà pigiando un tasto (proprio come si faceva con i jiukebox) ascoltare la sua "canzone" o autore preferito.
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#9   12 Dicembre 2006 - 23:41
 
... ed emozionarsi. (quando ascolta il suo autore preferito per lo meno)

saluto poi il poeta-critico giacomo cerrai già nostro ospite e nadine;
e mi riallaccio proprio a quanto lei dice, caro massimo, quando parla della tua ricerca poetica delle tue sperimentazioni ( e che mi fanno pensare alla tua stanza cinese) : a che punto credi sia arrivata la tua ricerca, la tua cifra poetica.

nel salutarvi invito tutti ad approfittare della presenza di massimo per chiedere lumi o curiosiotà.

notte,
red.
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#10   13 Dicembre 2006 - 08:29
 
Intanto ringrazio e saluto Nadina: per quello che scrive, anche sulla mia voce, che avrebbe bisogno di esercizio di lettura, più che altro.

E' vero, Roberto, me lo avevi anche accennato: il lavoro di mixaggio è di Tonino. Quindi un grazie a lui per l'ottimo lavoro su pezzi piuttosto disperatamente registrati.

Per rispondere alla domanda al #9, penso che la ricerca sia appena all'inizio: qualcuno mi faceva notare l'altro ieri come nella lettura di quello che scrivo manchi la percezione di una voce coerente e credo che questo sia vero. E' inutile nascondere come la scrittura sia un percorso che si può apprezzare come più o meno interiore: tuttavia rimane una ricerca dell'espressione che più si calibra col tempo presente; una curva cumulata, una media pesata. Direi che la scrittura è intersezione, nel senso più geometrico ed algebrico possibile. Quindi la cifra (che tra l'altro è termine che mi capita a fagiolo tra le mani), la mia cifra non è che in fase di stima, per ora. Questo è quello che credo.
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#11   13 Dicembre 2006 - 15:14
 
Sono passata sul tuo blog perchè ho trovato il link alla tua pagina da un'altra autrice che adoro...Ti ho letto e mi piace moltissimo il tuo stile, sono a afrti un invito ufficiale su www.divinoscrivere.it
Grazie dell'attenzione, Barbara.
Amministratore del sito dove, troverai molti scrittori che conosci.
Ciao.
utente anonimo

#12   13 Dicembre 2006 - 21:10
 
non avevo mai letto orgiazzi...
trovo il suo scrivere molto meticoloso, esatto e preciso
nel seguire il filo conduttore che lo genera
belle le immagini ...mai lasciate al caso...trascinano nell'evolversi di ogni storia...con un ritmo ben sostenuto e pertinente...

.

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#13   14 Dicembre 2006 - 00:49
 
eccoci anche oggi in zona cesarini e me ne scuso con l'ospite, che ringrazio per la risposta chiara e precisa alla mia domanda sulla fase/cifra poetica da lui raggiunta. forse sei stato un po' modesto nella risposta, ma conoscendoti la credo sincera.
leggendo la tua biografia notiamo che non hai pubblicato ancora poesie.allora massimo, a quando la prima raccolta? c'è qualcosa che bolle in pentola?


saluto il buon tonino, sicuro che abbia apprezzato questi versi e la nuova fans dell'orgiazzi : barbara.

a domani allora.

red
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#14   14 Dicembre 2006 - 08:27
 
Intanto saluto Tonino: grazie per quello che scrivi.

Roberto, non si tratta di modestia e fai bene a crederla sincera: checché se ne dica, per quante letture abbia fatto, la mia scrittura come fenomeno costante non è cosa molto antica: è anzi molto recente. Per la prosa senz'altro si può parlare di amore più datato, ma per la scrittura poetica, cosa peraltro per cui la ricerca può prolungarsi per un'intera vita, salvo l'episodica frequentazione adolescenziale, parliamo di neanche 2 anni di attività. Da questo si capisce anche perché non ho ancora pubblicato alcuna raccolta. In questo senso mi sento abbastanza tranquillo. Ho preparato una bozza che raccoglie quello che mi sembra di miglior risultato di questo periodo si scrittura, ma sto cercando un editore e mi piacerebbe trovarlo secondo criteri particolari, anche se, credo, modo difficili, restrittivi. Ovviamente non cerco il grande editore, ma una pubblicazione onesta (meglio sarebbe se fosse gratuita, ma si sa: pubblicare senza pagare è privilegio di pochi) e che dedichi adeguata attenzione alla propria collana. Con questo intendo una linea editoriale che non faccia pensare all'uscita a tutti i costi nel calderone delle ormai 60.000 offerte librarie del corrente anno. So che è quasi utopico: ma so aspettare. Quindi, raccolta quasi assemblata, ma tempi, credo ancora lunghi per un'uscita.
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#15   14 Dicembre 2006 - 09:38
 
Saluto Massimo, ormai una consueta frequentazione a distanza...lo avevo sentito anche sul podcast di V.Della Mea, anche lì con quella sua aria di recitante per caso assolutamente affascinante...tutte particolarmente interessanti le poesie qui proposte, con una ricerca linguistica e dello scarto poetico che non è mai intellettualistica, ma molto sentita e viva..."frammenti del tempo concluso" un vero poemetto che invece potrebbe non essere concluso, un work in progress, "NaN" una poesia d'amore degna di questo nome, con un finale commovente...una domanda Massimo: la vita liquida ha qualcosa a che fare con quella di cui parla Zigmunt Bauman?
Un carto saluto a Massimo, all'amico Red e a tutta la compagnia...
G.Cerrai
utente anonimo

#16   14 Dicembre 2006 - 09:53
 
Letto e riletto
e ascoltato

Il brano che chiude la silloge è splendido con i suoi fermoimmagine alla fine e l'aria drammatica, avvertita, nei suoi sabati enormi, come fosse un quadro di Friedrich, sembra precipitare addosso a quell'apparente quiete di domestica filatelia d'apporto.
Non so come dire, una forte valenza cosmogonica su minute ossessioni.

Molto bello.

Rrr
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#17   14 Dicembre 2006 - 10:02
 
Caro Giacomo, intanto ricambio il saluto e ti ringrazio per quanto scrivi: la mia voce dovrebbe essere meglio esercitata, come dizione, come impostazione, come esercizio di lettura ad alta voce. Invece è il più delle volte usata per altre faccende: ho partecipato ad alcuni eventi di lettura in pubblico, anche se non su testi miei, ma credo che una buona preparazione renda la performance sempre un po' migliore di quanto possa essere se improvvisata.

Quanto alla domanda che mi rivolgi, in effetti quando l'ho scritta non avevo neanche di striscio per la testa il titolo del saggio di Bauman. Però a posteriori, considerando il tono della poesia e il tema del lavoro del sociologo polacco, si potrebbe anche dire che ci sono estremi per avvicinate il concetto di modernità liquida a questo perdersi dei ricordi e abitudini lamentato nel brano. Si tratta di una combinazione: ma anche questo dimostra che scriviamo attingendo tutti da una dimensione collettiva e che la ripetizione o la citazione possono anche essere fenomeni inconsapevoli: da qui lo studio e la ricerca su quanto sia realmente intenzionale il linguaggio.
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#18   14 Dicembre 2006 - 10:16
 
Grazie Rita per quanto scrivi: non avevo visto il tuo commento rispondendo a Giacomo. Un caro saluto.
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#19   14 Dicembre 2006 - 11:52
 
Finalmente sono riuscita ad ascoltare gli audio: questi giorni ho solo potuto leggerli.
Dei testi preferisco il secondo e il quarto però nel complesso trovo che Massimo abbia fatto un buon lavoro: trovo la poetica distaccata - come se il poeta puntasse un proiettore verso i suoi personaggi e li osservasse da lontano. Il distacco secondo me dà un'aria di consapevolezza delle immagini, dei sentimenti.
Apprezzo questo tipo di poetica perchè spesso e volentieri a me non riesce :-/
Sulla lettura avevo una domanda: ma hai una voce nasale o sbaglio? Sembri avere il raffreddore...o forse sembra a me...boh...
Mi ricorda molto il timbro di lettura di vaan solo leggermente più coinvolta.
Complimenti dunque...

E complimenti pure a vaan per le musiche e il mix :-)

A rileggervi
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#20   14 Dicembre 2006 - 12:04
 
Ciao Anila :) Sì, avevo anche un po' di raffreddore, ma questo non toglie che la mia voce sia anche po' nasale: non so, non l'ho mai percepita come nasale, tranne quando stavo negli States, dove l'accento più nasale è meglio è :) Però, appunto, dico, può darsi, perché il bello (e il brutto, e lo strano) delle registrazioni è non avvertire mai la propria voce come quando la si ascolta mentre si parla. E' una cosa diffusa, credo. Ti ringrazio per quanto scrivi: il distacco è in effetti una delle componenti che già dal principio del mio breve percorso si è insinuata tra i versi: é, insomma, connaturato. Come per tutte le cose in poesia, anche il distacco è un aspetto che va dosato, messo sempre al punto giusto, per quello che dovrebbe risultare un equilibrio, seppure fragile, ma sempre equilibrio.

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#21   14 Dicembre 2006 - 23:17
 
Buonasera a tutti, eccomi con un po' di ritardo ad intervenire qui per partecipare alla discussione sulla permormance di Massimo, vedo che la discussione ha già preso più che buona quota nei commenti degli intervenuti.
Non credete che abbia aspettato fin'ora per ascoltare la lettura delle poesie. Già appena postato il jukebox di Massimo, non ho resistito alla curiosità di conoscerne la voce ed ho trovato singolare la sua lettura, nel senso che la direi più che distaccata "conversata", nel senso che Massimo sembra parlare con noi col tono di una normale conversazione quotidiana, persino mi sembra di ravvisare un'intonazione del tipo "vedi, cara, credimi, è proprio così come ti dico" e in certi altri passaggi sembra che stia parlando di lavoro in una riunione tra colleghi e di ponti, ponteggi, intersezioni passanti, combinazioni, risultati e risultanti. Dunque una dicitura parlata, scorrevole, veloce, normalizzata più che ieratica ispirata. In effetti un vago richiamo a Vaan.
I testi hanno tutti i pregi dei testi di Massimo, il primo, il più grande, è quello che mi fa amare la sua poesia, la "sfuggevolezza" se così si può dire, quella perenne sensazione di un anima che non si riesce a percepire fino in fondo, probabilmente perchè è essa stessa che sfugge da sè stessa sempre avanti ad inseguire qualcosa che passa e corre, il tempo, il giorno, l'amore, il desiderio, il film della propria vita proiettato sullo schermo gigante della propria immaginazione. La direi una poesia del divenire pervasa dal mistero stesso dello scorrere-trascorrere.
NaN è una poesia bellissima, non per niente è ospitata sul mio blog, dedicata ad una donna, mi pare, giusto ad Alice (chi sarà mai? ;), eppure credo che Alice sia un nome per dire dedicata ad ogni donna che di questo nome sia degna.
Tralascio per ora di commentare le altre poesie altrimenti mi dilungo troppo e rischii di farvi annoiare.
Riprendo invece la coda dell'ultimo commento per una notazione personale che è quasi FT, il distacco che, in ogni cosa è così saggio perseguire, mi sfugge sempre per quanto io cerchi sempre di inseguirlo afferrarlo e farmene possedere ;)
Saluto tutti gli intervenuti e dico a Giacomo "mondo sii buono" con la notturna "farfallitudine" :))
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#22   14 Dicembre 2006 - 23:20
 
rileggo, vedo qui e lì vari errori d'ortografia e punteggiatura, vi prego di scusarmi
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#23   15 Dicembre 2006 - 00:09
 
saluto tutti gli intervenuto e sottolineo la qualità dei singoli interventi.

-caro massimo sull'editoria concordo con quanto diciv e noto con piacere che c'è insomma ancora qualcuno, in giro, che non ha fretta nel pubblicare (la gatta frettolosa...)e si adoperi a ricercare un editore che guardi alla qualità della propria produizione - collana.

per quanto riguarda i testi dico che li trovo tutti pregevoli. massimo ha una scrittura poliedrica e la scelta di vaan di inserire sottofondi di generi musicali diversi secondo me è stata appropriata (azzeccatissima, dà più l'idea...). non trovate?

.... mi fa piacere quando vi soffermate anche sulla lettura dell'autore, il suo timbro di voce, l'interpretazione, le pause.

sarei curioso di sapere se tonino ha usato delle campionature o dei filtri nel mixaggio dell'audio di massimo.

mentre mi si chiudono gli occhi saluto tutti gli amici intervenuti: giacomo, rita, massimo, anila, ali .
notte,
red
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#24   15 Dicembre 2006 - 09:47
 
Ciao Ali, ti ringrazio ancora per quello che scrivi sui miei brani. Quanto alla voce e al suo registro, credo che tu abbia un gran parte di ragione, che peraltro si ricollega al discorso fatto con Anila. Il distacco è senz'altro contenuto (come tentativo) anche nelle letture, laddove cercavo, cerco, di rendere gli aspetti di una lontananza che diventa vicinanza, di una memoria che sembra ad accesso casuale, ma che è più sequenziale di quanto si pensi, per quanto è necessario che passino esperienze date, prima che se ne liberino altre. Quindi una sorta di colloquialità che si fa registro selettivo, un'esposizione dei fatti che non sono mai fatti, per quella che è una riproposizione drammatica del divenire. E dici bene, parlando di poesia del divenire e meglio, della sfuggevolezza, perché a quanto mi è dato di credere è nella sfuggevolezza, nella costante e continua perdita dell'equilibrio che si crea l'equilibrio dell'opera d'arte (se vogliamo usare un termine che non calza esattamente per le mie povere poesiole). Ovviamente, almeno è il caso mio, miei i testi, non corri il rischio di annoiare. Ti ringrazio per quello che scrivi.

E un saluto a Roberto: poi in qualche modo ste quattro paginette stampate le faremo uscire, eh: l'attesa non è comunque eterna e qualche compromesso occorrerà trovarlo.
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#25   15 Dicembre 2006 - 16:16
 

Ciao a tutti, intanto (è il mio primo commento) e all'ospite.

Una voce chiara e scandita.

Anche la mia preferenza va sicuramente a NAN, che ascoltata acquista più valore.

Francesca M.
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#26   16 Dicembre 2006 - 14:06
 
Grazie Francesca: un saluto anche a te.

M.
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#27   16 Dicembre 2006 - 23:15
 
mi scuso con l'ospite per la mia assenza prolungata, chiaramente non è una mancanza di rispetto verso te massimo, ma il susseguirsi impegni (ehm, compresi quelli sportivi...). come mi spiace che ieri ed oggi ci siano stati pochi commenti, vaan e ali continuano a segnalarmi problemi di ascolto per alcuni audio. pertanto con l'aiuto di anila abbiamo cambiato i codici. vi invito quindio cortesemente a riascoltare gli audio e a segnalrmi eventuali ulteriori problematiche.
tutto è molto strano perchè altri non hanno avuto problemi e mi sembra anche tu massimo vero?

per il momento vi saluto e saluto anche francesca che manifesta il suo apprezzamento per NaN poesia che sembra aver riscontrato il maggior gradimento.

notte
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#28   17 Dicembre 2006 - 00:37
 
ora sembra sia tutto a posto!
mi scuso ancora.
R.
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#29   17 Dicembre 2006 - 11:05
 
Nessun problema, Roberto, né con gli audio "by my side", né per i tuoi impegni, che ci mancherebbe. Ne sarà contenta Ali per il gradimento della poesia NaN. Un caro saltuo a tutti e buona domenica.

M.
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#30   17 Dicembre 2006 - 14:58
 
felice che sia tutto ok, massi.
buona domenica a te e a tutti.
io lo sono per il cross di ieri. gli allenamenti cominciano a pagare.
R.
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#31   17 Dicembre 2006 - 16:32
 
Sono molto lieta dal passaggio di Francesca M, del suo apprezzamento a NaN.
Lo sono pure del fatto che finalmente posso ascoltare dalla voce viva di Massimo tutti i testi qui proposti, grazie all'intervento tecnico di Red e Anila. Fin'ora avevo potuto ascoltare soltanto "Frammenti dal tempo concluso", poesia che era stata ispiratrice del mio commento precedente sul senso del tempo che fugge che è così vivo nell'idea delle foto, raccolte di francobolli, faldoni di carte conservate, ricordi, che lo è anche nei versi precedentei, come quello della macchina che invoca d'essere spenta, e nel sole nel vento, nella sera che sale sul mondo, nelle operazioni contabili sbagliate col cielo, nei giorni deformi-sabati enormi, lo zelo. Leggo ancora l'impossibilità del controllo e della definizione a parole che quando si cerchi di pronunciarle diventano vuote o livide come assurde pronunce posate sul marmo, forse morte. E mi conquista quel muoversi cauto degli uomini tra il riso ed il pianto, la ricerca quasi impossibile di un equilibrio nella speranza di non pagare un alto prezzo alla vita di sofferenza.
Adesso ho potuto ascoltare anche la poesia Not a number, che già solo nel titolo dà un segno singolare e significativo in contrasto col resto e col testo, che è infatti una poesia d'amore, quella che si potrebbe dedicare all'amore mai dimenticato o mai vissuto, all'amore di una vita, la difficoltà di trovarsi, di raggiungersi- incontrarsi, di dialogare, una difficoltà che oltre la ipercomunicabilità tecnologica, pur protendendo nello spazio antenne e infinito rimane talora più desiderio che realtà, un anelito insoddisfatto e per questo stesso fatto senza fine. Diventa essere e amarsi oltre il vivere e morire insieme. E poi davvero bella la definizione dell'incontro che è nella chiusa della poesia, nella quale ritorna questa capacità di Massimo di dare il senso del tempo che passa del vuoto e dell'attesa infinita.
Sulla lettura ho notato... la voce del lettore che si fa più dolce? :) o è mia impressione?
Nel punto che precede e segue il verso "alla quiescenza" la gestione delle "mie" pause è leggermente diversa.
Per evitare di fare commenti fiume interrompo qui ma vorrei potermi soffermare su "La vita liquida", forse la poesia che preferisco, per varie ragioni che cercherò di illustrare a seguire, sperando che mi resti abbastanza tempo prima che Red introduca il nuovo ospite.
Una curiosità, Massimo quante poesie hai scritte e, visto che non le hai pubblicate, come le conservi?
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#32   17 Dicembre 2006 - 17:31
 
hai ancora tempo per le tue considerazioni ali, sino a tutto domani sicuro e parte di martedì.
il prossimo ospite sarà una donna-runner....(ecco un indizio).
fai bene poi a rammentare i versi di frammenti del tempo concluso. perchè quando si arriva a considerarre un tempo che si conclude è sempre doloroso, è doloroso percepire il tempo che fugge. ed io amo ricordare la gente che ricordava. queste foto, frammenti di storia che ogni tanto tiramo fuori, forse per rafforzare le nostre radici, per dare un senso alle nostre scelte. ecco che massimo estrae a caso quella della nonna miope e stanca che rallenta i minuti
libera il ricordo.
buona continuazione allora nel rumore dei passi delle memorie che interrompono i nostri silenzi, nelle sere senza i nostri cari, partiti per sempre.
oggi voglio essere vicino in modo particolare ad un amico.... forza amico mio, coraggio!
R.
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#33   17 Dicembre 2006 - 18:42
 
Roberto, mi unisco al tuo messaggio di solidarietà: è un modo per dire che per quanto sia anche deriva e superficie, questo mezzo ci fa sentire una presenza, magari non tangibile e forte, ma sempre una vicinanza, un segno che ha valore.

Ali, lasciami dire che ho letto con molta attenzione la tua lettura dei miei pezzi, della quale ti ringrazio sinceramente. Hai colto in pieno nel segno: si tratta di ricordo e di amore. Di amore per il ricordo e di ricordo di amore, che comunque troppo spesso è davvero nella memoria come rielaborazione, senza avere il potere di essere presente e vivo. Paradossalmente si tratta sempre di amori mai dimenticati in quanto mai vissuti, perchè se vissuti, il ricordo scova il perché di un vissuto non vissuto fino in fondo, quasi privo delle istruzioni per l'uso che invece si attendevano. Quelle antenne verso il cielo non sono solo metafora, ma ricerca reale dell'umanità che scandaglia tutto quello che è in suo potere.

Alle tue domande. Sì :) La voce si fa più dolce, non è un abbaglio.
Quante poesie... Ho perso il conto: se dovessi dirtelo adesso (e dovrei) non sarei capace. La bozza di raccolta ne raggruppa un'ottantina. In totale, tra Stanze Cinesi, esercizi e copie buone saranno un 150, quindi davvero poche per i poeti prolifici, anche se sempre molte per quelli "precisi" e più parchi di parole. Le conservo solo ed esclusivamente su memorie di massa, fisse ed estraibili :) HD, chiavette e DVD, anche per dire quanto la scrittura per me sia un tutt'uno con il computer come strumento e anche molto come mezzo di comunicazione. Tra poco forse farò una stampa in carta della bozza per sottoporla laddove non riesce ad arrivare via mail, ma fino a stasera non esiste ancora versione cartacea.

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#34   18 Dicembre 2006 - 13:11
 
Io volevo fare una domanda sciocca a Massimo prima che vada via:
Ho cliccato sulla tua casetta che mi ha portato a liberinversi che seguo e apprezzo già da tempo
ma mi chiedevo dove sia possibile leggere altro di tuo.

Ho anche il dubbio d'averti letto altrove, forse sotto pseudonimo, ma la mia propensione per le gaffes mi fa desistere dall'avanzare ipotesi.

Ohibò

Rrr
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#35   18 Dicembre 2006 - 14:44
 
Ciao Rita. No: pseudonimi non ne uso di solito, però puoi trovare alcune mie cose un po' particolari presso La Stanza Cinese, spazio di esercizi e sperimentazioni sul linguaggio. Grazie !
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#36   18 Dicembre 2006 - 22:18
 
La vita liquida, è una poesia affascinante, contiene sempre i tipi della memoria, ad esmpio in quei nastri rossi tra i capelli così spiazzanti, così particolari, il particolare fotografico che s'imprime nel ricordo e si DEVE citare perchè non si può lasciare lì a macerare ma deve essere esposto alla vista altrui, alla lettura, sembrano memorie di giochi di bambini che si divertono a fare gli eroi o i marinai, quando non di letture di giornali. Singolare e atrettanto spiazzante il richiamo al pavimento del bagno (il bagno elemento assolutamente non lirico) e in specia a quel pavimento mai pulito che si sta ad osservare, scovandone lo sporco nelle fessure, le fughe scure, come appare vero e vero a anche il pensare per ore lì in quel luogo di intimo e "indecente" ritiro, pensare e quindi ricordare, quel ricordo che si sbriciola e sfuma, che confonde e si fonde in vecchie canzoni di un prima e nozioni di fisica o scene di film di recente visione.
Ed ancora il senso del tempo che passa a dominare su tutto: i ricordi, i bambini, le piastrelle crepate fino al culmine dato dalla fissità e da quel verso sospeso "le so fissare per ore", lo squotersi successivo, magari un richiamo, o sapere l'attesa di altri, lo spezzare improvviso del ritmo che sta nel contrasto "ma è ora di pranzo".
E la chiusa vera concessione all'armonia ed alla musicalità: prendere le misure e sentire questa liquida vita che cola nelle fessure.
Ho cercato di esplicitare alcune delle ragioni che mi hanno fatto apprezzare, ancor prima di leggerla qui, questa tua poesia, caro massimo
e ti confesso adesso un caso di communio, passato, credo, inosservato: nella mia poesia "Aromi di latta" (la prima delle silloge attualmente pubblicata, e splendidamente commentata, da Giacomo Cerrai nel suo blog, qui http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/88-Alivento,-ali-di-vento-e-dossidiana.html) alcuni versi sono stati ispirati dall'affine sensibilità e dall'impressione mnemonica lasciata da questa tua. Leggere per credere. :)
Cari saluti a tutti.

PS per la prima ti pregherei, se puoi, di spendere tu stesso Massimo qualche riga di commento, chiarificatore, comprendo dal posizionamento: è la prima della serie, e dal fatto che vi ritorni adesso sul tuo blog lastanzacinese che il tema ha per te speciale importanza
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#37   18 Dicembre 2006 - 23:01
 
che ne pensi massimo delle ultime considerazioni dell'amica ali. intanto mi congratulo con lei per la recensione dal cerrai e dico che in effetti " in aroma di latta " ho trovato tracce de la vita liquida.

comincio intanto a ringraziare l'amico massimo per la sua gentile presenza qui in mezzo noi e a preparare il campo alla prossima ospite che sarà chiara de luca. chiara sarà a nostra completa disposizione da mercoledi 20/12.
pertanto il nostro poeta torinese massimo sarà con noi fino a tutto domani. avanti allora, approfittiamone.

inizio io chiedendoti caro massimo di parlarci di eventuali tuoi futuri progetti di critica letteraria: non so altre collaborazioni in vista su riviste, siti ecc.ecc.
Inoltre vorrei sapere se la tua nuova versione di liberinversi sta procedendo secondo quanto ti proponevi.

a domani, allora
notte,
R.
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#38   18 Dicembre 2006 - 23:03
 
si nota che ho scritto di corsa e senza rileggere?
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#39   19 Dicembre 2006 - 11:49
 
Ho avuto modo, attraverso PoEcast, prima di ritornare, di vedere la lettura di Giacomo Cerrai alle letture di Ali. Ho lasciato un brevissimo commento, come questo, del resto, visto che non sono in nessuna sede e sto correndo. La ricerca affine, mia e di Ali, di cui ritrovo tracce disseminate qua, nel blog di Giacomo e nella Stanza Cinese, è un motivo in più per una reciproca lettura e condivisione.

Ali, hai fatto anche de La vita liquida, una lettura che considero esemplare, in quanto a connessioni con quanto avevo in mente quando la scrivevo. Per quanto riguarda il tema, credo, cui alludi per Xantia, la cosa si fa complessa e spero di poterlo fare magari con un po' di tempo in più, purtroppo forse non in in questa settimana.

Lo stesso per la domanda di Roberto: progetti futuri mi vedono essenzialmente coinvolto con L'Attenzione e con LiberInVersi sulla Rete e con la collaborazione presso lacune riviste cartacee con le quali ho finora già collaborato in veste di recensore. Per quanto riguarda LiberInVersi 2.0 credo che i primi risultati si siano visti per quanto riguarda la poesia straniera, attraverso il valido supporto di Chiara (che sarà prossima ospite qui), Alessandra Palmigiano e Pierluigi Lanfranchi. Per il resto credo che LiberInVersi rimanga e punti a rimanere lo spazio virtuale dedicato al confronto sui testi e alla divulgazione/condivisione della poesia d'oggi.

Comincio a ringraziarvi anche io per tutta l'attenzione che avete dedicato ai miei testi, a cominciare da Roberto che li ha ospitati, da ali che li ha così umanamente e profondamente interpretati e passando a tutti gli altri che sono stati qui presenti.
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#40   19 Dicembre 2006 - 23:34
 
e allora caro massimo, ti mando un grosso in bocca al lupo per il tuo cammino di poeta e di critico. il tuo liberiinversi è quasi diventata una icona, un punto di riferimento per i molti amanti della poesia in web, anche e soprattutto per il discorso della mappatura/ censimento poetico. quindi il consiglio è: andare avanti, per la propria strada, secondo il proprio credo.

spero di cuore che ti sia trovato bene qui, in questo piccolo covo di amici, covo si, ma anche piccolo contenitore. quando vorrai potrai passare e cliccare sull'audio da ascoltare, proprio come il buon vecchio jiuboxe e se vorrai soffermarti con gli ospiti.

un ultima cosa, poi...non ho più capito come hai fartto a risolvere i problemi di ascolto che avevi all'inizio.

ti saluto e approfitto per augurarti buone feste.

n.b: avrò un po' di cose da leggere la prossima settimana, tra cui la tua "cieli e terra nuova".
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#41   19 Dicembre 2006 - 23:37
 
scusate la fretta ed il casino con la sintassi (voglio fare troppe cose insieme)
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#42   20 Dicembre 2006 - 08:33
 
Eh eh, Roberto :) Cieli e terra nuova è in fase di riscrittura radicale: ha cambiato faccia, personaggi e storia, anche se l'impianto è lo stesso. Certo è che per ora è ferma a metà, così non posso mandarti niente e fino a che non mi viene l'ispirazione non si vede luce per quel racconto.

Mi sono trovato benissimo, Roberto. Da covo di amici, vedrai che questo spazio saprà diventare area di divulgazione e incontro a vasto raggio, ne sono sicuro. Il lavoro è di ottima fattura e le persone che lo conducono sono desiderose di imparare e aperte.

I problemi di ascolto sono stati risolti con l'installazione di QuickTime che non avevo sul mio pc.

Un augurio di buone feste anche a te e a tutti quelli che non avrò occasione di risentire prima di Natale. A presto,

M.
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#43   20 Dicembre 2006 - 17:02
 
Bene, sono lieta di sentirmi definire (tra le righe) aperta ;) persino più di desiderosa d'imparare, che è la verità.

Ringrazio anch'io Massimo, del piacere della sua compagnia, della sua rarefatta, sfuggevole poesia che tenterò per sempre di afferrare e, senza riuscirci, forse, ahimè, di farla MIA.

Sento che avremo altre occasioni di contatto/confronto, Massimo, quanto meno lo spero e t'invio un saluto caro.
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#44   12 Febbraio 2007 - 03:14
 
Mi piace assai. Mi hai fatto passare una mezz'ora molto piacevole. Grazie.
gj
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