rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
- ROSSODISERA OBOESOMMERSO ora è qui =http://oboe.altervista.org/blog/ -

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Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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venerdì, 29 febbraio 2008

- daniele de angelis = progetto lettura 46 -

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Daniele De Angelis

"diario di un altro"

 Otium edizioni

La crepa
 
 
 
Brucio giornali vecchi quotidiani secchi
sotto le fascine e fanno un fumo nero
d’inchiostro che macchia le dita, oppure blu
di fotografie a colori in prima pagina;
subito assottigliati, sfaldati, svolazzano.
 
Il ciocco sfocato suda l’acqua rimasta
tra gli anelli rappresa, poi il fumo s’infiamma.
 
Dalla parete scende fino al pavimento
di piastrelle spaccate, una crepa nera
come un segno impreciso di matita, ruvida
dove sbreccia l’intonaco in fragili scaglie.
 
Dice il contadino del casolare accanto
- che la casa s’ crolla a fa’ passà ‘n anne
che lu spacche è prefunne, ce se po’ ‘nzaccà
nu curtielle ‘ndiere; nisciù l’è ‘ccommodata
in tutte stu tiembe, manghe nu laveritte
e l’acqua quande piov ‘ngima la collina
la terra resmove e chesta se ne cala. -
 
Il caffè dalla moca sbocca sopra il ferro
smaltato dei fornelli, sbatte e forma pozze;
scivolano i libri dalla borsa gettata
di fretta sul tavolo, come sporta bucata.
 
Odore d’acquazzone viene alle finestre;
come un ematoma le nuvole addensate
sopra le colline, le piante innervosite.
 
Dal tetto precipita una necessità,
le chiazze dei coppi spazzati via dal vento
erasi, come dure squame dal coltello…
 
…rassettare i ricordi, pur stando in affitto.
 
 

- Diario di periferia -

 
-…l’ho visto steso lì,
con le braccia gettate, piegate attorno al water
come ad afferrare
una gamba, una boa…
…e quella maglietta e quei jeans
contro le mattonelle lucide, più chiare
dei capelli…e poi
quella vena ‘ngrossata
che sicuro l’hanno ammazzato, che lui al massimo
la spacciava…l’età di mio fratello ci aveva…-
e s’è fermata;
io, non ho risposto nulla.
 
Poi, al supermercato facevo la spesa
e dalle parole che ricordavo
tiravo fuori quella scena, come a comporre una foto,
fino a vedere una nuca bionda
senza faccia
(il volto
un particolare mancante).

Dopo che ho suonato e non t’ho trovato
(che non c’eri)
m’è scoppiata dentro una risata, e sulle labbra,
perpetuata ad ogni passo d’un tragitto estraneo,
un raccordo sbrancato in rami curvati
tra centro commerciale, zona industriale
e autostrada per il mare.
 
Sopra marciapiedi e terrapieni
sordi, come suole di gomma,
il muschio cresciuto intorno agli scoli
è generazione dell’umido e dell’ombra
(infiltrazioni testarde come gli estuari)
mentre si sovrappone il fiume
che affossato dentro all’argilla
dalla ringhiera del ponte procede
in un’acqua ocra che non specchia
ma contro i tronchi e gli argini s’increspa e schiuma.
- Sul volto -

 

 III
  
 
Arrivare a temere che il viso si spacchi
come frutto tra le mani,
mentre rigido trattiene una risata;
vedere i muscoli tesi
di guance palpebre e labbra, strappati
come tiranti di svolazzanti tendoni
ai tenaci picchetti sfuggiti, alla terra compatta;
 
faccia che s’apre a se stessa fino alle lacrime
a sventare ogni vergogna, così preziosa
in quel mostrarsi distratta e senza posa,
come un insensato gioco, un contrattempo
alle feroci imboscate del giorno.
IV
 
 
 
Solo nel riflesso vive il proprio volto,
nello sguardo dell’altro si conosce, lampante
il riso come il pianto, il tentennamento
negli angoli della bocca incostanti
e lo sbotto imprevisto che è urlo
o bestemmia…
         
…e come attori del muto siamo diretti
nel portare sul corpo tutto un discorso,
e dare le spalle
non incide, lascia solo una pausa
che è già stata travolta.
- Inedito -
 
Il verbale
 
 
 
Adattati al contesto,
al buio delle finestre,
alla diffusa immobilità dei neon,
s’innescava un contrappunto
tra richieste, testa e braccia,
ammissioni e dinieghi scrupolosi
per determinanti conseguenze
d’inserimento dati.
 
|uno |due |tre
le dita distese dalla mano,
interpretavano al meglio i |||tre figli,
generati ad attendere in patria, battuti
nei campi vuoti del verbale.
 
- Trova confortevole, questa notte,
rispondere con gesti e versi
alle domande? dimenticare,
per un’ora, l’altra lingua
ed i suoi imbrogli? ma tanto,
signora, compiliamo solo prestampati -
 
Daniele De Angelis   è nato ad Ascoli Piceno nel 1981. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Perugia. Nel 2004 è stato tra i fondatori e i redattori del foglio quadrimestrale di poesia e realtà “La Gru” (www.lagru.org). Nel 2006 ha dato vita al portale di audiocultura “Figli di EnnE EnnE” (www.figlidienneenne.it). Sue poesie sono apparse nell’antologia “L’arcano fascino dell’amore tradito, tributo a Dario Bellezza” (Perrone Editore) e nella rivista “Ciminiera”, oltre che su vari siti internet. Nel 2007 ha pubblicato, per la “Otium Edizioni” (www.otiumedizioni.com), la sua prima raccolta di poesie, “Diario di un altro”.
postato da: redmaltese alle ore 29/02/2008 00:01 | link | commenti (32)
categorie: progetto lettura 46 d de angelis
giovedì, 21 febbraio 2008

- segnalazione = nel secondo verso -

NEL VERSO – Secondo tomo
Finalmente è pronto!
 
NEL (secondo) VERSO, www.lulu.com, febbraio 2008 - pp. 345, € 11.00 
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Copertina di Vittoria Bartolucci, Quarta di copertina di Paola Attanasio
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INDICE DEL VOLUME
Nel secondo Verso di Maurizio Terzetti                                          
AUTORI                                                                              
Da Lily, Lily, Carnation, Rose a Il regno della Mosca di Alessandro Ansuini                       
Calendario oltre il tempo di Luca Ariano                                           
Cenerentola e Alice di Maria Cristina Baioletti                              
Sigari di Filippo Farinelli                                                                  
Tra Iomare, Tautogrammi d’amore e d’amarore e Rosso Mobbing di Alessandra Palombo 
SCRITTI CRITICI, INTERVENTI, INTERVISTE E ALTRE GRAFIE                                 
Il gioco di fare versi (che però non è un gioco) di Jaime Gil de Biedma di Francesco Accattoli         
Sandro Penna tra vita e realtà di Enrico Cerquiglini              
La poesia è sempre segreta (intervista a Carmelo Vera Saura)         
C’è una storia nel bosco di Maria Angela Menghini                        
Scrittura di genere di Silvana Sonno                                     
Sulla Quiete di Maurizio Terzetti                                                    
FOTOGRAFIE DI PAOLA ATTANASIO                        
FUMETTO DI VITTORIA BARTOLUCCI                                
DI LIBRI, DI EBOOK E ALTRE STORIE                                 
L’altro De Angelis di Raimondo Iemma                                           
L’impossibile fuga dall’Ade di Enrico Cerquiglini                             
Il segreto di Scarabicchi di Vittoria Bartolucci                                 
Distanze e vicinanze in Marcella Corsi di Vittoria Bartolucci
Moriconi e la distruzione di Atene di Enrico Cerquiglini                   
Un libro di congedi di Gabriella Bianchi                                          
I voli lirici di Casiraghy di Gabriella Bianchi                          
Io credo proprio di amarla la vita di Enrico Cerquiglini                                                        
Le stanze interiori di Vittoria Bartolucci di Gabriella Bianchi 
 
L’auspicio della Redazione è che il progetto possa allargarsi e coinvolgere sempre più autori e espressioni artistiche. La partecipazione di poeti, narratori, critici, disegnatori, pittori, fumettisti, fotografi, ecc. è auspicata da tutti.
Il volume è pubblicato con la formula di www.lulu.com, ed è disponibile in duplice formato: cartaceo €. 11,00 – in pdf, liberamente scaricabile e gratuito.
Per poterlo scaricare è sufficiente cliccare sulla copertina, si verrà indirizzati alla pagina di Lulu.
e-mail del progetto: nelverso@libero.it
 
postato da: redmaltese alle ore 21/02/2008 23:59 | link | commenti
categorie: segnalazione nel secondo verso
venerdì, 15 febbraio 2008

- fabrizio pittalis tribute = progetto lettura 45 -

  karpos_fabrizio pittalis

fabrizio pittalis "tribute"

letture Ansuini - Molesini - Rossetti

 

E’ passato un anno dalla morte di Fabrizio Pittalis, giovane autore fondatore di Karpos. Molti amici, in un modo o nell’altro, hanno voluto testimoniare quanto sia stato importante per loro, condividere con lui il progetto Karpos e soprattutto frequentarlo come uomo e poeta. Dai vari interventi che ho letto in rete, sembrerebbe che l’artista non avesse voluto coinvolgere gli altri compagni di viaggio, su quanto gli stava accadendo come essere umano. Ora gli stessi "amici", oltre ad avergli dedicato una serata con un vero e proprio "recital", nella sua Porto Torres  “Molto spiacenti, Sir”, dispensano letture dei suoi testi nei vari reading che presenziano, o nei loro blog. Un modo per donare agli altri le sue cose, segno d'affetto e di stima, ma anche, secondo me, un modo per sentirselo, in qualche modo ancora vicino.
Silvia Molesini, Alessandro Ansuini e Andrea Rossetti hanno aderito con gioia all'invito di dedicargli un “progetto lettura”.
Tre interpretazioni, assolutamente suggestive, che consiglio vivamente di non perdere.

IRREPARABILE  - lettura Andrea Rossetti -

Mi portavi alla campagna per un giorno vuoto
veloce e rustico
proprio quello che ci vuole
hai detto.

Io cercavo
nonostante le promesse di star fermo
e con la testa sopra il collo
nelle pietre un bel canguro
una forma da notare di leopardo
mi sentivo come fossi appena partorito
visto e rivisto

                    straordinariamente vecchio

dentro agli atomi nell’aria
mi guardavo di nascosto.

Godevamo degli sbuffi degli scherzi entrambi
solitari, belli e cristi
dermatologicamente quasi muti:

sulla fronte
non avevi niente altro che una piccola eruzione.

Se non fosse stato per la prosa degli occhi
non saresti mai riuscita a scovarmi.

Me l’ avrei forse cavata
col bluastro d’un cielo d’inchiostro
un agire da latte e biscotto
tra i ricordi delle elementari
così romantico
con un paio di stampelle sentimentali
avanzando
tra un quiproquò ripetuto di falsi allarmi umoristici
nascondendo ben dentro il cappotto
il mio corpo di muschio
la mia testa a sonagli
dietro a un viso da barbapapà
con un cuore
che a schiacciarlo fa
piii-po’


 
ANNUSANDO CERTE CREPE DELL'ESTATE   - lettura: Silvia Molesini -
Non fu fuoco sulla faccia
forse solo terra dura
crivellata
sotto il peso della vita
dell’ “Avanti!” dell’erbetta…
Dolci visi angeli morti
grossi rospi intermittenti
mai del tutto seppelliti tra i tendaggi
— tutto un mondo in piccoli particolari —
costole di cani
infiniti lunghi spettri
luminosi di corolle e fiori informi
incagliati per scurire i tuoi ricordi grano e luce in un colore.
(le due cose stanno sempre insieme)
...
Per aria al mercato…
Un inferno di grucce e stoffe…
Fruttivendoli poco commossi per il calore dei pomodori…
Passeggiavi…
E sfocava l’avvinghiarsi sessuato delle voci
pietre grosse troppo leste a sbriciolarsi
se il tuo dito se n’andava alla ricerca di qualcosa che piacesse
se s’apriva luminoso il paradiso in un momento principale
e saltava
luccicante
subitanea si squarciava la città.
...
Tutt’ignari dei pericoli i volatili ci sembrarono i più vivi
voli viola a capofitto scuri
volteggiando
negli sforzi delle nuvole e nel sole
e col fuoco del fornello dopo acceso azzurro in quel bel giorno
facevamo le scarpette lungo i fondi delle pentole
dimenticando tutti calce viva e piedi sporchi
l’altrui colore sempre più lucente
denti bianchi sani e forti
e un’altra nota non poco importante
il nostro essere incantata inconsapevolezza
il nostro buon funzionamento umano.
...
Dovette piovere molto sul clima indorato di quei giorni
ci muovemmo mosche negli occhi
fessi
caldi dentro ad illuminazioni e soli assenti
decapitati nelle intenzioni delle luci
e alcuni giacevano morti
e un morto canticchiava fra sé e sé.
Non si capiva il vespro
l’accecarsi nella luce attonita
il nero invadente sotto gli ombrelli nel sapore dorato dei corpi
dei sogni rubati ad immaginazione dalle menti degli altri
non s’avvertiva che poco quel sale sugli occhi
la vaga sensazione erotica
di madri felici cullando cullando fagotti di figli inesistenti
ma a noi la materialità non importava
la luce falsa
profeti indossammo del tutto anche noi i nostri occhiali fumé
e ancora nel sole altri corpi
cumuli di mani nel sudore nudo dei petti
agnizioni squarciate di brevi momenti percossi
i figli dei figli dei figli giocavano ai morti
e un cane canticchiava fra sé e sé.
...
Moriva
da lontano
l’abc sulle lavagne sporche…
Nient’altro che improbabili insettini piccoli
obbligati dall’invidia dei palazzi
perdemmo in pochi giorni il nostro onore
tra i giochi dei quattro cantoni.
Furono grandi risate come tagliole accecanti
e non ci impressionarono i cazzi puzzolenti dei soldati
le nostre donne bionde di menzogne e pastarelle
in ogni via il trionfo della gioventù splendente
un peso perdifiato come d’allitterazioni collettive
e se n’andava via la grigia marcia eterna
l’esercito raggiante di uomini stracciati nella polvere
così innescammo ancora e quindi l’emozioni nostre
incinte di coriandoli e bombette.
Scontato un mio compare riteneva fossero soltanto favole
e seguitava a noia l’infinito delle trame e le sue ciarle
e a noi non importava niente
e alcuni giacevano morti
e un morto canticchiava fra sé e sé.
 
 
 
 DURA JOLE -  lettura di Alessandro Ansuini & Cameramix:
 
Se in ogni modo tieni duro le parole
e dappertutto cadono i capelli

la punta della lancia te la tieni in tasca
e accechi l’angolo dell’occhio

accechi delicata la mancanza d’alleati
triangoli schiacciati senza voglia

sui tuoi cigli (così diresti, forse in modo
involontario) strade impraticate

per sorprenderti legarti in basso
per risucchiati a strozzo dentro al tubo dello scolo

Jole - sudandoti ti chiamano le pile
i prati da lavare ad aspettar distesi

il sole lì tutte le sere tutte che s’assolve
l’orizzonte divorando e l’imbrunire pure.

Sai bene (e ciò ti scuoce) che si va
per tutto il mondo spettinando un po’
 
 
 
 
Fabrizio Pittalis principalmente produceva poesia, narrativa, riflessioni critiche e recensioni. Aveva progetti su blog.
si è spento a ventiseianni.
 
 
postato da: redmaltese alle ore 15/02/2008 23:47 | link | commenti (28)
categorie: progetto lettura 45 f pittalis
mercoledì, 06 febbraio 2008

- alessandro assiri = progetto lettura 44 -

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Alessandro Assiri
    
        "estratti"
         letture di R.C.
2.
Accarezzai l’idea
molto prima del tuo viso
Misi da parte la velocità
di una vita invadente.
Scrissi la trama di un addio
con parole di niente.
 
4.
Più ampio il gesto
Più breve il momento
Una fase di luna con gobba a levante
 
E il letto appesantito
ai bordi
inghiottiva lo spazio
tra la sconfitta e la resa.
 
17.
Io vivo nelle cose in cui posso tornare
Nei ricordi che conservo
Trasformando la memoria in un atto d’amore
inseguo quei momenti struggenti
impossessandomene,vincolandoli
alla mia malinconia.
 
Amo in questo modo
Nella piccolezza dei gesti
di cui mi approprio
Nella densità
di ciò che posso imprimere.
Amo senza spandere
Senza diffondere.
Amo sottraendomi
 
 Da Modulazione dell'empietà  Lieto Colle
 
  musica Piano bar moby
 
Non ti penso nemmeno oggi
Le mie parole sono una storia irrisolta, chi legge aggiunge ciò che manca
 
Chi non sa ascoltare è un magnifico interlocutore, non ti ruba niente, non si appropria di te, non lascia sulla strada briciole del tuo pensiero. Solo a chi non ascolta possiamo permetterci di svelarci e non per timore del viaggio, ma per poter dire: non ho spostato nulla
 
mi accorgo di essere solo nella brevità, nel tempo corto, quello che respira poco , che muore soffocato.
 
Rendiamo omaggio all'inutilità, nello stesso modo in cui lodiamo il dilemma. Ci crogioliamo nel dubbio, come ci appaghiamo con l'effimero. Crediamo di aver creato quello che abbiamo solo riprodotto e pensiamo di possedere ciò che non ci è mai appartenuto.
Ieri mi dissolvevo in qualche commento e oggi mi sforzo nel riappropriarmi di me, quando confondo l'oblio con la strada smarrita, in prestito nel posto sbagliato.
 
 
da il giardino dei pensieri recisi  Aletti editore
musiche "tema 2" di Manuel De Sica
 
Assiri Alessandro nato a Bologna il 24\ 07\ 1962 da molti anni residente in Trentino presente in diverse raccolte poetiche ha pubblicato per Aletti Editore “Morgana e le nuvole” e “Il giardino dei pensieri recisi”con la prefazione di Paolo Ruffili, per Lieto Colle ”Modulazione dell’empietà” prefazione Alberto Mori. Collabora con riviste sia cartacee che telematiche
postato da: redmaltese alle ore 06/02/2008 23:38 | link | commenti (21)
categorie: progetto lettura 44 a assiri

- segnalazioni "scrittura creativa in carcere" -

VOCI DALLA POESIA:
I Laboratori di Lettura e Scrittura Creativa in seno al Carcere di Opera e di Bollate
  
(…) per la costruzione di un macro-spazio generato da mente, sentimento e attraverso la scrittura, in alternativa al micro-spazio dettato invece dall’autocensura come alternativa allo stato affittivo dell’ambiente nonché dalla mancanza di relazione sociale, spazio fisico personale e scelta, dove scelta implica non solo un “qualcosa da fare” ma la proiezione di sé stessi verso il futuro possibile.
 
su TELLUSfolio
http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=4927
postato da: redmaltese alle ore 06/02/2008 00:40 | link | commenti
categorie: segnalazioni - scritura creativa
domenica, 03 febbraio 2008

- piccolo intervallo "una poesia una" -

Eppure qualcosa in noi si era liberato dall’ingombro
A quella vista, così, quando lei si piegò
Per girare la chiave la girò solo sino a metà
E parlò, così per dire, direttamente al parabrezza,
Di profilo e pensierosa, con le braccia tese sul volante
Affermando che questa volta, si, era stato veramente
Utile fermarsi; poi corrucciò le sopracciglia da guidatrice
Che tremarono un poco quando l’accensione partì.

                            Seamus Heaney - Electric Light

 

 

 

postato da: redmaltese alle ore 03/02/2008 21:44 | link | commenti (3)
categorie: una poesia una sheaney