Lilli Hofer
"sette testi x oboe"
letture di Amilga Quasino
1.
venezia sparirà nella laguna
scivolerà in una lenta cerulea sequenza
o forse simultaneamente a un prossimo finesecolo
finirà con uno schianto uno scoppio
o magari in un tuffo spettacolare
oltremare
nella cartolina non ti ho detto
questi frammenti di pre-storia
per quanto è vera solo la scuola
dell'immaginazione ti ho scritto
delle manovre traballanti
e dei salvataggi fenomenali
di questa gondolina posticcia
dentro il mio boccale di birra
e tanti saluti
dalla città degli innamoramenti...
2.
un disperato verde
mi cresce attorno d'erbe
e i fili di uniformità e le piante
acerbità si schiudono radiali
al modo della luce
è sempre il tempo di partire
al passo della metropolitana
addirittura si allibisce
in questo tratto nero
in ogni cosa un giro
per ritornare a casa
(lustrare la notte in qualche tempo
mettere le stelle
è solo per vederla meglio)
nei finti prati la vacanza è lieta
l'assenza è là dove rimbomba
il tocco è solo un'invenzione
la fuga è sempre musicale
ma in questo mio discorso di cattività
in-temp-estivo industriale luglio si frappone
3.
in un certo senso
in questo odore di pioggia
di un tramonto che tarda
sulle piste di risposte giuste
e nella gravità delle infuocate dimenticanze
nei luoghi dove non sono stata
e negli ostinati tragitti
(io mi porto dentro civiltà della civiltà
metaforicamente parlando
un grido in un certo senso
la libertà di un sospiro profondo
restituito in un soffio
sopra le vele rotte
di queste barche ferme)
il sole se na va in un verso
4.
dolo-mitico
tra i resti di dissoluzione
di un meccanismo sole bistro
malfermo e potenziale
tra le acque dolci evaporitiche
sedimentate da ossidati amori in quota
di amorfi mastodonti
la nostra conversione minerale
nei baci precipizi gorghi ipersalini
il tentativo di fluirci al mare
5.
la casa è restaurata
un minimo ossario illuminato al neon
la mia sussistenza quieta spalancata
ho fame solo di sonno e di un fiore
e il divieto di sognarti fino a quando
ti saranno ricresciuti i capelli
- il ricordo fedele di un sogno futuro
desiderio oltre il desiderio
di trovare adeguato il pensiero
il ricordo che scaccia il ricordo
amore oltre l'amore
lascia il nostro amore in pace -
un buio imbonitore
con il fare suo di commedia
il fare del giorno
sbocceranno panteisti sul fondo
6.
ma la storia inizia da un punto
preciso del destino
non proviene, si dirige
mentre la pioggia cade
sopra le cose sopravvissute
le allunga e torna nube
di nuovo tu che non esci
e io sopra le righe
di nuovo, sognatore d'alce
e coda nera attraversano il mare a piedi
centocinquantamila volte duttili
tra queste forme ottuse
7.
ninnananna
poi creò
il piano sentiero
l'uomo nero
i blocchi di fango
le figure plastiche nel tango
gli occhi rossi
gli sguardi di pietà
la vocazione
la perdizione
l'usignolo
l'antropomorfismo universale
l' "io dico"
l'immagine del nemico
gli orologi a cucù
la milizia delle virtù
l'inchino a sua maestà
le pere bianche di collina
l'astinenza da nicotina
l'alito del mattino
il gelso la vite il pioppo
il biscotto nella pappa
- il marcire a volte dei frutti acerbi
gli scoppi bastardi di certi petardi -
la poesia profetica
le reti sulle parrucche
il genio arreso
il paradosso esistenziale
la parola muta
il gemito
la folla
le scale a pioli
i concerti di assoli
i diritti d'opzione
il nuovo capitale
gli operai anziani
le stalattiti
i vulcani
altre mode
altri idoli
i sogni dei cani
gli orti nei pantani
i vortici sui catamarani
il velluto dei pompini
le superfici piane
lo stile
le rane
l'occhio suo gigante
e nella palpebra cadente
creò il suo dormire
Lilli Hofer scrive dalle Dolomiti con la penna de I Figli Belli.
e mater ja edizioni Lulu.
Quarantasei anni, comunista e parastatale.Momentaneamente in sosta poetica vietata.