rossodisera = oboe sommerso

- come fare a fermare il tempo - ( que le temps s'arrete ) Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.
- ROSSODISERA OBOESOMMERSO ora è qui =http://oboe.altervista.org/blog/ -

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Utente: redmaltese
Nome: redmaltese
Perdersi nel mondo parallelo, (quello non reale). Fuggire, per raggiungere un sereno stato mentale. Condividere l'inizio e la fine di un' emozione, reale bisogno temporale. Come fare? Fermatevi, ascoltate, leggete. Proviamo a fermare il tempo (per un runner sarebbe il massimo) Progetto lettura si auspica di arrivare a tutto questo. Leggeremo testi poetici e di prosa, ascolteremo la voce dell'autore, il suo battito, il suo calore, nel tentativo di perderci e ritrovarci nelle sue parole. Ci intratteremo con lui allo scopo di porre in essere una sorta di dare e avere. Mettetevi comodi: "que le temps s'arrete" Collaborano o hanno collaborato nel progetto: - R-Ceccarini(gestore) - Anila Resuli (voice e problem risolving) - Rita Bonomo (voice) - Luigi Romolo Carrino (voice) - Iole Toini (voice) - Massimo Sannelli (voice) - Amilga Quasino (voice) - Giacomo Cerrai (voice) - Attori compagnia Teatro Finestra (voice) - Alivento (moderator) - Enrico Cerquiglini (moderator) - Antonio Fiori (moderator) - Vaan /Antonio Vasselli (mixer) e tutti gli autori che vorranno mettere a disposizione le loro opere. La rubrica "interventi di Luigi Di Ruscio" è curata da Luigi Di Ruscio

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venerdì, 27 aprile 2007

- Francesca Pellegrino = progetto lettura n. 23 -

 vat
Francesca Pellegrino
     - "estratti" -


Ché poi arriva l'equinozio delle rondini
 
Ché poi è un mistero, lo stupore
di come non si smette mai di nascere
eppure grembi di madri si fanno gomiti di spazio
nel ventre dell’aria e pochi altri spiccioli
 
fame d’ossa – per esempio –
quella che langue, deserta,
tra un’unghia e la spina dorsale
 
come se l’avorio
o due particelle miserrime di idrogeno
potessero fare la differenza!
 
Ora, si pensi all’equinozio delle rondini
che anche se s’attardano talvolta,
è vero che poi arrivano.
e lo fanno sempre
anche se hai i capelli corti
e corri dietro ai fazzoletti bianchi.
 
Anche se hai le dita contate
per mangiucchiare la fame d’amore
loro arrivano
e quasi ridono sotto l’ala.
 
Ché poi ti prende un sonno
che non sai più che pesci pigliare
e nuoti l’aria in mare aperto
senza la maschera
con il cloro negli occhi
che ti cieca.
 
Ché poi muori
– povero sostantivo solo
senza ossigeno – 

 
 
 
Un giorno che c'era amore
ci sarebbe stato,
forse un caso, un giorno
che c’era amore
non lo dimentico,
fra ventiquattrore di passaggio
e passeggio di tram
quanto è vera quest’aria
che barcollo
e il monossido sul cuore

ci sarebbe stato
a dirla tutta un vento, altro
che di tramontana sulle labbra
ce n’è sempre troppa
e ancora vele questi anni
che ci sarebbe stato qualcosa
ma non fu mai nulla oltre l’ozio
e il cinico balbettare perditempo
delle ore in questo strazio
di silenzi a stracci
e un cuore bianco che s’immola,
lacero,

già destino strabico
nella bocca, già ultimo
questo participio a gamba tesa.
che m’inciampa
precipitando le solite scale
e un nulla qualunque

ché ci sarebbe stato
e non fu mai.

 
Da “Le solitudini di Aradollo” – Wikipoesia 3° Volume
 
C'è qualcosa di solo, tra il santo e il blasfemo
Il domicilio era un francobollo appena affrancato
tracce di inchiostro simpatico e poi il vuoto.
C’era una volta,
di muschi e licheni, fra il vento e una pausa, la casa.
Era polistirolo il pianto soffiato sui muri.
Era un giocattolo stanco per soli adulti, soli.
Era un soppalco di povere travi lacere e intonaco a pezzi.
La mia pelle era uguale, non a caso, quella, era la mia casa.
E c’erano tarli nel legno con lo stomaco di fame.
C’erano stipiti in lacrime sotto le suole di cuoio.
I mobili avevano un sorriso strano sulla faccia.
Un sorriso immobile.
Fermo.

Come il pianto delle madonne nelle processioni di pasqua.
Niente di irripetibile.
Tutto monotonamente uguale alla vita.
Il resto, lo dico vivendo, dall’alto di questi cuscini di noia
e un bicchiere di veleno sul comodino.

 
Francesca Pellegrino nata a Taranto il 5.11.1974
Nell'aprile del 2006, entra a fare parte del wikismo collaborando al progetto wiki-poesia, curato da Andrea Galli e Carlo Trotta, dove ha pubblicato nel vol. 2 della wiki-poesia "La felicità è una piccola cosa", ed è diventata co-curatrice del vol. 3. "Le solitudini di Aradollo".
Finalista per la seconda edizione del premio letterario IoScrivo di Giulio Perrone Editore.
Presente in varie riviste letterarie, tra cui niederngasse e arpanet.
postato da: redmaltese alle ore 27/04/2007 23:46 | link | commenti (49)
categorie: progetto lettura 23 f pellegrini
giovedì, 19 aprile 2007

- fabiano alborghetti = progetto lettura 22 -

fabiano alborghettiFabiano Alborghetti
 
      " estratti "
mix "vaan"
soft machine  ( spaced )
michael shrieve ( transfert station blue )



da Verso Buda
 
*
Non lasciare incustoditi i sensi,
tendono a divagare, ti spostano da un luogo
all’altro: la campagna Pavese
 
scende nell’occhio ed è difficile
da sostenere,
soprattutto quando è tempo di ritorno
 
dice la signora che passa di tanto in tanto, cosi discreta
in vestaglia lisa e cane, in aria di compagnia.
Non puoi vivere due esistenze, dice:
 
una ha sempre il sopravvento, anche se ignota.
 

*
Seduto sopra il livello del mare
di parecchie colline a raffiche di distanze:
all’occhio mai distrattamente l’assenza
 
di persone ma l’imperiosa pace che affermo
senza movimento. Non potrei cedere
alle comunioni di famiglie e quei riti da spiaggia
 
al rumore soprattutto e l’incoerenza che non lascia
illesi convivendo. Meglio solo all’alto fondo
che condomini in valigie
 
meglio lo spazio che tracima e sembra troppo.
.
 

 

 
*
Di nascosto, col rumore capace dei bambini
compaiono in massa, in numero da tre a sette:
un drappello in sudore disperato
 
a dar la caccia al cane, al giorno lungo ancora.
Tutti figli di zona a scattare tra gli sterpi
urlando nomi, azioni anche: un’evidenza di energia
 
a trafugarmi il cortile. All’inseguimento
lo sguardo retrocedo credimi: già sudo esaltato
correndo in testa
 
fermo al muro, immaginando.
.
  
 
 
da L’opposta riva
 
*
Conta i centimetri quadrati rimasti illesi
diceva, le stoviglie intatte mancando la parete:
a tutela del privato la tenda e la lamiera
 
l’uguale situazione anche agli altri. Nella privazione
sembra molto il poco e cosi rimane
velata nella tregua la stessa luce dello stesso cielo
 
l’accadere della cena e del risveglio. Rifatto l’attorno
non cambia il senso. La dove tu vedi cambia la famiglia
tolta la casa? Scompare l’eguale affetto o perdura?
 
L’intero suolo è casa diceva e dal suo fuoco il fango risplendeva…
.
 
 
*
E dove altro credi possibile la mia presenza
se anche la mia terra è contro? Non rimane niente altro
che la cancellazione ripeteva un dirsi presenti
 
anche senza il luogo. Adesso conta diceva
fai la somma dei rimasti. Sottratti gli urti i lampi
i sacchi senza nome o le cataste di arti e bocche colme
 
di vuoto avrai la misura del rimanere, l’innominata ampiezza.
.
 
 
*
C’è gente appesa perfino sui pali delle navi
lo sguardo che accusa e spunta o non crede:
dopo la voce italiana il motore spegne e qualunque suono
 
riassorbe fino al beccheggio, ai corpi fermi: procedure dice
le tue leggi uguali sempre. Sotto scorta fino al porto
e poi la fonda lo sbarco diritto fino al recinto a cumulare
 
le presenze come merce di stoccaggio. Non più di poco ripete
poi si rimpatria cosi come si arriva. Non si vede il numero
non si conta nemmeno quanta legione per nave al giorno
 
sperare la terra e nonostante le preghiere rimbalzare.
.
 

  

da Registro dei fragili
 
 
*
Canto VII
 
Ogni giorno a mezzogiorno accendeva la tivù
per guardare la puntata, quella soap di vita vera
ambientata in posti belli, dove ognuno è straordinario
 
nonostante l’accadere nonostante i mille nodi della trama da seguire.
Parteggiava in devozione per la donna e i suoi problemi:
ricordavano la vita e non sembrava poi un copione
 
perché nella vita vera quelle cose per davvero…
E viveva quelle storie come un colpo al basso ventre
trapuntare le emozioni nel trovare quel conforto
 
come odore di minestra quando scopre di star male…
 
.
 

 

*
Canto X
 
Il discorso, la finzione del discorso per offrire la presenza
di buon padre buon marito che pagava in pizzeria:
poi girava con lo sguardo come fosse un po’ per noia
 
stando attento a bilanciare tra l’attorno e la famiglia. La portata
di ogni sguardo, la portata in diagonale farsi largo tra la folla
per studiare soppesare nel passaggio l’ogni carne
 
tra i vestiti immaginare quanto seno o culo o forma
senza un niente tralasciato e sapeva che veniva lui veniva in ogni corpo
lo sapeva che ogni corpo gli piaceva come fosse ognuno il primo:
 
non il mio si ripeteva a bassa voce, non il mio di moglie accanto
non il mio di carne morta già mangiata consumata resa sterile dal parto
non il mio ma quello accanto
 
e non importa quanti anni, che vestito o peso o stile
non il mio ma la ragazza, non il mio ma l’ogni donna
l’universo di bastarde che si offrono per niente
 
io lo so, io l’ho capito, io capisco ogni finzione…
Poi il figlio lamentava
del calore della pizza della coca già finita
 
intrometteva un’altra volta. Portava un nuovo cambiamento…
.
 

 

Fabiano Alborghetti nasce a Milano nel 1970, vive a Lugano.
Ha pubblicato Verso Buda (LietoColle, 2004) e L’opposta riva (LietoColle, 2006). Quest’ultima silloge è stata composta come una Spoon River dei vivi dopo che l’autore ha vissuto dal 2001 al 2003 con i Clandestini di stanza in Italia.
E’ in corso di scrittura la raccolta Registro dei fragili.
Altri testi sono presenti in una moltitudine di antologie e pubblicazioni sia cartacee che in rete.
E’ drammaturgo teatrale .Collabora con le redazioni di diverse riviste come consulente per alcune Case Editrici.
 

 


postato da: redmaltese alle ore 19/04/2007 23:11 | link | commenti (48)
categorie: progetto lettura 22 f alborghett
sabato, 14 aprile 2007

- Blog e nuovi media Bazzano 28 Aprile 2007

 
“Blog e nuovi media nella diffusione della poesia italiana contemporanea. Idee e sviluppi futuri”
Workshop & Poesia
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Data evento: 28 Aprile 2007 dalle 14.30 alle 23
Locations: Albergo Alla Rocca, Rocca dei Bentivoglio
Curatori: Alessandro Ansuini, Matteo Fantuzzi
E-mail: internetpoesia@yahoo.it
Patrocinio: Pro Loco, Comune di Bazzano, Albergo Alla Rocca

Nell’epoca della diffusione di internet, dove gli scambi e la condivisione delle informazioni si è fatta sempre più veloce ed eterogenea, la poesia si è ritagliata un suo spazio proprio dove vivere un nuova respiro. E così, dalla nascita dei blog poetici fino agli aggregatori – sorta di contenitori di più blog affini per tematiche - fino alle audioletture e alla nascita di collettivi sempre più agguerriti, il poeta del nuovo millennio si trova a districarsi in una realtà virtuale che si va sempre più espandendo ma che, vista la vastità della scelta e della proposta, rischia di essere dispersiva, e di perdere la funzione aggregante su cui questi nuovi fermenti sono sorti. La possibilità di creare in

rete un proprio spazio, di diffondere poesie tramite video, radio, file musicali, la condivisione di documenti introvabili in cartaceo, la possibilità di organizzare eventi in una maniera e diffondere le notizie che fino a qualche anno fa era impensabile: su questo scenario ci siamo sentiti di organizzare un meeting aperto a tutti, poeti, organizzatori d’eventi, università, riviste, editori, gestori di blog, al fine di mettere in contatto concretamente le moltissime realtà che in questo inizio di millennio hanno lavorato per far emergere la poesia dalla nicchia nella quale era stata reclusa, nella speranza di trovare sinergie sempre più strette, e di consolidare quanto di buono l’avvento di internet ha fatto per la poesia.

COME PARTECIPARE

Per partecipare basta inviare una mail in cui si conferma la propria presenza, magari specificando il ramo in cui si opera. (es. università, gestore di blog, poeta, giornalista, etc.) a questo indirizzo: poesiainternet@yahoo.it
La sala per il workshop può ospitare fino a 120 persone, e così anche il castello dove, alle 21, si terrà la lettura.
DOVE PERNOTTARE
Di seguito una serie di indirizzi dove poter pernottare a Bazzano.
L’Hotel Alla Rocca, dove si terrà il workshop, ha preparato per i partecipanti un pacchetto con prezzi molto convenienti. Camera singola con prima colazione euro 40. Camera doppia con prima colazione euro 60. (www.allarocca.com)
Esitono altre due strutture ricettive a Bazzano, che sono l’Hotel Sirena (www.albergosirena.com) e l’Hotel La Suite (www.lasuite.it)
COME ARRIVARE
Con la metropolitana di superficie
Potete usufruire di questo servizio disponibile dalla Stazione Centrale FFSS di Bologna, binario 7 piazzale Ovest, che vi condurra' direttamente, in circa 45 minuti, a Bazzano.
Con l’auto
Provenendo da Bologna Centro Citta'
Seguite le indicazioni per la Tangenziale e quindi imboccatela in direzione "Casalecchio-A1 Firenze". Uscite alla rampa n°1 che e' contrassegnata dal cartello "CASALECCHIO - BAZZANO - VIGNOLA - MARANELLO (SS 569)". Proseguite sulla SS569 fino ad arrivare a Bazzano, dopo aver passato Crespellano.
Entrando in Bazzano, passate il primo semaforo (quello della zona industriale e commerciale) e dopo il secondo semaforo prendete la prima strada possibile a sinistra. Proseguite per circa 100 metri e Vi troverete di fronte all’hotel.
Provenendo dall'autostrada A1 (Milano-Firenze-Roma):
1) Arrivando da Sud: prendete l'uscita "Bologna Casalecchio di Reno".
Dopo il casello autostradale, proseguite sulla tangenziale per circa 100 metri ed imboccate la seconda uscita contrassegnata dal cartello "BAZZANO - VIGNOLA - MARANELLO (SS 569)".
Proseguite sulla SS569 fino ad arrivare a Bazzano, dopo aver passato Crespellano.
Entrando in Bazzano, passate il primo semaforo (quello della zona industriale e commerciale) e dopo il secondo semaforo prendete la prima strada possibile a sinistra. Proseguite per circa 100 metri e Vi troverete di fronte all’ Hotel.
2) Arrivando da Nord: prendete l'uscita "Modena Sud".
Dopo il casello girate a sinistra e proseguite dritto per alcuni chilometri. Al primo semaforo girate a sinistra e proseguite sempre diritto attraverso Spilamberto fino a che non vi trovate allo "Stop". Girate a destra e proseguite diritto per alcuni chilometri. Dopo il passaggio a livello, girate a sinistra e poi subito a destra. Ora proseguite sulla strada fino a trovare l’ Hotel sulla destra.
Provenendo dall'autostrada A14 o A13
Arrivando in autostrada in prossimita' di Bologna, proseguite seguendo le indicazioni per la A1 direzione Firenze, qundi uscite a "Bologna Casalecchio di Reno".
Dopo il casello autostradale, proseguite sulla tangenziale per circa 100 metri ed imboccate la seconda uscita contrassegnata dal cartello "BAZZANO - VIGNOLA - MARANELLO (SS 569)".
Proseguite sulla SS569 fino ad arrivare a Bazzano, dopo aver passato Crespellano.
Entrando in Bazzano, passate il primo semaforo (quello della zona industriale e commerciale) e dopo il secondo semaforo prendete la prima strada possibile a sinistra. Proseguite per circa 100 metri e Vi troverete di fronte all’Hotel.
Programma
Albergo alla Rocca
Via Matteotti, 76
40053 Bazzano (Bologna)
tel: 051 83 12 17
web: www.allarocca.com
Ore 14.30 – Apertura workshop
*
Rocca dei Bentivoglio
Via Contessa Matilde, 10
40053 Bazzano (Bologna)
Ore 21 – Lettura poetica
postato da: redmaltese alle ore 14/04/2007 00:43 | link | commenti (10)
categorie:
giovedì, 05 aprile 2007

fabrizio centofanti = progetto lettura 21

primo piano
Fabrizio Centofanti
      "inediti"
letture "teatro finestra"
      mix vaan


selva dei suicidi
lettura:Luca Gaeta
 
si cerca scampo anche nelle tenebre
quando il cerchio è un baratro che s'apre
sotto un ponte leggero. non basta l'innocente
varco nel cuore, la penna d'aquila
che cresce come il dubbio, all'alba,
nella luce inaccessibile. il più semplice intento
rotola nel gorgo, nella casa
del naufrago veggente.

 

 
 
terre emerse
lettura: Marianna Cozzuto
 
sognare è sapere, dicevi, per questo
dormire è cambiare, vedere fanali improvvisi,
su strade d'azzurro. il palazzo ha un giardino
di pietra, cancelli melodici chiudono
ritmicamente la via.
sapere, trovare il guardiano che grida
da porte di ghiaccio.
è solo la luce, pensavi, che fende,
che scricchiola piano, la tenebra,
il tutto che illumina
invano

 

  
universopoesia
lettura: Marianna Cozzuto
 
se ricorda o dimentica non conta
quando la lingua è morta e l'ultima parola
ha il gusto amaro delle cose perse,
degli indirizzi inutili sul notes.
la pioggia si autocelebra nel battito lento degli oceani,
e la cura è una foto in dissolvenza
di luce o di buio impercettibili,
in sequenza

 

   
 
vangelo di Giuda
lettura: Raffaele Calabrese
 
il bicchiere è una forma silente
di angoscia uterina. "fai bene a fidarti".
eppure non basta un addio. l'imprevisto
ti può visitare nel sogno: l'amico è l'amico,
potrà miscelare due sguardi diversi
e chiedersi cosa ti aspetti?
ci giurano ancora i pochi superstiti,
i vecchi cui trema la mano, nel fare la guerra:
le dita accarezzano lame consunte.
la terra e il suo verso indomabile
su un ciglio d'azzurro
fioriscono
un nulla cantabile

 

   
Icaro
lettura: Raffaele Calabrese
 
guardare solo: coglierne lo strazio
discendere in picchiata sopra il male
con la tovaglia e i piedi dentro l'acqua
- calzini e scarpe, inutili bagagli.
il corpo tace, chiuso dentro il sogno
di una corona vinta da bambino:
la ruota e il vento, vividi, negli occhi.
l'angelo vola, l'ala che non sbianca
ha una macchia di sangue
o di vernice.

 

Fabrizio Centofanti è laureato in Lettere moderne con una tesi su Italo Calvino. Sacerdote diocesano a Roma dal 1996, opera soprattutto nel campo della spiritualità e dell'approfondimento della Sacra Scrittura. Ha pubblicato un volume su Calvino (Una trascendenza mancata. Istituto Propaganda Libraria, 1993) e uno su Rebora (Il segreto del poeta. Clemente Rebora: la santità che compie il canto. L'immagine interiore dagli appunti sul messale. Milano, Istituto Propaganda Libraria, 1987, 8° br. pp. 123 con num. ill. f.t.) oltre a numerosi saggi e articoli di natura letteraria. Nel 2005 è uscito il volumetto "Le parole della felicità" (Laurus Robuffo). E' inserito nel diario poetico "Il segreto delle fragole 2007" edito dalla Lietocolle. E' tra i fondatori della rivista L'Attenzione. Sue poesie sono presenti su Fara, La costruzione del verso, Oltre il tempo , Imperfetta Elissi. Liberinversi e Nazione Indiana - Presente sulla rivista arte incontro del mese di dicembre 2006.
postato da: redmaltese alle ore 05/04/2007 23:07 | link | commenti (63)
categorie: progetto lettura 21 f centofanti