
iole toini
- inediti -
Bianco ---il mondo non creato
Dire
Dire
Eh!
Accendere la musica
Prendere la mira
Eh!
Chiudere gli occhi
Non fare male
L’erba se ne frega
I libri
Astronavi e botti
Vulcani che si spengono e altri
Silenziosi
Mi giro sulla schiena
Un fatto di nessuno
Mi alleno
Dormo
Bene
Non faccio attenzione
a non schiacciare le formiche.
Dio era davanti a me, mio come una casa in affitto.
Mi guardava come fossi la bambina di una taglia più grande
del vestito che mi aveva preparato.
Mi ha sfiorato lo zigomo. Poi ha lasciato cadere la mano
fino alla nuca. Mi ha dato la sua bocca.
Ha detto lasciala scorrere lungo le curve dei gomiti, nello sbadiglio.
Sentirai le mani, il duro della testa, la forma
liquida del sangue. Ti entrerò come la morte. Ti farò vedere.
Una coltellata di neve ha fatto il suo ingresso.
Era pazzo.
E io con Lui.
Era inverno.
E io ero grassa di Lui.
Poi è successo. Qualcosa si è deformato.
Un difetto, il perno debole di un ingranaggio.
Crak il primo strappo si è aperto
sul seno. Non fa niente, ha detto, e mi ha premuto
dentro come un budino.
La sua bocca mi masticava come un chewingum.
Io continuavo a morire. A nascere. A nascere ancora.
Ero grande come tremila bambine. Trentamila femmine odorose.
Trentamilioni di bombe atomiche.
Il cielo era gonfio come due labbra africane.
Uno sciame di neve si allargava sopra di me.
Mangiavo Dio in ogni boccone.
Fuori, dentro, a pompa nella mia carne.
Lui mi ha preso la mano, mi ha portato nel posto senza orme.
Le O delle nostre bocche rotolavano in cielo senza giocoliere.
Cadevo come neve nella sua trachea.
Ero bianca, una nave spalancata e Dio mi attraversava
come un’autostrada.
Io bevevo alla sua gola.
Quando parlava, Lui lo faceva col mio sangue.
La notte mi amava con la mia fica.
Si sporgeva dai miei occhi, teso come il sesso.
Evaporava dal mio corpo.
Io ero la lingua che gli baciavo.
Ero una pianta la radice il vento.
Insieme davamo forma all’assoluto, al niente, e via di seguito.
La trasparenza delle cose ci inforcava da ogni parte.
Mi chiudevo sopra di Lui.
Ero sua madre e nessuno.
Ero io più l’universo.
Non ero niente.
Ero la Sua erezione.
Ero la commozione.
Più forte più fitta più dolorosa del parto.
Poi è venuta la fine.
Puf, sono esplosa come un palloncino.
Lui è caduto a terra.
Io non ho neanche pianto.
Per le soverchiate altitudini – dopo i prodigi i prodigi
I luccicosi incanti ci invidiavano la resa.
Era nella boccaparola che giacevamo incolti, il revolver che ci fiaccava le carni.
Colavo dalle funi larga come il sangue. Nelle funi mi avvolgevo. Delicatissima fino a sparire, mi torcevo del peso di una rabbia esposta, una selvatichissima rabbia che invadeva i porti.
I molti incauti porti.
Ero forte. Neghittosa. Casta. Una distesa morta che ardeva sotto le tue costole.
Ti battevo in ritirata.
Chiamavo a raccolta le pelvi scure delle madri che ringhiavano la tua mancanza.
Tu mi sparivi e rivelavi poca a me stessa. Infinitamente poca per la vastità dei prati.
Là erano i cieli, dicevi, là gli infuocati immensi.
Calda e sofferta mi donavo alla tua sposa, la mia alleluia impiccata alla grazia.
Ami
Avere una memoria di fame.
La forma incontenuta che rovescia.
Andare una dimestichezza di carne.
Spingere sulla discesa del collo
dove scavi la gola della tua lingua,
questa fame che ingombra e mi sboccia
il singulto dentro la piega, la cima
dove fermarmi per vederti nella mia musica
qui.
Toini Iole è nata a Darfo Boario Terme il 6 maggio 1965, vive a Villongo, sul Lago d’Iseo in provincia di Bergamo. Lavora come impiegata in un istituto scolastico.
Ha collaborato ad alcuni numeri della rivista “Qui – appunti dal presente “ di Milano.
Ha vinto il primo premio del Concorso Nazionale di Poesia "Sci Club, Pieve di Soligo" ed. 2004, presidente onorario di giuria Andrea Zanzotto, e il terzo premio nel Concorso ‘Il Lago Verde’ di Casazza (BG) ed. 2006.
E’ stata segnalata per la sezione raccolta inedita al Premio Montano di Verona, ottobre 2006. Due sue poesie sono state pubblicate sul n° 29 di Gradiva, The International Journal of Italian Poetry di New York. Ha avuto la segnalazione al Premio Anna Biella di Mezzago (MI), maggio 2006; segnalazione al Premio Città di Rimini 2007; segnalazione e pubblicazione nel Concorso ‘Storie e ritratti di artiste e di scrittrici’ Donne in opera 2005, promosso dalla Consulta Regionale Femminile della valle d’Aosta e l’associazione culturale Solal.
Alcune sue poesie sono apparse sulla rivista ‘Le voci della luna’ di Sasso Marconi (BO).