
Tra le cose da conservare nel mio strato mnemonico c'è sicuramente la poesia Quasimodiana, rea di aver segnato profondamente il mio percorso di conoscenze letterarie post-adolescenziali. Infatti dopo l'attrazione fatale verso i poeti maledetti, oggetto di studi scolastici, l'avvicinamento a testi ermetici, inevitabilmente mi portò sulla strada del poeta siciliano. La scelta sofferta del titolo del blog (forse non originale) "oboe sommerso" è la riprova del mio attaccamento primordiale verso questo autore classico. Gilberto Finzi nell'introduzione a "tutte le poesie di Quasimodo" edito dalla Mondatori nel 1995, asserisce che la poesia italiana che va dal periodo dal '32 si muoveva verso una chiusura alla realtà e un'oscurità stilistica , pari solo forse a quella degli antichi trobaudours provenzali. Insomma l' Ermetismo era la rivincita della parola sull' azione ( ideale futurista e propaganda dal regime fascista), il silenzio e lo spazio bianco che circondano il verso e la sua musica, l'oscuramento dei significati in nome di un linguaggio che diventasse possibilmente l'espressione dell'io e dell'indicibile, sublimati dall'essenzialità formale. L'ermetismo Quasimodiano è caratterizzato dall'assolutizzazione della parola ottenuta utilizzando varie tecniche, come ad esempio l'eliminazione dell'articolo, l'isolamento dei sostantivi in versi brevissimi e una serie di ellissi che tralasciano verbi ed altre frasi del discorso sintattico. I versi eponimi di "oboe sommerso" ne sono una prova provata.
....un oboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni
non mie, e smemora ...
in me si fa sera
l'acqua tramonta sulle mie mani erbose
Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,
e i giorni una maceria
( mon oncle 03-09-1969)
da più parti, o meglio in più blog la solita domanda: che cos'è la poesia?
è forse (a volte) saper sdrammatizzare?
così risponde il poeta Brunello Robertetti

Sermoneta 27/05/2006: il teatrino elagiaco delle ombre cinesi di "ovunque proteggi tour" al castello Caetani, tra ombre e fiaccole castellane e Vinicio Capossela che canta serenate ai fantasmi del castello