rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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martedì, 28 ottobre 2008

- segnalazione = vicino alle nubi sulla montagna crollata a Vigevano -

Libreria il Convivio

Corso Garibaldi 23, Vigevano

Sabato 8 novembre alle ore 21,00

Voci di poeti contro l'inquinamento e lo scempio ambientale

presentazione dell’antologia di poesie

VICINO ALLE NUBI

SULLA MONTAGNA CROLLATA

a cura di Enrico Cerquiglini e Luca Ariano

Campanotto Editore

Intervengono

Marco Beretta

                                                                                   e Luca Ariano

Saranno presenti i poeti:

Sebastiano Aglieco, Mauro Ferrari, Anna Lamberti Bocconi,

Francesco Marotta, Marco Saya,

Maria Pia Quintavalla, Tito Truglia

«Questa antologia è nata con spirito pasoliniano. Il nostro obiettivo non è certo “scimmiottare” le battaglie politiche e culturali di Pasolini né osiamo considerarci suoi eredi o vediamo nella figura diPasolini un profeta, solo vorremmo che quello spirito critico del poeta friuliano e di tanti altriintellettuali della sua generazione come Volponi o legati a quella stagione come Fortini, Vittorini,Alfonso Gatto ed altri fosse presente in questo lavoro. [...] Non siamo certo così ingenui da pensareche un'antologia (che non ha nelle nostre intenzioni valenza critica, ma di sensibilità verso unacerta situazione) possa modificare nell'immediato le cose, ma ci piace credere, pensare e tentare difare in modo che attraverso una poesia, un semplice verso qualcuno possa accorgersi che i poetinon vivono nel loro mondo, ma sono parte attiva e con la loro voce cercano di migliorare, far riflettere e cambiare le cose [...]»

                                       (dalla prefazione di Luca Ariano e Enrico Cerquiglini)

Ma a Pomigliano era il tempo

della spazzatura accumulata

delle mattine super umide velate

da un leggero e distribuito

strato di fumo, decomposizione

e diossina.

La gente non vuole

gli inceneritori per poter incenerire?

                                 Carmine De Falco

 

Scorrono davanti e dietro i grigi

cercando la discesa di una strada

con terra e polvere

l’erba di campagna avvelenata

sfonda la scena della cerimonia

in fondo alla navata pacco a sfera

e nuotano come pesci i volti dei

viventi appiccicati sulla schiena

di trenta fiumi versati il primo aprile

Alessandro Seri

postato da: redmaltese alle ore 28/10/2008 21:15 | link | commenti (5)
categorie: segnalazione vicino alle nubi a , segnalazione vicino alle nubi
venerdì, 24 ottobre 2008

- progetto lettura = revival alborghetti/quintavalla

PROGETTO LETTURA "REVIVAL" FARA' DA BREVE INTERVALLO TRA UN PROGETTO LETTURA E UN ALTRO. PROGETTI LETTURA VECCHI SARANNO L'ANTEPRIMA DI NUOVI PROGETTI LETTURA.

 

 FABIANO ALBORGHETTI = PROGETTO LETTURA 22

http://oboesommerso.splinder.com/post/11851488/-+fabiano+alborghetti+%3D+proget

 

 

 c'è gente...

 

 MARIA PIA QUINTAVALLA = PROGETTO LETTURA 29

http://oboesommerso.splinder.com/post/12752945/-+Maria+Pia+Quintavalla+%3D+prog

11 Settembre

postato da: redmaltese alle ore 24/10/2008 23:25 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 17 ottobre 2008

- francesco marotta = progetto lettura 53 -

Picture 4Francesco Marotta

"lettera da Praga"

letture Giacomo Cerrai

fango dislagato in pozze di cielo
l’urlo che annaspa stretto alle sue radici   musica sghemba
s’irida
in
prospettive e note di volo   disordine necessario
che ripete l’occhio a curare lampi malati –
 
e allora ripensi il chiarore   il suo profumo offeso
soglia che immette in terre senza luogo 
dove
calchi di vento
segnano il confine tra attesa e oblio   e il futuro è un volto
che riemerge
da franate memorie sottovetro   una catena di passi
marcati col sangue uno a uno
dalla foce del Sele alle porte del Hrad   un ponte di croci
gettato sull’abisso…
 
 
                                 mio padre coltivava sogni
dietro il filo spinato di terragne lune   tra cumuli di vite
lasciate a marcire
                             e una viola
                                                spuntata per caso in pieno gelo
li allevava nel piscio nel vomito
di bocche smembrate   proprio i sogni
che resistono alla deriva degli anni
quelli che lasciano una traccia indelebile ad ogni risveglio
 
                un papavero che vigila le messi un
                fiammifero
                che
                urla alla marea un’ala
                trafitta di chiodi
                un frammento di buio strappato a un delirio di luci
 
forse
già da bambino abitava il fuoco
che il giorno porta iscritto dentro il palmo
gabbiano insonne
che misura il naufragio della storia
come si guarda il tempo di una vela
                                                            in balìa delle onde
del crepuscolo –
                                                                                 
ora dal reliquiario delle sue sacre ombre
qualcuno libera serpi
                                   a impastare il pane delle stelle
 
 
 
  
solo la sua mano
                            ancora
                                         s’illumina
                    all’oracolo sapiente della spiga
                    recita parole d’esilio
                                                       esorcismi contro l’artiglio
                    uncinato della grandine
                    una preghiera a un dio senza altari
                    un breviario di immagini
                    dove il fumo che spunta dai camini
                    non è alito di ceri e d’incenso ma un respiro  
                    che ieri
                    aveva occhi
                                         e voce             
                   
                    era
                          dita smagrite d’infanzia
                    che disegnavano rotte di astri splendenti
                    sulle pareti dell’inferno  
                                                           nei corridoi di Terezin                    
                    o tra le case sventrate del ghetto –
                                                                            era
                    bambini che ritagliavano ali di luce
                    scavando coi denti nell’ombra
                    incidendo brandelli di pelle  
                    sul corpo inesplorato degli anni
                    dove non sarebbero stati –
                   
                    rischiaravano la pianura boema
                                                                       annerita da nuvole d’acciaio
                    solcata da transiti di uomini cavie
                                                                           stipati nel ventre
                    di carri bestiame…
                  
                  
…                                                     se ti fermi e accarezzi la terra
                     che conserva il calore
                                                         la linfa di giorni infiniti
                                                                                                 mai nati               
                     ogni stelo che spunta ai tuoi piedi
ha la forma di un calice –
                    simbolo perenne di un unico rito
                    il ritorno
                                   ai deserti di un grido
 
  
...
 
 
 (i vivi – diceva
è
appena un
rigagnolo di vino   memoriale della terra e
delle stagioni
che dall’orlo colmo cade
e accende sui prati
alfabeti fraterni
di assenza –
                      lumi apparecchiati
per la cena interminabile
                                         dei morti )
 
  
ogni sera accosto alle labbra
la sua pupilla di sopravvissuto – estranea a un mondo
che rimargina ferite con l’oblio   l’orrore
con il balsamo e i drappi putrefatti
                                                        dell’eterno
 
–                incessante dismisura del sentire   mappa vegliata
da silenziosi inverni 
                                 dalla neve che cova salici e mulini
giorni d’alveare   nel cratere
dei numeri abrasi   sfrangiati dall’unghia della tenebra
sul braccio –
                        muta sorgente
di polvere
 
                  rifiorita d’albe nel passaggio
Francesco Marotta è nato a Nocera Inferiore nel 1954.
Ha compiuto studi classici e si è laureato in Filosofia e in Lettere Moderne.Vive in provincia di Milano, dove insegna Filosofia e Storia nei Licei.Suoi testi sono apparsi sulle riviste: Il Segnale, Dismisura, Anterem, Convergenze. Tra le sue pubblicazioni in versi: Le Guide del Tramonto (Firenze, 1986); Memoria delle Meridiane (Brindisi, 1988); Giorni come pietre (Ragusa, 1989), Alfabeti di Esilio (Torino, 1990); Il Verbo dei Silenzi (Venezia, 1991); Postludium (Verona, 2003 - Premio “L. Montano”, sezione inediti); Per soglie d’increato (Bologna, 2006); Hairesis, (E-book, Milano, Cepollaro E-dizioni, 2007). In antologie sono comparse le sillogi Geoglifi (Frosinone, 1995) e Notizie della fenice (Frosinone, 1996). Di imminente pubblicazione per l’editrice Le voci della Luna, Impronte sull’acqua, opera vincitrice del premio “Renato Giorgi” 2008.
Gestisce lo spazio web www.rebstein.wordpress.com.
 
postato da: redmaltese alle ore 17/10/2008 00:12 | link | commenti (59)
categorie: progetto lettura 53 f marotta
giovedì, 09 ottobre 2008

- liliana zinetti = progetto lettura 52 -

liliana

liliana zinetti

da " due" e altre cose

Convivio serale
 
Il silenzio dei cucchiai stasera
è la voce di pensieri stretti
in una solitudine di gesti.
E’ sera che duetta con l’ombra
delle voci, mentre dal tavolo
levo le stoviglie e il peso dei silenzi
e getto gli avanzi e il resto dei giorni
in una notte
un poco triste e un poco puttana.
 
Impariamo a morire così, nel distacco
di un gesto, in un ritardo del cuore
 
 
          
    ***
 
Lungo la frattura d’orizzonte
                quando uno pensa.
I colori bambini
e gli alberi che scrollano il buio.
Vengono con sillabe d’erba
e risa di papaveri
nell’estate già vista.
 
Prima del nero, del sussulto delle foglie
la luce
             si lasciava toccare.
 
La gioia è dei bambini, capriola
di nuvole, grazia, la vita elementare.
 
      
 
Tutto il pane del mondo
 
Era per il confine,
per la pioggia. Soffriva anche la luce,
incrinata nell’obliquo raggio di gennaio.
Il grano e l’acqua, l’oro lontano
dell’estate - un’isola scossa dai venti.
Dicevi gelo-neve
per coperte e tazze di latte, mentre
roteavano bianche
lune d’inverno, rami, tam tam
di tamburi alle pareti.
 
Misuravi le distanze
rabbrividendo piano
tra l’inverno e l’urlo.
Dicevi buio-notte
per pane e zucchero, di schianto
crollava la lancetta dell’ora,
il buio freddo sulla nuca
sull’acqua delle dita.
 
Batteva fissa l’ora
a nord di ogni cosa, chiedeva
la rivolta del sangue, il segno, l’assoluzione.
 
da Due
 
dove dirigo il mio spavento per non spaventare chi amo?
                                      Antonella Anedda
 
 
IV
 
Poi erano gli sguardi e le parole taciute che entravano nel disfarsi delle sere, era un fuoco d’orizzonti nel rogo di settembre, uno stare troppo vicino alle cose; che perdevi il sorriso, il peso, la voce, che andavi via con una tristezza tanto buia senza voltarti, in uno schianto di nuvole, nell’improvviso del freddo.
 
V
Una panchina tra i tigli, un’età saggia e nessun metafisico azzurro. Magari la pioggia, le nuvole che passano, l’acqua sul viso. Il pane buono dei giorni.
Come qualcuno che ha visto tanto e sogna un quartetto d’archi nel tramonto, una viola nella neve. Stare come una pietra quieta.
 
 
 
                   
Oggi, come altri oggi, la SS42
stride come un folto d’uccelli di latta
impazziti nella bufera.
Qualcuno prende posto tra
il verde malato dove stanno le panchine                                                                   
con i vecchi andati in un ricordo.
Altri attraversano rumori,
corpi, strade che si ricongiungeranno forse
finita la collezione di farfalle
infilzate a fogli bianchissimi
o di francobolli per lettere mai spedite.
I panni stesi sui balconi
ignorano la danza dell’ombra
si bagnano di una luce cieca, stolida.
Ordinati gerani
dai davanzali delle villette, l’azzurro
sfiorito delle ortensie,
l’ombra di cose troppo vicine al buio.
Si sta sospesi, a volte, a parole
che non si riescono a dire:
dire cos’è un lampione, macchie
di Rorschach gialle sull’asfalto.
O un abete ritto nel silenzio.
Lo sguardo di uno sulle cose
o cos’è la solitudine.
La bellezza è
se chiudo gli occhi per vedere.
 
E qui il mare è una cartolina di saluti
e   poeta è il pazzo
che trasforma il reale
in un’oscura sequela di parole
Liliana Zinetti risiede a Casazza (Bg) dove è nata nel 1954. Ha pubblicato due raccolte di poesie Volo di terra, LietoColle 2004 e L’ultima neve, Lietocolle 2007 .
Sue poesie sono apparse su Le Voci della Luna, Poesia, Soglie e altre riviste letterarie, nonché in varie antologie.
È ideatrice e promotrice del Premio di poesia Il lago verde. Gestisce il blog http://spaziozero54.splinder.com
postato da: redmaltese alle ore 09/10/2008 23:11 | link | commenti (35)
categorie: progetto lettura 52 l zinetti
mercoledì, 08 ottobre 2008

- segnalazione = ripresa progetto lettura -

oboe

GIOVEDI NOVE OTTOBRE SU OBOESOMMERSO RIPRENDERA' UFFICIALMENTE PROGETTO LETTURA. RIPARTIREMO CON PROGETTO LETTURA N. 52 OSPITANDO I TESTI E LA VOCE DI LILIANA ZINETTI. RINGRAZIO CON TUTTO IL CUORE  LA SQUADRA CHE HA ACCOMPAGNATO FINO AD OGGI IL PROGETTO, SPERANDO CHE CONTINUI A SOSTENERLO.

                                                                        R.C.